DECATHLON: IL VERO PARADOSSO E’ RINUNCIARE A UN PARCO PER DEI POSTI DI LAVORO INESISTENTI

Lo scorso 3 novembre, sul Giornale di Monza è stato pubblicato un articolo in cui un esponente del centrodestra brugherese, attaccava Brugherio Futura e Rifondazione Comunista per le proprie posizioni in merito al progetto del centro commerciale Decathlon.

Di seguito pubblichiamo la replica delle nostre forze politiche a tali dichiarazioni, espresse mediante un comunicato stampa emesso oggi, 7 novembre.

COMUNICATO STAMPA

Abbiamo letto con interesse le dichiarazioni del Consigliere Ribaudo in merito alla nostra posizione sulla questione Decathlon. Lo ringraziamo per la preoccupazione, ma crediamo di essere già grandi, e di sapere molto bene quello che vogliamo. Vogliamo tutelare sia il lavoro, che la salute dei cittadini di oggi e delle future generazioni. Le due cose, crediamo, non sono affatto in contraddizione.Agire in modo serio e responsabile significa difendere, come stiamo facendo e da sempre facciamo, i lavoratori di aziende storiche del nostro territorio che, a causa della crisi, rischiano di ritrovarsi senza occupazione.

E, soprattutto in un’area densamente urbanizzata come quella in cui ci troviamo, significa anche difendere il territorio, evitando che venga consumato con la realizzazione di strutture, come la Decathlon, che portano inquinamento, rumore e traffico, senza garantire benefici per la città, (dal momento che i vantaggi in ambito di occupazione sono tutti da dimostrare e che l’azienda francese non ha mai fornito alcuna garanzia in merito).

Esprimiamo il nostro compiacimento per il fatto che il Pdl, con le parole di Ribaudo, abbia finalmente riconosciuto che la zona dove vorrebbero costruire la Decathlon è un prato, e non una discarica, o un “accampamento di zingari”, come il centrodestra ha sempre sostenuto fino a questo momento.

Il concetto di Parco (soprattutto nel caso di un Parco Sovracomunale) comprende diverse tipologie di aree verdi (boschi, filari di alberi, zone agricole, prati etc.) che concorrono a creare un sistema ambientale ricco e complesso, che costituisce una barriera all’avanzata delle zone costruite.

In quest’ottica, realtà come il “Parco della Forma” certamente non aggiungono contenuti qualificanti sul piano ambientale (come del resto su quello occupazionale).

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Campus Decathlon Villeneuve d'Ascq - Francia

L’esperienza dei centri commerciali di questo tipo, già realizzati in Francia (come il Campus Decathlon di Villeneuve d’Ascq, raffigurato nell’immagine qui sopra) dimostra come essi siano in netto contrasto con la volontà espressa dal Consigliere Ribaudo di “aumentare l’ossigenazione” della zona, dal momento che gli unici aumenti garantiti sono quelli del cemento e dell’asfalto.

BRUGHERIO FUTURA

RIFONDAZIONE COMUNISTA BRUGHERIO

 

PROGETTO PANDA, IL SUPERMARKET DEI SERVIZI SOCIALI

In Comune si torna a parlare del progetto Panda, cioè della realizzazione di una struttura destinata ad accogliere famiglie in difficoltà, che, nelle intenzioni della stessa Panda Onlus, dovrebbe essere costruita nella zona di via Turati, al posto del terreno che attualmente viene utilizzato per ospitare le giostre in occasione della Festa di Brugherio.

Il Sindaco Ronchi, a cui la collocazione in città di nuovi edifici, di qualunque natura e forma essi siano, e a qualunque funzione siano essi destinati, fa sempre piacere, sembra intenzionato ad approvare il progetto senza pensarci troppo e senza “perdere tempo” in noiosi dibattiti.

Noi riteniamo invece che la questione vada affrontata con serietà, analizzandola a partire dalle caratteristiche del luogo dove viene proposto di costruire il centro di accoglienza.

Brugherio Futura e Rifondazione Comunista sono dell’opinione che l’insediamento a Brugherio di un centro per l’assistenza a madri e padri in condizione di disagio, sulla base della proposta della Associazione Panda Onlus, sia da considerare un arricchimento per la nostra comunità.

Allo stesso modo però, suscita grossa perplessita’ la grande predominanza dell’aspetto immobiliare  dell’intervento, dove sono previsti appartamenti in affitto che servono a coprire gli investimenti. In sostanza non ci convince la evidente sperequazione fra servizio offerto e cubatura immobiliare necessaria.

Per questi motivi, le nostre forze politiche intendono ribadire con forza la loro contrarietà all’ipotesi che tale struttura venga realizzata in un’area, come quella di via Turati/via Cajani, che vede una notevole carenza di spazi verdi.

Come già espresso pubblicamente fin dalla presentazione del progetto da parte di Panda Onlus, (leggi le dichiarazioni rilasciate nel mese di marzo 2009) le nostre forze politiche ritengono che esso debba essere realizzato ristrutturando un edificio esistente, con il doppio vantaggio di non consumare suolo libero, e poter inserire il centro di accoglienza in una zona della città maggiormente baricentrica, con ovvi vantaggi anche per i suoi utenti.

