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FORUM AMBIENTE E LEGAMBIENTE CHIEDONO ALLA REGIONE DI FERMARE L’AMPLIAMENTO DEL CAROSELLO

settembre 16, 2014

Nelle scorse settimane i Comuni di Carugate e Cernusco sul Naviglio hanno inviato alla Regione Lombardia le delibere di indirizzo approvate dai rispettivi Consigli Comunali per favorire l’operazione Carosello.

Nello stesso periodo, anche i soggetti che si sono schierati contro l’ampliamento del centro commerciale hanno coinvolto la Regione. Il Forum Ambiente Area Metropolitana Parco Est delle Cave (di cui anche Brugherio Futura fa parte) ha presentato richiesta di audizione con le Commissioni competenti e di incontro con i gruppi dei partiti in Consiglio Regionale, al fine di esporre le proprie ragioni di contrarietà all’operazione immobiliare sul Carosello.

Anche Legambiente Adda Martesana e Legambiente Lombardia hanno inviato ai Comuni di Carugate e Cernusco sul Naviglio, alla Provincia di Milano ed alla Regione Lombardia un documento contenente osservazioni in supporto alle iniziative ed alle tesi del Forum Ambiente Area Metropilitana Parco Est delle Cave.

Un parere negativo rispetto all’ampliamento è stato anche reso pubblico da parte del circolo Acli di Cernusco sul Naviglio.

Riportiamo di seguito il testo del documento di Legambiente.

 

Milano, 1 settembre 2014

Oggetto: delibere dei Consigli comunali di Carugate e Cernusco S/N aventi per oggetto “ATTO di INDIRIZZO in MERITO alla RICHIESTA AVANZATA dalla SOCIETA’ EUROCOMMERCIAL PROPERTIES ITALIA SRL in DATA 30 MAGGIO 2014”

1 -RICHIESTA di INCLUSIONE nei SOGGETTI COMPETENTI per le COMUNICAZIONI di CONVOCAZIONE di Conferenza Verifica VAS – Valutazione di Incidenza e VIA.

2 – Valutazione negativa in merito al contenuto delle delibere di Consiglio comunale aventi per oggetto “ATTO di INDIRIZZO in MERITO alla RICHIESTA AVANZATA dalla SOCIETA’ EUROCOMMERCIAL PROPERTIES ITALIA SRL in DATA 30 MAGGIO 2014” (Comune di Carugate n. 64 del 28/07/2014 e Comune di Cernusco sul Naviglio n. 51 del 28/07/2014).

3 – Proposte alternative.

1.

Con la presente si comunica che la scrivente LEGAMBIENTE LOMBARDIA ONLUS, come soggetto portatore d’interesse diffuso per la tutela dell’ambiente e tra i “soggetti competenti in materia ambientale”, ai sensi dell’Allegato 1m bis della DGR 30.12.2009 n. 8/10971, DGR 22.12.2011 n. IX/2789 e successive integrazioni, chiede di essere inclusa nei soggetti competenti e di essere formalmente e costantemente informata in merito a convocazioni e conferenze di valutazione per quanto in oggetto.

A tal proposito si segnala fin da ora che la natura e la dimensione della proposta in oggetto renderanno obbligatorie le procedure di Valutazione Ambientale Strategica (in relazione alle necessarie varianti agli strumenti urbanistici) , di eventuale Valutazione di Incidenza (in relazione agli impatti sulle aree protette) e di Valutazione di Impatto Ambientale (in relazione all’ampliamento della superficie di vendita).

2.

In relazione al procedimento citato, esaminati gli atti pubblicati, la scrivente LEGAMBIENTE ONLUS esprime il suo totale dissenso rispetto ai contenuti degli ATTI di INDIRIZZO in OGGETTO e chiede che, sulla base della proposta presentata dalla società Eurocommercial, il supposto accordo di programma NON venga attivato per le seguenti motivazioni.

2.1

DUBBIA UTILITÁ DELLA NUOVA VIABILITÁ PREVISTA

Pur coscienti che trattasi di un progetto in prima approssimazione, esprimiamo forti dubbi sia sulle scelte progettuali che sulla validità del bilancio costi/benefici relativi alla nuova viabilità di svincolo dalla Tangenziale Est.

