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A BRUGHERIO CHIUDE LO SPORTELLO STRANIERI: RONCHI NON VUOLE CHE SI INTEGRINO NELLA NOSTRA SOCIETA’

settembre 11, 2009

La cancellazione dello Sportello per gli immigrati è espressione della volontà di rendere la discriminazione razziale come regola, superando in questo addirittura il Governo nazionale, che proprio in questo giorni ha dichiarato di avere l’intenzione di conferire ai Comuni la competenza in merito al rinnovo dei permessi di soggiorno.

Oltre ad aver annullato, quello che perfino un esponente del Governo (stesso colore della ns. giunta) ha definito un servizio d’eccellenza, un fiore all’occhiello nell’ambito dell’accoglienza e dell’integrazione, non ha perso tempo nel dichiarare che avrebbe reso più difficile, ai soli extracomunitari, la concessione della residenza a Brugherio.

La Giunta brugherese continua a caratterizzarsi per la determinazione con cui emette provvedimenti razzisti e contrari ai valori su cui si fonda una società democratica..

Il Sindaco ha dichiarato di non essere antifascista, ha rimosso i cartelli “Città per la pace”, ha reso l’accesso ai contributi per gli asili più difficile per gli stranieri, ha emesso un’Ordinanza al fine di vincolare l’ottenimento della residenza nella nostra città per gli stranieri al possesso di un reddito minimo, di un “alloggio idoneo” e di un’assicurazione sanitaria. Siamo all’assurdità più totale. Invece di creare i presupposti affinché i migranti, che notoriamente non godono di redditi molto elevati, possano entrare a far parte della comunità e del tessuto sociale e produttivo in modo attivo, partecipato e consapevole, e possano migliorare la loro condizione economica (con benefici per loro e per la comunità stessa), la Giunta pensa di fare il contrario, cioè di impedire di far parte della società brugherese a quelle persone straniere che non siano almeno un po’ “ricche”. Insomma, già a loro non piacciono gli stranieri, se sono anche poveri poi allora è meglio che non si avvicinino ai confine comunali.

Sembra che la residenza debba essere stabilita come in una gara d’appalto, o in un concorso per titoli ed esami. Se vuoi abitare a Brugherio devi passare l’esame della commissione leghista che decide se il tuo reddito e la tua casa siano idonei a farti diventare brugherese. Da qui si capisce che brugherese lo diventa non la persona perbene, ma la persona che “possiede”, in perfetta linea coi tempi, e con la dilagante sottocultura dei beni materiali.

Chiaramente alla gara parteciperanno i soli extracomunitari (e i comunitari provenienti da Romania e Bulgaria, che per la Giunta sono evidentemente considerati europei di seconda categoria), per tutti gli altri l’assegnazione è garantita. E allora vorremmo proprio conoscerli questi esaminatori che dovrebbero prendersi la responsabilità di decidere chi può andare bene e chi no. Come può qualcuno ritenere di escludere dai diritti di residenza una persona solo per il fatto che non ha avuto la fortuna di nascere ricco in un Paese con la bandiera a dodici stelle?

Questa politica, che ci dicono finalizzata all’ordine comune e alla sicurezza, serve invece a creare capri espiatori, qualcuno a cui dare la colpa se le cose non funzionano come dovrebbero, o vanno a rilento. Se abbiamo troppi bambini in una sola classe o se non ci viene assegnata la casa popolare, qualcuno deve essere responsabile….. e chi meglio di una persona che è resa fragile dal suo stato di assoluto bisogno? Se poi quest’ultima addirittura non ha diritto al voto (perché non è italiano), diventa il soggetto ideale con cui prendersela. E allora la soluzione da offrire all’opinione pubblica come cura di tutti i mali è una sola: non accettiamo nuovi extracomunitari nella nostra società, e quelli che già ci sono emarginiamoli. In questo modo otterremo anche il vantaggio di dover destinare meno risorse ai Servizi Sociali, che per il centrodestra rappresentano sempre una voce di spesa piuttosto fastidiosa.

Dobbiamo tutti chiederci se conviene realmente vivere in una città dove viene discriminato chi è povero o appartiene ad un popolo diverso dal nostro.

Se ci si sforza di affrontare la questione in modo meno superficiale, ci si rende subito conto che, come insegna la storia, le migrazioni non si possono fermare; si possono semmai regolamentare e guidare con una adeguata e corretta politica di accoglienza.

L’atteggiamento di repulsione e repressione cieca può avere come unica conseguenza quella di creare ghetti e gruppi di popolazione estranea al corpo sociale, ammassati in zone ad alto rischio di criminalità. Altro che sicurezza.!!!!

Si sono mai chiesti i nostri illuminati amministratori perché i più alti livelli di delinquenza si riscontrano in quartieri dove vengono cacciati gli emarginati (dalle favelas brasiliane, al Bronx a Scampia)?

