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CHI SONO MARIO MONTI E I SUOI MINISTRI CHE PIACCIONO AI POTERI FORTI

novembre 23, 2011

A costo di sembrare quelli a cui non va mai bene niente e sanno solo protestare (diciamo subito che non è così e lo abbiamo più volte dimostrato) vogliamo ribadire con chiarezza che apparteniamo a quella schiera di persone (che fortunatamente sta diventando sempre più vasta) che non sono per niente contenti della nomina di Mario Monti a Presidente del Consiglio.

Ovviamente, come abbiamo già scritto in un  precedente articolo, siamo contenti delle dimissioni di Berlusconi; in tutti questi anni abbiamo sempre cercato di dare il nostro piccolo contributo civile all’opposizione popolare nei confronti del Cavaliere e dell’indecente sistema di potere da lui istituito in Italia. Questo fronte di opposizione fatto di cittadini, movimenti, associazioni, forze politiche, rappresenta la più importante novità degli ultimi anni, ed è il principale fattore che ha determinato la vittoria dei Sì ai referendum dello scorso giugno, la vittoria di Pisapia e De Magistris alle elezioni di Milano e Napoli e, nelle ultime settimane, ha decretato la fine politica di Berlusconi.

Siamo fieri e contenti che il popolo italiano, dalle piazze, dai luoghi di lavoro, dalla rete abbia fatto crollare i consensi di B. e dei suoi alleati, smantellando le basi del sistema.

Quello che non ci piace è quanto è accaduto dentro il Palazzo, dentro le Istituzioni .

Perché la fine istituzionale di Berlusconi l’hanno decretata i mercati e la finanza, attraverso i loro uomini inseriti nei posti chiave dell’unione europea. Cioè Goldmann – Sachs e simili hanno fatto quello che i partiti presenti nel Parlamento italiano non hanno avuto il coraggio di fare.

E’ chiaro che se i “poteri forti” si scomodano a fare un lavoro del genere, poi vogliono qualcosa in cambio. E quindi invece di veder accadere la cosa più normale che ci si può attendere quando un Governo non ha più una maggioranza a sostenerlo, cioè l’indizione di elezioni anticipate, gli italiani si ritrovano guidati da un Governo “tecnico” che nel programma non presenta nessuna discontinuità con quello precedente,  e che non è nemmeno stato eletto da loro.

Super Mario Monti

Togliamoci innanzitutto dalla testa che questo sia un Esecutivo “a termine” e, soprattutto, che metterà mano alla legge elettorale. Le sue priorità sono ben altre, e hanno ben poco a che fare con la Democrazia.

La crisi economica viene usata come scusa pretestuosa per mettere fretta ad un intero Paese (in primis al suo Presidente della Repubblica) affinché si affidi senza condizioni al controllo di quei soggetti (le banche, i grandi gruppi finanziari etc.) che la crisi l’hanno creata.

Il tutto con la benedizione di tutte (o quasi) le forze politiche parlamentari e di gran parte dei mass media, che fanno a gara a chi meglio tesse le lodi di Super Mario Monti, salvatore della Patria, e della sua ineffabile squadra di tecno-eroi….

Per capire chi in realtà sono queste persone, quale politica ultra conservatrice attueranno, quali a quali sacrifici costringeranno i cittadini, e come faranno regredire di decenni l’Italia, vi forniamo una breve presentazione dei vari membri del Governo.