Infatti da un lato i costi (certi) consistono in un investimento di circa 10 milioni di Euro e in una perdita di circa 40.000 mq di suolo di alta qualità agronomica, e dall’altro i benefici (presunti) sarebbero limitati alla riduzione del 10 % del traffico sulla SP 121. A tal proposito non si comprende la ragione per cui, con uno svincolo modificato, si preveda che gli attuali 1.180 veq/h provenienti dalle zone ad est dovrebbero diminuire. Pare infatti difficile immaginare che gli utenti oggi provenienti sostanzialmente dai centri abitati di Carugate e Cernusco decidano in futuro di entrare in Tangenziale per accedere poi al centro commerciale.

Per contro, si ritiene che sarebbe utile un’analisi che valuti l’opportunità di raddoppiare la capacità di traffico del tratto della SP 121 che va da Isola Guarnieri fino alla rotonda adiacente al Parco degli Aironi (circa 700 m).

2.2

INCOMPATIBILITA’ della PROPOSTA con la necessità di riduzione del CONSUMO DI SUOLO

Negli ultimi anni la tematica dell’eccessivo e incessante consumo di suolo è entrata nell’agenda di tutti i livelli istituzionali che hanno competenza sulla pianificazione territoriale, purtroppo ancora senza grandi risultati.

Il problema riguarda ogni scala territoriale analizzata, da quella nazionale, a quella regionale, a quella provinciale e, per quanto concerne i territori di Carugate e Cernusco, fino alla scala comunale.

Gli ultimi dati ufficiali disponibili (DUSAF 4.0) ci dicono che, nell’anno 2012, entrambi i Comuni sono arrivati ad una quota di occupazione del suolo del 61 % (Dusaf, Classe 1), a fronte di una già altissima media provinciale del 40%. Si aggiunga che negli ultimi 13 anni (1999-2012) l’incremento è stato dell’11% a Carugate e del 12% a Cernusco.

Con questi numeri è evidente che l’unica scelta pianificatoria corretta sarebbe quella di promuovere la de-cementificazione, o quanto meno quella di limitare le modificazioni territoriali alle operazioni che presentino un bilancio zero tra nuova occupazione e ri-naturalizzazione.

La proposta in oggetto comporta una nuova occupazione di suolo di circa 45/49.000 mq, e ciò, nel contesto interessato, è totalmente inaccettabile. A meno che non si individui un’area urbanizzata quantitativamente analoga che possa essere riportata a verde.

Non sembra infatti adeguata al contesto la compensazione proposta nelle due delibere di indirizzo (cessione al pubblico di 4 mq di generiche aree verdi a fronte 1 mq di nuova SLP): se il parametro sembra significativo dal punto di vista economico, tale misura non compenserebbe nulla sul fronte ambientale.

2.3

INCOMPATIBILITA’ della PROPOSTA con il PTCP vigente (ambiti agricoli strategici, art. 60)

legambiente_figura_1

PTCP – Tav. 6 – Ambiti destinati all’attività agricola di interesse strategico -Stralcio

Una parte dell’area interessata dalle previsioni di progetto (circa 40.000 mq) è classificata, nella TAV. 6 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale vigente (Delibera di Consiglio Provinciale 17.12.2013 n.93

pubblicato il 19.03.2014sul BURL Regione Lombardia – Serie Avvisi e Concorsi, n.12) come ambito destinato all’attività agricola di interesse strategico.

Posto che in tali aree vigono le norme urbanistiche relative alle aree agricole, la norma particolare del PTCP (Art.60 comma 2) articola in 14 punti gli indirizzi e gli orientamenti da praticare su tali aree, tutti totalmente inconciliabili con la previsione infrastrutturale contenuta nel progetto.

Tenuto conto che le norme provinciali concernenti gli ambiti destinati all’attività agricola di interesse strategico sono prescrittive e prevalenti (L.R. 12/2005, art. 18), appare evidente che le previsioni infrastrutturali contenute nel progetto, per essere approvate, presupporrebbero una variante al PTCP al momento palesemente improbabile.

