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LE INVASIONI BARBARICHE

novembre 30, 2009

Venerdì 20 novembre si è tenuta una nuova seduta del Consiglio Comunale di Brugherio, l’undicesima delle dodici che hanno avuto luogo da quando si è insediata questa Amministrazione. Se si considera che in questo periodo c’è stata anche la pausa estiva del mese di agosto, siamo al ritmo di più di un consiglio alla settimana. All’apparenza sembrerebbe un’indicazione di grande produttività ed efficienza da parte della maggioranza, se non fosse che tutte queste convocazioni hanno dato luogo a ben poche deliberazioni ma piuttosto a molte ore di discussioni a ruota libera, purtroppo spesso riempite di demagogia e concluse con un nulla di fatto. In poche parole stiamo assistendo ad un inaccettabile svilimento del ruolo dell’Assemblea Cittadina, e ad un vergognoso spreco di soldi pubblici, dal momento che ogni volta che essa si riunisce, occorre provvedere all’erogazione del gettone di presenza per i suoi membri, oltre che, giustamente al pagamento delle ore di lavoro del personale del Comune in servizio per il supporto al Consiglio, ed alle spese per illuminazione e riscaldamento.

Un chiaro esempio di questo è stata la discussione, nel corso della riunione del 20 novembre, di un una Mozione presentata dal Popolo delle Libertà, dove si chiedeva di introdurre il test antidroga per gli amministratori brugheresi.

Poteva essere uno spunto interessante per sviluppare un dibattito sull’argomento droga, sui danni che essa causa alla salute, sui suoi legami con la malavita organizzata; poteva essere l’occasione per dare modo alla politica locale di lanciare un segnale che esprimesse la volontà di combattere questo dramma sociale. Purtroppo non è andata così. Evidentemente era chiedere troppo. Un tema importante come la lotta alla diffusione degli stupefacenti, è stato trattato con irresponsabile superficialità dalla maggioranza di centrodestra i cui esponenti, ancora una volta, hanno affrontato il loro ruolo istituzionale con la stessa serietà e sobrietà di un gruppo di Unni nel mezzo di un’invasione.

Si è così potuto assistere ad una discussione sgangherata, a fatica tenuta insieme da un Presidente del Consiglio che dimostra di non essere in grado di gestire l’Assemblea, in cui da parte del centrodestra si sono susseguiti un numero imprecisato di interventi di una banalità sconcertante, in violazione al regolamento di Consiglio Comunale (che, per le Mozioni, prevede che possa intervenire, oltre al proponente, un consigliere per ciascun gruppo per non più di cinque minuti) e per giunta disturbati dalle continue invasioni verbali fuori microfono provenienti da alcuni loro colleghi di schieramento, in barba ad ogni regola basilare di dibattito ed a qualsiasi elementare dimostrazione di senso civico.

Il Popolo delle Libertà, che ha presentato l’Ordine del Giorno, non è stato capace di esprimere una opinione unitaria. Si sono manifestate almeno cinque posizioni diverse. Hanno preso la parola in tanti, parlando perlopiù a sproposito, entrando in argomenti che con il tema della discussione non c’entravano per nulla; si sono fatti scudo di termini come etica e moralità per autodefinirsi superiori ad ogni sospetto, per giustificare il rifiuto di dimostrare alcunché alle persone che li hanno votati. Hanno litigato sulla privacy, sull’obbligatorietà dell’eventuale test, su chi dovesse sottoporsi a quest’ultimo, su dove, quando e perché, sui costi, perfino sul fatto di farlo da soli o in compagnia. Uno spettacolo avvilente, degno delle migliori performance del nostro rissoso Parlamento nazionale. Ancora di più se si considera che, al termine di tutta questa tragicommedia, il documento è stato ritirato senza che fosse posto in votazione.

I Consiglieri di centrodestra hanno reso evidente come in realtà non avessero nulla da dire, e come l’unico scopo di chi ha presentato la mozione fosse provocare i propri nemici di partito. L’importanza dell’argomento avrebbe richiesto ben altro atteggiamento; se si considera che l’Associazione Genitori Antidroga, che opera da anni in città sul tema delle tossicodipendenze, sta per chiudere per mancanza di fondi, la sceneggiata cui abbiamo assistito ha ancora di più il sapore di una presa in giro.

Dall’inutilità di tutto questo, emerge però un dato politico: a Brugherio non esiste una vera maggioranza. Non riescono a mettersi d’accordo nemmeno sulle questioni più semplici. Questo genera alla città parecchi problemi, fra cui quello che il centrodestra usa il Consiglio Comunale per risolvere i propri contrasti interni, costringendo l’Organo Sovrano del Comune a discussioni che hanno il solo scopo di dare modo alle varie correnti interne alla maggioranza di lanciarsi segnali a vicenda, e di fronteggiarsi nel tentativo di spostare gli equilibri a proprio vantaggio.

Il Consiglio Comunale non serve a questo. Esso deve essere al servizio dei cittadini. Se svolge il suo compito adeguatamente, ogni centesimo speso per il suo funzionamento è speso bene, e le ricadute sulla città sono positive. Se, al contrario, esso è ridotto, come è ora, ad una vetrina, o peggio ad un ring utilizzato dai politici per risolvere i propri regolamenti di conti, diventa un insulto nei confronti dei cittadini; prima di tutto perché rinuncia al suo ruolo di istituzione democratica, ed in secondo luogo perché diviene uno spreco di risorse in un momento in cui le famiglie fanno sempre più fatica dal punto di vista economico. Tutto ciò non è né etico, né morale.

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