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IN BICI A COLOGNO NORD: DEVE DIVENTARE FACILE, RAPIDO E SICURO

febbraio 7, 2014

E’ notizia recente che le Amministrazioni dei Comuni di Brugherio e Cologno Monzese hanno trovato l’accordo con la società Serravalle, che gestisce le tangenziali di Milano, per la realizzazione di un passaggio ciclopedonale sopra la Tangenziale Est, lungo la strada verso la stazione della metropolitana di Cologno Nord.

Le due ipotesi di intervento sarebbero quelle della realizzazione di un cavalcavia per le biciclette, vicino a quello attuale, oppure quello di realizzarlo in affiancamento a quest’ultimo, creando una corsia ciclopedonale protetta utilizzando lo spazio occupato dal tratto di canale che attraversa la tangenziale (canale che andrebbe quindi coperto con delle grate utilizzabili per il passaggio delle bici e dei pedoni).

Per ovvi motivi legati ai minori costi ed alla minore complessità riteniamo che la seconda ipotesi sia decisamente preferibile.

In ogni caso la notizia è sicuramente positiva, perché la creazione di un collegamento sicuro e facilmente accessibile a biciclette e pedoni fra i due lati della tangenziale rappresenta un notevole passi avanti per la creazione di una rete per la mobilità sostenibile sovracomunale che sia degna di questo nome.

A questo punto abbiamo un suggerimento da proporre: la realizzazione di una bicistazione.

Infatti un elemento chiave per invogliare le persone ad utilizzare la bicicletta come mezzo alternativo all’automobile e favorire l’abbinamento bici + mezzo pubblico è rappresentato dal posteggio dove collocare le bici, che deve essere di dimensioni ragionevoli, facile da utilizzare e, sopratutto, sicuro e custodito. Se poi si vuole andare oltre, le bicistazioni possono diventare dei piccoli centri di servizio, dove sia possibile anche effettuare riparazioni, acquistare ricambi, noleggiare mezzi etc.

La centralità del cicloparcheggio è comprovata anche dal fatto che, nel 2010, l’Unione Europea ha varato il progetto comunitario “Bicy – Cities and Regions of Bicycle”, finanziato dal programma Central Europe, a cui per l’Italia hanno partecipato la Provincia di Ferrara, la Provincia di Ravenna e l’Università di Bologna, e che fra gli elementi caratterizzanti aveva la diffusione di parcheggi di qualità per le biciclette.

A Cologno Monzese il Comune ha già avviato nel corso del 2013 un progetto di ciclostazione presso la fermata della Metropolitana di Cologno Sud. Il tutto è stato realizzato grazie ad un bando di cofinanziamento del Ministero dell’Ambiente ed al coinvolgimento di alcune associazioni, ed all’Ente comunale non è costato denaro.

Ci sembra un grande risultato, ma riteniamo che il nostro territorio permetta anche di guardare più in là.. Tale struttura infatti, offre un servizio importante e risponde alle esigenze dei ciclisti colognesi e delle zone limitrofe che gravitano attorno a Cologno Sud, ma risulta un po’ troppo lontana per coloro che arrivano alla metropolitana da nord e quindi utilizzano la MM Cologno Nord.

Dal punto di vista dell’accoglienza dei ciclisti la situazione di quest’ultima stazione, a seguito della riqualificazione dell’area biciclette effettuata qualche anno fa, è sicuramente migliorata rispetto al passato, tuttavia è ancora molto lontana da essere paragonabile a quella delle situazioni più virtuose.

E allora la realizzazione dell’attraversamento ciclabile della tangenziale per i Comuni di Brugherio e Cologno Monzese (ma potenzialmente anche per altri Comuni i cui cittadini usufruiscano della MM2) potrebbe risultare l’occasione buona per coinvolgere tutti i soggetti che si occupano di mobilità e trasporti nella nostra zona (primo fra tutti ATM) per iniziare a lavorare concretamente a nuove strategie di mobilità, cominciando con il chiedere di realizzare una bicistazione a Cologno Nord.

