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APPUNTI PER LA DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA

febbraio 21, 2013

Noi abbiamo a cuore la scuola, perché riteniamo che essa sia la base sulla quale costruire una società migliore, composta da persone istruite, consapevoli, con la mente aperta ed addestrata a nutrire la propria curiosità.

Abbiamo a cuore la scuola pubblica, perché riteniamo che debbano essere le Istituzioni pubbliche a garantire la qualità dell’istruzione, preoccupandosi direttamente di creare le condizioni affinché i giovani, qualunque sia la loro provenienza e la fascia sociale cui appartengono, possano godere appieno del diritto ad usufruire di una scuola di qualità a partire dalla più tenera età fino alla soglia del mondo del lavoro.

scuola-pubblica

Riteniamo che sicuramente anche le scuole private esercitino un ruolo importante per la qualità dell’offerta formativa nel mondo della scuola, ma crediamo anche che non sia corretto che per lo svolgimento delle loro attività esse ricevano finanziamenti pubblici, a maggior ragione in un periodo come quello che l’Italia sta attraversando, caratterizzato da una profonda crisi economica che sta costringendo a grandi sacrifici ampie fasce della popolazione.

Una scuola privata ha il vantaggio di poter ricavare le risorse necessarie al proprio sostentamento dalle rette pagate dagli iscritti.

Una scuola pubblica, al contrario, non può permettersi di fare altrettanto, perché il suo dovere è, giustamente, quello di essere aperta e inclusiva anche per tutti coloro che non possono permettersi il pagamento di una retta. E’ la Costituzione a stabilirlo, in uno dei suoi articoli più belli, il 34, che dice:

“La scuola è aperta a tutti.

L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.”

Il Comune di Brugherio, in passato, si distinto per la qualità e quantità delle risorse, economiche e non, che ha sempre messo a disposizione delle scuola del territorio.

Noi riteniamo che questa sia la strada corretta da seguire, ma siamo convinti che, per reggere l’impatto della crisi, e gli effetti delle ultime, disastrose riforme dell’istruzione, e i conseguenti, rilevanti tagli di spesa cui continua ad essere soggetto il settore dell’istruzione, le scuole pubbliche brugheresi abbiano bisogno di tutto il supporto che l’Amministrazione sarà in grado di fornire.

In tale condizione, non è più pensabile che possa essere mantenuto il contributo annuale che il Comune riconosce alle scuole dell’infanzia private, o “autonome”, come vengono definite nel Piano per il Diritto allo Studio (nel 2012 esso è stato pari a 253.488,92 euro).

Brugherio Futura ritiene necessario che tale contributo venga dirottato a favore delle scuole pubbliche.

Gli istituti privati potranno comunque ricevere, ove possibile, supporto e contributi di natura non economica come, ad esempio, l’utilizzo gratuito di spazi e strutture di proprietà comunale. Il Comune avrà modo di venire loro incontro in vario modo, ma certamente non può più permettersi di erogare loro fondi che sono indispensabili alla scuola pubblica.

 

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3 commenti leave one →
  1. febbraio 21, 2013 2:38 pm

    Sono pienamente d’accordo. In periodi di crisi bisogna innanzitutto tutelare la qualità e la quantità dell’offerta formativa della scuola pubblica. Apprezzo pienamente la proposta di voler contribuire a quella privata non più destinando fondi ma offrendo spazi e tutto ciò già a disposizione del Comune. Paghiamo le tasse per la scuola pubblica, e spesso non ci sono fondi per laboratori, per gite a musei, e nemmeno per il sapone nei bagni o per i fazzoletti di carta. Destiniamo tutti i soldi alle scuole pubbliche e contestualmente cerchiamo di creare una rete di supporto di persone e/o aziende disponibili anche a finanziare progetti ad hoc, sia con impiego di denaro od anche “solo” di tempo e competenze.
    Dalla crisi si può uscire, ma non con una generazione povera di mente: dobbiamo sempre investire nel sapere..

    • Morgana permalink
      febbraio 21, 2013 3:51 pm

      Sono completamente in accordo sia con l’articolo che con il commento che mi ha preceduto. L’offerta deve esse plurima ma come sancisce la Costituzione: senza oneri per lo Stato (nemmeno in presenza di avanzi di bilancio). Mi chiedo come è stato possibile fino ad ora, eludere i dettami costituzionali. Chi ha permesso che venissero finanziate scuole dove non si accettano stranieri, portatori di handicap o semplicemente ragazzi problematici? Oppure scuole dove il merito è solo un lemma del dizionario perchè in realtà si sfornano diplomati come un forno le pagnotte ( solo per lucro)? Per cui ben venga chi ha il fegato di dire basta! I soldi pubblici sono per le scuole statali che devono essere inclusive e pluraliste maallo stesso tempo all’avanguardia. Lo stato deve finanziare solo chi forma CITTADINI, non chi fa impresa con l’istruzione o chi come priorità ha la formazione religiosa.

  2. Francesca permalink
    febbraio 22, 2013 2:58 pm

    Assolutamente d’accordo! Fondi pubblici per la scuola pubblica, non per le scuole private o paritarie che dir si voglia!

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