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“ABOLITA” LA PACE A BRUGHERIO

giugno 25, 2009

Il Sindaco Maurizio Ronchi non rinuncia al suo modo di far politica per urla e proclami (senza curarsi che poi quanto annunciato sia effettivamente realizzabile, o comunque auspicabile per il bene della città) sia che si trovi nel mezzo di un comizio, sia che stia rilasciando un’intervista ad un giornale. Sul numero di NoiBrugherio del 18 giugno, in un fiume di parole Ronchi, fra le altre cose, ha dichiarato che cambierà entro novembre 2009 lo Statuto del Comune per portare il numero degli Assessori da sette a nove, che darà ai dirigenti del Comune 120 giorni di tempo per valutare se sono compatibili con la nuova Amministrazione , e se non sarà così li sostituirà; che ha già bloccato molte delibere della passata Amministrazione. Il tono del leader duro e decisionista piace molto al neo Sindaco, che non riesce a fare a meno di utilizzarlo. Magari tale atteggiamento su qualcuno potrà anche fare colpo, però, alla lunga, bisogna essere in grado di mantenere quello che si promette e, prima ancora di questo, occorre fare affermazioni che siano veritiere e corrette, altrimenti poi la gente si stufa delle panzane. Da questi punti di vista (e, per la verità, da molti altri) il Ronchi lascia molto a desiderare.

Vogliamo fare alcune considerazioni:

nessuna città dei dintorni con una popolazione paragonabile a quella di Brugherio ha una Giunta composta dal Sindaco e nove Assessori; hanno tutti un numero di componenti inferiore, ad eccezione di Sesto S.Giovanni (con in effetti nove Assessori) che però ha 80.000 abitanti. Se ne deduce che per governare un Comune di 30/35.000 abitanti una Giunta a nove non serve. Ronchi la vuole solo per assegnare un paio di cadreghe a quelle forze politiche (la Lista Civica di Gatti, quella di Ancilla Fumagalli e La Destra,) che sono state determinanti per farlo vincere al primo turno, ma che sono rimaste fuori dal Consiglio Comunale e non ci stanno a fare la parte dei “portatori d’acqua”. Questo è totalmente contrario al principio della riduzione dei costi della politica. In pratica il centrodestra accollerà ai cittadini brugheresi qualche decina di migliaia di euro di maggiori spese all’anno (questo è il costo di due amministratori in più) per risolvere le proprie beghe interne.

Per quanto riguarda il “periodo di prova” assegnato ai dirigenti, questa soluzione può valere solo per quelli fra loro il cui rapporto di lavoro è regolato da un contratto fiduciario con il Sindaco (ad esempio il Direttore Generale Sarimari, ma siamo pronti a scommettere che quest’ultimo non verrà sottoposto a verifica) e non per quelli assunti tramite concorso pubblico (che, salvo non siano intercorse novità negli ultimi tempi, a Brugherio ci risultano essere la stragrande maggioranza) e per i quali valgono le regole stabilite dalla normativa nazionale, che sono un po’ più complesse di come cerca di far credere Ronchi. In sostanza questa rischia di essere l’ennesima “sparata” che non può essere in alcun modo mantenuta.

In merito al blocco delle deliberazioni della precedente Giunta è opportuno rammentare che si tratta di documenti ufficiali, che impegnano il Comune in modo ufficiale. Come tali, molte di esse, non possono essere annullate. Altre, che magari fossero ad uno stato meno avanzato del loro iter, o avessero caratteristiche di un certo tipo, potrebbero anche venire bloccate; sarebbe però opportuno riflettere su quanto sia corretto il comportamento di un’Amministrazione che si prendesse la libertà di cancellare sistematicamente gli Atti Pubblici, per il semplice fatto che sono stati posti in essere da chi è venuto prima. Non sarebbe un bell’esempio di democrazia. Per rispetto dei cittadini, il neo Sindaco dovrebbe dire chiaramente quali delibere ha fermato e perché lo ha fatto. Fino a questo momento, a noi risulta che l’unica cosa che il Primo Cittadino ha fatto (peraltro senza nemmeno una delibera o un’ordinanza) è stato far rimuovere la scritta “Comune per la Pace”, dai cartelli stradali con la denominazione di Brugherio. Tale azione risulta inspiegabile e assurda. Se si tratta di una ripicca nei confronti delle forze politiche che hanno guidato Brugherio fino a qualche settimana fa, essa dimostra un’arroganza ed una pochezza culturale senza pari. Se si tratta invece di un modo per affermare che il Sindaco ed i partiti che lo sostengono sono contro la Pace (e quindi favorevoli alla guerra), crediamo che non ci siano aggettivi per definire l’uno e gli altri.

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