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L’INSOSTENIBILE MOTIVAZIONE DEL VOTO UTILE

gennaio 18, 2013

Come avevamo anticipato in un precedente articolo (qui), man mano che la campagna elettorale per le elezioni (regionali e nazionali) prende corpo, iniziano ad arrivare le dichiarazioni di vari leader dei “grandi” partiti che cercano di fuorviare gli elettori con la bugia del Voto Utile.

In particolare per quanto riguarda il cosiddetto centrosinistra (PD-SEL), il teorema è: Berlusconi è un pericolo per il Paese; “noi (sempre PD-SEL) siamo quelli che possono fermarlo, quindi tutti i cittadini, che non votano Pdl-Lega, devono votare per noi (anche quelli che non sono d’accordo con il nostro programma). Se si esprimono a favore di qualcun altro, magari di qualche piccolo partito della “sinistra radicale”, tolgono voti al centrosinistra, quindi fanno un favore a Berlusconi e rischiano di farlo vincere”. Recentemente sono addirittura arrivati a chiedere a Rivoluzione Civile (tramite una dichiarazione di Dario Franceschini e altri messaggi, più o meno espliciti, fatti pervenire all’ex magistrato, dalla segreteria dei “Democratici”) di non presentare candidati al Senato in alcune Regioni (Lombardia, Sicilia e Veneto), per evitare di sottrarre voti ai bersaniani.

A questo punto sorge una domanda: se Berlusconi è il nemico, perché il PD ha governato per un anno assieme a lui ed a tutto il centrodestra, appoggiando congiuntamente il Governo Monti e approvando tutti i disastri che quest’ultimo ha combinato?

La verità è che Berlusconi diventa la comoda scusa da utilizzare per spaventare l’elettorato di sinistra e convincerlo a votare in massa i Democratici, anche quando non se ne approva l’operato ed il programma. E’ terrorismo psicologico. Soprattutto è un atto ingiusto e illegittimo, che si compie caricando gli elettori di una responsabilità che non hanno e che non possono avere; quella cioè della eventuale sconfitta della coalizione che si presenta come forte ma, che a ben vedere, tanto forte poi non è, visto che ha paura di perdere contro un avversario ormai decotto.

scheda-elettorale

Per queste ragioni vorremmo ricordare a coloro che invocano il Voto Utile, per rimpolpare il proprio consenso, segnalante un trend al ribasso, che:

1) è anticostituzionale perché il voto di ogni cittadino ha pari dignità e ognuno è libero di scegliere. Nessuno può dire che votare un piccolo partito sia come votare dall’altra parte del campo. Si tratta di un vero attacco alla democrazia e dimostra poco rispetto per il lavoro di chi in quei partiti milita e per chi ne vorrebbe sposare le idee. È contro i principi basilari della Costituzione.

2) Ogni voto è utile purché dato secondo coscienza , con responsabilità e con la volontà di cambiare. Il Paese si trova nelle condizioni attuali non solo perché ha avuto un centrodestra scellerato che ne ha causato la rovina, ma anche perché chi avrebbe dovuto fare opposizione ha, in realtà, fatto tutt’altro. Dare il proprio voto agli uni o agli altri è veramente inutile. Occorre un cambiamento ed un forte segno di discontinuità nei confronti di Monti e dei partiti che l’hanno sostenuto.

3) Chi chiede il Voto Utile appare inevitabilmente incapace di chiedere un voto di convinzione sul proprio programma. Sono in molti a meravigliarsi che ci possa essere qualcuno che si definisce di (centro)sinistra e, anziché chiedere voti a favore di un’idea, chiede voti contro altri partiti di sinistra (la richiesta di non dispersione o il patto di desistenza significano proprio questo). Evidentemente sono così poco credibili ed hanno un programma così debole che da soli non riescono ad ottenere il consenso dei cittadini e devono dire “votate noi è non la sinistra perché altrimenti vince la destra”. Alla faccia della tutela della libertà di pensiero e del dissenso.