Mario Monti, Presidente del Consiglio dei Ministri. E’un economista; ha rivestito diversi incarichi accademici e politici e professionali; fra questi vale la pena ricordare che è Presidente dell’Università Bocconi dal 1994, è stato vicepresidente della banca Comit dal 1988 al 1990, Commissario Europeo con varie deleghe economico-finanziarie (Mercato Interno, Servizi Finanziari e Integrazione Finanziaria, Fiscalità ed Unione Doganale, Concorrenza) dal 1994 al 2004, attualmente è International Advisor di Goldman Sachs ed è parte dell’Advisory Board della Coca Cola Company. Dal 2010 è inoltre presidente europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller. Innanzitutto appare evidente che Monti, oltre che essere legato al mondo dell’alta finanza e delle multinazionali, è un politico, e che ha ricoperto ruoli di grande rilevanza nelle Istituzioni europee. Il suo Esecutivo è quindi molto meno “tecnico” di quello che i mezzi di comunicazione vogliono far credere. E’ anche opportuno rilevare come Goldman Sachs sia una delle più grandi banche d’affari del mondo, che nella sua storia è stata coinvolta più volte in affari eticamente discutibili o addirittura poco puliti. Recentemente ha investito nel debito greco, speculandovi e causando gravi danni all’economia di quel Paese ed ai suoi cittadini; nel 2010 è stata incriminata dal SEC (l’ente americano per la vigilanza sulla borsa) per truffa ai danni di propri clienti. In pratica Goldman Sachs è una dei principali responsabili della crisi e ora, grazie al posizionamento di Monti a capo del Governo italiano, è arrivata a controllare direttamente il nostro Paese. Si è passati da un’azione di lobby e di pressione esterna (resa possibile da una classe politica debole e incapace) alla guida diretta delle Istituzioni. Le banche decideranno le politiche che dovranno essere attuate in Italia e imporranno sacrifici ai cittadini per evitare di doverne fare loro.

Corrado Clini, Ministro dell’Ambiente. E’ un liberista convinto, Senior Fellow dell’Istituto Bruno Leoni (il cui motto è:“idee per il libero mercato”); ha sempre osteggiato il Protocollo di Kyoto e tutti quegli strumenti finalizzati ad imporre vincoli e limiti alle emissioni di gas serra, sostenendo che dovrebbe  essere “il W.T.O. (World Trade Organization – Organizzazione Mondiale del Commercio ndr)”, se vorrà, a  “dichiarare commerciabili a livello internazionale solo i prodotti eco-friendly, come le auto ibride e quelle a basso consumo o le lampadine a basse emissioni”. Come dire: deve essere il mercato ad autoregolarsi, senza che gli Stati impongano divieti.

E’ esattamente quello che succedeva prima del Protocollo di Kyoto, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti, basta pensare all’alluvione di Genova qualche settimana fa. Fino a poco tempo fa Clini è stato Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente, dove si è distinto nell’agevolare la politica anti-ambientale del Governo Berlusconi. Poco dopo la nomina a Ministro, si è dichiarato favorevole al ritorno del nucleare anche se a determinate condizioni, favorevole agli Ogm (Organismi Geneticamente Modificati) ed alla TAV. Successivamente ha ritrattato le affermazioni sul nucleare, ma la loro gravità resta. Come rimane il sospetto che esse, più che a riaprire il dibattito sull’energia nucleare, servissero a distrarre l’attenzione dei cittadini dal ritorno massiccio all’utilizzo di centrali elettriche a carbone (combustibile dannosissimo per l’ambiente) che alcuni gruppi economici vorrebbero realizzare in Italia.

Paola Severino, Ministro della Giustizia. E’ un’avvocatessa, la prima donna a ricoprire la carica di Guardasigilli. E’ vicedirettore dell’Università Luiss “Guido Carli” di proprietà di Confindustria.

Nella sua attività di avvocato si è distinta per aver difeso molte grandi aziende, in alcuni dei più torbidi processi che hanno coinvolto il mondo dell’imprenditoria italiana; si parla di: fratelli Caltagirone nell’inchiesta di Perugia su Enimont, Cesare Geronzi per il crac Cirio. E poi l’avvocato della Fininvest Giovanni Acampora  nel processo IMI-SIR per mazzette, Romano Prodi nel processo sulla vendita della Cirio,  l’ex segretario generale del Quirinale Gaetano Gifuni nell’indagine sui fondi per la gestione della tenuta di Castelporziano. Ha rappresentato l’Unione delle comunità ebraiche italiane nel processo al nazista Erich Priebke; tra le grandi società alle quali ha dato assistenza legale si possono elencare, tra le altre, Eni, Enel, Telecom, Rai, Total,

Nel processo per la strage di Capaci ha difeso Salvatore Buscemi, il capomandamento della famiglia mafiosa di Passo di Rigano; inoltre ha assistito uno dei dirigenti di polizia imputati per l’irruzione nella scuola Diaz al G8 di Genova.

