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POST IT: Ucraina, di Democrazia nessuna traccia

marzo 5, 2014

Come è accaduto molto spesso nel corso della storia, anche l’attuale crisi economica, ed i sentimenti di instabilità e di paura che essa genera, stanno producendo nella popolazione europea (e non solo) reazioni improntate all’egoismo ed alla conservazione.

Proprio nel momento in cui sarebbe necessario che i popoli, i cittadini, le persone, fossero più uniti e coesi, più solidali, più aperti al confronto ed al dialogo, prevalgono invece atteggiamenti di isolamento, individualismo, diffidenza verso gli altri.

Non è un caso. Ci sono soggetti che spingono intere società verso questa direzione, diffondendo paura, odio, sospetto e creando facili capri espiatori. Esistono poteri che costruiscono la propria fortuna grazie alla paura e che nelle crisi si arricchiscono e rafforzano. Questo è il modo di lavorare delle grandi lobby finanziarie, aiutate di volta in volta da qualche volenteroso servitore all’interno dei governi, contento di poter sfruttare gli avanzi lasciati dal padrone.

Quello che accade in questi giorni in Ucraina ne è un esempio molto efficace. L’Unione Europea (o meglio i poteri finanziari che la controllano) vuole che tale nazione entri nella propria sfera di influenza; c’è di mezzo l’approvvigionamento di gas ed interessi economici enormi (a questo proposito leggi un interessante articolo pubblicato online su Il Fatto Quotidiano cliccando qui).

Storicamente però l’Ucraina è sempre stata collocata nell’area controllata dalla Russia, che ovviamente non vuole lasciarsela sfuggire.

ucraina-mappa

E allora la UE, assieme agli USA utilizza un sistema antico: inizia a finanziare ed aiutare gruppi di opposizione locali, allo scopo di destabilizzare il Governo regolarmente eletto ed instaurarne un altro più “amico”.

Non si bada molto a chi siano questi gruppi di opposizione, tanto che si è arrivati a dare manforte a fazioni apertamente neonaziste, che sono poi quelle che hanno dato il via e alimentato la rivolta di Kiev che ha portato alla fuga del Presidente Viktor Janukovyč.

Nessuno mette in discussione che il Governo Ucraino fosse incapace e corrotto, come nessuno mette in discussione il fatto che Vladimir Putin sia una sorta di dittatore che tiene in pugno la Russia in un regime assolutamente antidemocratico.

Quello che troviamo scandaloso è la banalizzazione demagogica in assoluta malafede che i Governi ed i mezzi di comunicazione occidentali utilizzano quando parlano della questione.

Tutto è finalizzato a diffondere e consolidare un pensiero unico finalizzato al mantenimento dell’attuale condizione politica e sociale. E’ la classe dirigente europea (e americana) che per autoalimentarsi e garantire il mantenimento dei propri privilegi sommerge il popolo di bugie per fargli credere che quello in cui vivono sia il migliore mondo possibile.

E quando questa classe dirigente decide di andare a prendersi con le armi le risorse appartenenti a qualche altro popolo, per tenere buona l’opinione pubblica si inventa qualche ragione umanitaria.

E così un colpo di stato in Ucraina condotto da un movimento di estrema destra finanziato e guidato da gruppi di potere economico europei diventa una “rivolta popolare per la libertà dalla dittatura”. Non fa nulla che il Governo (ricordiamolo, incapace e corrotto) fosse stato comunque eletto a seguito di libere elezioni e che i rivoltosi non rappresentino per nulla la maggioranza della popolazione ucraina. Quello che importa è che i cittadini di mezzo pianeta credano alla loro rassicurante versione della storia.

La realtà è che nella questione ucraina (come già avvenuto, pur con le ovvie differenze, in Libia o in Siria) non ci sono dei “liberatori buoni” che vogliono cacciare dei tiranni cattivi. La situazione è molto più complessa e vede due opposte fazioni  di cattivi che litigano per accaparrarsi un bottino di soldi e potere.

Il risultato di tutto potrebbe essere un conflitto, con le sue inevitabili vittime (spesso civili innocenti) ed una nazione smembrata in un occidente controllato dall’Europa ed un oriente con la Crimea ed il suo sbocco sul mar nero tanto prezioso per la Russia, gestito o addirittura annesso a quest’ultima.

Di Democrazia in tutto ciò non c’è nessuna traccia.

 

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