2.4

INCOMPATIBILITA’ della PROPOSTA con il PTCP vigente (ambiti di rilevanza paesistica, art. 26)

Tutte le aree interessata dalle previsioni espansive del progetto (circa 40.000 + 9.000 mq) sono classificate, nella TAV. 2 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale vigente come ambiti di rilevanza paesistica, normate dall’art. 26 del citato PTCP, norma che indica, per tali aree, i seguenti obiettivi:

  1. Tutelare e potenziare gli elementi costitutivi culturali, storici e naturali che caratterizzano il paesaggio in riferimento alle macro caratteristiche dell’Unita tipologica di paesaggio di appartenenza;

  2. Sviluppare le attività di fruizione, ricreative e culturali, compatibili con l’assetto paesistico e con le esigenze di tutela paesistica.

Appare evidente come le previsioni contenute nel progetto non consentano di raggiungere gli obiettivi indicati dal PTCP.

2.5

INCOMPATIBILITA’ della PROPOSTA con il PLIS Est delle Cave

Con l’approvazione del Piano di Governo del Territorio (maggio 2010), il Comune di Cernusco sul Naviglio ha deliberato un storica modifica del perimetro del Parco Locale di Interesse Sovracomunale Est delle Cave. Tale modifica ha sancito l’inserimento all’interno del parco di numerose aree di superficie complessiva molto significativa, di collocazione fondamentale per garantire la continuità del Parco e di qualità ambientale assolutamente pregevole.

Purtroppo, per ragioni a noi sconosciute, il normale iter di riconoscimento del nuovo perimetro da parte dell’ente preposto (Provincia) non si è ancora concluso a distanza di più di 4 anni.

In ogni caso, in forza delle normative relative ai PLIS, è assodato che il vincolo posto in essere dal PGT sia vigente ed efficace.

Purtroppo la proposta in oggetto prevede che l’ampliamento dell’edificato del centro commerciale ricada all’interno del perimetro del PLIS (in zona Parco degli Aironi), e quindi per consentire tale progetto sarebbe indispensabile che l’Amministrazione di Cernusco, contraddicendo sé stessa, autorizzasse una riduzione del PLIS a soli 4 anni dal suo ampliamento; oltretutto su una delle aree più pregiate.

Se è purtroppo vero che il Parco – gestito mediante una convenzione tra i Comuni nella quale Cernusco s/Naviglio è capofila – non ha ancora avuto piena attuazione, in quanto non sono ancora stati effettuati interventi significativi per la valorizzazione della rete ecologia e delle presenze naturali, è altrettanto vero che proprio in questo settimane i Consigli comunali dei cinque Comuni associati stanno finalmente approvando 

il primo Piano Pluriennale degli Interventi, lo strumento che consentirà a breve la realizzazione concreta del parco.

Sarebbe quindi paradossale che, proprio nel momento in cui prende corpo la realizzazione concreta dell’area protetta, venisse approvato lo stralcio e la conseguente cancellazione di una delle sue zone naturalisticamente più significative, e ciò solo per consentire l’ampliamento del centro commerciale limitrofo, operazione privata sostanzialmente priva di interesse pubblico.

In particolare si segnala che, nel PPI in fase di approvazione finale, tra gli interventi elencati è prevista una consistente forestazione nel territorio di Cernusco sul Naviglio, in funzione di mitigazione ambientale del limitrofo impianto di compostaggio di Cologno Monzese; l’intervento prevede la messa a dimora di specie forestali autoctone con densità di impianto di circa 1.600 piante per ettaro.

La contraddizione con la distruzione di boschi esistenti nel Parco degli Aironi prevista nella proposta in oggetto sarebbe molto difficile da spiegare: come giustificare il dispendio di risorse pubbliche (per la forestazione) mentre si autorizza l’eradicazione di un bosco a qualche centinaio di metri di distanza?

