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“MARTIRI DELLE FOIBE”: UN PO’ DI CHIAREZZA

febbraio 10, 2010

Quando a celebrare le tragedie della storia sono quelli che le hanno causate.

Il Comune di Brugherio, che già abbiamo visto all’opera per l’abolizione del cartello “Città della pace” e per i suoi provvedimenti discriminatori o demagogici in campo sociale e amministrativo, ci fa trovare di fronte a un altro “fatto compiuto” annunciando la deposizione, il 10 febbraio, di una targa che intitolerà ai “Martiri delle Foibe” il parco fra via Giovanni XXIII e Santa Caterina.

Crediamo che sia il caso di affrontare in maniera un po’ più approfondita questo argomento.

Nel 2004 il governo di centrodestra, con l’avallo del centrosinistra, stabilì di celebrare il 10 febbraio (anniversario del Trattato di pace che nel 1947 aveva fissato i nuovi confini con la Yugoslavia) una “Giornata del Ricordo” per celebrare “i martiri delle foibe e dell’esodo istriano, fiumano e dalmata”. Una ricorrenza situata a dieci giorni dalla “Giornata della Memoria” (istituita nel 2000 per il ricordo dalla Shoah e di tutte le vittime e i perseguitati del nazifascismo). In questi anni il senso comune ha portato a fare di tutto un polverone, cosicché si parla correntemente di “foibe” come “olocausto degli italiani”.

Noi riteniamo che in tutto questo ci sia un’operazione di confusione e di ribaltamento dei fatti. L’obiettivo di raggiungere una “memoria condivisa” attraverso una specie di “par condicio della storia”, per la quale ricordiamo “tutte le vittime”, nasconde i giudizi di valore sulle responsabilità storiche specifiche, in particolare quelle del regime fascista italiano in collaborazione con il nazismo tedesco. Chi ha provocato le tragedie della seconda guerra mondiale e chi le ha subite e ha reagito diventano la stessa cosa.

Oggi, correntemente, con il nome di “foibe” ci si riferisce a due periodi distinti: in Istria dopo l’8 settembre del 1943 fino all’inizio dell’ottobre dello stesso anno, e a Trieste, nel maggio 1945, dopo la liberazione di Trieste da parte delle truppe partigiane yugoslave (ufficialmente alleate del fronte antinazista) e durante i 42 giorni di amministrazione civile della città. In questi due periodi, secondo la vulgata corrente, un numero imprecisato di persone, comunque “molte migliaia”, sarebbero state uccise solo perché erano di nazionalità italiana e poi “infoibate”, ossia gettate nelle cavità naturali presenti in quelle zone. Si tratterebbe di una “pulizia etnica”, di un “genocidio nazionale”. La responsabilità principale viene in genere attribuita ai “titini”, ossia ai partigiani yugoslavi comunisti. Chi propone un esame critico di questa versione viene chiamato “negazionista” o, ben che vada, “riduzionista” (usando quindi le stesse categorie utilizzate per chi nega o sminuisce la Shoah).

Noi riteniamo che vada ristabilita invece una corretta lettura dei fatti, sia per il contesto storico in cui sono inseriti, sia nella ricostruzione documentaria dei fatti stessi.

Fin dal 1919 le squadre fasciste, a Trieste e nell’Istria, fecero una politica di aggressione violenta, in chiave nazionalista, contro le istituzioni operaie e la popolazione slovena e croata. Mussolini, in un discorso a Pola del 1920, dichiarò: “Abbiamo incendiato la casa croata di Trieste, l’abbiamo incendiata a Pola. Bisogna che l’Adriatico, che è un nostro golfo, sia in mani nostre. Di fronte a una razza come la slava, inferiore e barbara, non si deve seguire al politica dello zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell’Italia devono essere le Alpi Dinariche. Il nostro imperialismo vuole raggiungere i giusti confini segnati da Dio e dalla natura, e vuole espandersi nel Mediterraneo.”. Quando il fascismo diventò regime, operò in quelle terre un’opera di snazionalizzazione violenta e capillare, fino a far identificare fascismo e italianità.

Benito Mussolini, responsabile dell’aggressione italiana ai danni della Yugoslavia

Furono 20 anni di oppressione e repressione, che portarono migliaia di persone nei carceri del Tribunale Speciale, al confino, davanti ai plotoni di esecuzione, e alla perdita dei loro beni e della loro terra.

A partire dall’aprile 1941, l’Italia fu in guerra nella penisola balcanica insieme ai tedeschi, contro la resistenza partigiana e la popolazione locale. Ricordiamo la nota “Si uccide troppo poco” mandata nel 1942 dalle gerarchie militari. Furono 350.000 i civili montenegrini, croati e sloveni massacrati, fucilati o bruciati vivi nelle loro case durante i rastrellamenti; furono più di 100.000 i civili, uomini, donne e bambini, deportati e rinchiusi in oltre 100 campi di concentramento (i “campi del Duce”) disseminati nelle isole dalmate, in Friuli e nel resto d’Italia. Migliaia di essi furono falciati dalla fame e dalle malattie. A Trieste, fascisti e repubblichini furono i collaboratori zelanti delle SS che avevano la zona sotto il loro controllo (ricordiamo il campo di sterminio di San Sabba, con 5000 vittime, ebrei, slavi e resistenti).

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, con la capitolazione dell’esercito italiano e la cessione del potere ai tedeschi, in Istria scoppiò una vera e propria una insurrezione popolare, in particolare di contadini e operai, che durò fino ai primi di ottobre, ossia fino al ritorno dei nazifascisti. Da una parte ci fu l’aiuto a migliaia di soldati italiani sbandati, dall’altra furono improvvisati dei cosiddetti “tribunali popolari”, più o meno strutturati, che non presero di mira gli italiani in quanto tali, ma in cui si scaricò l’odio accumulato in vent’anni contro i gerarchi fascisti e i proprietari terrieri che avevano approfittato del regime. Le vittime di queste esecuzioni, molte delle quali furono poi “infoibate”, furono alcune centinaia (una cifra verosimile è di 400-500). E’ pensabile che, in un simile clima, possano essersi esercitate anche vendette private o crudeltà ingiustificabili.

Dai primi di ottobre ritornarono i nazisti. Furono accompagnati da milizie italiane, e fascisti furono gli informatori e le spie che li guidarono nell’incendio di decine di villaggi. Vi furono 5.000 civili uccisi e 12.000 deportati e ulteriori “infoibamenti”.

Durante il periodo dell’amministrazione civile di Trieste da parte degli yugoslavi, 42 giorni da fine aprile a maggio 1945, le autorità avevano elenchi ben definiti di gerarchi e collaborazionisti, che sottoposero a processo e giustiziarono. Anche qui, il numero è ricostruito in maniera diversa: da alcune centinaia, precisamente testimoniabili, a una cifra superiore, di alcune migliaia, che lievita in maniera assolutamente inattendibile nei racconti postumi degli eredi neofascisti. Anche qui, possono esserci stati casi di vendette private; ma non ci furono esecuzioni di massa casuali o imputate al solo fatto di essere italiani.

Nel corso del dopoguerra, fino a metà degli anni ’50, una cifra fra 180.000 e 250.000 di persone di lingua italiana lasciò i territori della Repubblica yugoslava e si trasferì in Italia; prima sollecitati e poi praticamente abbandonati a se stessi dalle autorità italiane. Anche questo fenomeno, doloroso come ogni esodo, va messo nel suo contesto di spostamento di popolazioni che, dopo la 2° guerra mondiale, furono costrette ad abbandonare i territori dove precedentemente abitavano lungo la linea dei confini orientali: diversi milioni di persone, in prevalenza tedeschi, dalla Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Ucraina.

Una ricostruzione storica obiettiva non sempre è facile nei suoi aspetti particolari, ma il quadro generale è chiaro: è quello dei lutti e dei crimini provocati in Europa dal nazifascismo. Un “mattatoio della storia” in cui possiamo provare umana pietà per ogni singola vittima, ma in cui bisogna tenere ben salde le differenze: “senza mettere sullo stesso piano”, scrive Giacomo Scotti, “coloro che per decenni praticarono la violenza e infine la scatenarono, e quanti a quella violenza reagirono, talvolta con ferocia, nel momento storico della svolta”.

