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A VOLTE E’ TRISTE AVERE RAGIONE

ottobre 18, 2011

Eh si, a volte è triste avere ragione.

Lo avevamo scritto in un precedente articolo che avevamo il sospetto che la Mozione di sfiducia presentata da Pdl nei confronti del Sindaco Ronchi puzzasse di bruciato. Aveva il sapore, fin dalla prima lettura, di rancido… sapeva di ricatto.

Non avevamo dubbi che si sarebbe trasformata in un nulla di fatto. Così è stato; il Pdl ha ritirato la mozione. Tutto come previsto!

Quello che era difficile da pronosticare, era il livello di squallore cui sarebbe giunta la vicenda. La discussione in Consiglio Comunale, svoltasi al cospetto di un aula gremita come raramente si è vista, è stata uno spettacolo farsesco deprimente e allo stesso tempo ridicolo in cui la maggioranza di centrodestra ha dimostrato ancora una volta la propria totale mancanza di dignità politica.

Raccontare e commentare i fatti non è facile, perché non si sa da che parte cominciare, talmente tante sono le brutture a cui i cittadini sono stati costretti ad assistere, talmente tante le nefandezze che sono stati costretti ad ascoltare.

La vicenda è nata già male. Il documento di sfiducia e stato solo l’indegna conclusione di interminabili minuetti e liti interni alla maggioranza. L’estremo atto di forza con cui una parte della coalizione di governo ha voluto sancire la propria supremazia sull’altra, in barba al confronto democratico e alla dialettica politica. Tutta roba vecchia questa che probabilmente,  a parere dei nostri, Amministratori, non porta da nessuna parte ma che anzi fa perdere tempo e, si sa, il tempo è denaro. Almeno per chi fa della Politica un Mercato.

Senza alcun ritegno, hanno paralizzato l’attività amministrativa, arrecando innumerevoli  disagi ai cittadini, facendo arretrare Brugherio in ogni campo e relegandola in qualsiasi ambito ad un ruolo marginale e periferico; senza alcuno scrupolo hanno anteposto i loro fatti privati agli interessi comuni e poi, quando si è trattato di prendersi finalmente delle responsabilità, se ne sono usciti con un “abbiamo scherzato, avrete mica creduto davvero che avremmo rimesso il nostro mandato?”

La discussione ha preso il via con gli interventi dei presentatori ed è proseguita per più di un’ora. L’elemento centrale di tutta la questione era la figura del Direttore Generale del Comune, Claudio Sarimari. L’uomo politico piazzato da Ronchi alla guida della macchina del Comune. Colui che ha prima aiutato Ronchi a diventare Sindaco e poi ha tirato le fila dell’Amministrazione per due anni e mezzo. Il vero manovratore, il Sindaco Ombra.

Il Pdl e la Lega  lo hanno lasciato fare per più di due anni, hanno lasciato che spadroneggiasse in Comune e gestisse la politica brugherese senza essersi presentato alle elezioni. Insieme ne hanno difeso il ruolo e l’operato dagli attacchi dell’opposizione consiliare e soprattutto extraconsiliare.

Oggi invece, guarda un po’, scoprono improvvisamente che Sarimari costituisce un problema per la città, si evidenziano magicamente le sue ingerenze e l’enorme conflitto di interesse che lo accompagna (cosa per altro evidente anche ad un marziano appena sbarcato). Alla fine, inevitabilmente, anche lui è rimasto incastrato nei giochi di potere all’interno del centrodestra.

La verità è che a Brugherio è in corso la guerra santa del mattone e che all’interno di questa guerra (a cui si deve il blocco dell’adozione del Piano di Governo del Territorio), i gruppi di interesse che fanno capo al Pdl hanno deciso che Sarimari e le sue cooperative sono un concorrente da ridimensionare.

E allora hanno, ancora una volta, utilizzato l’Istituzione del Consiglio Comunale per risolvere una bega interna ai partiti che è poi una bega interna alle lobby che tali partiti spalleggiano.

Bisogna dire che il ricatto del Pdl ai danni del Sindaco ha funzionato. Infatti, mentre si susseguivano le tante parole di chi ha presentato la Mozione, di chi ha difeso Ronchi, di chi si è dissociato o di chi  si è opposto, è stato lo stesso Sarimari, come un Deus ex machina da teatro greco, a risolvere la situazione facendo pervenire all’assemblea la lettera contenente le proprie dimissioni. Sembrava davvero sorpreso il capogruppo azzurro Corno quando, alla luce dell’avvenimento, chiedeva una sospensione di dieci minuti per poter parlare con gli alleati leghisti. A quel punto ognuna delle persone presenti si è resa conto di quale sarebbe stato l’epilogo della storia. Alla ripresa, le facce contente fra i banchi del centrodestra hanno reso evidente a tutti che, anche questa volta, il problema era stato risolto: la Mozione è stata ritirata dai berlusconiani e le poltrone sono state conservate! Tarallucci e vino per tutti!

