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ELEZIONI AMMINISTRATIVE: IL PAESE SEMPRE PIU’ LONTANO DA MONTI

maggio 8, 2012

Che la linea del rigore imposta dall’asse Sarkozy-Merkel, con la volenterosa collaborazione di Mario Monti rappresentasse una misura dannosa e pericolosa per l’economia e, in misura ancora maggiore, per la democrazia europea e mondiale è un concetto che abbiamo espresso da tempo.

Ora che i risultati di questa spremitura dei popoli europei ad esclusivo beneficio delle banche cominciano ad essere evidenti agli occhi di tutti, accade che, anche quei cittadini che, disgustati dal quindicennio di dominio berlusconiano avevano salutato con gioia o quantomeno con sollievo l’arrivo di Supermario a Palazzo Chigi, si stiano ricredendo e inizino a manifestare sempre più insoddisfazione nei confronti suoi e del suo Governo fintamente tecnico.

I cittadini stanno capendo che questi tecnocrati al servizio dei poteri forti stanno barattando la salvaguardia degli interessi di questi ultimi con l’aumento delle tasse che colpisce le fasce più deboli, con i suicidi di chi pensa di non farcela, con la recessione economica, con l’impoverimento degli Enti Locali, con la demolizione dei diritti dei lavoratori, con la distruzione del sistema pensionistico, con lo smantellamento dello Stato sociale.

I segnali in tal senso sono numerosi, basti citare il successo delle manifestazioni per il 25 aprile (di cui abbiamo parlato nell’articolo che puoi leggere cliccando qui) o di quelle per il 1 maggio (eravamo anche noi in piazza a Milano per la May Day Parade, assieme alle altre migliaia di persone, sotto una pioggia a dirotto).

Anche l’esito delle elezioni di questi giorni nei vari Paesi europei, va in quella direzione. Sono stati premiati tutti quei partiti e movimenti che si sono opposti alla dittatura della finanza, mentre sono stati sconfitti, anche duramente, tutti quei soggetti che sono stati identificati come complici di quest’ultima (Sarko in primo luogo, ma anche i partiti greci Nea Demokratia e Pasok). In Grecia si è giunti ad un risultato storico, e il nuovo Governo potrebbe essere formato da Syriza (Sinistra radicale), Partito Comunista e Sinistra Democratica.

E in Italia?

Lo scontento coinvolge, giustamente, anche quelle forze politiche che stanno consentendo tutto questo. Il cosiddetto ABC (Alfano, Bersani, Casini) è ai minimi storici di gradimento, le elezioni amministrative conclusesi ieri forniscono un dato significativo sull’umore della popolazione.

Innanzitutto occorre sottolineare un preoccupante aumento dell’astensionismo. L’affluenza alle urne è stata del 66,87%, un calo di più del 6% rispetto al dato delle elezioni precedenti (73,74%, dati Ministero dell’Interno).

E’ il segnale più chiaro ed evidente della sfiducia e della disillusione che i cittadini provano nei confronti della politica.

Emerge chiaramente la schiacciante sconfitta sia del Pdl e del Terzo Polo (UDC e Fli) puniti per il sostegno che offrono al Governo Monti, che della Lega Nord, che sconta giustamente la colpa del ventennio di malgoverno berlusconiano che ha contribuito ad instaurare, oltre che i recenti avvenimenti che hanno scosso un partito (che per anni ha voluto chiamarsi movimento proprio per distinguersi dagli altri schieramenti) rendendolo, in tutto e per tutto, parte integrante di quel sistema fatto di clientelismo e indebiti arricchimenti che da sempre era stato oggetto delle invettive leghiste. Questa debacle, comunque prevedibile, del centrodestra, trova le sue cause anche in 20 anni di malgoverno che sono l’unica causa dell’avvento di un Governo poco tecnico e molto tassatore, mentre la Lega perde molto da parte della propria base sfiduciata ma anche da parte di quelli che in passato l’hanno votata per protesta verso un sistema a cui volevano indirizzare un forte segnale di scontento.

In questo scenario il PD, pur avendo tutte le possibilità di vincere, non ha sfondato, soprattutto in quei Comuni dove non si è unito con i partiti di sinistra (IDV, SEL, Federazione della Sinistra).

I motivi di questo vanno ricercati soprattutto nel fatto che anch’esso non si distanzia da pidiellini e terzopolisti nell’appoggio a Monti, ed affronta le partite aperte da tempo (TAV, art 18, modifiche alla Costituzione etc) in maniera troppo simile al centrodestra piuttosto che alla sinistra, area da cui il PD storicamente proviene.

Le città dove il centrosinistra va meglio sono Genova (con Doria) e Palermo (con Orlando) dove i candidati non provengono direttamente dal PD (ricordiamo che addirittura a Palermo il Partito Democratico sostiene, in maniera alquanto anomala, la Giunta regionale di centrodestra guidata da Lombardo).

Altro dato significativo è che Liste civiche, Listoni unitari, aperti anche a chi non è tesserato ad alcun partito e liste del Movimento a 5 Stelle sono in corsa in quasi tutte le città, spesso ottenendo risultati sorprendenti; questo è segno evidente che esiste una domanda di partecipazione che va intercettata ed a cui va data una risposta.

Noi crediamo che il compito di capire queste esigenze e di dare nuovamente fiducia a tutti quei cittadini che non vanno più a votare perché non si sentono rappresentati da nessuno spetti alla Sinistra, che deve iniziare fin da subito a lavorare per giungere alla propria unità; è giunto il momento di lavorare alla ricerca di ciò che è condiviso anziché di ciò che è esclusivo, al di la dei protagonismi personali o dei simboli di partito. Dove questo è stato fatto, i risultati non sono mancati.

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