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GOVERNO: STOP AL BONUS DEL 55% PER LA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

novembre 12, 2010

ATTENZIONE: chi volesse eseguire interventi di riqualificazione energetica del proprio edificio (riqualificazione energetica globale, isolamento delle pareti e/o del tetto, sostituzione dei serramenti, sostituzione della caldaia, installazione di impianti solari termici) ed usufruire della detrazione irpef del 55%, deve farlo entro il 31 dicembre, perché il Governo Berlusconi, l’esecutivo che più ha tartassato i contribuenti nella storia del nostro Paese, non ha trovato i soldi per prorogarla per l’anno 2011, quindi non l’ha inserita nel pacchetto sviluppo contenuto nel maxiemendamento alla Legge di Stabilità (un tempo denominata Legge Finanziaria).

Schema di impianto solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria e integrazione al riscaldamento

L’ultima speranza è che la proroga della detrazione del 55% venga fatta rientrare nel decreto “milleproroghe”, previsto per la fine dell’anno.

Se così non dovesse essere, si tratterebbe di una scelta incomprensibile e profondamente dannosa, poiché cancellerebbe un’ incentivo per i cittadini, che rappresenta un’opportunità di miglioramento della qualità del patrimonio immobiliare italiano, con forti ricadute positive sulle condizioni del nostro ambiente (grazie alla riduzione dei consumi energetici e quindi dell’inquinamento atmosferico) e di rilancio per l’economia italiana.

Senza contare poi che, nei tre anni in cui stato attivo, questo bonus energetico ha consentito una importante emersione del lavoro nero, generando ingenti entrate fiscali per lo Stato che hanno ripagato buona parte di quanto investito da quest’ultimo.

Ancora una volta, il ministro Tremonti dimostra di non essere in grado di concepire politiche economiche moderne che offrano al Paese prospettive di rilancio e di sviluppo.

In un periodo di crisi economica come quello che sta attraversando, l’Italia avrebbe bisogno, come è avvenuto in altri Paesi europei, di un serio piano di rilancio dell’economia, con investimenti in quei settori (come ad esempio le fonti energetiche rinnovabili e l’efficienza energetica, la ricerca, il turismo) che potrebbero creare occupazione, aumentare la competitività internazionale del nostro Paese e fare da traino per uscire dalla fase negativa.

Invece questo non sta avvenendo. Il ministro dell’Economia continua a proteggere gli interessi di chi è abituato a fare impresa in modo vecchio ed egoista. Il modo di chi (come ad esempio la FIAT) incamera centinaia di milioni di euro di aiuti statali e poi delocalizza gli stabilimenti all’estero, licenziando i lavoratori. Il modo di chi ha condotto il sistema industriale italiano ad una stagnazione di cui tutti subiamo gli effetti, mentre sono sempre di più le nazioni che ci sorpassano in importanza e competitività nel mercato globale.

Le risorse per finanziare questa dissennata politica arrivano dai pesanti tagli che il Governo sta operando ai servizi rivolti ai cittadini (scuola pubblica, ambiente, cultura, trasporti etc.).

Mentre fa tutto questo però, Tremonti riesce anche a recuperare milioni di euro da elargire alle scuole private, e a sprecare soldi in opere inutili ed in auto blu. Quali siano le sue priorità, appare sempre più chiaro.

 

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