Ma chi credono di prendere in giro? Si aspettano veramente che i cittadini credano che il Direttore Generale, convinto dal dibattito, abbia fatto un passo indietro per garantire la governabilità della città? Credono veramente che la gente non capisca che era già stato tutto deciso nelle stanze dei partiti ben prima di giungere in Consiglio Comunale?

Il comportamento della maggioranza in tutta questa vicenda rappresenta un’offesa. Un’offesa alle Istituzioni, utilizzate come strumento al servizio del centrodestra per le loro spartizioni di pezzi di potere; un’offesa alla Buona Amministrazione, che viene sacrificata agli interessi delle lobby; e soprattutto, un offesa all’intelligenza dei cittadini, perché per mascherare tale condotta hanno messo in piedi questa sceneggiata indecorosa, spendendo centinaia di euro dei contribuenti, con la speranza sperando che qualcuno se la bevesse.

E poi, altro fatto gravissimo, dopo quasi tre ore di seduta, quando il Popolo della Libertà ha ritirato il documento, il Presidente del Consiglio Masi ha dichiarato  d’imperio la chiusura della riunione, impedendo che esso venisse votato o che, quantomeno, i Gruppi consiliari potessero intervenire per esprimere la propria dichiarazione di voto o delle considerazioni politiche come “commento finale”. Questo è accaduto nonostante che più di un consigliere, tra cui Calabretta (IDV) firmatario anch’egli della Mozione, avesse chiesto che il Consiglio potesse esprimersi. Si è trattato di un vero e proprio intollerabile atto di censura da parte del centrodestra, che ha voluto troncare il dibattito, evitandosi l’imbarazzo di sentire le analisi e le posizioni della minoranza e, soprattutto, evitando che le sentissero i cittadini.

La maggioranza è passata sopra alle regole della Democrazia (e non è la prima volta) per evitare di dover rendere conto delle proprie azioni agli elettori .

Gli abitanti di Brugherio hanno il diritto di sapere da che razza di personaggi arroganti ed irresponsabili sono governati, quindi invitiamo tutti a collegarsi a questo link, dove potranno visionare la registrazione dell’assemblea.

Ronchi ha mantenuto la sua poltrona, il Pdl ha (per il momento, e fino a che punto?) allontanato il proprio nemico. Hanno evitato di cadere, ma il clima è tutt’altro che tranquillo. Quando avverrà il prossimo dissidio? Per quanto potranno reggere ancora?

Il Sindaco esce massacrato da questa vicenda; dopo aver fatto la voce grossa, ha ceduto all’ultimatum dei berlusconiani, privandosi del proprio braccio destro, ritenuto intoccabile fino al giorno prima. Ora rimarrà esposto a tutti prossimi ricatti a cui il Pdl deciderà di sottoporlo.

Dovrebbe capire che non serve urlare slogan e atteggiarsi a grande leader decisionista, se non si ha la fermezza di mantenere le posizioni nei momenti critici. Ieri ha “calato le braghe”, e chissà quante volte dovrà farlo nel prossimo futuro.

La città non può sopportare oltre di essere guidata da un’Amministrazione che dal 2009  non ha fatto assolutamente nulla per il bene comune, che ha sprecato soldi, tempo ed occasioni, che non ha mai governato perché troppo impegnata a districarsi fra i rovi delle schermaglie fra le varie correnti interne, fra le lotte dei vari gruppi di interesse, fra i litigi per la spartizione di privilegi e cariche.

Lungo è l’elenco delle cose sospese o non fatte e dei problemi non risolti da parte di questa Giunta e di questa maggioranza, le quali dimostrano ogni giorno di più la loro incompetenza ed incapacità nel governare.

L’unico gesto che rimane loro da fare, se conservano una minima dose di rispetto per i ruolo che ricoprono, è quello di dimettersi, dando la possibilità ai brugheresi di scegliersi dei nuovi amministratori.

 

 

 

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One Comment leave one →
  1. morgana malatesta permalink
    ottobre 19, 2011 7:03 pm

    ma quanto c’è costato sto giro di giostra??? tra gettoni di presenza, ore di straordinario per il personale del comune, gas luce e quant’altro…… quantificate voi! io direi che solo per farla girare ci saranno voluti un migliaio di euro (tutti gli altri danni conseguenziali non hanno prezzo….)

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