In passato ha rivolto attacchi ai pentiti di mafia ed alle intercettazioni, e in merito alla condanna di Geronzi per il crac Cirio ha dichiarato che “mina il rischio d’impresa del sistema bancario”. Viene indicata come vicina a Romano Prodi, ma anche all’UDC.

Al di là del ruolo di “tecnico”, la Severino ha sicuramente ottimi agganci in politica e, soprattutto, in Confindustria, della quale è facile pensare che baderà a garantire gli interessi, anche all’interno del Governo.

Corrado Passera, Ministro dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti. Manager e banchiere; ha lavorato, fra gli altri,  per Arnoldo Mondadori Editore e Gruppo Olivetti, nel 1998 è stato nominato amministratore delegato di Poste Italiane, e sotto la sua gestione vengono tagliati  oltre 20.000 posti di lavoro; nel 2002 è diventato amministratore delegato di Banca Intesa (poi diventata Intesa-Sanpaolo dal 2006); nel 2008 era advisor del Governo italiano nell’operazione per il “salvataggio” di Alitalia e, contemporaneamente, in palese conflitto di interessi, azionista della Cai, la cordata di imprenditori unitisi per acquistare la compagnia aerea. L’operazione scaricò sui contribuenti italiani i debiti di Alitalia (3 miliardi di euro) lasciando la parte sana della società agli imprenditori. Una vera truffa ai danni dei cittadini.

In passato il neo Ministro delle Infrastrutture ha avuto modo di esprimersi in modo favorevole nei confronti degli inceneritori, della costruzione di nuove autostrade, della TAV, del nucleare, della privatizzazione dell’acqua. In pratica è a favore di qualunque soluzione sia dannosa per l’ambiente e, di conseguenza per la salute e per il benessere delle persone. Passera (come del resto tutto il tecno-governo di Monti) è un esempio lampante di una concezione dell’economia che, nonostante i mass media cerchino di far apparire come moderna, rappresenta quanto di più retrogrado ed ancorato al passato vi sia. Gli strumenti con cui pochi gruppi di potere cercano di tramandare a se stessi gli scandalosi privilegi di cui da troppo tempo godono.

Queste mini-biografie crediamo possano rendere l’idea di quali “vecchi e noti” personaggi oggi popolino il nuovo governo e con il compito di dare una svolta al nostro Paese. Tutti professionisti è vero, ma proprio perché tali dovremmo chiederci chi trarrà beneficio dal loro lavoro. E’ possibile mai che ognuno dei Ministri abbia il coraggio di tagliare con un passato tanto ingombrante quanto, per loro, “identificante” per pensare, da ora in poi, in maniera totalmente opposta a quanto fino ad oggi è stato il loro stile? Dal momento che è stato questo passato a portarli a ricoprire l’attuale ruolo, è lecito chiedersi se l’agognato segno di discontinuità non resti solo un utopia.

Comunque se non fossero bastati questi primi 4 ritratti per farvi un’idea su quello che ci spetta, proseguiremo con la carrellata dei nuovi Ministri in un prossimo articolo.

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8 commenti leave one →
  1. novembre 23, 2011 4:57 pm

    Bravi, avete documentato in maniera precisa chi sono i personaggi che dovrebbero essere tecnicamente neutri. E’ davvero impressionante vedere che rappresentano proprio ciò a cui ci siamo opposti negli anni e nei mesi scorsi. Molta gente non vuole vedere, perché vuole sperare: lasciamoli fare, vediamo… E’ comprensibile, ma il nostro dovere è di dire le cose come stanno. Altri invece sanno perfettamente chi sono, ma la pensano esattamente come loro… anche nei partiti della cosiddetta sinistra.

  2. novembre 24, 2011 3:16 pm

    sono molto contenta che non ci sia più berlusconi, ha rovinato l’Italia per i suoi interessi e i poveri(come me) sono diventati ancora più poveri e senza lavoro.Le faccio i migliori auguri e buon lavoro.
    Distinti saluti
    Daniela Piva Verona

  3. john doe permalink
    novembre 28, 2011 1:22 pm

    almeno queste sono persone serie e preparate,quanto sulla loro malafede penso che bisognerebbe avere quantomeno il buongusto di lasciare loro almeno il beneficio del dubbio.Per il resto meglio un governo di tecnici (la mia gioia più grande deriva dall’ esclusione dei parlamentari) che uno di nani, ballerine, e criminali vari ed eventuali.