Noi italiani dobbiamo imparare a fare i conti con il nostro passato e le nostre responsabilità storiche, sia per quello che riguarda la persecuzione razziale contro gli Ebrei, sia per le guerre coloniali in Africa, sia per le guerre d’aggressione e le stragi nella penisola balcanica (Albania, Grecia, Yugoslavia). Avremo raggiunto una memoria storica “condivisa” quando tutti avremo saputo assimilare e riconoscere queste colpe, smettendo di considerarci solo “brava gente” o facendo celebrare le vittime delle tragedie storiche (le “foibe”) proprio da chi le ha causate. Un vero “Giorno del ricordo” dovrebbe essere dedicato a questo.

Brugherio, 10 febbraio 2010


Brugherio Futura

Circolo di Rifondazione-Fed.della sinistra di Brugherio

Comitato Resistenza e Costituzione

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24 commenti leave one →
  1. Fulvio permalink
    febbraio 11, 2010 7:28 pm

    Ringrazio tutto il gruppo collegato a Brugherio Futura,ed in particolare Christian e Pia,che ho conosciuto personalmente. Sono Fulvio di Crema(CR). Come tanti Italiani non adeguatamente informati(grazie al Sistema Mediatico creato ad arte dal “Padrone d’Italia”, quello di Arcore…),ho vissuto su di me l’effetto risultante della Propaganda di Regime,proprio stamattina. Ero seduto sul treno in direzione Milano,quando un canuto “Signore” ed una degna sua interlocutrice si sono seduti accanto a me. Io stavo leggendo “Il Fatto Quotidiano” dove si parla della performance di Bertolaso… In un crescendo di ragionamenti partiti da:, ,passando a:,sono arrivati a disquisire sulle Foibe,perchè da Perfetti Lobotomizzati,evidentemente,ieri sera si devono essere riempiti le loro “Testoline” di qualche trasmissione che ne parlava(io ero in commissione biblioteca…avevo altro da fare,ieri sera). Vuoi che sarebbe stato comunque un loro argomento,vuoi che abbiano visto il mio giornale e la mia spilla di “Emergency” che ho sul giubbetto… Mi è parso quasi che mi volessero provocare! Non ho raccolto,mi sono alzato,e complice la Stazione di Lambrate,mia meta,ormai prossima,me ne sono andato. Dopo aver letto il vostro post,mi rimane ancora più forte il dubbio della provocazione. Che Gente! Buon lavoro e grazie ancora delle vostre info. Alla prossima.

  2. febbraio 17, 2010 5:00 pm

    Da quanto scrivete constato che in nome di ideologie oramai defunte c’è ancora gente che non riesce a vedere i fatti senza intingerli del color rosso.
    Da quello che scrivete risulta che non vi siete minimamente informati sui fatti successi nel nostro confine orientale. Il problema etnico in quell’area non inizia col fascismo ma almeno da metà XIX secolo, scontro che nasce dagli insorgenti nazionalismi nell’ambito di quello che allora era l’Impero Austro-Ungarico. Dopo la fine della 1° G.M. l’Italia ottenne l’Istria, Zara ed infine Fiume. Areee che vedevano una storica prevalenza dell’elemento italiano nelle città e slavo (sloveno – croato) nelle campagne. L’elemento italiano nelle città dalmate ebbe scuole chiuse e varie vessazione che indussero la maggioranzo di loro di lasciare la Dalmazia per l’Italia. Anche l’elemento slavo che si venne a trovare nel Regno d’Italia ebbe a patire, grazie alla riforma Gentile, l’abolizione nelle scuole pubbliche dell’insegnamento nelle loro lingue madri; la chiusura di organizzazioni politiche, subendo inoltre la pesante burocrazia e l’esosa tassazione dello stato italiano fascista, come del resto il resto degli istriani italiani. Nonostante tutto ciò le popolazione slave finite nel nei nostri confini non furono costrette a lasciare le loro case. Ci fu sì il rientro in patria di molti ex funzionari austro-ungarici (alcuni di etnia slava) ma la popolazione, a parte di una piccola elite, in particolare slovena, rimase al proprio posto continuando la secolare convivenza con l’elemento italiano.
    Ed ora arriviamo alla guerra dell’Italia fascista a fianco della Germania con l’invasione della Jugoslavia. Badate bene fu la Guerra dell’Italia e non degli istriani italiani o dei fiumani o dei zaratini. Loro essendo in una zona di confine capivano bene il pericolo a cui una eventuale sconfitta li avrebbe esposti. In Istria più che in altre parti d’Italia ci fu un’intensa azione partigiana ma non solo da parte slava ma anche italiana, basti ricordare il Battaglione Pino Budicin o fare un giro in Istria e vedere che i cippi posti in memoria dei partigiani caduti sono in maggioranza istriani italiani. Ma di tutto questo neanche una parola. Si parla delle colpe dell’Italia per colpevolizzare una piccola parte di quella nazione: l’Istria, Fiume e Zara che in quelle decisioni non ebbe parte alcuna. Non decise la chiusura dell scuole slava, non decise l’entrata in guerra, non si distinse dal resto d’Italia. Diversamente dal resto d’Italia ebbe a subire la creazione del Kunstenland, ovvero l’annessione al Reich germanico, ebbe a subire l’invasione di un esercito partigiano che, diversamente dagli anglo-americani, ne liberò il territorio dal una dittatura per instaurarne un’altra altrettanto grave. Coloro che scrivono dovrebbero sapere che con noi esodò il CLN istriano, che nelle foibe e in strane uccisioni perirono i maggiori esponenti della resistenza italiana in Istria, che a Fiume gli autonomisti vennero uccisi e ridotti al silenzio. C’è poi una cosa che taglia la testa al toro alle vostre strane argomentazioni. Le uccisioni del ’45 avvennero a guerra finita. Coinvolsero tutti gli elementi che si potevano opporre all’annessione alla jugoslavia comunista: in primis gli antifascisti liberali, ma anche finanzieri, postini, levatrici, insegnanti, negozianti, semplice gente del popolo. I caporioni fascisti scapparono ben prima alle prime avvisaglie della sconfitta, ed anzi alcuni si convertirono diventando spie, delatoti ed aguzzini a fianco dei nuovi occupanti comunisti. Strettamente parlando non fu una pulizia etnica: bastava essere comunista filo titino e non essere contrario all’occupazione jugoslava.

  3. sandro damiani permalink
    febbraio 18, 2010 2:40 am

    Cari Brugherio Futura e Claudio,
    vi pregherei di compiere un’operazione di taglia e cuci, ma senza buttare nulla. Perche’? Perche’ non mi pare vi sia contrapposizione tra le due “opposte” argomentazioni. Entrambi dite cose esatte, drammi e tragedie accaduti. Certo, sia da una parte che dall’altra si mette l’accento su una cosa o su un’altra, ma la sostanza non cambia… Da una parte c’e’, al tempo stesso, una non piena conoscenza del quadro locale e un qual fastidio nei riguardi di una “commemorazione” – giusta, intendiamoci – che e’ stata voluta per ragioni ideologiche e, in qualcuno dei promotori, razzistiche; da cui la difficolta’ esprimere giudizi, non voglio dire “pacati”, ma puntuali. Dall’altra parte (ove non manca la consapevolezza del secondo punto qui esposto, cioe’ della strumentalizzazione in atto) c’e’ invece il cocciuto (e giusto, umanamente e storicamente) intento di voler vedere posto un accento definitivo su drammi e tragedie da parte di chi non e’ stato un osservatore esterno, ma protagonista, ossia vittima. E con lui, i suoi cari – famigliari amici conoscenti conterranei.
    Insomma, sono convinto che se vi sedeste intorno a un tavolo armati di penna riuscireste a fare un quadro generale di tutto rispetto.
    Da parte mia, potrei portare esempi concreti e vissuti sia in prima persona che da figlio e nipote, che mi collocano tra le vittime (termine che vi prego di intendere con le molle) di entrambe le situazioni: antitaliana e antislava. Ma e’ una storia lunga. E poi, una come tante.

  4. ileana permalink
    febbraio 18, 2010 12:08 pm

    finalmente riesco a pubblicare…mi diceva che avevo già scritto questo commento….va beh…

    Premetto subito: il fatto che io scriva qui è già una dimostrazione che quello scrivete non corrisponde alla vera storia, ma un surrogato visto con gli occhi del partito.
    Sono la bisnipote del tesoriere e segretario del partito socialista di Pola (durante il fascismo!) e nipote di un signore che non ha aderito al partito fascista ed è finito in carcere per questo.
    Ma il fatto che io esista vuole dire che la mia famiglia, nonostante le sue idee politiche è stata perseguitata da Tito. Erano italiani, ecco la loro colpa.
    Gli è stato espropriato tutto. Il mio bisnonno era vecchio, ma il resto della mia famiglia è stata minacciata di morte: unica cosa possibile: scappare, abbandonare la propria terra che amavano.