Si segnala infine che una erosione del Parco Est delle Cave sarebbe un pessimo messaggio istituzionale nel contesto generale del sistema della aree protette nell’est Milano, contesto che dovrebbe vedere a breve l’istituzione (già avviata) del nuovo PLIS della Martesana, parco che si dovrà coordinare con il già istituito PLIS Alto Martesana.

Infatti, se oggi, di fronte di una semplice esigenza privata, si consentisse di edificare una struttura commerciale all’interno di un Plis, risulterebbe alquanto difficile in futuro sostenere l’utilità di nuovi Plis.

2.6

VALUTAZIONI in MERITO all’ESPANSIONE COMMERCIALE dell’INSEDIAMENTO, sua CONGRUITA’ con il PIANO REGIONALE del COMMERCIO e relativi IMPATTI.

Con Deliberazione di Giunta Regionale 13/09/2013 n. 670, la Giunta Regionale ha approvato le “Nuove linee per lo sviluppo delle imprese del settore commerciale”; tale documento verifica i trend economici italiani e lombardi, registrando al 2012 un netto calo dei consumi interni e delle vendite al dettaglio, con una drastica discesa degli investimenti fissi lordi.

Anche l’andamento del numero di imprese in Italia e Lombardia non conforta, con un tasso di disoccupazione che al 2012 si aggirava attorno al 10%.

E’ evidente come in questa situazione investimenti in ampliamenti di grandi strutture di vendita non supportati da una reale domanda di consumo – che di fatto NON c’è, non può esserci e, molto probabilmente, non ci sarà per diverso tempo – non può che portare le nuove infrastrutture che dovessero sorgere ad una loro rapida “rottamazione”, ed il problema nei prossimi 10 anni sarà, se mai, la riconversione di questi grandi colossi delle vendite, che non riusciranno, data l’eccessiva mole, a restare sul mercato. Aumenta di fatto la popolazione straniera e le nuove presenze, per classi economiche e sociali, non possono permettersi un incremento dei livelli di consumo. Cresce , inoltre, la componente anziana della popolazione, con problematiche analoghe a quelle per le classi meno abbienti. Si osserva tra il 2000-2012 una situazione caratterizzata da una sostanziale stabilità della capacità di spesa delle famiglie, con la conseguenza ovvia che il reddito spendibile pro-capite, così come la spesa media mensile per famiglia, essendo sempre i medesimi e tendendo a diminuire in questi anni, non possono incrementare le vendite all’ampliarsi di una grande struttura ma, se mai potrà dirigersi di volta in volta presso l’una o l’altra struttura. Di fatto, il calo dei consumi, la diminuzione della spesa nel settore alimentare delle famiglie e la tendenza a rivolgersi agli hard discount per i generi alimentari – volano anche per la vendita dei non alimentari – è a discapito dei supermercati ed ipermercati.

L’analisi congiunturale di Unioncamere Lombardia, che riporta i dati del I trimestre 2013 sul commercio al dettaglio nella regione, mostrano come il 54,9% dei punti vendita interpellati dichiari una forte diminuzione (superiore al 5%) delle vendite rispetto all’anno precedente, a cui si aggiunge un altro 10,5% che ha subito una contrazione compresa tra l’1% e il 5%. Si tratta di dati che testimoniano il prolungarsi del periodo di difficoltà delle famiglie. A livello aggregato il fatturato si è ridotto in un anno del 6,5%.

Focalizzando l’attenzione sul comparto del largo consumo confezionato (LCC), che fa quindi riferimento alle vendite principalmente di Ipermercati e Supermercati, secondo i dati del Cncc, nell’ultimo trimestre 2012 si è registrato un calo delle vendite su base annuale del 5%, una lunga serie di contrazioni che si registrano, trimestre dopo trimestre, fin dagli inizi del 2011 e che hanno riguardato un po’ tutti i comparti (abbigliamento, servizi, beni per la casa, cura per la persona, ecc.) con qualche eccezione per i servizi e la ristorazione.

Entrando maggiormente nel dettaglio, in Italia, tra il 2000 e il 2010, a fronte di un aumento del PIL (a valori concatenati) del 3,8%, il valore aggiunto del commercio è diminuito del 5,4%. Nel 2007 il valore aggiunto del commercio era cresciuto, rispetto al 2000, del 3,7%, è da quell’anno in poi che il suo peso sul PIL riduce costantemente.

