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REFERENDUM: IL 12 E 13 GIUGNO TUTTI A VOTARE! NON LASCIAMOCI RUBARE LA DEMOCRAZIA!

maggio 1, 2011

Il 12 e 13 giugno gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimere il loro parere su quattro quesiti referendari, due riguardanti la privatizzazione dell’acqua, uno riguardante il nucleare, uno riguardante il legittimo impedimento.

Votando Sì ai quattro quesiti, potranno impedire che nel nostro Paese vengano costruite centrali nucleari, che l’acqua venga gestita da Società private e trattata come una merce anziché come un bene comune, che il Presidente del Consiglio e i Ministri possano evitare di essere processati grazie alle cariche che ricoprono.

Il Governo ha fin da subito provato ad affossare il referendum rifiutandosi di accorparlo alle elezioni Amministrative, e cancellandolo dai media. Il quasi totale controllo dei mezzi di comunicazione di massa che Berlusconi (in pieno conflitto di interessi) può esercitare nel nostro Paese, ha reso possibile che un così importante appuntamento di partecipazione democratica venisse ignorato da tutte le televisioni, le radio, i giornali asserviti all’Emiro di Arcore (cioè il 90% del totale).

Ci è voluta una tragedia come quella di Fukushima perché il mondo italiano dell’informazione si “ricordasse” dei rischi del nucleare (contro il quale il popolo italiano si è già espresso in occasione del referendum del 1987, che il Cavaliere ha deciso, in sprezzo di ogni più elementare regola democratica, di ignorare) e fosse in qualche modo costretto a mostrarne pubblicamente il volto.

In questo modo, è avvenuto quello che B. più temeva: gli italiani hanno iniziato a rendersi conto che il nucleare è pericoloso, insicuro e costoso. E sono venuti a conoscenza che, di lì a pochi mesi, avrebbero avuto la possibilità di esprimere il proprio parere su di esso, proprio grazie al referendum.

Berlusconi ha paura dei quattro referendum. Ha paura che gli italiani, con il loro voto, gli impediscano di far fare affari a spese della collettività alle lobby dell’acqua privata e dell’energia atomica.

E, più ancora di questo, ha paura che gli italiani, con il loro voto, stabiliscano che, come dice la nostra Costituzione, i cittadini debbano essere tutti uguali davanti alla legge, e che quindi il “legittimo impedimento” non è legittimo per nulla, e che quindi lui stesso, seppur Presidente del Consiglio, si debba fare processare con gli stessi diritti e doveri di tutti gli altri suoi connazionali che Presidenti del Consiglio non sono.

Tanta è la paura dei referendum che Silvio ha deciso di utilizzare uno stratagemma quantomai scorretto, antidemocratico, truffaldino. Il Consiglio dei Ministri ha quindi approvato una “Moratoria sul nucleare”, che altro non è se non un trucco che rinvia di due anni le decisioni in merito all’utilizzo dell’atomo, al fine di poter poi riprendere in mano l’argomento in un momento più lontano nel tempo dal disastro giapponese, sperando che i cittadini se ne siano dimenticati.

Le recenti dichiarazioni di Berlusconi tolgono ogni dubbio:

“Siamo assolutamente convinti che l’energia nucleare sia il futuro per tutto il mondo. La gente era contraria, fare il referendum adesso avrebbe significato eliminare per sempre la scelta del nucleare. L’accadimento giapponese ha spaventato ulteriormente i nostri cittadini. Se fossimo andati oggi al referendum, non avremmo avuto il nucleare in Italia per tanti anni. Per questo abbiamo deciso di adottare la moratoria, per chiarire la situazione giapponese e tornare tra due anni a un’opinione pubblica conscia della necessità nucleare. Siamo assolutamente convinti che nucleare sia il futuro per tutto il mondo. L’energia nucleare è sempre la più sicura.”

L’obiettivo del capo del Governo è chiaramente quello di rendere vano il referendum sul nucleare (fra i quesiti, quello per cui il coinvolgimento emotivo della popolazione è più alto), nella speranza che l’eventuale cancellazione di quest’ultimo, induca gli italiani a disertare le urne, e a far mancare il quorum.

La Corte Costituzionale, entro qualche giorno, dovrà decidere se il quesito sul nucleare dovrà essere mantenuto oppure no. Indipendentemente da quella che sarà la decisione, una cosa appare ben chiara e lampante: siamo di fronte ad un furto. Ci stanno rubando la Democrazia da sotto il naso.

Non dobbiamo lasciarglielo fare.

Il 12 e 13 giugno, dobbiamo tutti andare a votare, per stabilire con forza che non siamo disposti a farci sottrarre il diritto democratico di esprimere la nostra opinione di cittadini su temi che ci riguardano tutti.

Servono quattro Sì; quattro Sì per fermare il nucleare, per confermare che l’acqua è un diritto e che la sua gestione deve essere pubblica, per affermare con forza che pretendiamo che la legge sia uguale per tutti.

E anche se Berlusconi dovesse riuscire con i suoi imbrogli a cancellare una parte dei quesiti referendari, noi queste cose le diremo lo stesso.

La nostra stessa presenza alle urne sarà un voto contro la privatizzazione dell’acqua, contro il legittimo impedimento e contro il nucleare, sia che i quesiti cui ci troveremo di fronte siano quattro, tre o anche uno solo.

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