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BERLUSCONI RISOLVE L’EMERGENZA RIFIUTI CON IL MANGANELLO

ottobre 12, 2010

Le difficoltà di Silvio Berlusconi a mantenere insieme la sua maggioranza, da molto tempo ormai sul punto di esplodere sotto la spinta degli interessi divergenti che muovono i vari gruppi che la compongono, sono sotto gli occhi di tutti. E’ cosa nota e ben visibile anche il fatto che il collante attraverso il quale Mister B è riuscito ad evitare la caduta del suo Governo sono state le concessioni ed elargizioni ad un certo numero di parlamentari raccattati qua e là, che vanno ad aggiungersi a quelle già fatte nei confronti dei suoi vari, ingordi alleati, prima fra tutti la Lega Nord.

I segnali di declino sono molteplici e chiari, ma sarebbe un grosso errore pensare che Berlusconi sia un fenomeno che l’Italia si stia apprestando ad archiviare.

I regimi, sono spesso più pericolosi e dannosi nella fase discendente della loro parabola, quando l’approssimarsi della fine scatena la violenza di chi non vuole abbandonare il potere, e la bramosia di chi vuole arraffare la propria parte di bottino prima che la festa finisca.

In questo senso Berlusconi non fa eccezione. Si sta aggrappando con tutte le proprie forze e con tutta la rabbia della propria arroganza e tutto il furore di cui la sua prepotenza lo rende capace ad una posizione che gli sta sfuggendo di mano. Sta facendo tutto questo perché vive come un imperativo la necessità di varare una nuova legge ad personam che lo metta al riparo dai processi, che vede approssimarsi sempre di più.

Per raggiungere questo obiettivo è disposto ad utilizzare qualunque mezzo ed a calpestare qualunque principio e qualunque regola. Non esiste rispetto per i cittadini, per le Istituzioni, per la Libertà.

Vengono usati i metodi tipici di tutti i regimi autoritari: una propaganda pesante dai toni trionfalistici, la disinformazione dell’opinione pubblica, la cancellazione dai mass media di ogni notizia sfavorevole al potere (tutte cose ottenute grazie al controllo dei mezzi di comunicazione da parte di B. ) e l’utilizzo di strumenti dello stato (forze di polizia e servizi segreti) per reprimere anche con la forza ogni forma di dissenso.

In questo senso gli avvenimenti di qualche giorno fa in Campania, nell’ambito di quella vergognosa faccenda che è l’emergenza rifiuti, raccolgono tutti gli elementi dell’oppressivo sistema di potere posto in essere dal centrodestra.

La patinata propaganda berlusconiana ha, fin dal 2008, speso tempo e denaro (pubblico) per cantare davanti al mondo di aver risolto in poche settimane un problema decennale. La ricetta di questo presunto miracolo della sparizione dell’immondizia dalle strade era composta da un insieme di discariche ed inceneritori, tutti modernissimi, all’avanguardia, non inquinanti.

Naturalmente bastava risiedere in Campania, o recarvisi in visita per rendersi immediatamente conto che si trattava di un enorme cumulo di bugie, più grande e più velenoso di tutti i mucchi di rifiuti nelle strade messi assieme.

Berlusconi ha mentito agli italiani, e lo ha fatto su più aspetti. Il primo, più evidente, è relativo alle operazioni che un tempo erano dette di “nettezza urbana”. A dispetto delle dichiarazioni e degli spot televisivi in stile holliwoodiano, è falso affermare che il Governo abbia ripulito le strade. Ciò che esso ha fatto, è stato semplicemente togliere l’immondizia dal centro di Napoli, in modo da poter esibire una facciata lustra agli occhi dei mass media. Le periferie del capoluogo partenopeo però, così come il resto della Provincia, sono rimasti sotto l’assedio dei mucchi di rifiuti, dei miasmi, del degrado.

La seconda menzogna riguarda le strategie per lo smaltimento dei materiali di rifiuto e la gestione degli stessi una volta risolta la crisi. Semplicemente, non esiste nessuna strategia. Il Governo è stato in grado solo di imporre ai Comuni della zona la realizzazione di nuove discariche o il mantenimento di quelle preesistenti. L’unica “novità” all’interno del sistema è la realizzazione degli inceneritori. Non vi è nessun intervento per organizzare una seria ed organizzata attività di raccolta differenziata (l’unica, reale, concreta soluzione al problema dei rifiuti), nessun investimento per la realizzazione delle strutture necessarie, per la formazione di personale dedicato, nessuna campagna di informazione finalizzata alla riduzione dei rifiuti a monte, rivolta a cittadini ed amministratori locali.

Una discarica a Terzigno (NA)

La terza bugia è strettamente collegata alla seconda, e riguarda gli effetti sull’ambiente e sulla salute delle persone che derivano da un sistema di gestione e smaltimento rifiuti basato su discariche ed inceneritori. Nessun esponente del Governo ha avvisato i campani e gli italiani che i rifiuti scaricati in quei giganteschi buchi nel terreno che sono le discariche, a causa della degradazione dei materiali (in particolare di quelli di natura organica) producono un liquido (il cosiddetto percolato) altamente tossico. Questo liquido, scendendo negli strati profondi della discarica a causa della forza di gravità può venire a contatto con il terreno, venirne assorbito ed entrare in contatto con la falda idrica, inquinando l’acqua prelevata dai rubinetti delle case.