L’area di via Turati invece, deve essere riqualificata in modo da creare un’area verde fruibile dai cittadini che abitano in zona e da tutti i brugheresi.

Qui di seguito potete trovare il nuovo Comunicato Stampa emesso da Brugherio Futura e Rifondazione, rilasciato il 5 novembre 2009.

PANDA”: UN’AREA DA SALVARE DALLA CEMENTIFICAZIONE E UN PROGETTO SOCIALE DA RIVEDERE CON ATTENZIONE.

Apprendiamo che il “Progetto Panda”, che qualcuno dava per acquisito a Brugherio, incontra delle difficoltà all’interno della stessa maggioranza. Vogliamo ricordare che già nel marzo 2009 Rifondazione Comunista e Brugherio Futura, con un comunicato pubblicato sulla stampa locale, avevano preso una posizione critica. Dicevamo infatti che l’area di Via Turati, che si trova in una zona già fortemente urbanizzata, non era adatta a ospitare ulteriori cementificazioni. Scrivevamo che “il terreno di Via Turati può essere lasciato così com’è, in attesa di riqualificarlo come zona a verde a servizio di una porzione di territorio che ne ha forte bisogno”. Facevamo anche presente che si tratta di una ex cava, che richiederebbe notevoli e onerosi lavori di bonifica. Semmai, qualora il progetto in sé fosse giudicato utile, va preso in considerazione il riuso di un edificio già esistente, ad esempio un’ex area industriale.

Vogliamo però aggiungere che abbiamo delle riserve anche sul progetto in sé, che pure abbiamo attentamente valutato. Si tratta in realtà di un progetto sovradimensionato e allo stesso tempo molto vago, che prevede l’offerta di molti e diversi interventi in campo sociale e sanitario, ma senza definire la sua reale portata sul territorio, la sua rispondenza o meno ai fabbisogni locali e al suo rapporto con il Comune. Facciamo notare un solo particolare: in esso si richiede per i posti di primo intervento un contributo di 100 euro a carico del Comune nelle giornate in cui rimanessero inutilizzati: un onere davvero esorbitante e non corrispondente a una logica di necessità locale. In conclusione, studiando attentamente il progetto viene il sospetto che si chieda semplicemente: dateci quel territorio, che è oltremodo appetibile, poi, delle tante cose che proponiamo, qualcosa ci faremo. E’ una logica da Supermarket dei servizi sociali, che temiamo corrisponda a interessi non precisamente pubblici. Se invece così non è, i proponenti lo dimostrino.

CIRCOLO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA DI BRUGHERIO

BRUGHERIO FUTURA

LA MAGGIORANZA LITIGA CON LA MAGGIORANZA

Sono passati solo quattro mesi da quando la nuova Amministrazione di centrodestra si è insediata alla guida di Brugherio, eppure la maggioranza che dovrebbe sostenerla sta già andando in pezzi.

Martedì 29 settembre infatti, il Pdl di Brugherio ha inviato una lettera ai dirigenti provinciali del partito, dove chiedono di “intraprendere tutte le iniziative politiche” necessarie per giungere alla rimozione dall’incarico di Assessore di un membro della loro stessa forza politica: Francesca Pietropaolo, accusata di essere indisciplinata, e di non rappresentare il partito.

E’ evidente che il Popolo della Libertà brugherese, e tutto il centrodestra sono allo sfascio più totale. La logica delle poltrone prevale su quella dell’interesse della città. Invece di occuparsi di amministrare il Comune e risolvere i problemi dei suoi abitanti, sono impegnati in continui litigi interni, alla ricerca di un posto al sole se per se stessi.

Viene quasi spontaneo esprimere solidarietà nei confronti dell’Assessore Pietropaolo, vittima di una situazione più grande di lei.

Chissà se se lo sarebbe mai aspettata, quando ha partecipato alla campagna elettorale, che il suo partito avrebbe voluto darle il benservito dopo così poco tempo.

Chissà se si sarebbe mai aspettata che, dopo la confluenza nel Popolo della Libertà, la componente di Alleanza Nazionale sarebbe stata cancellata così in fretta.

I segnali delle spaccature sono arrivati subito dopo l’entrata in carica del Sindaco, quando un gruppo di Consiglieri del Popolo della Libertà ha disertato il Consiglio Comunale per mandare a Ronchi e agli “alleati” chiari messaggi in merito a rivendicazioni sulle nomine degli Assessori.

Hanno ottenuto il risultato, dal momento che il Sindaco, nonostante poco tempo prima avesse affermato che non avrebbe sostituito Amleto Fortunato all’interno della Giunta, “per rispettare la promessa fatta all’amico”, ha invece nominato un nuovo Assessore all’Urbanistica, sconosciuto ai più, ma evidentemente gradito ai dissidenti.

Più di recente ci sono stati i pesanti attacchi lanciati dal Consigliere Comunale Giuseppe Valentino all’indirizzo di Ronchi e del Direttore Generale Sarimari, colpevoli, secondo Valentino, della mancata pubblicazione di alcune sue dichiarazioni sul Notiziario Comunale.

E poi nuovi dissidi, nuovi litigi, nuovi attacchi da parte di esponenti del Pdl a Sindaco, Giunta, e Direttore Generale.

