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“SE NON ORA QUANDO?” – IL RISORGIMENTO 150 ANNI DOPO

febbraio 15, 2011

Domenica, in mezzo a quella folla oceanica, abbiamo detto più volte: “dobbiamo scrivere un pezzo”; ci urgeva comunicare a tutti, ma specialmente a Voi cari lettori di questo blog, l’emozione e il coinvolgimento provato durante le 3 ore che abbiamo passato fermi sotto il palco ad ascoltare il susseguirsi degli interventi.

Migliaia di sciarpe bianche che sventolavano insieme, come bandiere di libertà, ci hanno fatto pensare che forse è giunta l’ora del riscatto, che hanno preso il via i moti per liberare questo Paese da chi l’ha ridotto ad un teatrino di quart’ordine da dove da anni va in scena la stessa rappresentazione di pruriginoso e squallido avanspettacolo.

Gli Italiani, e soprattutto le Italiane, stanno svoltando. Altro che 4 radical chic! Un milione di teste pensanti che gridano insieme che è ora di ridare dignità a questo popolo, troppo spesso silente davanti ai peggiori abusi di potere, rassegnato alle logiche che clientelismo e della corruzione.

Milano, Piazza Castello, 13 febbraio 2011

Non si tratta più di liberare l’Italia dal dominio straniero, ma da una sopraffazione più sottile ma non per questo meno soffocante, quella che hanno operato sulle nostre coscienze, portandole all’allontanamento dei valori di libertà e autodeterminazione propri delle lotte popolari risorgimentali,  e per cui migliaia di giovani  e giovanissimi hanno data la vita.

Ci hanno parlato di meritocrazia per giustificare la mancanza di welfare, mentre nei fatti si è premiata la disponibilità verso la classe dirigente e non le competenze individuali; ci hanno detto che questo è il governo dell’amore e invece abbiamo assistito all’attuazione di politiche razziste e alla mercificazione del corpo delle donne; ci  hanno insegnato ad accettare che i posti più ambiti venissero assegnati per meriti di parentela o di compiacenza e che il massimo a cui nostri giovani potessero aspirare è un “posto” da velina o da tronista o in un reality.

Le donne hanno deciso di dire BASTA . Le donne, che da sempre hanno visto sfruttare la propria immagine o ridurla ad uno strumento di divertimento, che da sempre, a fronte di anni di studio e di impegno, hanno dovuto combattere contro un mondo del lavoro che le sminuisce, queste donne, dicevamo, hanno detto basta. Basta a questa nuova dittatura mediatica, basta allo scadimento culturale in cui sta sprofondando il Paese, basta al furto della dignità che i cittadini stanno subendo da parte di chi li governa. E allora si sono mosse e in poco tempo hanno organizzato un movimento che non avrà il silenziatore e non potrà essere comprato e fatto tacere, che non accetterà compromessi. E a queste donne così determinate si sono avvicinati gli uomini, quelli veri, che ogni giorno vivono il mondo al loro fianco, che sono stufi di essere dipinti come essere irrispettosi o come satiri vogliosi, che non vogliono essere paragonati al modello di macho vigente sui media o ai servi del padrone assoluto. Uomini che riconoscono il valore delle donne e l’importanza del loro apporto di sensibilità, competenza e preparazione in ogni campo e che sanno che una società che non ha rispetto per le donne non è una società in cui si può vivere liberi.

Milano, Piazza Castello, 13 febbraio 2011

Ora siamo più ottimisti, la voglia di impegno che abbiamo letto negli occhi di chi ci stava vicino ci ha ridato fiducia in una riconquista della dignità  ancora possibile, ci ha fatto capire che la maggioranza degli Italiani e delle Italiane  non si accontenta dei bagliori dei  lustrini in Tv, ma chiede anzi pretende, che i diritti non vengano calpestati e che si governi legalmente,  laicamente e con rispetto per tutti.

Si parte da qui per un nuovo Risorgimento Italiano, perché gli uomini e le donne di questo Paese possono  e vogliono camminare con la schiena dritta e non vergognarsi più di essere Italiani. Domenica 13 hanno dimostrato di non voler abdicare ad alcun diritto e che vogliono combattere per difenderli.

Milano, Piazza Castello, 13 febbraio 2011

La “VERA BELLEZZA” delle donne, che non è fatta di misure ma che misura e determina,  è scesa in piazza per farsi vedere e sentire ed è riuscita a far convergere intorno a se uomini e ragazzi per preparare insieme un futuro migliore per tutti.

 

 

 

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