    • brugheriofutura permalink*
      novembre 28, 2011 1:47 pm

      Il beneficio del dubbio si potrebbe lasciarlo se ci fossero dei dubbi. Però a giudicare dalle misure proposte fino a questo momento (senza tenere conto di quelle che sono ancora segrete e di cui hanno discusso solo nei vertici internazionali) non ci sono molti dubbi sul fatto che a pagare la crisi saranno i cittadini normali e non i ricchi e i grandi gruppi finanziari. Nell’articolo lo abbiamo detto chiaramente che siamo contenti che Berlusconi si sia dimesso, ma sul fatto che quello attuale sia un Geverno “tecnico” abbiamo le nostre perplessità, visto i legami con la politica che hanno più o meno tutti i Ministri. Il fatto che il Governo non sia composto da parlamentari non è un pregio di per sé. Certo, la classe politica e dirigente attuale si caratterizza per un livello bassissimo, ma non dobbiamo pensare che la soluzione ai problemi del Paese sia nell’escludere la partecipazione popolare dalle istituzioni. Dobbiamo lottare per avere una classe politica adeguata e capace, non ricorrere a soluzioni che non derivano dalla volontà popolare. Per questo è indispensabile cambiare la legge elettorale in senso più democartico (cioè ritornando al proporzionale) e, soprattutto, aumentare il livello di partecipazione dei cittadini. La classe politica e dirigente italiana sono quello che sono perché troppi italiani, per troppi anni, hanno smesso di partecipare e di far sentire la propria voce.

      • john doe permalink
        novembre 28, 2011 4:26 pm

        sinceramente non capisco a quali misure vi riferiate, visto che finora di misure ne abbiamo viste ben poche.semmai potreste criticare il governo monti per questa “lentezza”,anche se sarebbe una critica alquanto ingenerosa dato il poco tempo trascorso dall’ insediamento.intanto con monti abbiamo ripreso la credibilità che nessun parlamentare avrebbe mai potuto anche solo lontanamente darci.il vostro atteggiamento mi sembra semplicemente un pò prevenuto e superificiale:insomma voi state giudicando non in base a ciò che si è fatto(leggi si farà),ma in base a chi è mario monti.il che non mi sembra affatto corretto.trovo inutile e dannoso fare critica a priori che di solito si può anche definire pregiudizio

      • brugheriofutura permalink*
        novembre 28, 2011 7:18 pm

        Beh, se la credibilità che avrebbe ripreso il è quella delle banche, dei mercati, delle agenzie di rating, dal momento che sono proprio questi soggetti ad aver fatto pressione affinché venisse nominato Monti, è comprensibile che ora gli assegnino “credibilità”. Noi non siamo prevenuti, cerchiamo semplicemente di analizzare i fatti, cioé da dove arrivano i membri del Governo (e da qui si capisce che tipo di formazione e di impostazione hanno) e i temi di cui hanno parlato. Dal momento che hanno parlato di riforma delle pensioni, di Ici, di riforma del “mercato” del lavoro (il lavoro è un diritto, non una merce), di sacrifici, di tagli agli Enti Locali, mentre non hanno parlato di patrimoniale per i grandi patrimoni, di tassazione sulle speculazioni finanziarie, di lotta alle grandi evasioni, di tracciabilità dei pagamenti, di abolizione delle Province etc. ne deduciamo che i provvedimenti peseranno soprattutto sui cittadini normali, sul ceto medio e sui ceti poveri, e non sui grandi patrimoni e sui gruppi finanziari. In merito al prestigio dei parlamentari, è vero che in questo momento nessuno (o quasi) è meritevole che gliene venga assegnato, ma non dobbiamo accettare che questo sia la regola. Dobbiamo pretendere di essere governati da politici dotati di prestigio e di autorevolezza, per questo dobbiamo tutti partecipare alla vita pubblica.

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