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CON LEGAMBIENTE SI E’ DISCUSSO DI CONSUMO DI TERRITORIO E DI DECATHLON…CHE PIACE SOLO A RONCHI

dicembre 1, 2010

L’assemblea pubblica organizzata da Legambiente il 24 novembre scorso a Brugherio, avente per titolo “Fermare lo spreco di territorio fra Brianza e Milanese: è possibile?” ha ottenuto un grande riscontro di pubblico, ed ha visto la Sala Consigliare piena di gente.

Si è parlato di molte e fra queste, come era prevedibile, anche di Decathlon. Quello che è emerso dall’incontro è che l’Amministrazione di Brugherio, su questo fronte, si trova sempre più isolata.

Fra le molte persone a parlare (fra relatori ed interventi da parte del pubblico in sala) gli unici a difendere l’idea della Decathlon sono stati il Sindaco Maurizio Ronchi e l’Assessore all’Istruzione Francesca Pietropaolo, ma le argomentazioni utilizzate risultano inconsistenti e prive di qualunque elemento che possa suffragarle. Nessun impegno scritto da parte della società francese in relazione alla creazione di posti di lavoro per i brugheresi, nessuna disponibilità a soddisfare nemmeno una delle pur debolissime richieste avanzate dallo stesso Sindaco in merito all’impatto della struttura (negozi, magazzini uffici, parcheggi etc.). L’unica cosa che Ronchi riesce a ripetere è che la Decatnlon faceva parte del programma elettorale che ha ricevuto il voto del 51% dei brugheresi.

A parte il fatto che che il 51% è riferito ai votanti (e quindi corrisponde più o meno al 30/35% degli elettori), anche se tale percentuale fosse del 100%, ciò non darebbe comunque il diritto ad un Sindaco (chiunque egli sia) di trattare il territorio della città come se fosse una sua proprietà, e di prendere una decisione che è, sotto ogni aspetto, contraria agli interessi dei brugheresi, come gli ha rammentato Nicola Vulpio, Segretario dell’Italia dei Valori di Brugherio.

L’Assessore Pietropaolo ha invece dichiarato di essere a favore di Decathlon perché tale progetto è un esempio di sviluppo sostenibile.

A questo punto è opportuno spiegare all’Assessore che lo sviluppo sostenibile non è un concetto che ci si può costruire secondo il proprio comodo. Per sviluppo sostenibile (concetto introdotto ufficialmente nel 1987 dalla Commissione Mondiale sull’Ambiente e lo Sviluppo) si intende la possibilità di garantire lo sviluppo industriale, infrastrutturale, economico etc. di un territorio, rispettandone le caratteristiche ambientali, cioè sfruttandone le risorse naturali in funzione della sua capacità di sopportare tale sfruttamento. Questo significa preservare la qualità e la quantità del patrimonio e delle riserve naturali, in modo da assicurare che le generazioni future possano godere degli stessi beni, opportunità ed opzioni di cui godiamo noi oggi.

Dal momento che un intervento come quello proposta dalla Decathlon, non rispetterebbe le caratteristiche ambientali del Parco Est delle Cave, che la qualità e la quantità delle aree naturali non verrebbe rispettato, e che il territorio della nostra zona non potrebbe sopportare l’impatto da esso generato (inquinamento, traffico, rumore etc.) risulta chiaro che esso è ben distante dall’essere un esempio di sviluppo sostenibile. Se non è sostenibile, non deve essere attuato.

I dati relativi al livello di urbanizzazione della zona fra Milano e la Brianza, illustrati da Stefano Salata, del Centro ricerche sul consumo di suolo del Politecnico di Milano, sono preoccupanti; nelle Province di Milano e Monza e Brianza il consumo di suolo dal 1999 al 2007 è stato di 7242 ettari (pari a quasi metà della superficie della città di Milano); nello stesso periodo le aree agricole sono diminuite di 6840 ettari. Ogni giorno nella nostra zona vengono urbanizzati 25.000 metri quadrati di territorio (1,5 volte Piazza del Duomo di Milano). A Brugherio due terzi del territorio sono stati sottratti al verde.

