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USCIAMO DALLA CRISI CAMBIANDO IL “SISTEMA”

novembre 10, 2013

Dire che l’Italia sta attraversando un periodo di profonda crisi, costituisce una banalità. E’ una situazione che è sicuramente ben presente a tutti coloro che sono quotidianamente costretti a fronteggiare i problemi di un Paese che appare arenato e privo di prospettive di rilancio.

Quello che non appare per nulla banale è il modo in cui provare ad affrontare tale situazione con l’obiettivo di risolverla prima che la nostra società venga completamente distrutta.

La crisi è economica, sociale, politica, ambientale. I problemi sono tanti, grandi e riguardano vari ambiti e vari livelli.

L’errore che è stato commesso fino a questo momento è pensare che ogni problema, ogni vertenza, ogni lotta fosse isolata e a sé stante. Così non è. Ognuna di esse non è che una delle tante facce dello stesso nemico: l’attuale modello di società fondato sul profitto, sul mito (falso) della crescita continua e sul predominio di pochi ricchi su tutto il resto del corpo sociale.

crisi_economica

Chi lotta per difendere il proprio posto di lavoro, chi lotta per salvaguardare l’ambiente ed i beni comuni, chi lotta per i diritti civili, chi lotta contro il razzismo, chi lotta per la scuola, chi lotta per la pace lo fa contro un unico nemico: il Sistema (economico, sociale, di valori/disvalori) in cui siamo immersi. E’ il Sistema dei Poteri Forti, dell’economia (o meglio della finanza) che detta le regole alla politica (mentre in una società civile dovrebbe essere il contrario).

Fino a questo momento i protagonisti delle varie battaglie particolari o locali non hanno mai provato ad unirsi in un’unica grande massa critica di opposizione all’attuale stato di cose e di proposta di un nuovo ed alternativo modello di sviluppo e di società.

Perfino i recenti, grandi esperimenti di coinvolgimento popolare come ad esempio quello che ha portato alla vittoria dei referendum del 2012, non hanno saputo andare oltre il loro carattere di mobilitazione episodica autoconclusasi con il pur esaltante esito della consultazione.

Così le vittorie, pur importanti, rimangono appunto episodi, sicuramente fondamentali, ma spesso caratterizzati da un carattere locale e privi della capacità di invertire la tendenza generale.

Quello che è mancato è la consapevolezza della necessità di un approccio globale. Il nemico è il sistema, quindi le strategie per batterlo vanno ricercate a livello globale, e poi tradotte a livello locale. Occorre unire le forze in vari ambiti ed a vari livelli.

Occorre capire che quelli che vogliono demolire la Costituzione, quelli che vogliono riempire il territorio di strade, opere inutili, centri commerciali, capannoni e palazzi che rimarranno vuoti, quelli che vogliono privatizzare l’acqua, quelli che vogliono togliere i diritti ai lavoratori, quelli che riempiono gli italiani di tasse, quelli che stanno distruggendo la scuola pubblica ed il patrimonio artistico e culturale del Paese…sono sempre gli stessi.

Sono i Poteri Forti della finanza e delle banche che controllano l’Europa e, attraverso politici a loro asserviti (come i partiti delle Larghe Intese qui in Italia) stanno cercando di costruire un continente, ed un mondo, a loro immagine e somiglianza.

Stanno cercando di creare un Europa dove il liberismo selvaggio sia l’unico modello economico concepito, dove tutto ciò che può produrre profitto sia in mano a grandi società private e tutti i costi siano a carico della collettività, dove le risorse ambientali vengano sfruttate e consumate senza il minimo ritegno fino al loro esaurimento, dove il potere sia saldamente nelle mani di un’oligarchia prepotente, dove la legge non sia uguale per tutti, dove i ricchi hanno tutti diritti ed i poveri solo doveri, dove il lavoro non sia un diritto ma una concessione da elargire dietro continuo ricatto e continua richiesta di sacrifici.

Le persone che hanno da perdere da una condizione di questo tipo sono infinitamente di più rispetto a quelle che hanno da guadagnarci. Se le prime si uniscono, per i Poteri Forti non c’è speranza.

Per questo motivo risulta indispensabile lavorare allo scopo di unire le varie lotte in un unico fronte democratico che si opponga a questo Sistema inumano per sostituirlo con una vera e compiuta democrazia.

Dobbiamo arrivare ad avere bene presente che le lotte locali di chi difende una porzione del proprio territorio, che si tratti della TAV in Val Susa, del Muos in Sicilia, della TEM in Lombardia o da qualche progetto edilizio che vuole cementificare un area verde in qualunque angolo d’Italia, che quelle lotte sono in difesa anche del nostro territorio, proprio di quello che abbiamo sotto casa.

Allo stesso modo dobbiamo avere presente che ogni battaglia per la difesa del lavoro in ogni azienda di qualunque tipo in qualunque luogo del Paese è una battaglia per difendere i diritti di tutti i lavoratori.

Lo stesso vale per qualunque vertenza su qualunque tema in cui l’arroganza di questa classe dirigente arrivi a danneggiare i diritti dei cittadini.

Dobbiamo mettere insieme energie ed esperienze, in modo da costituire una barriera contro questo Sistema degenerato e distruttivo, e far diventare le vittorie di uno le vittorie di tutti noi, perché le sconfitte di uno sono già le sconfitte di tutti noi.

Il Sistema ha creato la crisi e dalla crisi si potrà uscire solo cambiando il Sistema. E questo possono farlo solo i cittadini agendo, insieme, dal basso.

 

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