    Se fosse vero che le vittime di Tito erano solo i fascisti, la mia famiglia sarebbe rimasta lì, mio padre non avrebbe conosciuto mia madre…ed io non sarei qui a scrivervi.

    Mi spiace che ancora una volta vi siete appoggiati alla testimonianza di una persona, che nonostante abbia le mie stesse origini, conosca la storia a metà.
    Conosco una ragazza anche lei discendente di esuli. Suo nonno era partigiano. Fu ucciso dopo la guerra. Proprio voi prima avete detto che le vittime di Tito erano dei fascisti: come vi spiegate l’uccisione di un partigiano? Lei se lo spiega così: crede che foibe e l’esodo siano state mandate avanti dal fascismo, ma il fascismo non era già morto con quel famoso 25 aprile??????
    Quando sua nonna è arrivata in Italia, insieme ad altri 350000 esuli, mentre gli altri finivano in campi profughi, lei miracolosamente veniva accolta dal partito comunista.
    In cambio del racconto della sua storia, le venne assegnata una casa e le venne dato un lavoro. Beh, per una vedova con bambini piccoli era proprio un miracolo e non nego che avrei fatto lo stesso.
    La sua storia veniva raccontata per screditare tutte le altre storie, quelle che raccontavano che al di là del confine si moriva per essere italiani (bastava camminare per strada e dire nel proprio dialetto il nome della propria città natale ed eri accusato di crimini contro la nazione).
    La signora raccontava: era un’arma fortissima che elideva ogni altro racconto.
    E’ veramente triste che sia stato usato il dolore di questa signora, per creare altro dolore. Usavano la buona fede di questa signora che aveva sofferto così tanto da non vedere che i tempi erano cambiati e che dopo la seconda guerra mondiale un partigiano slavo poteva tranquillamente uccidere un partigiano italiano.
    Ma la usavano: bisognava nascondere la verità.
    Era periodo di elezioni politiche, che figure ci faceva il partito comunista, se il comunismo si macchiava degli stessi crimini del fascismo!

    E’ così che, in questo clima di ignoranza, 2000 operai da Monfalcone partivano per il controesodo, destinazione Yugoslavia, credendo di trovare un luogo dove professare appieno la loro ideologia e invece trovarono i lager titini e le foibe…

    Tra le vittime di Tito ci saranno stati dei fascisti, ma anche socialisti, comunisti, partigiani, ebrei, famiglie intere, bambini, neonati, anziani…La loro colpa era di rappresentare la cultura italiana.
    Sì, persino ebrei…se prima erano scappati da Trieste per non essere catturati dalla furia nazista ora rischiavano la morte per essere ebrei italiani.

    Quando mi viene detto che gran parte delle vittime di Tito era iscritta al partito fascista: ma i vostri nonni non vi hanno raccontato che per poter trovare lavoro in Italia dovevi iscriverti al partito?
    Poche persone come mio nonno ebbero le palle di non iscriversi…
    Quanti italiani si sono iscritti al partito fascista per poter lavorare, quanti italiani erano fascisti fino a quel 25 aprile, e quanti di loro il giorno dopo erano comunisti?

    Cercate di farvi un’analisi interiore e prima di scrivere, documentatevi, ascoltando più campane, così come ha fatto Ciampi. Chiedete ad altri esuli, magari non legati al partito x o al partito y.

    Vi si aprirà un mondo che va oltre un solo colore e vedrete la realtà in tutte le sue gradazioni di colore.
    Finalmente smetterete di far soffrire 350000 esuli e tutti i loro discendenti, persone che hanno sofferto non per essere fasciste, ma per essere italiane come voi.
    Io ho l’animo in pace perché so che la mia famiglia, vittima prima e vittima dopo la guerra, non ha causato dolore a nessuno…Ma proprio per questo voglio che si faccia luce sulla verità, sono stufa di essere chiamata fascista da gente che non sa la vera storia, solo per raccontare le mie origini e la sofferenza della mia famiglia.
    Io fascista? non ho proprio nulla, che si possa avvicinarcisi. Il mio crimine è solo sapere un pezzo di storia scomoda.

  5. sandro damiani permalink
    febbraio 18, 2010 8:18 pm

    Francamente, non credo vi sia piu’, tra le persone serie che seriamente si occupano di codesta tragedia, nessuno che possa negare come tra le vittime vi siano stati comunisti, socialisti e, generiicamente, antifascisti. Anzi, sono proprio i comunisti – in un quadro generale e non solo jugoslavo, qui caso mai il loro numero e’ stato di gran lunga inferiore rispetto al resto del blocco sovietico e del “socialismo reale” – le vittime piu’ numerose.
    Su una cosa pero’, riguardo al caso jugoslavo, la signora ha torto: gli ebrei nella Jugoslavia titina non sono mai stati vittime in quanto ebrei, ma per la loro collocazione politica e le scelte rispetto all’ideologia di regime. Non per nulla all’epoca della Guerra dei Sei giorni a meta’ degli anni Sessanta i Paesi Arabi chiesero a Tito di intervenire presso Israele per trovare una soluzione alla crisi, in quanto nel quartier Generale di Moshe Dayan e tra gli ufficiali dell’esercito israeliano c’era gente che aveva combattuto con Tito durante la II G.M. Inoltre, uno dei piu’ dstretti collaboratori del Maresciallo (a cui questi guardava come a un maestro) durante la mguerra e fino alla propria morte, avvenuta intorno il 1956/57, c’era l’ebreo Moša Pijade.
    Quanto alla situazione a Pola, che non conosco in maniera tale da poterne parlare con cognizione di causa, so tuttavia che, per esempio, la famiglia di Rossana Rossanda a meta’ degli anni Venti se ne scappo’ a Milano (e non erano dei “rossi”), perche’ non tirava buona aria per chi non si adeguava.

  6. ileana permalink
    febbraio 18, 2010 9:39 pm

    Non ho mai detto che gli ebrei italiani erano perseguitati perchè ebrei, ma perchè italiani.

  7. sandro damiani permalink
    febbraio 19, 2010 2:58 am

    Mi scuso. Ho frainteso.

  8. ileana permalink
    febbraio 19, 2010 10:06 am

    Per la situazione a Pola dal1920 alla seconda guerra mondiale…
    Ti dirò, non era diversa da altre zone d’Italia.

    Il plebiscito fascista del 29 aveva il voto non segreto. Il mio bisnonno fu uno dei pochi italiani a votare no. Tutti sapevano le sue idee politiche, ma nessuno gli ha mai torto un capello. Qualche commento quando passava, magari (ma questo si fa anche ai giorni d’oggi)…
    Lui, che si amava definire operaio, aveva preso un rudere e nel corso degli anni l’aveva trasformata in una splendida palazzina, palazzina che gli fu espropriata con Tito…morì, vivendo in una lavanderia, in affitto, ma non lasciò Pola. Lui ormai era anziano ed era difficile accusarlo di essere fascista…

    Per quanto riguarda mio nonno, negli anni 20 era un ragazzino, studiava come mia nonna. Hanno fatto entrambi le medie e la loro cultura di base era veramente buona. La scuola pubblica quindi funzionava benissimo è l’unica cosa che posso dire…

    Il cognome di mio nonno fu italianizzato durante il fascimo, ma non fu un imposizione, perchè quel cognome era stato slavizzato durante l’impero austroungarico (l’austria per rendere la percentuale italiana più bassa, slavizzava i cognomi e incentivava gli spostamenti dei popoli sottomessi in modo tale che si amalgamassero e si integrassero…per questo un mio trisnonno è ungherese…)

    Mio nonno quando raggiunse la maggior età (21 anni all’epoca) non si iscrisse al partito fascista. Trovò comunque lavoro, senza problemi.
    Più avanto fu messo in carcere, dal quale uscì perchè ebbe fortuna: un suo ex compagno, fascista, mise una buona parola. Uscì e tornò al suo lavoro, finchè non fu chiamato al fronte.
    Oltre all’episodio carcere (in effeti grave), non ebbe altri problemi.
    Continuò a non iscriversi al partito e a professare la sua ideologia politica.

    Credo che non sia una storia tanto diversa da altre storie provenienti dal resto d’Italia.

