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COLLEGATO LAVORO: IL GOVERNO TOGLIE ALTRI DIRITTI A CHI LAVORA

dicembre 13, 2010

La Legge 183, cosiddetta Collegato Lavoro, è l’ennesimo favore che il Governo Berlusconi compie a favore delle imprese ed alle spese dei lavoratori. Questa legge introduce numerose norme negative, che riguardano sia i precari che la totalità dei lavoratori dipendenti.

In particolare, per quanto riguarda questi ultimi, si hanno le seguenti, pessime, novità:

Certificazione. La stipula del contratto individuale di lavoro potrà passare attraverso il nuovo istituto della certificazione presso le Direzioni provinciali del Lavoro, che potrà peggiorare individualmente, in deroga al CCNL, quanto previsto in tema di mansioni, livelli di inquadramento, regimi orari etc…

Arbitrato e giudice del lavoro. Sarà inoltre possibile, con l’introduzione di apposite clausole compromissorie, rinviare le eventuali e future contestazioni sollevate dal lavoratore, anziché al giudice del lavoro – che è giudice naturale precostituito per legge ( art. 25 Costituzione) – ad un collegio arbitrale che potrà decidere derogando in pejus alle leggi ed ai contratti collettivi vigenti, con una sentenza inappellabile. La cosa più grave è che si sottoscrive un impegno per controversie che ancora non si sono realizzate, mentre si sa per certo che si dovrà rinunciare all’applicazione di leggi e contratti.

Proteste dei lavoratori

Queste clausole compromissorie, in assenza di accordi collettivi tra le parti che le recepiscano, trascorsi 12 mesi saranno comunque introdotte d’imperio dal Ministro del Lavoro, attraverso un decreto ad hoc.

Ma non solo. Il Ministro del Lavoro ha recentemente presentato anche il cosiddetto Statuto dei Lavori, con l’obiettivo di smantellare i quarantennali diritti sanciti dallo Statuto dei Lavoratori, completando in questo modo un disegno organico di demolizione del diritto del lavoro avviato nel 2003.

Il centrodestra per anni ha impoverito le famiglie con una politica economico-finanziaria ultraliberista e retrograda e con una pressione fiscale che ha colpito sempre e solo i ceti meno abbienti, mentre ha premiato i disonesti e gli evasori con condoni e scudi fiscali.

Ora cerca di infliggere l’ultimo colpo ai lavoratori, privandoli di un’altra parte di quei diritti che sono il fondamento di uno Stato civile.

I lavoratori, dipendenti o precari, del settore pubblico o di quello privato, non possono permettere che venga compiuto questo nuovo delitto, da parte di un Governo che ha distrutto il mondo del lavoro di questo Paese, e con esso la sua economia e la sua credibilità internazionale.

 

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