Insomma uno scenario decisamente brutto e preoccupante. Da parte dell’Amministrazione non c’è consapevolezza di quella che è la reale situazione in cui si trova Brugherio, non c’è conoscenza delle esigenze dei cittadini, non c’è capacità di applicare soluzioni moderne che consentano a Brugherio di progredire. Ognuno va per contro proprio, si costruisce le proprie piccole alleanze, non guarda oltre un palmo dal proprio naso.

L’unica cosa che la Giunta è in grado di fare è approvare provvedimenti razzisti nei confronti degli stranieri ed inventarsi idee sempre nuove per invadere Brugherio con centinaia di migliaia di metri cubi di cemento (dal Piano Casa, alla Decathlon, al Progeto Panda, alla Porta Sud e chissà cos’altro ancora macchineranno).

La città già paga le conseguenze di questo cattivo modo di governare, ma il centrodestra non intende nemmeno renderne conto ai brugheresi. Quando, in Consiglio Comunale, è stato loro chiesto di chiarire la situazione dei rapporti fra la maggioranza e l’Assessore Pietropaolo, i Consiglieri del Popolo della Libertà si sono rifiutati di rispondere, dichiarando che si tratta di una “questione interna al partito”.

Invece non è una questione interna nemmeno per sogno. La polemica riguarda la Pietropaolo in quanto Assessore, quindi in quanto esponente delle Istituzioni. I cittadini hanno il diritto di sapere cosa succede all’interno della Giunta e della maggioranza che hanno eletto, e queste ultime hanno il dovere di informarli.

Il centrodestra ha speso molte parole, quando era in carica la precedente Amministrazione, per sottolineare la necessità che la maggioranza di allora chiarisse di fronte ai brugheresi i rapporti che intercorrevano fra le sue varie componenti; tali chiarimenti non si sono mai fatti attendere.

Ora invece, quando sono la Lega ed il Pdl ad essere attraversati da da dissidi e contrasti ben più gravi interni alla coalizione e ad una parte degli stessi partiti, queste forze politiche non hanno sufficiente rispetto per gli elettori, da spiegare loro come stanno le cose.

E’ evidente che non hanno il senso di cosa sia la democrazia, né di cosa sia la coerenza.

VI FACCIAMO VEDERE LA DECATHLON

Nel caso qualcuno fosse venuto da chiedersi come sarebbe, una volta realizzato, il centro commerciale che la Decathlon vorrebbe costruire a Brugherio, all’interno dei confini del Parco Sovracomunale Est delle Cave, pubblichiamo le immagini delle due strutture simili che la Società ha realizzato in Francia. Questo fornisce un’idea di quello che è l’impatto sul territorio e sull’ambiente che questo tipo di centri causano.

“Parco della Forma” Decathlon di Bouc-Bel-Air, vicino a Marsiglia – Francia

"Parco della Forma" Decathlon di Bouc-Bel-Air, vicino a Marsiglia - Francia

“Parco della Forma” Decathlon di Villeneuve d’Ascq, vicino a Lille – Francia

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BRUGHERIO: STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO

Costruire, costruire, costruire. Sembra la soluzione di tutti i problemi, compreso quello dell’occupazione. L’ha detto ancora Raffaele Corbetta in Consiglio Comunale: ci sono i progetti in attesa; quando si parte? Ampliamento Candy, Porta Nord, Porta Sud. La sinistra, ha aggiunto Corbetta, invece di premere in questo senso, si perde in “cosucce”. Ha usato proprio questa espressione. Aggiungiamo, di già che ci siamo, la Decathlon all’interno del Parco delle Cave: sinistra svegliati dai tuoi sogni, sembra che dicano, cogli al volo anche questa eccezionale opportunità…

Bene, anzi, male. Rifondazione Comunista e Brugherio Futura hanno detto la loro, nei mesi scorsi, su ciascuno di questi progetti, diversi fra loro, e altri qui non nominati (Baraggia, Panda…). E ripeteremo questi giudizi, in maniera circostanziata e motivata, nelle prossime settimane. In questo comunicato, tanto per non perderci in “cosucce”, vorremmo solo ribadire i PRINCIPI DI BASE che secondo noi devono ispirare la progettazione urbanistica.

1) Prima di tutto, si deve partire da un’ANALISI DEI FABBISOGNI ABITATIVI e della domanda reale di alloggi a Brugherio (giovani coppie, immigrati, sfrattati…). Chiediamoci: la costruzione di nuovi alloggi serve a soddisfare queste esigenze, o serve a rispondere alle pressioni dell’imprenditoria edilizia locale (partito trasversale dell’edificazione, che sopravvive sotto qualsiasi amministrazione)? E serve a risolvere i problemi di Milano, da cui se ne vanno tante persone, coppie, anziani, per sfuggire ai costi della speculazione che imperversa, anche con il pretesto all’Expo 2015? L’unica vera EMERGENZA ABITATIVA, la vera priorità, sono le CENTINAIA DI CITTADINI SOTTO SFRATTO O SISTEMATI IN ALLOGGI DI FORTUNA che aspettano in un’apposita lista d’attesa depositata presso il Comune.

2) Prima di procedere alle cementificazione, si deve pensare a progetti di RIUSO, di RESTAURO, di RECUPERO degli edifici e dei complessi industriali, commerciali e civili già esistenti, dismessi e degradati. Inoltre, bisogna fare un CENSIMENTO DEGLI ALLOGGI SFITTI a Brugherio. Perché sono inutilizzati?

