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ILVA: DEVE PAGARE CHI HA INQUINATO

agosto 22, 2012

La questione dell’Ilva di Taranto rappresenta un altro di quei vergognosi esempi di come il Governo di Mario Monti sia al servizio non dei cittadini e delle esigenze della collettività, bensì della volontà del sistema economico ultraliberista che ha creato la crisi e sta portando i popoli europei alla povertà.

Se la priorità del Governo fosse l’interesse dei cittadini, non si sarebbe verificato lo scontro istituzionale che sta avendo luogo in queste settimane attorno al Gip di Taranto (Giudice per le Indagini Preliminari) Patrizia Todisco che, il 26 luglio scorso, ha ordinato il sequestro di 6 impianti dell’area a caldo dell’Ilva per disastro ambientale e gli arresti domiciliari per 8 alti dirigenti (che successivamente il Tribunale del Riesame ha confermato solo per le persone del patron Emilio Riva, di suo figlio Nicola e del direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso), disponendo che l’Ilva debba risanare gli impianti sequestrati “senza prevedere alcuna facoltà d’uso” degli stessi “a fini produttivi”.

Se le priorità del Governo fossero i cittadini, esso avrebbe preso atto di ciò che a Taranto è sotto gli occhi di tutti: e cioè che l’Ilva da decenni sta avvelenando la città. Che da decenni quella fabbrica gigantesca, infischiandosene di leggi, regole, buonsenso, sta spargendo fumi tossici nell’aria, facendo ammalare chi nella fabbrica lavora e chi nei dintorni è ogni giorno sotto l’assedio di quei fumi, di quella polvere rosso/marrone che si attacca ai muri delle case, ai davanzali delle finestre, alle foglie delle piante, ai vestiti. E questo è solo quello che si vede ad occhio nudo. Ciò che è invisibile spesso fa danni ancora maggiori, e sono i dati della qualità dell’aria e quelli epidemiologici rilevati in una vasta zona attorno a Taranto che parlano chiaro.

Ma lo scopo di Monti, di Passera, di Clini e dei loro colleghi non è tutelare le esigenze degli italiani, ma quelle dei grandi gruppi economici come il Gruppo Riva, che possiede l’Ilva.

E allora ha utilizzato uno dei sistemi più subdoli che i potenti, i grandi capitalisti , hanno utilizzato da sempre per garantirsi la possibilità di fare quello che vogliono: ha fatto in modo che i deboli, che le vittime, si combattessero fra loro.

Ha posto nella questione dell’Ilva un’alternativa artificiosa e inaccettabile: il lavoro o la salute. Come se le esigenze dei lavoratori della fabbrica fossero diverse da quelle degli altri cittadini.

Non dobbiamo essere costretti a scegliere fra salvaguardare i posti di lavoro o salvaguardare l’ambiente e la salute. E’ imperativo tutelare entrambi.

Di questo il Governo dovrebbe occuparsi. Non dovrebbe intromettersi in una decisione di un magistrato, delegittimando l’operato dei giudici e creando un conflitto fra poteri dello Stato e all’interno del corpo stesso della società.

E non dovrebbe nemmeno poi fingere di voler giungere ad una mediazione, quando la mediazione che vorrebbe è consentire all’Ilva di mantenere aperti gli impianti e contribuire alle spese di bonifica con soldi dello Stato (cioè degli italiani).

La normativa europea e le leggi italiane che da essa discendono si basano sul principio del “chi inquina paga”, cioè attribuiscono alle aziende inquinanti l’onere di bonificare i siti contaminati ed il risarcimento dei danni causati dall’inquinamento.

Nel caso di Taranto la situazione è chiara. Le responsabilità dell’Ilva sono evidenti e sono riconducibili a svariati anni di attività in violazione delle norme. Di conseguenza, è solo ed esclusivamente l’azienda che deve provvedere a tutte le spese di risanamento, di risarcimento ed a pagare il costo degli stipendi dei dipendenti rimasti senza lavoro.

Ed è altrettanto evidente che gli impianti oggetto del sequestro debbano rimanere chiusi fino a quando non vengano ammodernati e resi in grado di ridurre l’impatto ambientale a livelli da non mettere in pericolo la salute delle persone.

Il Sistema che Monti (e i partiti che lo spalleggiano) si ostina a difendere è basato sul profitto dei pochi a danno dei molti e produce ovunque miseria e insalubrità.

Dobbiamo cambiare sia il Governo che il Sistema.

20120822-103804.jpg

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  1. pietro permalink
    agosto 22, 2012 4:19 pm

    Escluso il taglio politico dell’articolo, Monti è stato fortemente voluto da Napolitano per dare un’immagine diversa e rassicurante dell’Italia all’estero e ai mercati .La situazione di Taranto o quella dell’alessandrino dell’amianto, hanno tutti lo stesso comune denominatore: fare profitto senza scrupoli.
    A queste imprese borboniche non interessa se centinaia di lavoratori e non, si ammalano e se aumentano i costi sociali per assistere e curare tutta questa povera gente.
    Le leggi in Italia ci sono , voi scrivete ….chi inquina paga..bene, senza andare troppo lontano (non per motivi geografici), i nostri fiumi vicini il Lambro o il Seveso sono controllati dalle guardie ambientali per la tutela del nostro territorio?
    Sono state fermate quelle mani che qualche anno fa hanno sversato tonnellate di petrolio nel Lambro inquinando per decine di chilometri le sponde e i fondali del fiume?Mi fermo qui, perchè forse un’azione politica delle forze ambientaliste si rende necessaria, a tutela delle delle nostre risorse territoriali.

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