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I CENTRI COMMERCIALI RIDUCONO L’OCCUPAZIONE – UNO STUDIO LO DIMOSTRA

ottobre 26, 2010

Pubblichiamo un comunicato del 30 aprile 2010 diffuso dall’Associazione Artigiani Piccole Imprese di Mestre (VE). Il CGIA di Mestre ha elaborato i dati del Ministero dello Sviluppo Economico e di Infocamere relativi alle conseguenze in termini di riduzione dell’occupazione, determinate dalla diffusione dei grandi centri commerciali.

Per i dati precisi suddivisi per Regione, vedere le tabelle nelle immagini.

Crediamo che esso possa far riflettere quelle persone che credono che il centro commerciale Decathlon possa portare benefici occupazionali a Brugherio.

I centri commerciali come Decathlon (che, contrariamente a quanto comunemente si pensa, nelle strutture grandi come quella che vorrebbero realizzare a Brugherio, non vende solo articoli sportivi) esercitano, di fatto, una concorrenza sleale nei confronti dei piccoli commercianti, perché possono permettersi, ad esempio, prezzi, orari e calendari di apertura (14/16 ore al giorno per 6/7 giorni la settimana) che le “botteghe” non possono sostenere. Normalmente, la realizzazione di uno di questi centri, crea un deserto commerciale nel raggio di diversi chilometri attorno all’ insediamento. Al deserto commerciale si accompagna alnche il deserto urbano, con i centri (veri) delle città che vengono svuotati di contenuti e luoghi di incontro, ed un perenne disservizio per tutti quelli che al centro commerciale non ci vogliono o non ci possono andare, e che vengono privati di ogni alternativa per effettuare perfino le spese più elementari.

I dati dello studio di CGIA Mestre, sono la dimostrazione che i grandi centri commerciali soffocano il piccolo commercio e l’indotto che da quest’ultimo deriva, e non sono in grado di compensare la perdita né in termini di posti di lavoro (ne offrono infatti di meno, per la maggior parte con contratti precari e con un profilo professionale basso), né in quelli di qualità del servizio, qualità dei rapporti umani, qualità dell’ambiente.

Essi generano un impoverimento che il nostro territorio, la nostra economia, il nostro mondo del lavoro non si può più permettere.

Ringraziamo Il Vimercatese Blog per avere, per primo, citato il comunicato stampa in questione in un proprio articolo, che potete leggere cliccando sul link sottostante.

http://blog.libero.it/ilvimercatese/9410899.html

IL COMUNICATO

BORTOLUSSI: <I CENTRI COMMERCIALI HANNO “STROZZATO” I NEGOZIANTI>

Tra il 2001 e il 2009 la superficie di vendita della grande distribuzione ([1]) è cresciuta del 65% circa. Nel frattempo i piccoli negozi sono diminuiti di oltre 51.000 unità. Secondo Bortolussi “ogni posto di lavoro creato nella grande distribuzione costa 6 posti di lavoro nelle piccole botteghe commerciali”.

“Tra il 2001 e il 2009 – esordisce Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – ad un aumento di poco più di 21.000 addetti nella grande distribuzione, nelle piccole botteghe commerciali si sono persi quasi 130.000 posti di lavoro. Vale a dire che ad ogni occupato che ha trovato un’occupazione nei centri commerciali, si sono persi 6 posti di lavoro tra i piccoli negozianti”.

E’ questo uno dei principali risultati emersi da una recente analisi realizzata dalla CGIA di Mestre, che ha voluto verificare l’andamento di crescita registrato dalla grande distribuzione e  la conseguente contrazione verificatasi tra le piccole attività di commercio al dettaglio.

Ebbene, il risultato emerso è il seguente: mentre nel periodo considerato la grande distribuzione ha aumentato la superficie di vendita del + 64,6% (passando da 2.066.318 a 3.401.913 mq di superficie di vendita), le attività di commercio al dettaglio sono diminuite di oltre 51.000 unità. Se si considera che mediamente una piccola attività commerciale dà lavoro a circa 2,5 addetti, la CGIA stima che si sono persi quasi 130.000 addetti. Per contro, la grande distribuzione ha aumentato il numero di addetti  di circa 21.000 unità.

“Pertanto – ribadisce Bortolussi – possiamo dire che ad ogni posto di lavoro creato dai grandi centri commerciali, se ne perdono 6 nel piccolo commercio. Insomma, tra la crisi dei consumi e la diffusione della grande distribuzione, i piccoli sono stati costretti a chiudere bottega”. 

Se l’attenzione viene posta sui dati regionali, è importante segnalare che l’unica grande Regione che ha registrato una contrazione della superficie di vendita della grande distribuzione è stato il Lazio (-14%). Il Lazio è anche l’unica realtà territoriale in Italia che presenta un aumento positivo della variazione delle piccole attività commerciali pari al + 6,7% (in termini assoluti pari a + 2.678 negozi). Tutte le altre regioni hanno visto un deciso aumento della presenza della grande distribuzione e una corrispondente    contrazione delle piccole botteghe commerciali.

([1]) Include gli esercizi di vendita al dettaglio con assortimento tale da soddisfare almeno l’80% dei bisogni dei consumatori. Pertanto, si fa riferimento agli Ipermercati e alle Grandi Superfici Integrate con superficie di vendita uguale o superiore ai 2.500 mq. 

Fonte: http://www.cgiamestre.com/portal/articolo.php?id_a=22159

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