4) Qualsiasi nuovo insediamento (abitativo, industriale, commerciale) va valutato alla luce dell’IMPATTO AMBIENTALE e TERRITORIALE che comporta.

Il bene primario, infatti, è il TERRITORIO, il suolo non edificato. Acqua, aria e suolo sono la vita, per noi e per i nostri discendenti. Sono un bene non rinnovabile, una riserva che si esaurisce. “Padroni in casa nostra” finisce per voler dire “padroni di distruggere la casa, non solo nostra ma di tutti”.

Non si consuma il territorio per portare “moneta corrente” al Comune. E nemmeno con il pretesto che “porta lavoro: soprattutto perché si tratta di lavoro fasullo, che non risolve nessuno dei problemi legati alla crisi economica di oggi e a uno sviluppo sostenibile di domani.

Torneremo su ognuno di questi argomenti. In particolare sul rapporto fra territorio e lavoro.

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO non è uno slogan estremistico, anzi, è l’unico realistico nelle condizioni in cui viviamo a Brugherio, in Lombardia − nel mondo.

Brugherio Futura

Circolo di Rifondazione Comunista


GIU’ LE MANI DAL PARCO

COMUNICATO STAMPA

Il borgomastro Maurizio Ronchi fa scrivere sui giornali: “È fatta, arriva la Decathlon”. Noi gli rispondiamo che si sbaglia. Quello che è veramente fatto, è il Parco Est delle Cave, che è ormai diventato un parco sovracomunale riconosciuto dalla Provincia di Milano.

È stato voluto dai cittadini e dalle amministrazioni di cinque comuni: Brugherio, Carugate, Cologno, Cernusco e Vimodrone. È l’ultimo grande polmone verde che salvaguarda il territorio in questa zona, tenendo presente che la Lombardia è una delle zone più inquinate d’Europa.

E salvaguarda quindi la salute degli abitanti, brugheresi compresi. Basta con i grandi insediamenti commerciali, basta con la cementificazione, con l’aumento del traffico e dell’inquinamento. Come fa Ronchi a parlare di “bene della città”?

Il progetto della Decathlon era già stato bocciato dalla Provincia. Chi ha interesse a tirarlo di nuovo fuori?

Difendiamo la terra dei nostri padri”, era scritto a grandi caratteri nei manifesti elettorali della Lega. Forse volevano dire “Distruggiamo la terra dei nostri padri”. E dei nostri figli, anche.

Decathlon e Ronchi si sbagliano se credono che ora possano fare i loro interessi sulla testa dei cittadini. Noi daremo battaglia e invitiamo tutte le forze democratiche e ambientaliste di Brugherio, insieme a quelle degli altri comuni, ad esigere il rispetto degli impegni sottoscritti.


Comitato Parco delle Cave di Brugherio

Circolo di Rifondazione di Brugherio

Brugherio Futura

NO ALLA DECATHLON

Purtroppo esistono delle lobby che considerano il territorio solo in funzione di quanto esso possa essere sfruttato per costruire.

Queste ultime riducono un bene di tutti come il suolo ad una semplice merce da vendere e comprare allo scopo di realizzare operazioni immobiliari.

Brugherio Futura ritiene che sia indispensabile uscire da questo modo di concepire e gestire il territorio. Per il bene dell’ambiente e della salute dei cittadini è indispensabile conservare e sviluppare le aree verdi, evitando di consumare nuovo territorio.

Per questo motivo non vogliamo che un centro commerciale distrugga il Parco Est delle Cave.

Nel video che pubblichiamo qui cerchiamo di riassumere alcune informazioni in merito.

No alla Decathlon!

PESCA SPORTIVA NEL LAGO DI INCREA: COMUNICATO STAMPA DI BRUGHERIO FUTURA E RIFONDAZIONE COMUNISTA

Apprendiamo dalla stampa locale che la Giunta Comunale di Brugherio avrebbe intenzione di autorizzare la pratica della pesca sportiva all’interno delle acque del Lago di Parco Increa.

Con questo comunicato, Brugherio Futura Rifondazione Comunista intendono esprimere la propria totale contrarietà ad un atto che viene da noi ritenuto assolutamente sconsiderato, privo di ogni logica, in totale contrasto la necessità di salvaguardare la qualità ambientale dello specchio d’acqua in questione, e del Parco Increa in generale.

Nel corso degli anni, l’assetto raggiunto dal lago di Increa dal punto di vista ecologico, ha consentito che questo luogo assumesse un importante ruolo dal punto vista naturalistico, caratterizzato dalla presenza nel sito di numerose specie animali (sia acquatiche, che anfibie, che terrestri) e vegetali.

Il Lago di Increa, visto dalla sponda sud

Il Lago di Increa, visto dalla sponda sud

L’introduzione dell’attività di pesca in questo luogo, a causa del disturbo arrecato agli animali dalla continua presenza dei pescatori, e dalle attività connesse alla pesca (continuo sversamento di esche e mangimi nelle acque, abbandono in loco di lenze ed ami usurati con conseguente pericolo per gli animali, ripopolamenti artificiali di specie ittiche oggetto di pesca, con conseguente rischio di sovrappopolamento, aumento delle deiezioni e del carico organico delle acque etc.) determinerebbe inevitabilmente una rottura del fragile equilibrio instauratosi; c’è il serio rischio che il lago vada incontro ad eutrofizzazione, con formazione di fioriture di alghe nocive che pregiudicheranno la qualità del bacino e, di conseguenza, di tutta l’area verde.