Mappa del consumo di suolo a Brugherio e nei Comuni confinanti; in grigio scuro le aree urbanizzate fino al 1999, in nero le aree urbanizzate dal 1999 al 2007, in grigio chiaro i parchi e giardini pubblici, in bianco le aree agricole ed il PLIS

 

Damiano Di Simine, Presidente di Legambiente Lombardia, ha spiegato le cause che hanno creato questa situazione, fra le quali assume un ruolo principale l’abitudine dei Comuni di utilizzare le aree non edificate per garantirsi entrate economiche. In questo modo un bene non riproducibile, che appartiene a tutti, come il suolo viene svenduto in cambio di denaro, con il risultato di riempire il nostro paesaggio di un numero sempre più grande di edifici residenziali, (in un’area che non è soggetta a crescita demografica), di centri commerciali che affossano il commercio di vicinato, di capannoni industriali che rimangono vuoti. E’ per porre un freno a questa situazione che Legambiente ha promosso la Legge di iniziativa popolare per il contenimento del consumo di suolo, che è all’esame del Consiglio Regionale della Lombardia. Ed è sempre per lo stesso motivo che l’Associazione ambientalista da sempre si oppone al progetto Decathlon, ed a qualsiasi edificazione all’interno dei parchi.

Il Comune di Cernusco sul Naviglio, presente con il Sindaco Eugenio Comincini, e l’Assessore all’Urbanistica Giordano Marchetti, ha descritto la propria politica urbanistica, basata proprio sul recupero delle aree dismesse e lo stop all’espansione edilizia. In questo ambito un ruolo centrale è rivestito dai PLIS (Parchi Locali d’Interesse Sovracomunale), tanto che Cernusco, ha addirittura incrementato la superficie inserita in quello Est delle Cave (di cui fanno parte anche Brugherio, Carugate, Cologno Monzese e Vimodrone).

Il Vicepresidente della Provincia di Monza, Antonino Brambilla, nel suo intervento ha espresso la volontà dell’Amministrazione Provinciale di porre un freno al consumo di suolo, inserendo vincoli di inedificabilità per le aree agricole nella regolamentazione di competenza della Provincia. Secondo il Vicepresidente, le aree inedificate devono essere tutelate tutte, anche e soprattutto quelle in zone densamente urbanizzate, e non può essere utilizzata la giustificazione che se una zona è compromessa, magari perché ospita grandi strutture commerciali, tanto vale costruirci sopra. Lo stesso Brambilla, poco tempo fa, nel corso di una seduta del Consiglio Provinciale ha dichiarato di ritenere che il progetto del centro commerciale Decathlon a Brugherio non debba essere realizzato. Le parole pronunciate nel corso dell’assemblea di Legambiente sono, di fatto, una conferma di tale posizione.

A quello di Brambilla sono seguiti numerosi altri interventi che hanno espresso contrarietà nei confronti della Decathlon.

Enrico Porcellini, Consigliere delegato ai parchi del Comune di Carugate, ha ribadito con molta chiarezza come gli accordi fra i cinque Comuni in merito al PLIS Est delle Cave debbano essere rispettati, e che Brugherio non ha il diritto di pregiudicare la qualità dell’intera area verde, che è un bene che appartiene a tutti i cittadini, costruendovi un centro commerciale, anche se il terreno interessato è sul suo territorio. 

Gilberto Mari, del Comitato anti Decathlon della Cascina S.Ambrogio, ha ricordato alcune cifre relative il progetto Decathlon: occupazione con parcheggi ed edifici di oltre 120.000 metri quadrati di terreno attualmente verde, 15.000 automobili che raggiungerebbero il centro commerciale nei soli fine settimana, un milione di visitatori all’anno. Mari si è detto concorde con le posizioni espresse da Legambiente e dall’Assessore Provinciale in merito al consumo di suolo, aggiungendo che, considerate le caratteristiche del progetto della multinazionale francese, esso rappresenta un evidente esempio di consumo di territorio. In ragione di ciò, gli amministratori pubblici, se vogliono dimostrarsi coerenti con le loro dichiarazioni e contrastare lo spreco di aree verdi, devono prendere atto che la Decathlon, e qualunque altro intervento simile, non può e non deve essere realizzato. 

