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CHI UCCIDE I CRISTIANI COPTI?

gennaio 15, 2010

Continuano gli invii di documenti da parte di amici di Brugherio Futura. Questa volta pubblichiamo un testo che prova a farci riflettere su una parte della storia del nostro Paese che troppo spesso si tende a rimuovere. Invece dovremmo ricordarla tutti, soprattutto quando un indecente personaggio che purtroppo è Ministro della Repubblica utilizza la religione Cristiana come strumento di una ripicca nei confronti del Governo egiziano.

croce copta

Una precisazione a beneficio dei convinti dirigenti politici con il fazzoletto verde: il Graziani di cui si parla nelle righe qui sotto non è lo stesso che giocava a pallone e presentava un reality show sul calcio qualche anno fa.

CHI UCCIDE I CRISTIANI COPTI?

Dopo i fatti di Rosarno l’Egitto, con una nota ufficiale, ha chiesto al governo italiano di tutelare gli immigrati. Bossi ha subito risposto: “L’Egitto ci fa la predica? Ma lì i cristiani li uccidono”, riferendosi all’attacco compiuto da estremisti islamici contro i fedeli copti a Nagaa Hamadi, che ha fatto 9 vittime. Quindi, ora è l’Italia che può far la predica agli islamici. Evidentemente Bossi, e gli italiani in genere, non ricordano, o non vogliono ricordare, la strage di Debrà Libanòs. Questa era la città conventuale dei cristiani copti etiopici, risalente al XIII secolo, con chiese, monasteri, luoghi di studio e di formazione. Nel maggio 1937 il maresciallo Graziani la fece circondare dal generale Maletti con l’ordine telegrafico: “Passi per le armi tutti i monaci indistintamente”. E così fu fatto, in due riprese. In un primo tempo, a centinaia, furono raggruppati, coperti con un telone, fucilati, e poi finiti uno per uno con un colpo di grazia alla testa. Graziani telegrafò ancora: “Liquidazione completa”. Così furono mitragliati i rimanenti, fra cui molti giovani studenti, “martiri giovinetti che la cristianità non ricorda e non piange perché africani e diversi”, commenta Angelo Del Boca. Le ricerche compiute negli anni ’90 fanno pensare a circa 2.000 vittime. Graziani, in un suo memoriale, dichiarò: “È titolo di giusto orgoglio per me aver avuto la forza d’animo di applicare un provvedimento che fece tremare le viscere di tutto il clero, dall’Abuna all’ultimo prete o monaco”. Avevano, secondo il maresciallo d’Italia, un “atteggiamento di ostilità” verso di noi – gli invasori.

Italiani brava gente, come sempre, e ora sfegatati difensori dei valori e delle tradizioni cristiane…

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