In ragione di queste considerazioni, nel mese di novembre del 2008, il Consiglio Comunale di Brugherio ha approvato un Ordine del Giorno presentato da Brugherio Futura, dove il Consiglio stesso si impegnava a:

“- A preservare il valore naturalistico che il Lago di Increa negli anni ha acquisito, sia negli atti legislativi che in quelli di Spesa,

- Ad impedire che vengano introdotte attività da sempre vietate e incompatibili con la vita e la riproduzione degli animali selvatici, quali la pesca, il canottaggio e qualunque altra attività di tipo nautico, anche saltuaria, non prima di aver risolto problemi di gestione complessiva, completati gli studi di compatibilità e definita la regolamentazione del Parco,

- A cercare soluzioni, con la partecipazione anche di Università e Centri di Ricerca, ai problemi riguardanti l’instabilità del livello delle acque e della vegetazione delle sponde,

A cercare di migliorare le condizioni di vita degli animali acquatici e a permettere una miglior fruizione da parte dei Cittadini, nel rispetto delle esigenze degli animali,

A sviluppare una migliore e maggiore fruizione del Parco da parte dei brugheresi, compatibilmente con la realtà naturalistica del Parco stesso”.


Dal momento che nessuno studio di compatibilità ci risulti sia stato tuttora realizzato, e che non siano state ricercate soluzioni in merito ai problemi riguardanti l’instabilità del livello delle acque e della vegetazione delle sponde, né che siano stati coinvolti in tal senso Università e Centri di Ricerca, risulta evidente che la scelta della Giunta Ronchi in merito alla pesca, rappresenta una violazione di impegni, vincolanti per il Consiglio Comunale.

La Giunta di Brugherio dimostra quindi una volta di più di non avere nessun rispetto per l’ambiente ed il verde, e nemmeno per le decisioni democraticamente assunte dall’Organo sovrano del Comune.

BRUGHERIO FUTURA

RIFONDAZIONE COMUNISTA – BRUGHERIO

SUMMIT ONU SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO: BARACK OBAMA E SILVIO BERLUSCONI

Lo scorso 22 settembre si è tenuto a New York il summit delle Nazioni Unite sulla lotta al cambiamento climatico.

I rappresentanti delle principali nazioni della Terra, hanno espresso la volontà di intervenire in tempi rapidi per ridurre le emissioni di gas che causano alterazioni del clima, riconoscendo l’importanza e l’urgenza di tale problema.

In particolare spicca l’intervento del Presidente americano Barack Obama, che vi riportiamo più sotto in versione integrale tradotto in italiano (fonte: www.greenreport.it), dove emerge un radicale cambiamento rispetto alla politica attuata in questo ambito dall’amministrazione Bush. In sostanza, viene lanciata una decisa strategia di riduzione dell’inquinamento, dei consumi energetici e, contemporaneamente, di sviluppo di fonti energetiche pulite.

Sulla stessa strada sta viaggiando l’Unione Europea, che già a fine 2008 ha stabilito un programma per la riduzione delle emissioni di CO2 (il cosiddetto 20-20-20).

Molti Paesi hanno già iniziato a muoversi, altri (USA e Cina in testa) stanno iniziando a farlo ora. Per la prima volta nella storia sembra esserci una concreta e corale attività di lotta al Climate Change.

E’ un vero peccato che, alla faccia di questa comune messa in campo di impegno, di mezzi e di risorse, l’unico Paese che stia dimostrando disinteresse a questi temi sia proprio l’Italia.

Già all’epoca della sottoscrizione del 20-20-20 Berlusconi aveva tentato di opporsi dichiarando che “le nostre imprese non sono assolutamente in grado di addossarsi i costi di una regolamentazione come quella ipotizzata” e che se l’Europa non gli avesse dato retta “sarebbe arrivato a porre il veto”. Gli andò male e l’accordo fu firmato da tutti, Italia compresa.

Qualche settimana fa, il nostro presidente del Consiglio ci ha riprovato, scrivendo una lettera al capo dell’Esecutivo comunitario, Josè Manuel Barroso in cui annunciava l’intenzione di rinegoziare con l’UE le quote di riduzione di emissioni a carico dell’Italia, sostenendo che quelle attuali comportano costi troppo alti. Il Commissario Europeo all’Ambiente gli ha risposto che esse “non sono più negoziabili”.

Berlusconi ce la mette tutta per fare danni all’estero, oltre a quelli che compie nel nostro Paese, come, ad esempio, con la scellerata idea di ritornare ad utilizzare l’energia nucleare (nonostante il referendum del 1987 che in Italia l’ha abolita) e quella di eliminare gli incentivi fiscali per l’efficienza energetica dalla finanziaria 2010.

Per fortuna, almeno fuori dai confini nazionali, a causa del fatto che il suo prestigio internazionale è nullo, e gli altri capi di Stato non lo ascoltano, non sempre ci riesce.