4) E’ veramente avvilente il quadro che danno della politica. La Politica è soprattutto “grande responsabilità” verso il paese e i cittadini. Una responsabilità che comprende anche la crescita, in ogni individuo, del senso dello Stato e delle Istituzioni e l’amore per la democrazia. Con questo modo di fare, che lascia un, neppur tanto vago, senso di presa per i fondelli e di inciucio, si alimenta la sfiducia verso chi governa e amministra, con la conseguente diserzione dal voto.

5) I cittadini non sono così sprovveduti da non porsi domande e da non cercare risposte rispetto a quanto questo o quel leader, dichiara sui media. I mezzi per informarsi ormai sono alla portata di tutti o quasi. La mancanza di un’ideologia forte, (che i Signori del Voto Utile hanno contribuito a smantellare), ha creato una situazione in cui una grande percentuale dell’elettorato non vota più come un tempo, per senso di appartenenza e/o condivisione di valori con una determinata area politica. Insomma c’è anche un gran fetta di Italiani che vota soprattutto secondo esperienza, cioè secondo quanto è stato fatto o non fatto per la loro comunità, anche cambiando schieramento ad ogni elezione. Ammesso e non concesso che questo sia un atteggiamento giusto, se questi elettori votano lo schieramento opposto alla coalizione PD-SEL non è certo perché si è messo di mezzo Ingroia, ma solo perché questi partiti, secondo loro, non hanno funzionato né al governo (Stato, Regione o città che sia) e né tanto meno, sono stati convincenti come opposizione. Ma davvero si può pensare che in Lombardia il PDL possa vincere ancora, dopo 17 anni di assoluto malgoverno regionale e 20 di disastro nazionale, solo per colpa dell’eventuale quarto polo? I motivi di un’eventuale nuova ascesa al potere della destra, sarebbero ben altri, numerosi e complessi, e probabilmente questo è noto a Bersani e ai suoi, ma piuttosto che fare un’analisi approfondita della situazione (cosa che comporterebbe obbligatoriamente anche una forte autocritica) preferiscono, come detto, scaricare la responsabilità di un’eventuale sconfitta sugli elettori e per non sbagliarsi lo fanno preventivamente: in campagna elettorale, prima del voto.

Per quanto riguarda il cosiddetto “patto di desistenza”, esso non è altro che un bieco invito all’inciucio, in quanto si chiede a qualcuno di non disturbare il manovratore, insultando di fatto l’eventuale candidato avversario e chi in lui si riconosce e intende sostenerlo. Si vorrebbe imporre, non solo alla gente di non votare Tizio, ma addirittura a Tizio di rinunciare a rappresentare la gente. L’apoteosi della democrazia! Bene ha fatto Ingroia a rimandare al mittente la richiesta e con essa tutto ilsottobosco di accordi che inevitabilmente comporterebbe. Se qualcuno avesse avuto buon senso (ma sarebbe bastato solo un minimo di onestà intellettuale) ad Ingroia non avrebbe chiesto DESISTENZA ma COLLABORAZIONE. Ma tant’è … questa è la politica italiana ….

Che si smetta quindi di trattare i cittadini come bambini piccoli a cui dire cosa fare o non fare agitando lo spauracchio del lupo cattivo. I cittadini hanno il diritto di ritenersi offesi dal Richiamo al Voto Utile, che è l’equivalente dell’imposizione della “non scelta” e quindi un’evidente limitazione della libertà di voto.

La Politica vera, quella di cui tutti abbiamo un grande bisogno, si fa attraverso la programmazione, la quale per forza di cose discende dall’idea che abbiamo del Bene Comune e di come vogliamo il nostro Paese.

Il consenso elettorale va ricercato su proposte concrete e davvero alternative alla situazione di sfacelo e arretratezza in cui versa l’Italia. I temi sono tanti, tutti urgenti e, osiamo dire, tutti strettamente connessi tra di loro: lavoro, diritti civili, ambiente, scuola e chi più ne ha più ne metta. Solo se trattati insieme e sviluppati in maniera coordinata porteranno ad un vero progresso per il Paese. E allora perché accontentarsi di chiedere il “Voto Utile”? Piccola e misera cosa rispetto all’alto valore che la Politica potrebbe avere ……. se solo facesse il proprio mestiere.

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