Per evitare questo fenomeno, le discariche devono essere realizzate con particolari tecniche, che consentono di impermeabilizzare il terreno e raccogliere il percolato, che deve poi essere smaltito in modo particolare (essendo una sostanza tossica). Questa tipologia di discariche necessita di elevati costi per la realizzazione, la manutenzione continua (se l’impermeabilizzazione viene compromessa può verificarsi inquinamento del suolo) e lo smaltimento dei liquami inquinanti. I suddetti costi sono, ovviamente, a carico dei cittadini, che devono comunque sopportare i cattivi odori ed il continuo traffico di automezzi pesanti che le discariche generano.

A questi rischi se aggiunge un altro: il proliferare di discariche abusive gestite dalla criminalità organizzata in totale assenza di precauzioni per la tutela dell’ambiente.

Gli inceneritori rappresentano un pericolo ancora maggiore, in quanto disperdono 24 ore su 24 le sostanze inquinanti presenti nei fumi su un territorio molto vasto.

Non è un caso se i paesi maggiormente all’avanguardia nella gestione dei rifiuti (come la Germania, ad esempio) hanno da tempo rinunciato a ricorrere alle discariche, sviluppando sistemi di raccolta differenziata sempre più precisi e perfezionati. In una corretta gestione dei rifiuti l’incenerimento risulta essere una componente marginale del sistema, che ha la finalità di smaltire (controllando costantemente il livello delle emissioni inquinanti) la poca percentuale di materie che non vengono riciclate. Tali impianti, sono comunque superati da tecnologie più moderne e meno impattanti che prevedono il trattamento a freddo, senza quindi che vi sia emissione di fumi; queste tecnologie stanno prendendo rapidamente piede in molti Paesi europei, ed anche in Italia esistono degli impianti che le utilizzano..

Berlusconi invece, ha cercato di far credere agli italiani che bruciare l’immondizia fosse il modo più moderno di affrontare il problema, che non ci fosse alcun pericolo, e che gli inceneritori rappresentino un’occasione di sviluppo economico, perché producono energia (da qui l’utilizzo dell’ingannevole termine “termovalorizzatore”). Silvio ha organizzato una campagna mediatica per convincere la gente che i forni per i rifiuti ci vogliono, e se ne dovrebbe  collocare uno quasi in ogni città.

Tutto questo rappresenta un’enorme e pericolosa falsità, generata e diffusa per far fare affari alle società che costruiscono e fanno funzionare queste fabbriche di veleni. Viene cancellata la logica di ridurre i rifiuti e differenziarli, per poi recuperarli e riciclarli, e sostituita con quella di creare sempre più scarti per avere tanto “combustibile” da bruciare. Un combustibile di qualità pessima, che fornisce poca energia (molta meno di quella che si risparmierebbe recuperando e riciclando le varie materie di scarto) e diffonde ovunque sul territorio una grande quantità di sostanze dannose per l’ambiente e la salute.

L’operato del Governo in Campania ha dimostrato ancora una volta come il centrodestra privilegi gli interessi delle lobbies economiche a quelle dei cittadini.

Nonostante tutto il fumo gettato negli occhi però, gli abitanti dei Comuni campani sommersi dalla spazzatura hanno subito riconosciuto le fandonie di B. e dei suoi “amici”, hanno visto subito chiaro i rischi che esse rappresentano per le persone che in quei luoghi ci deve vivere e lavorare.

 

Una manifestazione contro la discarica a Terzigno (NA)

I cittadini sono scesi in piazza e hanno dimostrato il loro dissenso, la loro preoccupazione, la loro volontà di normalità. Lo hanno fatto con determinazione, con comprensibile rabbia, ma civilmente e pacificamente.

Invece la risposta del Governo, di quel Presidente del Consiglio che dovrebbe garantire il benessere dei cittadini italiani, ed il rispetto della Democrazia, è stata, ancora una volta, autoritaria e violenta. I manifestanti, persone di ogni età e ceto sociale, famiglie, donne e uomini, sono state caricate dalla polizia in assetto antisommossa; sono stati manganellati, strattonati, percossi, insultati

Dopo i fatti di Genova del 2001, dopo i soprusi contro i dimostranti a L’Aquila, dopo le percosse agli studenti dei giorni scorsi, il regime berlusconiano ha nuovamente usato il bastone per reprimere il dissenso.

Uno Stato civile non può permettere che cose di questo genere avvengano. E’ necessario che, una volta per tutte, tutti gli italiani democratici prendano coscienza del livello di degrado cui il centrodestra ha portato le Istituzioni e l’intera nazione. E’ necessario che, insieme, rompano il silenzio che Berlusconi, padrone dei mezzi di comunicazione di massa, sta imponendo al Paese, e che, insieme, dicano una volta per tutte no ad un centrodestra che concepisce l’Italia come una proprietà da sfruttare, e gli italiani come dei sudditi che devono obbedire e tacere.

 

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