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CANCELLIERI: UN MINISTRO COME NON SI DEVE

novembre 10, 2013

Il Ministro Cancellieri ha fornito l’ennesima dimostrazione di come la nostra classe dirigente si senta diversa dai cittadini che amministra e ritenga di non essere soggetta alle regole cui questi ultimi devono sottostare.

Il fatto che il Ministro abbia, in qualunque modo, esercitato pressioni sulla magistratura di Torino per far scarcerare Giulia Ligresti (del cui padre e della cui famiglia è amica) e abbia preso contatto con i famigliari per esprimere, seppur privatamente, solidarietà, non è accettabile in un Paese democratico.

In questo Paese una persona può venire arrestata (magari senza avere fatto nulla) e morire in carcere o nella cella di un commissariato a causa delle botte ricevute durante e dopo l’arresto da parte di quelli che dovrebbero essere tutori dell’ordine. I casi di Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi sono solo due esempi.

Anna Maria Cancellieri

Anna Maria Cancellieri

In questo Paese chi manifesta pacificamente può venire caricato dalla polizia senza che ve ne sia alcun motivo.

In questo Paese i No Tav possono essere fatti oggetto di soprusi e violenze da parte delle forze di polizia che occupano la Val di Susa e venire anche accusati di essere terroristi.

In queste Paese possono avvenire cose come quelle del G8 di Genova del 2001.

Questo però può capitare se si è delle persone normali.

Se invece si appartiene a una ricca famiglia di imprenditori del settore edilizio, si viene arrestati per falso in bilancio aggravato e manipolazione di mercato (in merito alla gestione del gruppo assicurativo Fondiaria-Sai) e si ha amicizie all’interno del Governo, si può chiedere aiuto ad un Ministro e vedersi riconoscere gli arresti domiciliari.

E’ la dimostrazione di come, in Italia, la legge non sia uguale per tutti e di come esistano forti legami e condivisioni di interessi, spesso in contrasto con il bene della collettività, fra molte grandi famiglie dell’imprenditoria e buona parte dei vertici della classe politica.

Non può esserci libertà in uno Stato dove non vi sia uguaglianza, e non può essere permesso che un Ministro si comporti in modo da far venire meno questo principio fondamentale.

E’ grave che Anna Maria Cancellieri non si sia dimessa dalla sua carica, ed è ancora più grave che il Governo, a cominciare dal suo capo Letta, ed i partiti che lo sostengono abbiano accettato questo senza nemmeno minimamente opporsi.

Il problema non è solo la Cancellieri; lei è solo il caso di questi giorni.

Questa maggioranza è composta da partiti che si erano presentati agli elettori come portatori di rinnovamento. La stessa Cancellieri faceva parte della squadra di Mario Monti, che era stato a suo tempo accolto come il salvatore della patria dai pericoli dello spread e della vecchia politica.

I fatti dimostrano che invece di nuovo non hanno nulla, e che nessun rinnovamento della politica e della gestione della pubblica amministrazione sarà mai possibile finché verrà mantenuta l’attuale classe dirigente; è quella che deve essere sostituita, altrimenti l’Italia non può tornare ad avere prospettive di riscatto.

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