Forse no, perché altrimenti avrebbero scoperto che quando si isolano gruppi di persone che si sentono respinte dalla società tutta, a cui non viene offerta neanche una chance, ai cui bambini è vietato l’accesso a scuola (la scuola …altro modo fondamentale per far partire la vera integrazione),

si fomentano inevitabilmente odio, rabbia e senso di rivalsa; sentimenti che sicuramente non sono di buon auspicio per la convivenza civile.

Al giorno d’oggi concetti come solidarietà, inclusione, rispetto, accettazione non sono più una parte fondante del sentire comune.

Il pensiero dominante che si sta diffondendo sempre più è quello dell’indifferenza, dell’individualismo, del sospetto nei riguardi del prossimo. Viene indotta nelle persone una sensazione di costante insicurezza. Viene loro ispirata la paura per tutto ciò che non conoscono. Il risultato è la tendenza a volersi isolare, a rifiutare ciò che non è più che consueto.

L’esperienza dovrebbe invece farci apparire chiaro come la comunità più sicura è quella dove ognuno accetta e rispetta l’altro, che sentendosi accettato, rispettato e, soprattutto, trattato in maniera ugualitaria, ha sicuramente meno spirito di “ribellione”.

Una città multiculturale e multicolore è la vera risposta al “bisogno di sicurezza”. La città dove far crescere i nostri bambini mano nella mano con i bambini dei vicini. Dove la diversità è ricchezza e opportunità.

Come possono il Sindaco ed i suoi alleati non capire che la sicurezza nasce dalla comprensione di chi è diverso? Chi non si sente escluso non ha rabbia nei confronti del suo vicino. La comprensione e l’integrazione non devono far paura. Chi ha paura di perdere la propria identità nel contatto con qualcun altro vuol dire che non ha una vera identità.

La conoscenza è l’unico antidoto alla paura, si ha paura solo di ciò che non si conosce.

E’ evidente, dunque, che chi diffonde la paura e la diffidenza nei confronti del diverso lo fa per controllare le persone e imporre le proprie regole su tutti, stranieri e non. E’ una sottile strategia di manipolazione delle coscienze.

Ronchi è uno strumento di tale strategia. E tale strategia va combattuta, perché causa ingiustizie e sofferenze a tutti.

In merito allo Sportello per gli immigrati, a nulla valgono le rassicurazioni del Sindaco, secondo cui il servizio non è stato annullato, ma semplicemente trasferito all’URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) del Comune.

Infatti l’URP, per sua natura, ha un ruolo di primo contatto con gli utenti, al fine di raccogliere le loro esigenze, e poterli indirizzare verso l’Ufficio o il Settore che possano soddisfare in modo appropriato le necessità da loro espresse; uno di questi uffici era appunto lo Sportello Stranieri.

I due servizi quindi, svolgono attività completamente diverse. Sono complementari l’uno all’altro, non alternativi.

Quello che accadrà è che gli stranieri residenti a Brugherio non avranno più a disposizione uno spazio dove trovare assistenza per orientarsi all’interno delle difficoltà della burocrazia, e per loro integrarsi nella nostra comunità diventerà più difficile. Anche quelli tra loro che abbiano delle pratiche già avviate non potranno rivolgersi all’URP, ma dovranno recarsi presso lo Sportello Stranieri di Monza.

Inoltre, le famiglie di Brugherio che avessero intenzione di avviare le pratiche per l’emersione dal lavoro irregolare di colf e badanti, non avranno a disposizione il servizio dello Sportello per ottenere informazioni e consigli.

La motivazione di un tale, insensato atto non può essere trovata nemmeno nella necessità di ridurre le spese, dal momento che lo Sportello era finanziato fino a tutto il 2009, tramite un contributo governativo.

E con che faccia poi Ronchi e la sua Giunta possono affermare di voler contenere i costi dell’amministrazione, quando buttano dalla finestra 3.287 euro per fare aderire Brugherio alla “Confederazione delle Province e dei Comuni del Nord”, cioè ad una pseudoassociazione di Comuni e Province leghiste, senza alcuna utilità per i cittadini. In pratica, una macchina per spillare soldi agli Enti Locali.

Negare alla città un servizio come lo Sportello Stranieri, danneggia gli immigrati, ma danneggia anche i brugheresi, che non potranno avere consulenza in caso di necessità (come nel caso della regolarizzazione delle colf e delle badanti), e che avranno tempi di risposta più lunghi quando contatteranno l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, che ora dovrà ricevere tutti gli stranieri che si recheranno in Comune per svolgere le proprie pratiche (e che dovrà poi reindirizzarli verso lo Sportello Stranieri di Monza).

In pochi mesi il centrodestra ha fatto compiere a Brugherio grandi passi verso l’inciviltà e l’invivibilità.

Dove arriveremo proseguendo di questo passo? A quale altra barbarie penserà l’Amministrazione Comunale per mettere in atto la propria folle idea di città antietnica? Ad escludere i migranti dalla scuola? A togliere loro le cure mediche, magari emettendo un’Ordinanza che obbliga le farmacie comunali a richiedere il certificato di residenza ai clienti?