Lo straordinario successo ottenuto, in termini di affluenza, da qualche anno a questa parte, da tutte le iniziative in cui si sia trattato di tutela del territorio e salvaguardia del verde, è dimostrazione del bisogno che i cittadini sentono di partecipare attivamente alla gestione del territorio in cui vivono. 

Questo grande interesse, questa presenza trasversale alle diverse ideologie politiche, esprime, probabilmente, un diffuso senso di insicurezza, cioè la sensazione provata da molti di trovarsi vicino ad una nuova sottrazione di territorio, ad un nuovo spreco di risorse naturali, e la corrispondente voglia di difendere il proprio ambiente da tali attacchi. 

E’ segno che per i cittadini la priorità è la qualità dell’ambiente e della salute, non certo i centri commerciali.

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7 commenti leave one →
  1. morgana malatesta permalink
    dicembre 1, 2010 7:16 pm

    vorrei ricordare un’altra perla della nostra assessora all’Istruzione:
    Il Parco o è fruibile (intendendo che si deve poter fare la scampagnata domenicale) o non è parco ma solo una distesa di prato a verde! Che dite gliela fate voi la lenzioncina su cosa si definisce “parco” o le mando uno ZINGARELLI come ragalo di Natale. Tra l’altro la Signorina ha dimostrato di non aver ascoltato nessuno degli interventi che l’hanno preceduta altrimenti avrebbe imparato cosa è un PLIS e a cosa serve!

  2. anonimicoraggiosi permalink
    dicembre 3, 2010 4:30 pm

    Purtroppo esiste un’ignoranza diffusa.
    Anche chi parla di dizionario impropriamente non fa una grande figura…..

    parco2
    [pàr-co] s.m. (pl. -chi)
    1 Vasta estensione boschiva, limitata da confini e spesso recintata, con riserva o divieto di caccia

    fonte: http://dizionari.hoepli.it/Dizionario_Italiano/parola/parco_2.aspx?idD=1&Query=parco+%282%29&lettera=P

  3. morgana malatesta permalink
    dicembre 4, 2010 11:56 am

    ANONIMI CORAGGIOSI : bellissimo ossimoro!
    Evidentemente il problema “della precoce caduta dell’attenzione” esiste davvero ed è origine anche di una preparazione culturale scarna e approssimativa.
    Purtroppo anche l’utilizzo del dizionario non è patrimonio di tutti e va spiegato.
    Punto fondamentale da sapere, per l’utilizzo di tale prezioso strumento, è che la definizione di un lemma si acquisisce per estensione.
    Nella serata in questione si parlava di PLIS e non di parchetti gioco per bambini e quindi la definizione più appropriata e quella che si riferisce ai parchi nazionali e/o regionali.

    PARCO: Zona più o meno estesa di un territorio nazionale, tutelata da apposite leggi che mirano alla conservazione del patrimonio floristico e faunistico || p. marino o blu, riserva marina
    Fonte: il Sabatini Coletti Dizionario della Lingua Italiana

    Certo bisogna prima sapere cosa cercare e questo mi fa pensare che chi si è permesso di sentenziare e insultare, non ha la minima idea di che cosa si sia trattato nella pubblica assemblea ma ha acceso il computer e attivato la tastiera digitando a caso un commento, con il solo scopo di produrre una strenua difesa dell’amministrazione comunale (minuscolo voluto)probabilmente mandante di tale attività delatoria e mistificante.
    Nel merito di quanto esposto dagli “impavidi” amici posso dedurre,visto che di area a verde e boschiva si parla, che se apponessimo dei paletti di recinzione e un cartello con divieto di caccia all’area in questione, questa diventerebbe immediatamente PARCO?
    Questo è quel che si legge, senza ombra di dubbio, nel precedente commento. MA SE COSI FOSSE… RAGAZZI E’ FATTA!!!! Andiamo subito a mettere paletti, reti e quant’altro e la Decathlon NON ENTRA!!!!