    Dopo la seconda guerra mondiale un altro plebiscito…a lista unica.
    La mia bisnonna aveva deciso di non andare a votare, a cosa serviva: era lista unica.
    I titini vennero a prelevarla, la portarono a forza al seggio e la costrinsero a votare per Tito.
    Un’altra dittatura…
    Questa volta però questa dittatura ti portava via tutto, le proprietà e la vita.

  9. ileana permalink
    febbraio 19, 2010 10:22 am

    Un episodio di cui mi sono dimenticata.
    Un giorno la sede del partito socialista, fu incendiata da dei fascisti. Il mio bisnonno entrò nel fuoco per salvare dei documenti e il soldi del partito.
    Per questo Tito gli conferì una medaglia al merito…Credo che il mio bisnonno avrebbe preferito tenersi la palazzina e la famiglia vicino…

  10. sandro permalink
    febbraio 20, 2010 6:18 am

    Credimi, e’ la prima volta che metto per iscritto quanto (spero ti divertirai) leggerai. solo la parte relativa a mia madre, e non tutta, l’ho raccontata/scritta a Ferdinando Camon…
    Mia madre nasce a Fiume (Regno d’Ungheria, Corpo separato) nel 1916. Suo padre, croato, e’ un metalmeccanico (dell’epoca), proveniente da Varazdin, ai confini coll’Ungheria; lavora al porto di Kraljevica-Porto Re. E’ assai attivo sul fronte sindacale e politico, amico e compagno di tale Josip Broz (poi, Tito): nel 1918 era stato tra i fondatori del Partito socialdemocratico jugoslavo e nel 1920 di quello comunista.
    Coll’arrivo di D’Annunzio (1919) e’ costretto a scappare. Passa il ponte sull’Eneo e se ne sta tra Sussak e Kraljevica fino, mi pare, il 1925, poi se ne perdono le tracce: probabilmente, in clandestinita’. La monarchia jugoslava non scherzava con i propri nemici…
    A Fiume rimangono mia nonna (che ci vive sin dagli inizi del secolo: bambina, era stata mandata dai suoi a “servire” presso una famiglia croata di Fiume (Sussak) benestante e culturalmente molto avanzata. La nonna proviene da Segna (Senj), anzi da Jablanac (amava dire: “Son nata dove el bongiorno se dise con la manera”). Ovviamente, zero scuole. Altrettanto ovviamente se la cava in quattro lingue: croato, italiano (talijan), ungherese e tedesco.
    Prima D’Annunzio, poi lo Stato Libero, infine l’Italia…fanno sparire le scuole (e non solo) di lingua italiana. Mia madre ha intorno agli otto, nove anni quando si conclude la sua avventura scolastico-educativa. Molte amichette scompaiono: sono costrette a lasciare Fiume per sussak o altre localita’ dell’allora Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. In pochi anni, parla l’italiano e disimpara/dimentica il croato (guai, a Fiume, in epoca fascista, parlare il croato per le strade).
    Apprende il mestiere di parrucchiera. Contemporaneamente, avendo del talentaccio, impara a cantare. Dal 1938 e’ proprietaria del Salone Olga e due volte la settimana canta al Caffe’ Centrale.
    Vince un concorso dell’Eiar: lei nel canto, due sue amiche, a parimerito, nella recitazione. Le ragazze sono Orietta Scrobogna e Jucci Kellerman. La prima vivra’ alcuni annidi piccola gloria con i film dei “telefoni bianchi” accanto a De Sica, col nome d’arte Oretta Fiume (nel dopoguerra vivra’ con il pianista Arturo Benedetti Michelangeli…Fellini la scegliera’ per una particina ne “La Dolce Vita”, ecc.). La seconda…della seconda si innamorera’, pare alla follia, il regista – all’epoca era piu’ famoso come cineasta – e scrittore Mario Soldati. Matrimonio, tre figli (il piu’ piccolo, Giovannino, classe 1951, e’ l’attuale marito di Stefania Sandrelli).
    Mia madre, arrivata a Roma come grande rivelazione…scopre – altro che rivelazione! – che non e’ cittadina italiana, ma apolide: dunque, una fiumana che a Fiume e’ straniera in casa propria. E cio’ vale anche per sua madre… La mia non si scoraggia, oltre tutto e’ bravissima come cantante: uno assai famoso canta “Se potessi avere mille lire al mese”. La “mia” Olga ne guadagna trecento a sera al Caffe’ Camilloni di Roma. Incide dischi, doppia (per il cinema) le canzoni di Marlene Dietrich.
    Ecc. Ecc.
    Dimenticavo. Perche’ lei e sua madre sono rimaste a Fiume e non hanno seguito Ivan? Semplice: durera’ poco, ‘sta situazione – pensavano, al pari di tanti in Italia a proposito del fascismo… Inoltre, la nonna teneva un’osteria. In perdita, perche’ dava da mangiare gratis a tutti i poveracci della zona (citavecia), mentre gli arditi dannunziani entravano, bevevano, mangiavano e se ne andavano senza pagare, salutandola con un “Ciao s’ciava”.
    guerra. Bonbardamenti. Ci va di mezzo anche la casa e il salone di mia madre (che ha due figli piccoli) e mia nonna, la quale nel frattempo – vista la sparizione del marito – si e’ ricostruita un menage a due con un buon uomo di una nobile e decaduta famiglia fiumano-istriana-toscana: i Signorelli (classe 1899, morto nel 1985: non ha mai imparato il croato. Non si e’ mai sentito italiano. Ne’ fiumano: “Mi son austrungarico!”).
    rimangono dunque senza casa, ma ne trovano un’altra…
    Finita la guerra, molla sia l’attivita’ di parrucchiera (che comunque non sapeva piu’ cosa fosse, visto che aveva passato gli ultimi cinque, sei anni a cantare), di cantare non ne ha piu’ voglia ed entra nella compagnia di prosa di lingua italiana del Teatro del Popolo di Fiume. Nel 1949 conosce un giovane proveniente dalla Calabria (mio padre) che nello stesso teatro fa l’attore; si sposano, nasco io.
    Meta’ anni cinquanta, papa’ e mamma vanno a vivere a Roma: mia madre l’ha sempre amata; mio padre e’ invece assai deluso del “socialismo” jugoslavo (in seguito rimarra’, piu’ che deluso, schifato della “democrazia italiana). Durano nove anni, quindi ritorno a Fiume, dove li raggiunge una risposta attesa poco meno di ventanni: le sono stati riconosciuti i “danni di guerra” subiti con i bombardamenti della casa e del salone. Non sono tesori da farsi la villa a Los Angeles, tuttavia… Tra le firme che mia madre deve apporre ce n’e’ una… “e’ una formalita’, signora”. Cioe’? chiede Olga. “Che all’epoca dei bombardamenti lei era cittadina italiana”. Non lo ero, lo sono diventata nel 1950 sposando mio marito. “Vabbe’, non importa. Firmi”. Non ci penso nemmeno. Dovrei vendermi per qualche milione di lire, dopo che mi e’ stata negata dai miei stessi concittadini? …
    E cosi’ siamo rimasti senza…danni. Non ti dico il mio, compianto, fratello maggiore… l’altro, mio padre ed io…zitti. Nel bene e nel male questa e’ Olga. O la pigli cosi’ com’e’ o scappi da casa…
    Che ti pare di questa storiella? Tutto vero, eh! E tutte le persone citate ovviamente le conosco o le ho conosciute…
    Poche cose ancora.
    Il nonno Ivan non l’ho mai conosciuto. S’e’ fatto vivo con la nonna verso la fine dei Quaranta per divorziare. Abbiamo saputo che e’ morto nel 1961. Tredici anni prima, pur se in contrapposizione ferma con Tito non e’ finito a Goli Otok. Venimmo a sapere (negli anni Ottanta, dai suoi figli di secondo letto che vollero conoscere mia madre, la loro sorellastra) che si e’ trattato di uno dei pochi a salvarsi, proprio in virtu’ dell’amicizia degli anni Venti…

    Lei s’e’ sposata con signorelli e cosi’ mentre mia madre ha avuto ufficialmente un patrigno, i miei fratelli ed io abbiamo avuto un nonnigno (che, evidentemente, non e’ un parente brasiliano).

