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L’ORGOGLIO DELLA MEDAGLIA D’ORO – 25 Aprile a Milano

maggio 2, 2012

Milano ha detto la sua.

Dopo tutto il gran parlare fatto negli ultimi giorni in merito alla “necessità di riappacificazione”, all’”onore dei vinti”, o di quelle Istituzioni che si sono offese per il mancato invito (che per altro non meritavano di certo), Milano con un moto d’orgoglio, ricordandosi di essere medaglia d’oro della Resistenza, ha offerto a chi ancora insiste con inaccettabili quanto incomprensibili rivisitazioni della storia, lo spettacolo unico di decine di migliaia di persone scese ancora una volta in piazza unite da un solo ideale di libertà e dalla volontà di difendere una verità storica che, se fosse dimenticata, ci esporrebbe inevitabilmente al rischio di ripetere gli  stessi errori del passato.

Non sono bastate due riforme scolastiche, diverse fiction televisive e svariati tentativi operati da parte di alcuni pseudo intellettuali a far credere ai milanesi la scempiaggine che al passato si perdona tutto. Non basteranno tutti i tentativi che i paladini del revisionismo metteranno in campo per domare lo spirito di una città che ha versato il sangue di molti suoi figli, e che ancora in questo 25 aprile, 67° anniversario della sua Liberazione, ha voluto ribadire in maniera forte e chiara da che parte stava e sta la ragione.

Anche noi eravamo tra le migliaia di persone che hanno formato il lungo corteo e seguendolo, abbiamo fatto la cronaca del pomeriggio e delle sensazioni che esso regalava con decine di tweet (@brugheriofutura su Twitter) che sappiamo essere stati seguiti da molti nostri lettori.

Abbiamo raccontato con immagini e pensieri la piazza colorata e festosa, lo sventolio di migliaia di bandiere e dei canti intonati insieme da giovani studenti e anziani partigiani, uomini e donne di ogni ceto sociale e di ogni provenienza spesso accompagnati dai loro bambini.

Una tale vivace partecipazione non è un dato banale, vista la situazione in cui si trova il Paese.

Il clima di sconforto e disillusione causato dalla crisi e la diffusa sfiducia nei confronti della classe dirigente italiana avrebbero potuto indurre tante persone a ritenere che la partecipazione e l’impegno fossero inutili e che nulla sia la possibilità di cambiamento.

Ma così non è stato. I cittadini hanno capito che è proprio questo il momento in cui è più importante partecipare alla vita pubblica e fare sentire la propria voce; perché il malgoverno, l’inefficienza, la corruzione, gli sprechi di denaro pubblico, i privilegi della casta, gli attacchi alla Democrazia, non sono finiti con le dimissioni di Berlusconi.

Il Governo di Mario Monti è in assoluta continuità con quello che lo ha preceduto e, dietro una facciata più sobria e, all’apparenza, più rispettabile, sta portando avanti lo stesso progetto di società ultraliberista in cui il potere e le ricchezze vengono sempre più concentrati nelle mani di pochi, mentre la grandissima maggioranza della popolazione vede continuamente ridurre i propri diritti, le proprie tutele, le proprie prospettive, il proprio benessere.

E’ passato solo un anno dai referendum che hanno permesso al popolo italiano di ribaltare le irresponsabili decisioni che il Governo Berlusconi aveva preso sull’acqua, sul nucleare e sulla giustizia; è passato solo un anno da quando gli italiani hanno dimostrato con serietà, passione ed entusiasmo, di poter cambiare il Paese, di renderlo migliore. In questo periodo di tempo, i poteri forti e la casta si sono arroccati nei loro palazzi e hanno reagito a modo loro: hanno cercato di far dimenticare questi importanti risultati, di ignorarli, di aggirare la volontà del popolo.

Hanno sfruttato la crisi che essi stessi hanno creato per togliere agli italiani la libertà, i diritti, le prospettive di crescita. Supermario e i suoi amici stanno impoverendo un intero Paese per mantenere i privilegi dei grandi gruppi finanziari e dei loro galoppini.

Stanno applicando il più prepotente ed arrogante l’autoritarismo mascherandolo da rigore e presunta efficienza.

Il popolo del 25 aprile tutto questo lo ha capito, ed è sceso in piazza per trasmettere chiaro e forte il messaggio che non è disposto a lasciare che l’Italia venga demolita dalle banche e dai loro servi.

Ora più che mai c’è bisogno di unità per una nuova Resistenza ad un regime che si preannuncia diverso solo nella forma giacché nella sostanza mira anch’esso alla soppressione della Democrazia, dei Diritti, e della Dignità delle persone, cosi come li intendevano i padri costituenti e i partigiani che hanno dato la vita lottando per conquistarle.

Questo concetto era espresso più che bene dallo striscione appeso da alcuni manifestanti a Piazza Duomo, che recava la scritta: “Essere partigiani è stare dalla parte di chi lotta, chi non ha memoria non ha futuro”.

La Resistenza ha consegnato all’Italia la Democrazia, tradotta nelle pagine della Costituzione. I valori della Resistenza ci dicono che, se vogliamo un futuro fatto di libertà e democrazia, in questo Paese non deve esserci spazio per la tirannia della finanza, né per l’opportunismo di quei politici che sono disposti a legittimarla per ricavare pezzi di potere e salvaguardare i propri assurdi privilegi.

 

 

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