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LE DEBITE PROPORZIONI

dicembre 10, 2013

La bocciatura del porcellum da parte della Corte Costituzionale rappresenta un vero terremoto sulla scena politica italiana per più di un motivo.

Innanzitutto rappresenta una grande vittoria per la democrazia, in quanto consente di cancellare una legge elettorale costruita apposta (con il premio di maggioranza ed meccanismo delle liste bloccate senza possibilità per i cittadini di esprimere la preferenza per un candidato) per concentrare il potere nelle mani di poche persone (i segretari di partito che sceglievano chi inserire nelle liste) e in secondo luogo perché ha permesso di mostrare come la pensano i partiti italiani in termini di partecipazione dei cittadini alla vita delle Istituzioni.

Le reazioni scomposte che sono susseguite alla emanazione della sentenza, dimostrano chiaramente che, nonostante tanto il PD quanto il centrodestra, continuassero a sbraitare della necessità di cambiare la legge elettorale, subordinando in certi momenti la fine della legislatura alla necessità di dotarsi di un nuovo testo normativo in materia, in realtà non avessero nessuna intenzione di farlo e che considerassero il porcellum uno strumento molto comodo per poter estromettere i cittadini dalla vita politica e poter instaurare un sistema bipolare (quantomai artificioso ed estraneo alla cultura politica del nostro Paese) che tagliasse fuori le componenti più “radicali” degli schieramenti e consentisse ai due poli più grandi di creare inciuci a loro piacimento.

La Legge elettorale Calderoli, soprannominata "porcellum" è stata decretata incostituzionale

La Legge elettorale Calderoli, soprannominata “porcellum” è stata decretata incostituzionale

Gli ultimi due anni di storia del nostro Parlamento sono la dimostrazione più lampante di questo fatto: a governare non sono state le coalizioni che avevano vinto le elezioni, ma le “Larghe Intese” create per attuare i dettami dei poteri forti europei.

Ci sono volute tre elezioni ed una sentenza derivante da un ricorso presentato da un gruppo di privati cittadini (“guidati” dall’avvocato Aldo Bozzi) per decretare la fine di una legge che il suo stesso relatore (il leghista Roberto Calderoli) aveva definito una “porcata” (da qui il soprannome porcellum).

I nostri parlamentari sono stati eletti con modalità che violano la Costituzione ma, invece di prendere atto di occupare la carico in modo illegittimo e di adoperarsi (come sarebbe loro dovere) per fare in modo che la situazione venga riportate entro i limiti della legalità, continuano ad insistere con idee fantasiose che “consentano di salvare il bipolarismo”; qualcuno rilancia l’idea del semipresidenzialismo, molti riprendono l’idea di tornare alla legge precedente il porcellum: il cosiddetto mattarellum.

Lo stesso Matteo Renzi, appena vinte le primarie del PD, ha dichiarato che intende salvaguardare il sistema bipolare.

Quello che Renzi e tutti quegli altri signori non capiscono, o fingono di non capire, è che in questi anni il bipolarismo (malriuscito) è stato reso possibile dal premio di maggioranza, che ha consentito di assegnare una ampia maggioranza di deputati alla Camera, anche a partiti o coalizioni che avessero avuto pochi voti in più rispetto all’avversario.

Una volta stabilito che questo metodo è incostituzionale e quindi non può più essere utilizzato, ne risulta di conseguenza che in Italia non possibile ottenere un sistema politico basato su due soli poli, perché questo è molto distante dalla storia e dalla cultura politica di questo Paese. Semplicemente non c’è un bipolarismo che debba essere salvato.

E allora quello che la classe politica dovrebbe fare è approvare in fretta una nuova legge elettorale, che utilizzi l’unico sistema che consenta di garantire la rappresentanza delle forze politiche con la massima democraticità possibile: proporzionalmente ai voti ricevuti. Una volta fatto questo si dovrebbe andare ad elezioni.

La democrazia è tale perché consente di avere voce anche alle minoranze e questo è veramente possibile solo con un sistema proporzionale.

Chi nega questo principio dietro il paravento della “governabilità” e della “stabilità”, in realtà vuole semplicemente ridurre al silenzio chi non la pensa come lui. 

La stessa pessima classe dirigente che ha ridotto l’Italia nelle condizioni disastrose in cui si trova,  intende perseverare nel proprio operato e, per garantirsi un futuro, vuole eliminare qualunque dibattito, annullare qualunque spazio a qualsivoglia posizione che non sia espressione dello stesso pensiero unico immobilista e conservatore che ha caratterizzato gli ultimi venti anni sia a destra che, purtroppo, in buona parte del centrosinistra.

Ora più che mai è il momento che i cittadini si organizzino, sotto la guida della Costituzione, per riprendersi la democrazia e facciano sentire la loro esigenza, la loro voglia di essere rappresentati.

E’ una partita che non può essere lasciata nelle mani della casta.

 

 

 

 

 

 

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