  11. ileana permalink
    febbraio 20, 2010 8:22 pm

    Schifata anch’io del fascismo di Mussolini, del comunismo di Tito e della democrazia italiana…

    Apolide: un uomo senza patria. I documenti italiani non valevano più. I miei nonni passarono il confine invece di essere ammazzati, grazie alla gola di un titino che aveva addochiato un orologio d’oro (una delle pochissime cose che erano riusciti a portare con se)

    Purtroppo la gente che visse in queste terre ha sofferto due dittature…ma nonostante ciò è solo questa gente che continua a pagare i delitti del fascismo: ogni volta paga,quando non vengono ricordate le sue sofferenze.
    Ha pagato con le proprietà espropriate e abbandonate e lo hanno fatto con la cancellazione dell’identità istriana.
    Eppure quanti istriani, partigiani sono morti per combattere il fascismo!

    Chi si è macchiato di crimini verso gli “slavi”, erano fascisti e venivano da tutta Italia, non era il popolo istriano (con una stessa cultura, ma formato da etnie di diverse lingue che vivevano in pace tra di loro, spesso mescolandosi…)
    E’ per questo che non sopporto gli ignoranti che non sanno la storia: ancora troppa gente chiamano le vittime delle foibe e dell’esodo fasciste.
    Mi arrabbio quando c’è chi minimizza la sofferenza di questa gente che ha sofferto 2 volte.
    Quante volte sono stata chiamata fascista per difendere le vittime delle foibe: ho perso il conto.
    Perchè non può esserci un giorno che ricorda queste vittime?????? non ricordarle??

    Se forse tutti ricordassero queste vittime, raccontando chi erano, la destra non userebbe più questa storia. Ma questo passo nel ricordo, lo dovrebbe fare la sinistra, che invece in passato ha preferito nascondere i crimini di Tito…
    Ricordare queste vittime non è dimenticare altre vittime. Io ricordo il 10 febbraio così come ricordo il 26 gennaio. E’ impressionante di come sia stata ascoltata da discendenti di vittime dell’olocausto.
    Un ascolto coì me lo sogno da persone che non sanno cosa vuol dire la sofferenza, ma ascoltano solo la voce del partito.

    Un’altra cosa che vorrei dire è che mentre il fascismo si macchiava dei suoi crimini, dal 1920 (anno in cui nasce la Yugoslavia) gli italiani dalmati subivano quello che gli istriani avrebbero subito dopo la seconda guerra mondiale. Ma la storia dalmata è ancora più dimenticata di quella istriana.