La Brugherio che vogliono Ronchi ed il centrodestra non è la città dell’accoglienza che essa è sempre stata. La Brugherio che vogliono è una città triste, carica di sospetto, di rancore, di intolleranza.

Dicono di volere un territorio più sicuro, ma stanno costruendo le premesse per creare un luogo che sia esattamente il contrario. E’ più sicura una città che include, integra e fa sentire tutti come una parte di essa, o una che esclude e discrimina? Da sempre chi si sente escluso è più portato a trovarsi in condizione di disagio sociale ed economico, a provare risentimento e paura, e quindi a compiere reati.

Lo Statuto del Comune di Brugherio, nella Dichiarazione dei Principi, afferma: “

[…] il Comune di Brugherio, nell’osservanza delle leggi e della volontà popolare, porrà il massimo impegno a: affermare, valorizzare e promuovere l’identità, la storia, la cultura, le tradizioni e lo spirito di accoglienza di Brugherio, nel reciproco rispetto di tutte le altre identità culturali presenti; promuovere i principi dell’autonomia tesi al miglioramento sociale, economico e culturale della popolazione; affermare, valorizzare e promuovere i valori della Resistenza e dell’antifascismo; attuare la massima efficienza amministrativa mediante la più ampia partecipazione della popolazione, ed esercitando le proprie funzioni secondo il principio di sussidiarietà; riconoscere, in nome del fondamentale principio del rispetto della dignità umana, l’uguaglianza di tutti i cittadini; garantire alle persone i diritti civili e sociali, senza discriminazione verso coloro che affidano i propri progetti di vita a forme diverse di convivenza, siano esse fra persone di sesso diverso o dello stesso sesso; garantire e promuovere le pari opportunità fra donne e uomini, rimuovendo gli ostacoli che, di fatto, impediscono la piena realizzazione e l’attiva partecipazione culturale, sociale, lavorativa e politica in particolare delle donne nell’Amministrazione e nella città; garantire i bisogni primari alla persona, con particolare attenzione alle categorie sociali più deboli, dei diversamente abili, nell’ambito della sanità, del lavoro, della casa, dell’assistenza, della sicurezza e della scuola; promuovere uno sviluppo ecologicamente sostenibile fondato sulla valorizzazione del territorio, delle risorse ambientali, culturali, storiche ed artistiche; vigilare sulla sicurezza e sulla salvaguardia del territorio, ponendo in atto interventi volti al contenimento del consumo energetico e all’utilizzo di energie pulite e rinnovabili, al contenimento della creazione e conseguente smaltimento dei rifiuti; promuovere e valorizzare l’acqua come bene comune inalienabile; favorire e valorizzare le forme associative nel lavoro, nel commercio, nel volontariato, nel movimento cooperativo, nello sport e nella cultura; attuare un’azione comune con le città contigue e vicine in ordine ai grandi temi istituzionali, infrastrutturali, territoriali, ambientali ed ecologici che vanno oltre le possibilità amministrative del singolo comune; affermare il valore della solidarietà internazionale e promuoverne lo sviluppo; riconoscere nella pace un diritto fondamentale delle persone e dei popoli; intraprendere relazioni internazionali, onorando il proprio “Diploma Europeo” e la “Bandiera d’onore” mediante gemellaggi, scambi culturali, reciproci rapporti con città estere, in una collocazione europeista della città di Brugherio, favorendo soprattutto i giovani al fine della costruzione di un’Europa dei popoli; promuovere il rispetto della natura e degli animali”.

Mai come oggi siamo stati così lontani dalla messa in pratica dei meravigliosi principi enunciati dal nostro Statuto.

Mai come oggi siamo stati così lontani dal poter vedere in Brugherio una città civile dove sia bello vivere.

Crediamo che i cittadini brugheresi non vogliano e non possano accettare che il Sindaco e la Giunta portino la nostra comunità così in basso, e che si schiereranno tutti contro la politica xenofoba e razzista di chi governa la nostra città.

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2 commenti leave one →
  1. settembre 15, 2009 1:37 am

    Mi piace quell’ articolo, non avrei pensato che questo è practicabile

  2. Red Eagle permalink
    ottobre 2, 2009 4:50 pm

    mi piace molto questo articolo, fotografa nitidamente la strategia della giunta Pdl-Lega, che e’ poi la stessa del centrodestra a livello nazionale: rifiutare gli extracomunitari che arrivano adesso, e cercare di negare i diritti ai migranti che vivono in Italia da tempo, in modo da relegarli ai margini della societa’ …e se perdono l’impiego, anche se lavorano da anni in Italia, dargli solo 6 mesi per trovare un’altro impiego. scaduto questo termine, diventano “clandestini” e possono essere espulsi.
    allucinante.

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