Oltre alla giovane realtà di Cologno Sud, altri esempi concreti e vicini sono rappresentati dalla bicistazione esistente al capolinea della Metropolitana di San Donato Milanese, e da quella presente presso la stazione di Sesto San Giovanni (Sesto FS). E poi Bergamo, Lodi, Brescia, Bollate.

La bicistazione di Cologno Sud

La bicistazione di Cologno Sud

Il successo di queste esperienze è un segnale che testimonia l’esistenza di un popolo di utilizzatori della bicicletta (in buona parte fatto di autentici appassionati) che attende solo che le Istituzioni si accorgano di loro. (Cliccando qui potete avere alcune informazioni in merito all’importanza dei cicloparcheggi e delle velostazioni consultando il sito della FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta).

La bicistazione di San Donato Milanese, presso la stazione della Liena 3 della Metropolitana

La bicistazione di San Donato Milanese, presso la stazione della Liena 3 della Metropolitana

Il parcheggio biciclette custodito a Lodi

Il parcheggio biciclette custodito a Lodi

Fino a questo momento si è pensato che intervenire sulla mobilità a basso impatto significasse (quando andava bene) renderne più agevole la pratica a coloro che già la seguivano. Oggi dobbiamo lavorare per andare oltre, cioè per fare in modo che aumenti massicciamente il numero di chi utilizza la mobilità sostenibile.

E’ evidente che non possiamo aspettarci di arrivare da un momento all’altro ad una condizione come quella che si ha in molti Paesi del nord Europa (Olanda, Belgio, etc.) dove le ciclostazioni sono realtà diffuse ovunque e sono strutture efficienti, sicure, facili da utilizzare e possono ospitare ciascuna centinaia di biciclette, spesso al coperto.

Riteniamo però che lo sviluppo di una mobilità a basso impatto ambientale sia un elemento decisivo in qualunque strategia di governo del territorio che punti a migliorare la qualità della vita delle persone e che, in considerazione di ciò, sia giunto il momento di applicare soluzioni di profilo più elevato rispetto a quanto fatto fin ora, e che puntino ad obiettivi più ambiziosi.

Sappiamo bene che la principale obiezione che le Istituzioni pongono quando si tratta di sviluppo della mobilità sostenibile (e di tutela ambientale in generale) è quello dei costi. Possiamo immaginare che ATM non voglia accollarsi il costo di un intervento del genere, come sappiamo che gli Enti Locali negli ultimi anni hanno sempre meno fondi a disposizione.

Nessuno nega che la realizzazione di una velostazione comporti delle spese di realizzazione e di gestione. Si tratterebbe però di un investimento i cui benefici per la collettività sono sicuramente di gran lunga superiori ai costi.

Nel nostro Paese di solito queste infrastrutture sono gestite da associazioni, cooperative o piccole società (nel caso di Cologno Sud si tratta dell’associazione Gasolio Cicli, che nasce dalla Ciclofficina Popolare Gasolio) che spesso oltre al servizio “standard” riversano nell’attività la passione di chi crede che le due ruote siano una componente importante per la costruzione di un modello di società diverso, più amico dell’ambiente e delle persone. Questi luoghi assumono quindi anche un ruolo sociale, diventano luoghi dove fare aggregazione e cultura. Luoghi preziosi.

E poi ci sono i benefici in termini di risparmio economico e di effetti positivi sulla salute che l’uso della bicicletta comporta. Per non parlare di quelli relativi alla riduzione del traffico e alla riduzione dell’inquinamento atmosferico.

A quest’ultimo poroposito facciamo un semplice esempio: un automobile che si sposta da piazza Roma a Brugherio per raggiungere Cologno Nord compie una distanza di circa 3 km; altrettanti ne compie al ritorno.

Supponiamo che tale automobile utilizzi la benzina come carburante, sia di cilindrata media e abbia un motore classifica euro 5 dal punto di vista delle emissioni.

