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UNA VIA A GIORGIO ALMIRANTE? Una provocazione inaccettabile per la coscienza democratica di Brugherio.

dicembre 4, 2010

Il coordinatore del PDL di Brugherio Andrea Carafassi vuole proporre in Consiglio Comunale di intitolare una via a Giorgio Almirante, per “il suo contributo determinante alla costruzione della democrazia e della civile convivenza” in Italia. Tant’è vero, dice, che dal Movimento Sociale Italiano si è passati ad Alleanza Nazionale e poi al Popolo della Libertà.

 In Italia la democrazia è stata costituita da chi ha combattuto contro il fascismo e il nazismo e poi ha elaborato la Costituzione. Giorgio Almirante ha sempre militato nella parte opposta.

Giorgio Almirante

 

Nel 1938 ha firmato il “Manifesto della Razza” (quello che diceva: “È ora che gli italiani si proclamino francamente razzisti; gli ebrei non appartengono alla razza italiana”) ed è stato redattore del periodico “La difesa della Razza”, che propagandava tali idee. Ancora nel 1942 scriveva: “Esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e nella pratica del razzismo. Nel 1943 si è arruolato nella Repubblica di Salò, fantoccio al servizio dei nazisti tedeschi, e ha combattuto nella Guardia Nazionale Repubblicana e nelle Brigate Nere; come capo di Gabinetto, nel 1944 ha diffuso il bando in cui si minacciavano di “fucilazione alla schiena” gli “sbandati”, ossia i partigiani; cosa puntualmente avvenuta in tante zone d’Italia. Infatti, nel 1947 è stato condannato per collaborazionismo con le truppe naziste; ma ancora nel 1986, parlando a Milano, definì i partigiani come “bande che ebbero come emblema il ladrocinio e l’assassinio”. Nel dopoguerra fu il rappresentante della cosiddetta “politica del doppiopetto”, per cui da un lato cercava la “rispettabilità”, ma dall’altro, negli anni ’70, era amico dei personaggi più oscuri della “strategia della tensione” e ammiratore dichiarato del regime di Pinochet.

Quel che dice e fa Carafassi corrisponde a quello che sta succedendo a Milano, dove il PDL copre i gruppi neofascisti come Forza Nuova, fino a concedere loro una sede di proprietà comunale in Corso Buenos Aires. Ma proprio quest’ultimo atto ha provocato un appello (“Non intendiamo assistere a questo scempio”) firmato da tutti i partiti e le associazioni democratiche “che si riconoscono nei valori della costituzione repubblicana nata dalla lotta di resistenza per liberare il nostro paese dalla dittatura nazi-fascista”. Lo stesso deve succedere a Brugherio contro la provocazione di Carafassi. DIFENDEREMO CON DECISIONE LA MEMORIA E I VALORI DELLA DEMOCRAZIA, DELL’ANTIFASCISMO E DELL’ANTIRAZZISMO.

Brugherio Futura

Federazione della Sinistra

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