  12. Ricerca a cura di figli e nipoti di Esuli e di Caduti permalink
    settembre 15, 2010 10:10 pm

    CITTA’ D’ITALIA CHE HANNO ONORATO I MARTIRI DELLE FOIBE NELLA PROPRIA TOPONOMASTICA
    Un sentito ringraziamento
    Città – Alfabetico
    ABBIATEGRASSO (Milano) Parco Martiri delle Foibe
    ACQUAVIVA DELLE FONTI (Bari) Piazza Martiri delle Foibe
    ACQUI TERME (Alessandria) Piazza Martiri delle Foibe
    ALBANO SANT’ALESSSADRO (Bergamo) Via Martiri delle Foibe
    ALBIGNASEGO (Padova) Viale Martiri delle Foibe
    ALESSANDRIA Via Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati
    ALESSANDRIA Via Vittime delle Foibe
    ALGHERO fraz. Fertilia (Sassari) Via Martiri delle Foibe
    ALLERONA scalo (Terni) Largo Martiri delle Foibe
    ALTAMURA (Bari) Via Caduti delle Foibe
    ALTAVILLA VICENTINA fraz. Tavernelle (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    ANCONA Scalinata Italiani di Istria Fiume e Dalmazia
    ANTRODOCO (Rieti) Giardino Martiri delle Foibe
    AREZZO Largo Martiri delle Foibe
    ARONA (Novara) Largo Martiri delle Foibe
    ASSISI – S.Maria degli Angeli (Perugia) Via Martiri delle Foibe
    AVEZZANO (L’Aquila) Via Martiri delle Foibe
    BADIA POLESINE (Rovigo) Via Martiri delle Foibe
    BARANZATE (Milano) Giardino Martiri delle Foibe
    BARI Via Martiri delle Foibe
    BASCHI (Terni) Piazza Martiri delle Foibe
    BASSANO DEL GRAPPA (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    BAUCINA (Palermo) Via Martiri delle Foibe
    BELLUNO Piazzale Vittime delle Foibe
    BENEVENTO Piazzale Martiri delle Foibe
    BETTONA (Perugia) Via Martiri delle Foibe
    BIASSONO (Monza-Brianza) Via Martiri delle Foibe – Istria (1943 – 47)
    BOLOGNA Giardino Martiri d’Istria, Venezia Giulia e Dalmazia,
    BOLOGNA Rotonda Martiri delle Foibe
    BONATE SOPRA (Bergamo) Parco Martiri delle foibe
    BORGO SAN DALMAZZO (Cuneo) Piazzale Vittime delle Foibe
    BRA (Cuneo) Piazza Martiri delle Foibe
    BRESCIA Via Martiri delle Foibe
    BRESCIA Via Vittime d’Istria, Fiume e Dalmazia
    BRINDISI Via Martiri delle Foibe
    BRONI (Pavia) Via Martiri delle Foibe
    BRUGHERIO (Monza-Brianza) Parco Martiri delle Foibe
    BUDRIO (Bologna) Via Vittime delle Foibe
    BUSSOLENGO (Verona) Viale Martiri delle Foibe
    CAGLIARI Parco dei Martiri delle Foibe
    CALCINAIA fraz. Fornacette (Pisa) Via Vittime delle Foibe
    CALCINATO (Brescia) Via Martiri delle Foibe
    CALOLZIOCORTE (Lecco) Parco Martiri delle Foibe
    CAMAIORE (Lucca) Via Martiri delle Foibe
    CAMOGLI (Genova) Scalinata Martiri delle Foibe
    CANNARA (Perugia) Piazza Martiri delle Foibe
    CARAPELLE (Foggia) Via Martiri delle Foibe
    CARATE BRIANZA (Monza e Brianza) Piazza Martiri Giuliano – Dalmati
    CARDITO (Napoli) Via Martiri delle Foibe
    CASALE MONFERRATO (Alessandria) Via Vittime delle Foibe
    CASALVECCHIO SICULO (Messina) Proposta attesa delibera
    CASERTA Via Martiri delle Foibe
    CASPERIA (Rieti) Piazza Martiri delle Foibe (Delibera N. 2 del 17 marzo 2010 – attesa inaugurazione)
    CASSANO DELLE MURGE (Bari) Parco ai Martiri delle Foibe e all’Esodo Istriano-giuliano-dalmata
    CASTEL MAGGIORE (Bologna) Rotonda Martiri delle Foibe
    CASTELFRANCO EMILIA (Modena) Via Martiri delle Foibe
    CASTELLABATE fraz. Lago di Castellabate (Salerno) Via Martiri delle Foibe
    CASTELLABATE fraz.. San Marco (Salerno) Via Giovanni Romito – Vittima delle Foibe
    CASTELLABATE fraz.. San Marco (Salerno) Via Norma Cossetto
    CASTELLAMONTE (Torino) Via Martiri delle Foibe
    CASTELNUOVO DEL GARDA (Verona) Via Martiri delle Foibe
    CASTIGLIONE DELLE STIVIERE (Mantova) Via Martiri delle Foibe
    CEGLIE MESSAPICA (Brindisi) Via Martiri delle Foibe
    CERVETERI (Roma) Via Martiri delle Foibe
    CERVIA (Ravenna) Parco Martiri delle Foibe
    CHIARI (Brescia) Piazzetta Martiri delle Foibe
    CHIOGGIA (Venezia) Piazzale Martiri delle Foibe
    CHIOGGIA (Venezia) Giardini all’Esule istriano, giuliano e dalmata
    CHIUPPANO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    CHIVASSO (Torino) Via Martiri d’Istria e Dalmazia
    CISTERNA DI LATINA (Latina) Piazza Martiri delle Foibe e agli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia
    CITTA’ DI CASTELLO (Perugia) Via Martiri delle Foibe
    CIVITANOVA MARCHE (Macerata) Via Martiri delle Foibe
    CIVITAVECCHIA (Roma) Parco Martiri delle Foibe – Parco Uliveto
    COGGIOLA (Biella) Largo vittime delle Foibe
    COLLEGNO (Torino) Giardino Esuli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia
    COMO Piazza Martiri Foibe Istriane
    COMO Rondello Don Angelo Tarticchio
    COMO fraz. Albate Giardini Martiri italiani delle Foibe istriane
    CONEGLIANO (Treviso) Via Martiri delle Foibe
    COPERTINO (Lecce) Via Martiri delle Foibe
    CORNAREDO (Milano) Via Vittime delle Foibe
    CORROPOLI (Teramo) Piazza Martiri delle Foibe
    CORTEMAGGIORE (Piacenza) Via Martiri delle Foibe
    COSTA VOLPINO (Bergamo) Parco Martiri delle Foibe
    CREAZZO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    CREMA (Cremona) Piazza Istria e Dalmazia (Martiri delle Foibe)
    CRESCENTINO (Vercelli) Via Martiri delle Foibe
    DANTA DI CADORE (Belluno) Via Vittime delle Foibe
    DESENZANO DEL GARDA (Brescia) Via Martiri Italiani delle Foibe
    DOMODOSSOLA (Verbano-Cusio-Ossola) Piazzale Vittime delle Foibe Istriane
    DUE CARRARE (Padova) Piazza Norma Cossetto
    DUE CARRARE (Padova) Piazza Vittime delle Foibe
    FABRIANO (Ancona) Via dei Martiri delle Foibe Istriane
    FERMO Largo Vittime delle Foibe
    FERRARA Via Martiri delle Foibe
    FIDENZA (Parma) proposta attesa delibera Via Martiri delle Foibe
    FIRENZE Largo Martiri delle Foibe
    FOGGIA Piazza dei Martiri Triestini
    FOLIGNO (Perugia) Piazzale Martiri delle Foibe
    FONDI (Latina) Piazza Martiri delle Foibe
    FONTANIVA (Padova) Via Martiri delle Foibe
    FORLI’ (Forlì-Cesena) Via Martiri delle Foibe
    FORTE DEI MARMI (Lucca) Piazza Martiri delle Foibe
    FORZA d’AGR0′ (Messina) Proposta attesa delibera
    FOSSANO (Cuneo) Via Norma Cossetto (Vittima delle Foibe)
    FOSSO’ (Venezia) Via Martiri Giuliani e Dalmati
    FRANCAVILLA AL MARE (Chieti) Via Martiri delle Foibe
    FROSINONE Piazza Martiri delle Foibe
    FURCI SICULO (Messina) Proposta attesa delibera
    GALATINA (Lecce) Piazza Vittime delle Foibe
    GATTINARA (Vercelli) Piazza Martiri delle Foibe
    GAVIRATE (Varese) Piazza Martiri delle Foibe 1943 – 1945
    GAVORRANO (Grosseto) Via Martiri d’Istria
    GENOVA Passo Vittime delle Foibe
    GORIZIA Largo Martiri delle Foibe
    GORIZIA Via Norma Cossetto
    GOZZANO (Novara) Via Vittime delle Foibe
    GRADO (Gorizia) Piazza Martiri delle Foibe (pass. a mare)
    GROSSETO Piazza Martiri delle Foibe Istriane
    GRUGLIASCO (Torino) Giardino Vittime delle Foibe
    GRUMOLO DELLE ABBADESSE (Vicenza) Piazza Norma Cossetto
    GUIDONIA MONTECELIO – Villalba (Roma) Piazza Martiri delle Foibe
    IMPERIA Giardini Martiri delle Foibe
    JESI (Ancona) Piazza Martiri delle Foibe
    JESI (Ancona) Via Martiri delle Foibe
    JESOLO (Venezia) Viale Martiri delle Foibe
    LAMEZIA TERME (Catanzaro) Via Martiri delle Foibe (attesa uff. delibera)
    LANCIANO (Chieti) Piazza Martiri delle Foibe
    L’AQUILA (fraz. Cansatessa) Via Norma Cossetto – terremotata
    LATERZA (Taranto) Via Martiri delle Foibe
    LATINA Piazzale Martiri delle Foibe
    LATINA Viale Martiri di Dalmazia
    LATISANA (Udine) Via Martiri delle Foibe
    LAVAGNO fraz. San Pietro (Verona) Via Martiri delle Foibe
    LAZZATE (Monza-Brianza) Largo Martiri delle Foibe
    LECCE Via Martiri delle Foibe
    LECCO Riva Martiri delle Foibe
    LEGNAGO (Verona) Via Norma Cossetto
    LEINI’ (Torino) Via Martiri delle Foibe
    LEONESSA (Rieti) Largo dei Martiri delle Foibe Istriane
    LICATA (Agrigento) Piazzale Martiri delle Foibe
    LIMBIATE (Monza-Brianza) Piazza Martiri delle Foibe
    LISSONE (Monza-Brianza) Piazza Martiri delle Foibe
    LOANO (Savona) Via Martiri delle Foibe
    LOCRI (Reggio Calabria) Via Martiri delle Foibe
    LONIGO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    LUCCA Via Martiri delle Foibe
    MACERATA Via Vittime delle Foibe
    MAIOLATI SPONTINI (Ancona) Largo Martiri delle Foibe
    MANDANICI (Messina) P.zza Carabiniere Domenico Bruno-Martire delle Foibe
    MAPELLO (Bergamo) Via Esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia
    MAPELLO (Bergamo) Via Martiri delle Foibe
    MARCELLINA (Roma) Piazza Martiri delle Foibe
    MARINO (Roma) Piazzale Caduti delle Foibe
    MARTIGNACCO (Udine) Piazzale Martiri delle Foibe
    MASSA (Massa-Carrara) Parco del ricordo ai Martiri delle Foibe.
    MAZARA DEL VALLO (Trapani) Via Martiri delle Foibe
    MELISSANO (Lecce) Piazza Martiri delle Foibe
