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ATTENTATO IN NORVEGIA: NON BASTA LIQUIDARLO COME L’OPERA DI UN FOLLE

luglio 28, 2011

Dire che la strage compiuta in Norvegia il 22 luglio scorso da Anders Behring Breivik ha shoccato il mondo intero appare ovvio e scontato. E’ normale e giusto che un atto atroce come quello compiuto da questo assassino susciti sconcerto, rabbia, indignazione, desiderio di giustizia.

Commemorazione a Oslo per le vittime della strage

Proprio per questo motivo, è indispensabile che chi si occupa di commentare tali avvenimenti lo faccia con il più attento rispetto alla verità dei fatti, senza lasciarsi andare a facili strumentalizzazioni che, se in condizioni normali sono sempre scorrette e criticabili, di fronte a eventi di portata così tragica diventano inaccettabili.

E sono quindi inaccettabili le invettive contro l’islam lanciate all’indomani della strage dal razzista Magdi Cristiano Allam, le criminali manifestazioni di apprezzamento delle idee dell’attentatore espresse dell’eurodeputato leghista Mario Borghezio, le doppie prime pagine del Giornale (subito pronto a titolare contro il terrorismo islamico, salvo poi dover correggere in fretta e furia una volta venuta alla luce la reale natura destrorsa del doppio attentato) e i farneticanti editoriali di una delle sue penne più famose, Vittorio Feltri, allo stesso tempo sconclusionati e carichi di malafede e di astio. E’ inaccettabile la disinformazione diffusa da Radio Padania Libera, dove viene sobillato l’odio nei confronti del diverso, ed è possibile ascoltare le telefonate del pubblico, in cui puntualmente qualcuno ripete il teorema dell’Europa che si starebbe islamizzando, e che nell’arco di qualche decennio sarebbe destinata ad essere abitata solo da arabi. Concetti che si dimostrano falsi sotto tutti i punti di vista, dal momento che il numero degli immigrati non è così alto così come i leghisti e gli xenofobi in genere vogliono farci credere, che non tutti loro mettono su famiglia in Europa e che quelli che lo fanno generalmente hanno un numero di figli paragonabile a quello delle coppie europee e che, infine, molti degli immigrati che raggiungono i Paesi UE sono di religione cristiana (basti pensare agli est europei ed ai sud americani, ma anche a molti africani) e quindi con l’islam c’entrano ben poco.

Evidentemente i nemici della pacifica convivenza non riescono ad accantonare le loro fandonie nemmeno di fronte alla realtà dei fatti. E cioè che la strage in Norvegia è stata organizzata e portata a termine da un europeo, norvegese, simpatizzante di estrema destra e fondamentalista cristiano. E che, se è vero che non vi è nulla di più lontano dal cristianesimo di un personaggio come questo, è vero anche che non vi è nulla più lontano dall’islam di un fondamentalista islamico.

Che questo individuo sia un lucido folle è fuori di dubbio, se ha agito da solo o, come ha dichiarato, all’interno di un’organizzazione suddivisa in cellule lo si scoprirà man mano che procedono le indagini.

La verità più importante è che in questi anni i Governi occidentali sono stati così occupati a preoccuparsi del nemico quaedista, da non accorgersi che ne stavano covando in seno uno altrettanto pericoloso, e cioè quella galassia di movimenti e gruppi di estrema destra, che le democrazie occidentali dovrebbero ben conoscere e saper fronteggiare e che invece hanno colpevolmente sottovalutato e, in alcuni casi, tollerato, dando loro modo di organizzarsi e rafforzarsi. Sono le idee propagandate da questi gruppi che hanno ispirato le azioni di Breivik.

Non c’è nazione che sia immune da questo fenomeno, nemmeno quelle, come l’Italia, che hanno scritto nella Costituzione (art. 11) che il fascismo è fuorilegge.

In questa situazione, oltre alla doverosa e necessaria vicinanza al popolo norvegese, quello che dovrebbe unire i Governi dell’Unione Europea ed in generale gli Stati democratici, è una decisa lotta contro questi ritorni nazifascisti, che deve essere svolta certamente con l’utilizzo di sistemi di intelligence e polizia internazionale, ma sopratutto attraverso una profonda azione culturale finalizzata a sradicare le ideologie razziste e xenofobe dalla nostra società.

Il peggior nemico del terrorismo, di qualunque matrice esso sia, è una società coesa, civile e solidale.

 

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