Barack Obama e Jose Manuel Barroso

Barack Obama e Jose Manuel Barroso

IL TESTO DEL DISCORSO DI BARACK OBAMA

Ci tengo a ringraziare il segretario generale per aver organizzato questa riunione e tutti i dirigenti che partecipano al summit. Il fatto che oggi siamo così numerosi dimostra che la minaccia che costituiscono i cambiamenti climatici è grave, pressante e crescente. La reazione della nostra generazione di fronte a questo problema sarà giudicata dalla storia, perché se non attaccheremo arditamente, rapidamente e di concerto, rischiamo di produrre una catastrofe irreversibile per le generazioni future.

Nessuno Stato, che sia grande o piccolo, ricco o povero, può sfuggire agli effetti dei cambiamenti climatici. L’innalzamento del livello dei mari minaccia tutte le coste. Tempeste e inondazioni di sempre più grande ampiezza minacciano tutti i continenti. Siccità e cattivi raccolti producono la sotto-alimentazione e i conflitti in luoghi dove la sotto-alimentazione ed i conflitti sono già frequenti. Nelle isole dove la superficie diminuisce, le famiglie sono già obbligaste ad abbandonare le loro abitazioni per diventare rifugiati del clima. La sicurezza e la stabilità  di tutti i Paesi e di tutti i popoli – nostra prosperità, nostra salute e nostra sicurezza – sono in pericolo ed il tempo che abbiamo per rimediare a questa situazione è limitato.

Eppure possiamo porre rimedio.  Come ha detto John Kennedy, «I nostri problemi sono creati dall’uomo, possono dunque essere risolti dall’uomo». E’ vero che per troppi anni l’umanità ci ha messo del tempo a reagire o anche a riconoscere l’ampiezza della minaccia climatica. E’ vero anche per il mio Paese. Noi lo riconosciamo. Si tratta però di un nuovo giorno, di una nuova epoca. Sono fiero di poter dire che gli Stati Uniti hanno fatto di più per incoraggiare la produzione di energia pulita e per ridurre l’inquinamento dovuto alle emissioni di CO2 in questi ultimi otto mesi che durante tutto l’altro periodo della loro storia.

Il nostro governo dedica gli investimenti più importanti che abbia mai fatto al settore delle energie rinnovabili; questi investimenti sono destinati a raddoppiare la capacità di produzione di energia eolica ad altre energie rinnovabili in tre anni. In tutti gli Stati Uniti, degli imprenditori costruiscono delle pale eoliche, dei pannelli solari e delle batterie per auto ibride  con l’aiuto di garanzie di prestito e di crediti d’imposta, progetti che creano posti di lavoro ed imprese. Noi investiamo miliardi di dollari al fine di ridurre lo spreco di energia nelle nostre abitazioni, nei nostri edifici e quello dovuto alle nostre apparecchiature elettroniche e casalinghe, il che permette anche alle famiglie americane di risparmiare denaro grazie alla riduzione dei loro livelli di elettricità e di carburante.

Abbiamo proposto la prima politica nazionale mirante tanto ad accrescere il risparmio di carburante che a ridurre l’inquinamento dovuto alle emissioni di gas serra per tutte le nuove auto e tutti i nuovi camion, questo farà risparmiare denaro ai nostri consumatori e petrolio al nostro Paese. Noi progrediamo in quello che riguarda la realizzazione dei primi progetti di costruzione di eolico  al largo delle coste del nostro Paese. Noi investiamo miliardi di dollari in vista del sequestro del carbonio, in modo che potremo ridurre l’inquinamento causato dalle nostre centrali a carbone. Questa settimana, annunceremo che per la prima volta cominceremo a sorvegliare le quantità di gas serra emesse in tutto il nostro Paese.

Alla fine della settimana, aprirò di concerto con i miei colleghi all’interno del G20 per mettere fine alle sovvenzioni riguardanti I combustibili fossili in modo che possiamo meglio affrontare il problema climatico.

Sappiamo già che il recente calo dell’insieme delle emissioni americane è in parte dovuto alle misure che puntano ad incoraggiare un migliore rendimento energetico ed un migliore impiego delle energie rinnovabili.

Cosa ancora più importante, la Camera dei rappresentanti ha adottato a giugno un testo di legge sull’energia e il clima che dovrà permettere finalmente che l’energia pulita sia una forma di energia redditizia per le imprese americane e ridurre considerevolmente le emissioni di gas serra. Una commissione del Senato  ha già esaminato questo testo di legge ed io conto di operare di concerto con altri quando progrediremo.

Dato che nessun Paese può rilevare da solo questa sfida, gli Stati Uniti incitano un numero d’alleati e di persone più grande che mai a trovare una soluzione. In aprile, abbiamo convocato qui negli Stati Uniti la prima delle 6 riunioni del Forum delle grandi potenze economiche sull’energia ed il clima che hanno avuto luogo fino ad oggi. A Trinidad,  ho proposto un partenariato sull’energia ed il clima per le Americhe. Noi agiamo con l’intermediazione della Banca mondiale per incoraggiare I progetti di energie rinnovabili e delle tecnologie connesse nei Paesi in via di sviluppo. Infine, accordiamo in posto prioritario alle questioni climatiche nel quadro delle nostre relazioni diplomatiche con dei Paesi così diversi come la Cina e il Brasile, l’India e il Messico, dal continente africano al continente europeo.