    MESSINA P.zza Martiri delle Foibe, Esuli di Istria, Fiume e Dalmazia
    MILANO Largo Martiri delle Foibe
    MILANO Via Martiri Triestini
    MIRANDOLA (Modena) Via Martiri delle Foibe
    MODENA Via Martiri delle Foibe
    MODUGNO (Bari) Parco del Ricordo delle Foibe
    MOGLIANO VENETO (Treviso) Via Martiri delle Foibe
    MONCALIERI (Torino) Via Vittime delle Foibe
    MONSELICE (Padova) Via Martiri delle Foibe
    MONTE PORZIO (Pesaro) Via Martiri delle Foibe
    MONTEBELLUNA (Treviso) Vicolo Martiri Giuliani e Dalmati
    MONTECCHIO MAGGIORE (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    MONTELUPONE (Macerata) Via Martiri delle Foibe
    MONTEROTONDO (Roma) Largo Martiri delle Foibe
    MONTESILVANO (Pescara) Via Martiri delle Foibe
    MONTESILVANO (Pescara) Via Pieramico Antonio Martire delle Foibe
    MONTIGNOSO (Massa e Carrara) Parco Martire delle Foibe – in onore Guardia di PS Mario Buffoni
    MORTARA (Pavia) Via Martiri delle Foibe
    MUGNANO DI NAPOLI (Napoli) Via Vittime delle foibe
    NANTO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    NARDO’ (Lecce) Piazzale Martiri delle Foibe
    NEPI (Viterbo) Parco Martiri delle Foibe
    NERVIANO (Milano) Via Martiri delle Foibe
    NISCEMI (Caltanisetta) P.za Martiri delle Foibe di Istria, Dalmazia e V.G.
    NIZZA DI SICILIA (Messina) Proposta attesa delibera
    NOCERA UMBRA (Perugia) Via Martiri delle Foibe
    NOCETO (Parma) Via Martiri delle Foibe
    NOVARA Via Vittime delle Foibe
    NOVATE MILANESE Giardino Martiri delle Foibe
    NOVENTA VICENTINA (Vicenza) Via Vittime delle Foibe
    ORIA (Brindisi) Via Martiri delle Foibe
    ORISTANO Via Martiri delle Foibe
    OSPITALETTO (Brescia) Via Martiri delle Foibe
    OSTRA VETERE (Ancona) Giardino Martiri delle Foibe
    OZIERI (Sassari) Via Martiri delle Foibe
    PADOVA Passaggio Martiri delle Foibe
    PADOVA Via Nicolò e Pietro Luxardo
    PAGLIARA (Messina) Proposta attesa delibera
    PAGNACCO (Udine) Piazzale Martiri delle Foibe
    PALAZZOLO SULL’OGLIO (Brescia) Piazza Martiri delle Foibe Istriane
    PARMA Via Martiri delle Foibe (seduta n.1 6.4.09 app.all’unanimità – str.n. 9)(Intit. N.1173 del 17.09.09)
    PASIAN DI PRATO (Udine) Via Martiri delle Foibe
    PERUGIA Via Vittime delle Foibe (Parco)
    PESARO (Pesaro-Urbino) Parco Esuli Giuliano-Dalmati
    PESCARA Piazza Martiri Dalmati e Giuliani
    PESCHIERA DEL GARDA (Verona) Via Caduti delle Foibe
    PIACENZA Attesa delibera del Comune
    PIETRASANTA (Lucca) Piazza Martiri delle Foibe
    PIGNATARO MAGGIORE (Caserta) Via Caduti delle Foibe
    PIOVE DI SACCO (Padova) Via Martiri delle Foibe
    PISA Rotonda Martiri delle Foibe
    POGGIORSINI (Bari) Via Martiri delle Foibe
    POMEZIA (Roma) Via Martiri delle Foibe
    PONTE SAN PIETRO (Bergamo) Piazza Martiri delle Foibe
    PONTEDERA (Pisa) Via Caduti delle Foibe
    PORDENONE Pedonale/ciclabile Martiri delle Foibe
    PORRETTA TERME (Bologna) Piazza Martiri delle Foibe
    PORTOFERRAIO (Livorno) Via Martiri delle Foibe
    PORTOGRUARO (Venezia) Via Vittime delle Foibe (attesa delibera)
    PORTOMAGGIORE (Ferrara) Via Martiri delle Foibe
    POVOLETTO (Udine) Ponte Martiri delle Foibe
    PRATO Via Martiri delle Foibe
    PRIVERNO (Latina) Giardino Martiri delle Foibe
    PUTIGNANO (Bari) Via Martiri delle Foibe
    QUATTORDIO (Alessandria) Via della Memoria (Vittime delle Foibe)
    RACCONIGI (Cuneo)
    RAPALLO (Genova) Piazzale Martiri delle Foibe
    RAVENNA fraz. Porto Corsini Parco Martiri delle Foibe
    RECANATI (Macerata) Via Martiri delle Foibe
    REGGELLO (Firenze) Via Caduti delle Foibe
    REGGIO EMILIA fraz. Coviolo Viale Martiri delle Foibe
    RICCIONE (Rimini) Piazzale Martiri delle Foibe
    RIVA DEL GARDA (Trento) Largo Caduti delle Foibe
    RIVAROLO CANAVESE (Torino) Via Martiri delle Foibe
    ROBECCO SUL NAVIGLIO (Milano) Via Martiri delle Foibe
    ROCCALUMERA (Messina) Piazzetta Vittime delle Foibe
    ROMA Via Icilio Bacci
    ROMA Via Norma Cossetto
    ROMA Via Riccardo Gigante
    ROMA (Laurentina) Largo Vittime delle Foibe istriane
    RONCHI DEI LEGIONARI (Gorizia) Piazzale Martiri delle Foibe
    ROSA’ (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    ROVATO (Brescia) Via Martiri delle Foibe
    ROVERETO (Trento) Largo Vittime delle Foibe 1943 – 1947
    RUVO DI PUGLIA (Bari) Via Martiri delle Foibe
    SABAUDIA (Latina) Largo dei Martiri delle Foibe
    SALO’ (Brescia) Galleria Martiri delle Foibe
    SALO’ (Brescia) Via Martiri delle Foibe
    SAN BONIFACIO (Verona) Piazza Martiri delle Foibe
    SAN DANIELE DEL FRIULI (Udine) Via Luxardo
    SAN DANIELE DEL FRIULI (Udine) Parco Martiri delle Foibe
    SAN DONA’ DI PIAVE -Calvecchia (VE) Via Martiri delle Foibe
    SAN GIOVANNI ILARIONE (Verona) Via Martiri delle foibe
    SAN GIOVANNI LUPATOTO (Verona) Parco Martiri delle Foibe
    SAN LAZZARO DI SAVENA (Bologna) Via Martiri delle Foibe
    SAN MAURO TORINESE (Torino) Vittime delle Foibe e degli Esuli da Istria, Fiume, Dalmazia, Alto Isonzo.
    SAN MINIATO fraz. Ponte a Egola (Pisa) Via Vittime delle Foibe
    SAN SEVERO (Foggia) Largo Vittime delle Foibe
    SANREMO (Imperia) Via Martiri delle Foibe
    SANTA MARGHERITA LIGURE (Genova) Giardini Vittime delle Foibe
    SANTA MARINELLA (Roma) Parco Martiri delle Foibe
    SANTA TERESA di RIVA (Messina) Via Martiri delle Foibe
    SANT’ANGELO LODIGIANO (Lodi) Via Martiri delle Foibe
    SAONARA (Padova) Via Martiri Giuliani e Dalmati
    SASSARI Via Martiri delle Foibe
    SASSO MARCONI -Borgonuovo (Bologna) Piazzale Vittime delle Foibe
    SASSUOLO (Modena) Piazza Martiri delle Foibe
    SAVIGLIANO (Cuneo) Via Martiri delle Foibe
    SAVOCA (Messina) Proposta attesa delibera
    SCAFATI (Salerno) Via Martiri delle Foibe
    SEDICO (Belluno) Via Martiri delle Foibe
    SELCI Sabino (Rieti) Piazza Martiri delle Foibe
    SEREN DEL GRAPPA (Belluno) Via Vittime delle Foibe
    SERIATE (Bergamo) Via Martiri delle Foibe
    SERVIGLIANO (Fermo) Via Martiri delle Foibe
    SETTIMO TORINESE (Torino) Via Vittime delle Foibe
    SIMERI CRICHI (Catanzaro) Piazza Vittime delle Foibe
    SOVIZZO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    SULMONA (Aquila) Via Martiri Istriani Delle Foibe
    SURBO (Lecce) Largo Vittime delle Foibe
    TARANTO Piazzale Vittime delle Foibe
    TEMPIO PAUSANIA (Olbia-Tempio) Via Martiri delle Foibe Istriane
    TEOLO (Padova) Via Martiri delle Foibe
    TERAMO Via Martiri delle Foibe
    TERAMO fraz. Piano d’Accio Via Norma Cossetto
    TERMINI IMERESE (Palermo) Largo Martiri delle Foibe
    TERMOLI (Campobasso) Largo Martiri delle Foibe
    TERRALBA (Oristano) Piazza Martiri delle Foibe
    THIENE (Vicenza) Vi Martiri delle Foibe
    THIESI (Sassari) Via Vittime delle Foibe (In ricordo dei finanzieri Andrea Serra e Giovanni Peralta)
    TOLMEZZO (Udine) Largo Vittime delle Foibe ed Esuli di Istria, Fiume, Dalmazia ed A.Isonzo (II Guerra Mondiale e dopoguerra)
    TOMBOLO fraz. Onara (Padova) Via Martiri delle Foibe
    TORRE MAGGIORE Foggia) Via Martiri delle Foibe
    TORTONA (Alessandria) Giardini Esuli Istriani, Fiumani, Dalmati e Rimpatriati
    TRENTO Via Vittime delle Foibe
    TREVISO Piazza Martiri delle Foibe
    TRICASE (Lecce) Via Martiri delle Foibe
    TRIESTE Largo don Francesco Bonifacio
    TRIESTE Via Norma Cossetto
    TRIESTE Viale Martiri delle Foibe
    TROFARELLO (Torino) Via Martiri delle Foibe
    TUGLIE (Lecce) Via Martiri delle Foibe
    TUORO (Caserta) Via Martiri delle Foibe
    UDINE Parco Vittime delle Foibe
    UGGIATE TREVANO (Como) Piazzetta 10 febbraio – Giorno del Ricordo delle Vittime delle Foibe e dell’Esodo
    URGNANO (Bergamo) Piazza Martiri delle Foibe
    VALDOBBIADENE (Treviso) Parco Martiri delle Foibe
    VALEGGIO SUL MINCIO (Verona) Via Martiri delle Foibe
    VARESE Via Istria – Martiri delle Foibe
    VASTO MARINA (Chieti) Via Martiri Istriani
    VEDELAGO fraz. Casacorba (Treviso) Piazza Martiri delle Foibe
    VELLETRI (Roma) Via Martiri delle Foibe
    VENEZIA fraz. Marghera (Venezia) Piazzale Martiri Giuliano-Dalmati delle Foibe
    VENTIMIGLIA (Imperia) Giardini Martiri delle Foibe
    VERBANIA (Verbano-Cusio-Ossola) Parco Norma Cossetto
    VERCELLI Via Martiri delle Foibe
    VIAREGGIO (Lucca) Via Martiri delle Foibe (attesa oK Pref.)
    VICENZA Largo Martiri delle Foibe
    VIGEVANO (Pavia) Via Martiri delle Foibe
    VIGONZA (Padova) Via Martiri delle Foibe
    VIGUZZOLO (Alessandria) Piazza Vittime delle Foibe
    VILLAFRANCA IN LUNIGIANA (Massa Carrara) Piazza Martiri delle Foibe
    VILLONGO (Bergamo) Via Martiri delle Foibe
    VITERBO Largo Martiri delle Foibe Istriane
    VITTORIA fraz. Scoglitti (Ragusa) Via Martiri delle Foibe
    VOGHERA (Pavia) Via Martiri delle Foibe
    VOLPIANO (Torino) Via Vittime delle Foibe
    ZOAGLI (Genova) Scalinata Martiri delle Foibe

