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16 DICEMBRE 2009: INSIEME PER TUTELARE IL TERRITORIO

gennaio 5, 2010

L’iniziativa “NO AL PARTITO DEL CEMENTO, STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO”, tenutasi il 16 dicembre scorso presso l’Aula Consigliare del Comune di Brugherio, è risultata un grande successo.

Si è potuta vedere un ottima presenza di pubblico, e la partecipazione diretta dei cittadini alla discussione.

La serata è iniziata con due interventi di altrettanti rappresentanti delle forze politiche organizzatrici dell’evento: Franco Previtali (Rifondazione Comunista) ha elencato tutti gli interventi urbanistici annunciati dalla Giunta Ronchi per il prossimo futuro, e, con l’ausilio di immagini proiettate sul maxischermo della sala, ha mostrato come verrebbe compromesso il territorio del Comune di Brugherio da questa massiccia cementificazione.

Christian Canzi (Brugherio Futura) si è soffermato sul pericolo per l’ambiente, la salute dei cittadini e l’economia che rappresenterebbe la realizzazione del centro commerciale Decathlon a Brugherio, che andrebbe a consumare circa centomila metri quadrati di prati e campi, interrompendo la continuità territoriale del Parco Sovracomunale Est delle Cave. Alcuni degli elementi dell’intervento sono contenuti in questo filmato, proiettato nel corso dell’esposizione.

Di seguito, ha parlato, in teleconferenza (a causa di un impegno di lavoro imprevisto che gli ha impedito di presenziare di persona) Domenico Finiguerra, Sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI), e promotore della Campagna Nazionale Stop al consumo di territorio, il quale ha spiegato, rispondendo anche ad alcune domande dei presenti, come il sia Comune sia riuscito a mettere in pratica con efficacia una politica di consumo di suolo zero, basata cioè di totale conservazione del territorio verde e di recupero di edifici dismessi. In particolare, nel corso del dibattito, è emersa la necessità che lo Stato crei un sistema di leggi che consenta ai Comuni di ricavare risorse in un modo che sia alternativo all’utilizzo degli oneri di urbanizzazione, cioè senza essere costretti a svendere le aree libere per fare cassa.

Fra il pubblico erano presenti alcuni rappresentanti di due comitati di cittadini, che sono stati invitati a parlare, per esporre le proprie ragioni. Il Comitato dei residenti di via Oberdan, ha espresso la propria contrarietà alla realizzazione del progetto di un nuovo insediamento residenziale nella via da cui prende il nome il gruppo, dal momento che, secondo il Comitato, esso rischierebbe di sconvolgere l’assetto della strada, portando nuovi residenti e nuovo traffico in una zona già satura.

Il Comitato Cascina S.Ambrogio, da poco costituito e formato da abitanti dello storico edificio di via dei Mille, si è invece schierato contro il progetto Decathlon, sostenendo che non si debba barattare il verde e la salute delle persone con un centro commerciale. Dal momento che la questione ha un interesse e delle eventuali ricadute che non riguardano solo chi abita nelle vicinanze dell’area dove vorrebbero costruire il centro commerciale, ma al contrario investono tutta la città di Brugherio e i Comuni limitrofi, il Comitato ha lanciato la proposta di creare un comitato cittadino che se ne occupi con un’azione più ampia e continua nel tempo. La proposta è stata subito raccolta dagli organizzatori dell’incontro.

Paolo Lozza, del Direttivo di Legambiente Lombardia, ha illustrato i contenuti della proposta di legge di iniziativa popolare che l’Associazione ambientalista ha depositato presso la Regione Lombardia nel luglio 2009, a seguito della raccolta di 12.257 firme di cittadini lombardi. La proposta è attualmente all’esame del Consiglio Regionale. Lozza, illustrando alcuni dati numerici relativi all’urbanizzazione nella nostra Regione ed in particolare nella zona vicina a Milano, ha mostrato come il consumo indiscriminato di suolo costituisca un problema non più rinviabile per la Lombardia l’Italia intera; da qui, la necessità di dotarsi una di una legge che, per la prima volta nel nostro Paese, contrasti la cementificazione del territorio con obblighi certi e definiti. Per spronare il Consiglio Regionale ad approvare la legge, è stata avviata una raccolta firme online su un’apposita pagina del sito internet di Legambiente Lombardia.