Tutte queste misure rappresentano da parte del popolo Americano e del suo governo un riconoscimento di importanza storica. Noi comprendiamo la gravità della minaccia climatica. Noi siamo risoluti ad agire e ci prenderemo le nostre responsabilità verso le generazioni future.

Tuttavia, benché un gran numero di Paesi abbia preso delle misure ardite e condivida la nostra determinazione, non siamo venuti qui per celebrare i progressi odierni. Noi siamo venuti perché occorre progredire molto di più. Noi siamo venuti perché resta molto da fare.

Si tratta di un compito che non sarà facile. Mentre ci apprestiamo ad andare a Copenhagen, non dobbiamo farci illusioni sul fatto che il più difficile è davanti a noi. Noi cerchiamo cambiamenti radicali ma necessari nel bel mezzo di una recessione mondiale, nella quale il compito prioritario di tutti i Paesi è di rilanciare l’economia e di diminuire la disoccupazione. Tutti noi dovremo avremo a che fare nelle nostre rispettive capitali con i dubbi e le difficoltà, su come cerchiamo di raggiungere una soluzione duratura ai problemi climatici.

Io sono venuto qui oggi per dire che le difficoltà non possono servire da scusa per accontentarsi. L’imbarazzo non è più una scusa per l’inazione. Infine, non dobbiamo permettere che la perfezione diventi nemica del progresso. Ognuno di noi deve fare quello che può quando può per far aumentare l’economia del suo Paese senza mettere in pericolo il nostro pianeta e dobbiamo farlo tutti insieme. Noi dobbiamo cogliere l’occasione per fare della riunione di Copenhagen un passo importante nella lotta mondiale contro i cambiamenti climatici.

Noi non possiamo più permettere che le vecchie divisioni che hanno caratterizzato il dibattito sul clima durante tanti anni blocchino i nostri progressi. Si, spetta sempre ai Paesi  industriali che hanno causato una gran parte dei danni subiti dal nostro clima nel corso del secolo scorso, tra i quali gli Stati Uniti, di giocare un ruolo di primo piano. Noi continueremo a farlo, investendo nei settori delle energie rinnovabili, favorendo un miglior rendimento e riducendo considerevolmente le nostre emissioni in maniera da raggiungere gli obiettivi che abbiamo fissato per il 2020 e i nostri obiettivi di lunga durata per il 2050.

Tuttavia, anche i Paesi in via di sviluppo rapido che saranno responsabili di quasi tutta la crescita delle emissioni di CO2 nei decenni a venire devono giocare il loro ruolo. Alcuni di questi Paesi hanno già fatto dei grandi progressi per quel che riguarda la produzione di energia pulita e il suo utilizzo. Essi devono però impegnarsi a prendere delle misure vigorose sul loro territorio ed accettare di rispettare questi impegni proprio come fanno i paesi industriali. Noi non possiamo rilevare questa fida se tutti I grandi emettitori di gas serra non agiscono di concerto. Non c’è altra soluzione.

Noi dobbiamo anche raddoppiare i nostri sforzi per mettere gli altri Paesi in via di sviluppo, in particolare i Paesi più poveri e più vulnerabili, sulla strada di una crescita sostenibile. Questi Paesi non dispongono delle stesse risorse per lottare contro i cambiamenti climatici di Paesi quali gli Stati Uniti o la Cina, ma sono loro ad avere l’impegno più immediato per una soluzione, perché conoscono già gli effetti del riscaldamento del nostro pianeta: la fame, la siccità, la sparizione dei villaggi costieri e i conflitti dovuti alla rarità delle risorse. Il loro futuro non è più la scelta tra un’economia  crescente ed un pianeta più pulito, perché la loro sopravvivenza dipende da entrambe. La riduzione della povertà avrà poco effetto se non si può raccogliere quel che si è seminato o trovare dell’acqua potabile.

E’ per questo che incombe su di noi di fornire l’aiuto finanziario e tecnico del quale questi Paesi hanno bisogno per adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici e per incoraggiare uno sviluppo che causi poche emissioni di CO2.

Dopo tutto, quel che ricerchiamo non è semplicemente un accordo sulla limitazione delle emissioni di gas serra. Noi cerchiamo di concludere un accordo che permetterà a tutti i Paesi di conoscere un buon tasso di crescita e di aumentare il livello di vita della popolazione senza mettere in pericolo il nostro pianeta. Mettendo a punto delle tecnologie non inquinanti e condividendo il nostro know how, noi possiamo aiutare i Paesi in via di sviluppo ad evitare le tecnologie inquinanti ed a ridurre le emissioni pericolose.