Per quanto riguarda l’occupazione, in Lombardia, i dipendenti del commercio si sono ridotti dello 0,3%, rispetto al 2002, tanto nel 2009 che nel 2010; in questo secondo anno la crescita del numero totale di occupati era stata invece inferiore a quella registrata nel 2009.

In ogni caso, non è il settore del commercio in grado di riassorbire la perdita occupazionale di questi anni del settore produttivo, come dimostra la seguente tabella.

Tabella 1.42 – Saldo occupazionale previsto dalle imprese per il 2012 (in valore assoluto)  per settore, Lombardia

SETTORI         Entrate    Uscite       Saldi

TOTALE          99.510     118.450   -18.930

INDUSTRIA    25.520     38.490     -12.970

SERVIZI          74.000     79.960     -5.960

Commercio 

al dettaglio 11.920 12.230     -300

Ora, quale ragionevole dubbio di non congruità e sostenibilità anche economica della proposta di ampliamento del Centro Commerciale Carosello, così come formulata, può portare più di queste analisi della Regione Lombardia riportate nel proprio Piano Regionale del Commercio?

Il Centro Commerciale Carosello occupa attualmente una superficie di quasi 53.000 metri quadrati fra i comuni di Cernusco e Carugate, ha avuto 8,5 milioni di visitatori nel biennio 2012-2013 (una media di quasi 12.000 persone/giorno) ed ha un valore dichiarato di 292 milioni di euro. Attualmente il Centro Commerciale Carosello ha un bacino di utenza pari a 1,7 milioni di persone. Con l’ampliamento del Centro Carosello così come proposto, pari a circa il 37,00% della Slp esistente, l’impatto indotto dal traffico e dalla mobilità, se pienamente attrattivo, porterebbe indicativamente a circa 11, 5 milioni di visitatori in due anni, una media di 15.700 persone/giorno, considerando l’intero anno e non i soli giorni lavorativi, raggiungendo un bacino di utenza pari a circa 2,33 milioni di persone, con un incremento di traffico prevalentemente veicolare che è facile immaginare; tali impatti cumulativi – di traffico, d’inquinamento, di rumore – difficilmente possono essere compensati dalla cessione di aree libere alla proprietà pubblica, tant’è che l’Atto d’Indirizzo indica appunto la necessità di un adeguamento delle infrastrutture viarie che, tuttavia, di nuovo consumano suolo e si fondano su un modello di sviluppo insostenibile.

3.

EVENTUALE SOLUZIONI ALTERNATIVE

Nella malaugurata ipotesi che la proposta in oggetto non venga definitivamente accantonata, si ritiene che esistano alternative progettuali che, seppur da approfondire, potrebbero venire incontro almeno in parte alle richieste della proprietà, senza apportare pesanti conseguenze sul fronte ambientale.

Senza entrare nel dettaglio di una eventuale proposta alternativa si fa notare quanto segue:

  1. l’occupazione di suolo prevista per la nuova viabilità è palesemente sovra-dimesionata, tanto che, al suo interno, potrebbe agevolmente trovare posto la nuova edificazione che il progetto colloca invece sul Parco degli Aironi. Ovviamente si auspica che, nel caso, la SLP di espansione sia significativamente ridotta rispetto a quella richiesta;

  2. una nuova viabilità meglio progettata potrebbe ridurre significativamente l’occupazione di suolo libero;

  3. il bilancio ambientale complessivo potrebbe essere, in prospettiva, portato in favore del miglioramento ambientale se nel progetto venisse preso in considerazione il lotto immediatamente a sud dell’area dedicata alla nuova viabilità, lotto che oggi è destinato a nuova escavazione (ATE g23).

Evidentemente i 3 punti segnalati sono inscindibili e formerebbero un “pacchetto” progettuale che merita di essere discusso in modo approfondito PRIMA di dare avvio alla procedura di Accordo di programma cui si fa cenno negli atti di indirizzo approvati.

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