Successivamente, ha preso la parola Nicola Vulpio, rappresentante dell’Italia dei Valori di Brugherio, il quale ha dichiarato che il proprio partito, seguendo le orme di Brugherio Futura e Rifondazione Comunista, si schiera contro la politica urbanistica della Giunta Ronchi.

Enrico Porcellini, del Comitato Parco Est delle Cave, ha espresso l’esigenza che i Comuni che fanno parte del Parco (Brugherio, Carugate, Cernusco sul Naviglio, Cologno Monzese e Vimodrone) lavorino tutti insieme allo sviluppo di quest’ultimo, senza intervenire con progetti come quello proposto da Decathlon, che sottrarrebbero terreni all’area verde e romperebbero la continuità territoriale della stessa, che è fondamentale dal punto di vista ambientale e naturalistico.

Giuseppe Natale, studioso di geografia urbana, ha parlato di come la cattiva pianificazione urbanistica, strettamente legata alla speculazione edilizia, abbia deturpato il paesaggio, diminuito la qualità della vita delle persone e contribuito a danneggiare il tessuto sociale di vaste porzioni di territorio. L’inversione di tendenza, sostiene Natale, si potrà avere solo fermando subito il consumo delle aree libere, e iniziando a lavorare all’attuazione della Città Metropolitana di Milano, unico ente che possa riprogettare lo sviluppo del territorio in una visione sovralocale, puntando ad un decentramento dei servizi ed alla riqualificazione delle periferie sottoposte a degrado.

Massimo Gatti, Consigliere Provinciale di Milano (Un’Altra Provincia – Rifondazione Comunista – Comunisti Italiani) ha rammentato come la speculazione edilizia a Milano (e gli alti costi economici che ne conseguono) causano la fuoriuscita dal capoluogo di migliaia di persone che si riversano nelle città vicine, generando nuovo consumo di suolo (non determinato da esigenze “demografiche”), aumento dei costi delle abitazioni e spesso impossibilità, da parte degli Enti Locali, di fornire adeguati servizi, con la creazione di autentiche “città dormitorio”. Secondo Gatti questo processo è dannoso sia per Milano, che si svuota, che per l’area che le sta attorno che vede aumentare i costi, il cemento ed il traffico; per questo va fermato, ripensando in modo sostenibile la pianificazione del territorio.

La serata è stata chiusa da un secondo intervento di Christian Canzi che, oltre a ringraziare i relatori ed i cittadini che hanno partecipato (con un intervento o con la semplice presenza) ha affermato come, dagli spunti di riflessioni offerti dall’incontro, emerga la necessità di un cambiamento culturale nella concezione che noi tutti abbiamo del nostro spazio e del nostro ambiente.

Occorre cioè che tutti iniziamo a comprendere che il territorio, il verde, il suolo non edificato sono necessari per la nostra sopravvivenza. Sono necessari per farci respirare, per fare spaziare il nostro sguardo oltre i muri cui siamo abituati, sono necessari per darci da mangiare, sono necessari per la nostra salute, sono necessari per garantire la biodiversità, che è poi la vita di tanti esseri, animali e vegetali. Per tutte queste ragioni un’area verde ha un valore incalcolabile, che va ben al di là di quello che può essere calcolato e monetizzato su base immobiliare. Basterebbe pensare all’enorme costo che grava ogni anno sul sistema sanitario nazionale e sui portafogli degli italiani a causa delle malattie correlate all’aumento dell’inquinamento atmosferico, dalle “semplici”, ma spesso costose, allergie, fino alle patologie più gravi e invalidanti. Canzi ha sostenuto che, per tutte queste ragioni, dobbiamo conservare tutto il verde che abbiamo, anche se, in questo momento, non ci appare fruibile come il giardino sotto casa. Esso ci è utile, e ne usufruiamo in modo diverso, forse meno evidente, ma non per questo meno importante; dobbiamo imparare ad avere una visione d’insieme di tutti gli elementi connessi all’uso del territorio, in modo da comprendere che la tutela dell’ambiente e degli spazi verdi conviene sempre, sotto ogni punto di vista. Il suolo è, come l’acqua, un bene dell’umanità, e come tale non deve essere trattato come una merce.

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