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L’ASSESSORE IMPERATO SI DIMETTE E LANCIA ACCUSE A RONCHI, L’UDC LASCIA LA MAGGIORANZA

marzo 22, 2012

Lunedì 19 marzo la seduta del Consiglio Comunale di Brugherio ha nuovamente mostrato l’infimo livello che caratterizza la maggioranza di centrodestra che governa la città.

I fatti sono presto riassumibili e sono gravissimi: il Pdl (Assessori compresi) non si è presentato all’appello, e si è venuta a creare una situazione in cui il numero legale era garantito dalla Lega Nord, dall’UDC e dalla minoranza.

Il Sindaco Ronchi, in evidente difficoltà, ha accusato i berlusconiani di poca serietà, dichiarando che la loro assenza era dovuto a motivi interni allo stesso Pdl, e che lui stesso ne era venuto a sapere pochi minuti prima di entrare in Consiglio. Ha affermato di non essere disposto a proseguire l’Assemblea senza la presenza del partito di maggioranza relativa, ed ha quindi chiesto alla Lega Nord di abbandonare l’aula, al fine di far venire meno il numero legale.

Nuovi rinvii, interruzioni e assenze calcolate in Consiglio Comunale

Si sono succeduti numerosi interventi di Consiglieri di tutte le forze politiche, alternate da repliche del Sindaco, sempre più imbarazzato. La Lega ha dichiarato il suo appoggio al capo ma, tanto dalle sue fila che dalla bocca dello stesso Sindaco sono uscite delle frasi che esprimevano dubbi se la coalizione di centrodestra esistesse ancora.

Uno spettacolo sconfortante, capace al tempo stesso di suscitare in chi assisteva rabbia, indignazione, delusione e disgusto.

Ancora una volta si è verificato, come già moltissime altre volte nel corso di questa legislatura, che una parte della maggioranza ha utilizzato il Consiglio Comunale per attaccare e ricattare l’altra parte. Ancora una volta la guerra per il potere fra Lega e Pdl è stata combattuta utilizzando le Istituzioni, a spese della città.

Perché di questo si è trattato. Dell’ennesimo ricatto cui il Popolo della Libertà sta sottoponendo Ronchi ed i suoi fedelissimi. Qualunque sia l’oggetto del contendere sicuramente non ha niente a che vedere con l’interesse di Brugherio, che è una cosa di questa Giunta e questa maggioranza non si sono mai occupati.

Ovviamente la Lega non ci ha pensato due volte ad acconsentire alla richiesta di Ronchi, ed ha abbandonato l’aula. La seduta è stata quindi rinviata a mercoledì 21 marzo.

Nello stesso Consiglio in cui più di una voce si è lamentata del sacrificio compiuto rinunciando a passare la “Festa del papà” in famiglia, i brugheresi hanno compiuto il sacrificio di pagare i costi di un’assemblea convocata a vuoto, oltre a quello di vedere posticipate le decisioni che quest’ultima avrebbe dovuto prendere.

Fra queste, solo per citarne alcune, ci sono le delibere relative  all’Appalto per la gestione dei servizi per persone con disabilità, l’Appalto per la gestione del servizio di trasporto scolastico, ed una proposta di variante al Piano Regolatore Generale per la zona di via I maggio.

Anche queste sono andate ad aggiungersi all’elenco di ritardi ed inadempienze di un’Amministrazione incapace che non è stata in grado di realizzare nulla, bloccata com’era e com’è dalle lotte interne, dalle ripicche fra diverse fazioni, dalle beghe  legali,  cui si sono aggiunte di recente le voci di indagini da parte della Procura di Monza a carico di un esponente del Pdl.

Il Consiglio del 21 marzo è iniziato regolarmente, ma dopo pochi minuti si è verificato il primo colpo di scena: l’Assessore all’Urbanistica Imperato si è dimesso, rilasciando una dichiarazione contenente un durissimo atto d’accusa nei confronti del Sindaco Ronchi. Secondo Imperato il Sindaco si sarebbe dimostrato  “accentratore”, “ non gli avrebbe permesso di lavorare con serenità, ed avrebbe indirizzato il Piano di Governo del Territorio (PGT) verso lidi a lui sconosciuti”, aggiungendo che “forze di potere esterne alle Istituzioni hanno impedito che l’interesse pubblico prevalesse su quello privato”.

Subito dopo il Pdl ha chiesto di interrompere il Consiglio, in attesa di giungere ad un chiarimento politico., ed ha successivamente abbandonato l’aula.

Il secondo colpo di scena è arrivato dall’UDC che, per bocca del suo Consigliere Corbetta, ha annunciato la propria uscita dalla maggioranza, paragonata “all’armata Brancaleone” (ma garantirà comunque la governabilità su alcune questioni fondamentali).

A questo punto, l’approvazione delle delibere , pur importanti, (avvenuta peraltro in assenza dei Consiglieri del Pdl) è passato in secondo piano. Il dato che più ha lasciato il segno è che l’Amministrazione perde due pezzi in un colpo solo, e la guerra per la spartizione del potere, incentrata su interessi speculativi in ambito edilizio, continua. Il Sindaco e la maggioranza si trascinano, attaccati alle loro poltrone, con lo sguardo rivolto in direzione opposta agli interessi della comunità brugherese.

Sono le stesse parole del dimissionario Assessore Imperato a chiarire una volta per tutte quello che è evidente da tempo e cioè che questa maggioranza è totalmente disinteressata al bene comune, e che le sue azioni sono determinate da lobby e gruppi di interesse legati all’edilizia.

Questa situazione non è più tollerabile. Non lo è per la dignità delle istituzioni e della stessa Politica e, soprattutto, non lo è per il bene di Brugherio e dei suoi cittadini.

Il Sindaco non è più in grado, e probabilmente non lo è mai stato, di gestire la situazione in cui si trovano la Giunta e la maggioranza. Deve dimettersi e permettere ai brugheresi di tornare a votare.

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3 commenti leave one →
  1. morgana malatesta permalink
    marzo 22, 2012 9:32 am

    Questa amministrazione è una malata terminale legata alle macchine per la respirazione. E’ tenuta in vita artificialmente dall’ostinazione del sindaco (perchè cosi conviene, almeno finchè non si è sicuri di esserne gli eredi). Però ora basta con l’accanimento terapeutico! Si stacchi la spina e la si lasci morire con buonapace dei cittadini. Che l’opposizione tutta si dia da fare affinchè questo avvenga.

  2. Francesco permalink
    marzo 22, 2012 7:24 pm

    Effettivamente ad un certo punto bisognera’ dire basta all’accanimento terapeutico ed eventualmente iniziare a pensare alla necessaria eutanasia. Ma siamo sicuri che la Sinistra sia pronta a farlo?

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