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LA DECADENZA DI BERLUSCONI, E IL DECLINO DEL BERLUSCONISMO

novembre 18, 2010

In questi giorni, l’attesa per quella che sarà la sorte del Governo Berlusconi occupa da giorni le pagine dei giornali ed i servizi dei notiziari tv. Il Governo Berlusconi sta velocemente percorrendo la strada che porta alla crisi e, di conseguenza, alla propria fine. E’ un momento di grandissima confusione all’interno del centrodestra, dove ogni parlamentare della maggioranza sta facendo i propri calcoli per stabilire da che parte gli convenga stare (se con Berlusconi o con il “nuovo” partito di Fini). In questo momento di confusione, il rischio è che la lotta politica interna alla maggioranza distragga l’attenzione dei media e, di conseguenza, dei cittadini, dall’operato del Governo e del Presidente del Consiglio, permettendo loro di fare quello che vogliono. E’ noto infatti che i periodi in cui un gruppo di potere si avvicina al momento in cui dovrà lasciare il comando, sono spesso quelli in cui esso compie le azioni più discutibili, dettate dalla voglia di conservare il proprio ruolo il più a lungo possibile, o dalla volontà di porre il proprio sigillo sul maggior numero possibile di provvedimenti, prima di dover abbandonare tale ruolo.

In questo senso va sicuramente interpretato l’emendamento alla legge di stabilità per il 2011 (ex legge finanziaria) che restituisce agli istituti paritari i 245 milioni tagliati con la prima versione del provvedimento. In pratica vengono recuperati fondi per finanziare le scuole private, mentre vengono confermati i tagli alla scuola pubblica; per mascherare questa ingiustizia, vengono utilizzati come paravento 500 milioni di euro stanziati per le università, che in realtà rappresentano solo la restituzione di una parte dei tagli effettuati in precedenza. Come scrive la Cgil scuola in un comunicato : “Un Governo in agonia vuole completare l’opera di demolizione della conoscenza pubblica per lasciare spazio alla privatizzazione”.

Del resto Berlusconi sta dando prova in ogni istante del proprio attaccamento al potere. Non sono trascorsi molti giorni da quando, parlando in teleconferenza da Seul ad alcuni alti dirigenti del Pdl, dopo l’incontro fra Bossi e Fini sul futuro dell’alleanza di governo, aveva detto che non si sarebbe mai dimesso, e che, in caso di nomina di un governo tecnico, “avrebbero scatenato la guerra civile”.

Se non fosse per il fatto che si tratta di dichiarazioni gravissime, di parole eversive, di un insulto al popolo italiano da parte della figura istituzionale che avrebbe il compito di tutelarlo e proteggerlo, ci sarebbe da ridere per il modo di fare decadente e ridicolo del nostro Presidente del Consiglio.

Fonte dell'immagine: nonleggerlo.blogspot.com

Purtroppo, dopo più di quindici anni di vita politica trascorsa dal Cavaliere a cercare (purtroppo spesso riuscendoci) di far diventare legge scudi fiscali, condoni edilizi e processi brevi, e, contemporaneamente ad evitare processi per reati di mafia, corruzione, e chissà quante altre cose ancora, molte persone hanno smesso di stupirsi del suo comportamento. Anche quando vengono a sapere che egli, pur di non lasciare il potere ha proposto che, in caso di sfiducia, si svolgessero elezioni anticipate solo per la Camera dei Deputati, mantenendo l’attuale composizione del Senato (dove ha ancora, la maggioranza); un’idea illogica, antidemocratica e che supera le prerogative del Presidente del Consiglio, dal momento che lo scioglimento delle Camere è prerogativa del Presidente della Repubblica.

Tante persone non risultano sorprese neppure quando apprendono la notizia che Berlusconi ha cercato e cerca tuttora di comprare deputati a suon di cariche (pare circa dieci posti fra ministri, viceministri e sottosegretari) allo scopo di avere i numeri per rimanere in carica quando, il 14 dicembre prossimo, Camera e Senato voteranno la fiducia al Governo. Una vera e propria compravendita delle Istituzioni. Inaccettabile, oltre ad essere reato.

 E invece non dobbiamo smettere di stupirci e di provare rabbia e indignazione per queste cose. Solo continuando a provare stupore, rabbia e indignazione potremo continuare a mantenerci vigili, ed agire insieme come cittadini liberi e democratici affinché a tale regno del malcostume venga posta una fine.

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3 commenti leave one →
  1. alberto permalink
    novembre 18, 2010 6:41 pm

    Da una parte c’è Berlusconi che “si è asserragliato sulla gru”, dall’altra quelli che di solito vengono chiamati “poteri forti” (ad esempio i potentati industriali e il vaticano) che stanno cercando di progettare il dopo-Berlusconi. I provvedimenti per la scuola privata sono certamente graditi al secondo, il “collegato lavoro” ai primi; ma il ragionamento è: chi può darci le stesse cose una volta che quest’uomo sia messo da parte? Poi, a volte, i fatti subiscono un’accelerazione inaspettata. Non sempre si riescono a programmare secondo una scaletta studiata a tavolino.

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