    FOIBA DI BASOVIZZA

    LAPIDE A BASOVIZZA

    O tu che ignaro passi
    per questo Carso forte ma buono,
    fermati! Sosta su questa grande tomba!
    E’ un calvario con il vertice
    sprofondato nelle viscere della terra.
    Qui, nella primavera del 1945,
    fu consumato un orrendo Olocausto.
    A guerra finita!
    Nell’abisso fummo precipitati a centinaia,
    crivellati dal piombo e straziati dalle rocce.
    Nessuno ci potrà mai contare!
    Avidità di conquista, odio e vendetta
    congiurarono e infierirono contro di noi.
    Essere italiani era la nostra colpa.
    A gettarci nel baratro furono torme di invasori,
    calati nella nostra terra sotto l’influsso
    di una malefica stella vermiglia.
    Per viltà gli uomini non ci hanno reso giustizia.
    Ce l’ha resa Dio accogliendo i nostri spiriti,
    purificati da tanto martirio.
    O tu che, ora non più ignaro, scenderai da questo Carso,
    ricorda, e racconta la nostra tragedia

    Federazione Grigioverde
    2004

  13. FASCISTA permalink
    settembre 18, 2010 10:17 pm

    IO NON SONO DI DESTRA, SONO FASCISTA, E ME NE VANTO, PER TUTTO IL BENE CHE MUSSOLINI HA FATTO PER L’ITALIA E PER GLI ITALIANI. NE GODIAMO I FRUTTI ANCORA ADESSO PERCHE’ NESSUNO HA FATTO PIU’ NULLA PER L’ITALIA.

    • brugheriofutura permalink*
      novembre 18, 2010 7:04 pm

      Ecco perché siamo profondamente diversi, e perché non abassiamo il livello della discussione rispondendo a commenti simili.

  14. Parenti di infoibati permalink
    settembre 18, 2010 10:26 pm

    1) Mussolini non ha fatto nulla agli slavi se paragoniamo quello che loro hanno fatto a noi.

    2) Mussolini ha solo italianizzato quelle terre perchè erano italiane

    3) Si dimentica sempre un dato importante: gli infoibamenti di 20 mila italiani e non, sono stati perpretati in periodo di PACE ed a guerra finita.

    4) Troppo comodo dare sempre la colpa agli altri per nascondere la propria mano insaguinata

    5) Croati e Sloveni, per creare un eventuale clima di distensione dopo oltre 60 anni avrebbero dovuto chiedere scusa ed ammettere le proprie colpe criminose. Il perdono non avverrà mai, ci sarà sempre odio nel ricordare quello che ci hanno fatto con becera arroganza ancora oggi.

    • i-pod keroro permalink
      marzo 28, 2014 11:39 pm

      E’ vero, Mussolini ha impedito agli slavi loro di usare la loro lingua, al contrario di Tito che invece ha permesso agli italiani di poter parlare in italiano (Telecapodistria ne era un esempio). Quindi effettivamente i comunisti slavi hanno fatto molto più di Mussolini (per fortuna)

  15. sandro damiani permalink
    ottobre 27, 2010 9:39 pm

    Si potrebbe sapere il nome e il cognome del cretino che si firma “parenti di infoibati” e spara fregnacce?
    Grazie.
    P.S.
    Se possibile, rispondetemi su FB o al mio recapito elettronico.
    Sandro Damiani

  16. Maria Romano permalink
    novembre 12, 2010 9:56 am

    X Sandro Damiani,

    Non ha nessuna importanza chi scrive ma hanno importanza i contenuti di ciò che si scrive.
    Con Voi non è possibile dialogare perchè siete ignoranti, non leggete e neppure davanti all’evidenza non ammettete di avere torto.
    Per Voi tutti i comunisti sono angioletti
    Tutti i fascisti sono dei delinquenti
    Tutti i tedeschi sono assassini
    Un po’ troppo comodo.
    Per quarant’anni i comunisti sovietici hanno dato la colpa ai tedeschi dell’eccidio di tutti gli ufficiali polacchi gettati nelle fosse di Katyn. Sono dove l’apertura degli archivi è venuta fuori la verità (quella che tutti sapevano) che i colpevoli erano stati i comunisti sovietivi.
    Attendiamo dopo oltre 60 anni che croati e sloveni chiedano scusa per la pulizia etnica fatta verso tutti gli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia.
    Leggete l’ultimo libro di Pansa, vi aprirà un po’ le idee.
    Leggete tutti i nomi e cognomi degli infoibati da Tito d’accordo con i comunisti italiani e poi parlate.

    • sandro damiani permalink
      dicembre 10, 2010 11:12 am

      Appena ora leggo la risposta della signora Romano…Che dire? Beata lei che non vuole andare oltre il suo naso. Mi ricorda il credente – in generale, a prescindere dal Dio in cui crede – il quale si (ri)convince dell’esistenza del Padreterno perche’ dopo il terremoto una persona, rimasta sottoterra dieci giorni, viene tirata fuori viva! Chissa’ il terremoto che gliel’ha mandato…
      Cio’ vale per la questione confini orientali, Istria, foibe, esodo e “scuse” da richiedere: gliel’ha ordinato il dottore al Regio esercito di invadere la Jugoslavia e accoppare civili e non, con la magnifica idea di allargare l’Impero? e’ inutile incazzarsi col vincitore quando si e’ persa una guerra studiata a tavolino (male), combattuta (peggio), persa (e tutto sommato e’ andata bene, prche’ i veri criminali non hanno neppure lontanamente avuto la meritata Norimberga). Anzi, le loro prime vittime spesso ne sono diventate i primi difensori d’ufficio!
      Quanto alle “scuse”: lo faccia lo Stato italiano con i Paesi che ha invaso: Grecia, Albania, Jugoslavia. Poi se ne parla…
      Katin? Lo si sapeva da una vita. E a sinistra la denuncia non e’ mancata. Ma l’unica sinistra che la destra ha sempre ascoltato e’ stata quella al potere. Che di sinistra aveva poco o nulla.

  17. pedropaolo permalink
    febbraio 15, 2011 10:45 am

    — In Jugoslavia i fascisti italiani hanno ucciso duecentomila persone. E mai nessun capo di stato italiano ha reso loro omaggio o chiesto perdono. Neppure Pertini. E del compagno Napolitano, non ne parliamo !!! – Meditate gente, meditate –

  18. pedropaolo permalink
    febbraio 15, 2011 10:47 am

    — Le Foibe sono solo la conseguenza dell’occupazione fascista…. Chi semina vento raccoglie tempesta —

  19. frida lani permalink
    febbraio 15, 2011 10:48 am

    — Le Foibe sono solo la conseguenza dell’occupazione fascista…. Chi semina vento raccoglie tempesta —

  20. gianfranco ginestri di bologna permalink
    febbraio 15, 2011 10:50 am

    — IL libro “FOIBE, TRA STORIA E MITO” si scarica gratis qui ::: http://www.aaargh.codoh.info/fran/livres8/CERNIGOIfoibemito.pdf

  21. Paolo Camassa permalink
    giugno 14, 2012 4:15 pm

    Una serie di inesattezze, raccontate in maniera approssimativa e sicuramente di parte.
    Unica certezza… la sinistra è bene, la destra è male… provate un po’ a chiedere ad un ex-URSS o pìù semplicemente ad un cittadino dell’est europeo come si stava fino a 20 anni fa… oppure ad un cubano…

    Senza poi parlare delle offese gratuite a chi non la pensa come voi… se non volete il contraddittorio chiudete il blog, visto che ve le suonate e cantate da soli, tipico di quelli come voi.

    E un consiglio… rileggetevi la storia!

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