In questo caso, nei 6 km di percorso essa immette in atmosfera:

0,78 kg (780 g) di anidride carbonica (CO2) (Fonte: Guida 2013 al risparmio di carburanti e alle emissioni di CO2­ delle auto redatta da Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti);

6000 mg di monossido di carbonio (CO) (Fonte: Regolamento 715/2007 del Parlamento Europeo e del Consiglio);

360 mg di ossidi di azoto (NOX) (Fonte: Regolamento 715/2007 del Parlamento Europeo e del Consiglio);

30 mg di polveri sottili (Fonte: Regolamento 715/2007 del Parlamento Europeo e del Consiglio).

Se l’automobile in questione fosse sempre di media cilindrata ed euro 5, ma con motore diesel, le emissioni diventerebbero:

0,67 kg (670 g) di anidride carbonica (CO2) (Fonte: Guida 2013 al risparmio di carburanti e alle emissioni di CO2­ delle auto redatta da Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti);

3000 mg di monossido di carbonio (CO) (Fonte: Regolamento 715/2007 del Parlamento Europeo e del Consiglio);

1080 mg di ossidi di azoto (NOx) (Fonte: Regolamento 715/2007 del Parlamento Europeo e del Consiglio);

30 mg di polveri sottili (Fonte: Regolamento 715/2007 del Parlamento Europeo e del Consiglio).

Le stime sopra riportate sono state fatte considerando valori medi di emissione di CO2 e i limiti di emissione stabiliti dalla normativa europea per CO, NOx e particolato.

Esse andrebbero moltiplicate per le centinaia di potenziali utenti che ogni giorno potrebbero usufruire della ciclostazione.

Se inoltre consideriamo che i tragitti potrebbero essere anche più lunghi (e interessare anche Comuni limitrofi a Brugherio e Cologno Monzese) e che la maggior parte delle auto circolanti appartiene a classi inferiori alla euro 5 (quindi inquinano di più rispetto ai limiti considerati) appare evidente quanto agevolare la mobilità ciclabile risulti utile in termini di riduzione dell’inquinamento.

Nell’articolo che potete leggere cliccando qui, troverete la quantificazione del costo economico dell’inquinamento atmosferico realizzata dall’Unione Europea.

Risulta chiaro come non sia più possibile attendere nell’attuazione di interventi strutturali contro lo smog.

La zona in cui viviamo non può più attendere per avere un sistema della mobilità degno di un’area metropolitana europea.

E’ giunto il momento che Enti Locali, ATM, e anche Regione Lombardia e la nascitura Città Metropolitana si coordino per agire concretamente ed in tempi ragionevoli. Invece di spendere miliardi di euro in infrastrutture stradali inutili, che divorano territorio e portano nuovi ingorghi e nuovi fumi nell’aria, è ora di iniziare ad investire in modo serio per consentire alle persone (ed alle merci) di spostarsi in modo alternativo alla gomma e senza consumare territorio.

I cittadini stanno attendendo da decenni (e chissà quanto dovranno ancora pazientare, clicca qui per leggere) il prolungamento della Linea 2 verso Vimercate, che almeno possano essere incentivati ad usare la bicicletta per raggiungere le stazioni esistenti.

Vogliamo una mobilità nuova. In questo senso la bicicletta può fare molto, le soluzioni già ci sono, basterebbe applicarle.

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3 commenti leave one →
  1. febbraio 12, 2014 12:24 am

    L’ha ribloggato su E infatti pedaloe ha commentato:
    Ripropongo l’interessante articolo tratto dal blog di Brugherio futura.

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  1. IN BICI A COLOGNO NORD: DEVE DIVENTARE FACILE, RAPIDO E SICURO | COMITATO DI QUARTIERE S.ALBINO
  2. LINEA 2 DELLA METROPOLITANA: … PROLUNGAMENTO A PASSO DI GAMBERO | Brugherio Futura Blog

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