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INQUINAMENTO, NEMICO PUBBLICO

febbraio 1, 2012

Degli effetti dell’inquinamento atmosferico abbiamo parlato varie volte (ad esempio qui). Sono sempre di più le evidenze scientifiche che provano i danni causati  dai gas di scarico dalle auto, dai fumi delle attività industriali e da quelli degli impianti di riscaldamento.

Lo smog è carico di sostanze nocive che possono provocare problemi all’organismo di esseri umani ed animali (allergie, asma, mal di testa frequenti, etc.) ed inoltre facilitano la formazione di quelle molecole dette radicali liberi, che  generano invecchiamento precoce dei tessuti.

A questo si aggiunge l’effetto che gli inquinanti atmosferici hanno sul clima, ed il pericolo che questi ultimi rappresentano per l’incolumità degli esseri viventi ed anche per l’economia. L’inquinamento rappresenta un costo che paghiamo tutti noi.

Purtroppo sembra che in Italia, salvo alcuni episodi, stentino a decollare delle serie e decise politiche di contrasto all’inquinamento atmosferico, e che invece continuino a diffondersi sul territorio nuovi interventi che causano diminuzione della qualità dell’aria.

Ormai i cittadini si sono abituati a sentire che nelle nostre città il limite di guardia per le poveri sottili venga superato in continuazione.

Prima che iniziasse a fioccare la neve, come sta avvenendo in queste ore, qualche giorno fa aveva fatto parlare di se la “neve chimica”. In realtà il fenomeno (il cui nome corretto sarebbe “neve da nebbia”) non è nuovo, non è dannoso e viene correttamente spiegato qui.

Quello che accade è che la nostra aria ha una qualità scadente e le particelle di inquinanti possono fungere da nuclei di condensazione attorno ai quali si formano i fiocchi di neve. Quindi il problema non è che si formi la neve da nebbia, è l’inquinamento.

La classe dirigente del Paese ha speso decenni a convincere gli italiani che questo è il prezzo da pagare per il “progresso” e per il “benessere”.

Questa è un’enorme bugia, perché la scienza ha dimostrato che inquinare va contro il benessere degli esseri viventi, e che senza benessere per tutti non esiste progresso.

Quella stessa classe dirigente ha fatto credere agli italiani che si potesse tranquillamente aumentare il numero delle automobili in circolazione senza preoccuparsi del loro impatto ambientale, poiché esso sarebbe stato annullato da qualche novità tecnologica (di volta in volta la “benzina verde”, la marmitta catalitica, il filtro antiparticolato etc.). Oppure che si potesse continuare a speculare sull’edilizia perché essa “regge l’economia della nazione”.

Anche queste sono bugie. Avere un’aria migliore è possibile, ma è necessario impegnarsi seriamente.

Quello che occorrerebbe fare, invece di investire miliardi di euro in chilometri di nuove strade o in opere gigantesche e dannose come la TAV , dovrebbe essere realizzare una seria manutenzione e razionalizzazione delle infrastrutture esistenti, in modo da aumentarne l’efficienza e ridurne l’impatto ambientale.

Occorrerebbe incrementare il trasporto di merci e persone su ferro a scapito della gomma, ed investire nel trasporto pubblico, in modo da renderlo più capillare ed a buon mercato per tutti.

Occorrerebbe diffondere l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili e, contemporaneamente,  spendere risorse per l’efficienza energetica degli edifici, in modo da ridurne i consumi per riscaldamento ed usi elettrici (leggi qui).

Bisognerebbe poi mettere agevolare i Comuni nella realizzazione di interventi per sviluppare la mobilità dolce (piste ciclabili, zone pedonali, zone a traffico limitato, piedibus etc.) ed interventi di mobility management che coinvolgano vari soggetti sul territorio (enti pubblici, aziende, strutture commerciali etc.).

In questo senso la scelta del Comune di Milano di varare la cosiddetta “area C” e di imporre nuove limitazioni al traffico nella cerchia dei bastioni rappresenta un primo passo importante, che sta già dando buoni frutti in termini di riduzione del traffico in città, nel rispetto dell’esito del referendum cittadino dello scorso giugno (quesito 1).

Oltre a questo è assolutamente necessario attuare una migliore gestione del territorio, al fine di conservare e proteggere quel patrimonio ambientale indispensabile a contrastare gli effetti dell’inquinamento; occorre fermare immediatamente la cementificazione (puntando quindi al consumo di suolo zero), riqualificare le aree degradate e dismesse, sviluppare parchi e aree protette, piantare alberi.

La situazione attuale è fortemente critica, ma non dobbiamo abituarci a questo stato di cose, e non dobbiamo accettarlo.

Abbiamo tutti il diritto di vivere in città sane, e dobbiamo pretenderlo. I soldi spesi per tutelare l’ambiente sono sempre soldi spesi bene.

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