Signor segretario generale, mentre siamo riuniti qui oggi, la buona notizia é che, dopo tanti anni di inazione e negazione, la maggior parte dei Paesi riconoscono finalmente l’urgenza del problema che ci si pone. Noi sappiamo quel che conviene fare. Noi sappiamo che l’avvenire del nostro pianeta dipende da un impegno  mondiale a ridurre in modo permanente l’inquinamento dovuto ai gas serra. Noi sappiamo che, se adottiamo le regole e gli incentivi appropriati, daremo libero corso al potere creativo dei nostri migliori scienziati, ingegneri ed imprenditori per costruire un mondo migliore. Un gran numero di Paesi hanno già fatto il primo passo sulla via che porta alla realizzazione di questo obiettivo. Questa strada sarà però lunga e difficile e noi non abbiamo molto tempo per arrivare fino alla conclusione. E’ una via che esigerà che ciascuno di noi perseveri nonostante le battute di arresto per progredire poco a poco, anche quando ci saranno degli ostacoli.  Cominciamo dunque subito, perché se siamo flessibili e pragmatici, se possiamo decidere di lavorare instancabilmente e di concerto, noi potremo allora realizzare il nostro obiettivo comune, vale a dire un mondo che sia più sicuro, più pulito ed in migliore salute di quello che abbiamo trovato ed un futuro che sia degno dei nostri figli.

Vi ringrazio.

PONTERANICA, 26 SETTEMBRE 2009: E’ STATO FANTASTICO

Molti di voi, nonostante, come al solito la quasi totalità delle televisioni e della carta stampata abbia ignorato la notizia, sapranno che sabato 26 settembre si è svolta a Ponteranica, vicino a Bergamo, una manifestazione popolare per protestare contro la rimozione, operata da parte del neo-sindaco leghista Cristiano Aldegani, della targa che intitolava la biblioteca di quel Comune a Peppino Impastato, martire della lotta contro la mafia.

All’evento, trasmesso in diretta da Radio Popolare, hanno partecipato in tantissimi, provenienti un po’ da tutta l’Italia. C’è stata la bella risposta dei cittadini di Ponteranica, che hanno dimostrato di avere un senso civico che il loro Sindaco nemmeno si sogna, c’è stato il memorabile discorso dal palco (fra i tanti coinvolgenti interventi che si sono susseguiti) di Giovanni Impastato, fratello di Peppino, che ha ricordato a tutti con determinazione e lucidità che la battaglia contro la mafia è la battaglia contro le ingiustizie e la prepotenza, e che voler cancellare la memoria degli eroi di questa battaglia (come vogliono fare la Lega e la destra in generale) significa schierarsi dalla parte degli ingiusti, dei prepotenti, dei criminali. Secondo Giovanni Impastato in Italia è in atto una strategia autoritaria da parte del Governo, che mira a cancellare i diritti e le libertà dei cittadini, per instaurare un sistema politico controllato da un numero ristretto di persone, in rapporto con alcuni grandi gruppi economici e la criminalità organizzata. L’operazione si svolge su vari livelli, che vanno dallo “sfruttamento” dell’Expo di Milano, alle imprese sul territorio dei vari Sindaci che fanno a gara a chi emette l’Ordinanza più razzista, antidemocratica, incivile.

E oltre a questo ci sono state poesie, musica, artisti di strada, perché si può combattere per ciò in cui si crede anche mostrando colori e allegria.

Noi c’eravamo, sabato a Ponteranica, e possiamo dire che e’ stato fantastico. Il motivo per cui ci si è trovati lì sa veramente di tragico ma, vedere tante persone, migliaia di persone, tutte diverse tra loro (anziani e adolescenti, madri con i passeggini e politici, militanti e non, impiegati in giacca e cravatta e pensionati con il bastone, famiglie con figli e organizzazioni di volontari, signore con tacchi agghindatissime e giovanotti con i dread) tutti uniti da un solo spirito, secondo noi rappresenta un fatto di importanza enorme.

La locandina dell'iniziativa

La locandina dell'iniziativa

Esso sta a significare che sono sempre di più i cittadini che comprendono che, se a Ponteranica viene tolta la targa in onore di Peppino, se a Roma Alemanno propone di dedicare una strada a Giorgio Almirante, se a Brugherio la Giunta rimuove i cartelli “Città per la Pace”, sono tutti gli italiani onesti che devono sentirsi offesi.

Sta a significare che aumenta sempre più il numero di persone che non è più disposta a tollerare l’oppressione di questo arrogante regime politico.

I settemila manifestanti di Ponteranica erano lì, tutti insieme, a far sentire la propria voce affinché l’attenzione non cali ed il popolo stia sempre all’erta; affinché esso vigili contro i mille subdoli pericoli che oggi corre la nostra democrazia.

Una situazione come quella che vive l’Italia in questi giorni, con una classe dirigente sempre meno rappresentativa delle esigenze del Paese, con le coscienze della gente addormentate da Signora Televisione, con l’individualismo e l’egoismo propugnati come credo di massa, è in grado di togliere parecchie forze anche a chi è sempre stato impegnato in prima linea per il bene comune, per la diffusione di ideali e di valori positivi; sempre più sono coloro che arrivano a chiedersi quanto valga ancora la pena di esporsi in nome di quegli ideali che sempre meno persone sono disposte a difendere, e se sia ancora il caso di denunciare ingiustizie che sempre in meno sono disposti a vedere.

Poi arriva una giornata come quella di sabato 26 settembre, un’iniezione di nuova energia, l’abbraccio collettivo di migliaia di uomini e donne che vogliono fare la loro parte affinché l’Italia risorga dalla palude dove il regime l’ha gettata. E la speranza che non tutto sia perduto torna VIVA.

Facciamo di Ponteranica un nuovo inizio. Con l’esempio di Peppino Impastato a guidarci.