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SCUOLA: DEMOLIZIONE IN CORSO.

febbraio 28, 2010

Il cammino che il Governo Berlusconi ha intrapreso verso la distruzione della scuola pubblica prosegue inesorabile, con un susseguirsi di scelte e provvedimenti scriteriati e disgustosi posti in essere a vari livelli.

Basta pensare alla novità partorita in queste ore dalla mente del Ministro dell’Istruzione Gelmini (o meglio, dalla mente di coloro che la controllano e le dicono cosa dire e fare): nelle scuole si dovrà studiare l’energia nucleare. Proprio così, in quelle stesse scuole che cadono letteralmente a pezzi per mancanza di fondi, che non hanno spazi e non hanno spesso nemmeno il numero di insegnanti sufficiente a coprire le normali attività, che vedranno cancellato l’insegnamento dell’ora di geografia, in quelle stesse scuole si dovrà insegnare una materia relativa ad una tecnologia vecchia, pericolosa, antieconomica, che in Italia è stata abolita da un referendum popolare nel 1987. La scuola viene messa al servizio delle lobbies; si calpesta la democrazia ed il buonsenso per formare (o meglio “sformare”) le giovane menti ad un pensiero miope e distorto, frutto della più dissennata e irragionevole ideologia liberista.

Basta pensare alla politica scolastica della Regione Lombardia, che distribuisce milioni di euro alle scuole private in termini di contributi diretti (sottraendo i fondi agli istituti pubblici) e, non contenta, ne distribuisce altrettanti alle famiglie (la maggior parte delle quali aventi redditi medioalti o alti) che iscrivono i figli a quelle stesse scuole private.

Basta pensare al Comune di Milano, che intende liberarsi delle proprie scuole civiche assegnandone la gestione ad una fondazione, e che ha già chiuso l’unico Liceo serale, lo storico Gandhi, impedendo di fatto a chi lavora di poter frequentare una scuola pubblica di alto livello e grande tradizione.

Basta pensare agli odiosi provvedimenti posti in essere in due comuni del mantovano, Goito e Viadana. Nel primo caso il Consiglio Comunale, con una maggioranza formata da UDC, Pdl e Lega Nord, ha approvato un regolamento degli asili comunali (quindi pagati con i soldi delle tasse di tutti i cittadini) che prevede l’ammissione solo per bambini provenienti da famiglie che “accettino l’ispirazione cristiana della vita”. Siamo al razzismo più bieco, alla violazione dei più elementari principi di convivenza civile, nonché di quelli previsti dalla Costituzione italiana. E’ rivoltante che si utilizzi il termine “cristiano” per giustificare una politica discriminatoria che è quanto di più anticristiano vi sia.

Nel secondo Comune citato, il Consiglio d’Istituto dell’Istituto comprensivo Parazzi, ha approvato dei criteri per l’ammissione alla prima classe delle elementari che prevedono che gli stranieri vengano inseriti per ultimi. Anche in questo caso, appare evidente la volontà di creare, con azioni che hanno un forte valore simbolico, una cultura della discriminazione, una implicita giustificazione del razzismo.

A Brugherio non siamo molto lontani da questo tipo di fenomeni. Anche nella nostra città la Giunta di centrodestra, da quando si è insediata, a parte aumentare i fondi destinati alle scuole paritarie private, non ha fatto altro che agire secondo principi razzisti, traducendo tale sottocultura in ordinanze e regolamenti che hanno l’odore della prepotenza e dell’intolleranza. Il regolamento per l’accesso ai contributi per l’iscrizione agli asili esclude chi non risiede a Brugherio da almeno cinque anni, il bonus bebè chi non risiede in città da almeno tre; la residenza poi, viene negata a quegli stranieri che non dimostrino di avere un’abitazione ed un reddito minimo (nonostante l’articolo 3 della Costituzione dica che le Istituzioni sono tenute a“rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale” che rendono difficile l’integrazione di chi si trovi in condizioni di bisogno.

Chiunque di noi sia dotato di un po’ di senso civico, non può far finta di niente di fronte a questa deriva che sta subendo la nostra società. Soprattutto non può accettare che la scuola diventi un mezzo di propaganda per chi ci governa, ed uno strumento per indirizzare il pensiero delle giovani menti verso modelli graditi ai governanti medesimi.

Investire seriamente nella scuola pubblica significa investire nel futuro di questo Paese; rovinare la scuola significa rovinare quel futuro, e questo non possiamo permettere che avvenga.

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