    Detto ciò credo che questa mia replica sia difficilmente comprensibile da “qualcuno” a cui consiglio, oltre che a cercare le parole difficili sul suo dizionario e di cui solo per lui aggiungo più sotto l’elenco (non se abbiano a male gli altri lettori che so essere molto preparati) di informarsi sull’argomento di discussione prima di esprimere una qualsiasi opinione.

    Compitino solo per A.C.:
    LESSICO: ossimoro, precoce, culturale, scarna, approssimativa, lemma, estensione, faunistico, floristico, PLIS, strenua, impavidi e aggiungerei anche di cercare anonimi e coraggiosi per rendersi conto se queste due parole stanno proprio così bene insieme.

  4. Daniele Mario Cassaghi permalink
    dicembre 4, 2010 2:18 pm

    Parco s.m. (pl -chi) AMBIENTE : Zona protetta da disposizioni speciali per la conservazione del paesaggio e delle specie selvatiche (Dizionario della Lingua Italiana, Devoto-Oli, 2006, Le Monnier)

    Una delle attività basilari che insegnano in qualunque liceo o scuola superiore è il corretto uso del dizionario, quello vero, non quella finta lista di sostantivi che compone un vocabolario on-line come quelli sopracitati (e a tal proposito riporto la definizione contenuta nel Devoto-Oli, da sempre additato come “la bibbia della lingua italiana”).

    Detto questo, vorrei precisare come Anonimi Coraggiosi abbia perfettamente ragione: il PLIS è proprio una “Vasta estensione boschiva, limitata da confini e spesso recintata, con riserva o divieto di caccia”. In quel terreno, in effetti, noto che ci sia una vasta estensione boschiva (gli alberi non mancano), vedo che, come ogni area esso, è per definizione racchiuso da confini e constato come non vi si possa praticare la caccia (anche se qualche beota ha proposto di ripristinare la possibilità della pesca sportiva).

    L’unica apparente discordanza è insita nella locuzione “spesso recintata”. Voglio essere estremamente fiducioso e dar per scontato che sia nota a tutti i nostri sagaci lettori la definizione di “recintata” e, dunque riterrei opportuno soffermarmi sull’avverbio “spesso”.

    SPESSO: Avv. SIN. frequentemente, di frequente, assiduamente, ripetutamente, soventemente, sovente (lett.) CONTR. raramente, di rado, saltuariamente, sporadicamente, occasionalmente; mai.
    (Dizionario dei Sinonimi e Contrari Garzanti, Garzanti editore, 2006)

    Scartabellando il dizionario dei Sinonimi e Contrai, noto che “SEMPRE” non è compreso tra i sinonimi di “SPESSO”. E’ dunque da ritenersi che la locuzione “sempre recintata” non sia vincolante all’assegnazione della definizione di “Parco” al PLIS.

    Volevo infine rispondere alla platonica Pietropaolo, citando sempre la famosa dottrina del filosofo di Atene.
    Il PLIS partecipa all’Idea di Parco sotto tutti i punti di vista!!!!
    Aggiungo io: esso ha valore in quanto è (e non è ammissibile che non sia).

  5. aprile 16, 2013 6:05 am

    Let us look at some devices and measures that can help us
    conserve energy and replace non renewable sources with renewable sources of energy.

    There are various sources that could be tapped into such
    as a renewable source like water that’s used at a wide variety of different plants and energy producers. One cannot imagine a crazier policy for any government to pursue than to deliberately increase the price of energy, thus discouraging the rebirth of manufacturing in the United States, thus decreasing job creation.

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