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LA “PORTICINA DELLE TORRETTE”: NUOVE COSTRUZIONI IN CENTRO A BRUGHERIO

novembre 28, 2015

Il Comune di Brugherio ha intrapreso l’iter per giungere alla variante generale al Piano di Governo del Territorio (P.G.T.).

Cos’è il Piano di Governo del Territorio? Esso è uno strumento urbanistico che, in base alla Legge Regionale 12/2005, ha sostituito il Piano Regolatore Generale come strumento di pianificazione del territorio dei comuni. In pratica è un documento, predisposto dalla Giunta e discusso ed approvato in più passaggi dal Consiglio Comunale, che stabilisce come si svilupperà la città, in termini urbanistico-edilizi, ma anche dei servizi, occupazionali, ambientali etc.

Brugherio ha un P.G.T. recente, in quanto è stato approvato dal Commissario Straordinario Nuzzi nel corso del 2013 , sulla base del testo elaborato in modo raffazzonato dall’Amministrazione Ronchi prima di decadere.

L’attuale Giunta ha deciso quindi di realizzare una nuova variante generale. Tale scelta appare condivisibile, in quanto Brugherio ha necessità di una pianificazione seria, che prenda in esame la realtà del suo territorio e proponga soluzioni di ampio respiro che possano migliorare la qualità della vita dei cittadini.

L’esame e la valutazione di uno strumento complesso come un Piano di Governo del Territorio richiede che ad esso venga dedicato il giusto tempo ed il giusto spazio; per questo motivo in questo articolo ci occuperemo di porre l’attenzione su aspetto specifico, che tuttavia risulta di importanza fondamentale anche per le ricadute che esso può avere a livello generale.

Nella nuova proposta di P.G.T. è previsto un intervento edilizio in pieno centro a Brugherio che coinvolgerà anche una parte dell’area verde attualmente esistente fra via Galvani e via De Gasperi.

Tale intervento era già stato annunciato da parte dell’Amministrazione nel corso dello scorso mese di marzo; si potrebbe dire che avevano già iniziato a “mettere le mani avanti”, forse perché immaginavano che a molti brugheresi non sarebbe piaciuta l’idea di vedere sorgere un nuovo palazzone di fianco a Villa Fiorita, per di più su un’area che attualmente è a verde pubblico.

Altro probabile motivo di imbarazzo per il Sindaco ed i suoi è rappresentato dal fatto che le forze che costituiscono la loro attuale coalizione, si erano opposte a un progetto molto simile (la cosiddetta “Porta delle Torri” contro cui anche noi di Brugherio Futura ci eravamo schierati, leggi quiqui e qui) proposto dalla Giunta di Ronchi.

La Porta delle Torri, almeno nella sua proposta iniziale, prevedeva la realizzazione di una o due mini grattacieli (le Torri da cui prendeva il nome) sull’area verde in viale Lombardia posta a sinistra della Deutsch Bank (dietro la fermata dell’autobus da Vimercate per Cologno Nord) e di un complesso di edifici, in parte residenziali, in parte da dedicare a una nuova sede per il Comune, sul terreno fra via Galvani e via De Gasperi.

La variante al PGT predisposta dall’attuale amministrazione e che dovrà essere discussa in Consiglio Comunale, nella sezione dedicata alle Schede di Attuazione degli Ambiti di Trasformazione (come quello in questione) dice:

L’ambito AT02, soggetto a piano attuativo, è composto da tre comparti:

– un comparto (AT-02C1) strutturato lungo l’asse piazza Battisti – via de Gasperi – via Galvani

superando viale Lombardia arriva a ricomprende la grande area verde collocata a nord-est della

viabilità provinciale;

– un comparto (AT-02C2) che comprende un’area collocata all’incrocio tra le vie Dante e Kennedy,

attualmente inedificata;

– un comparto (AT-02C3) situato in corrispondenza di via Kennedy.

Il PGT 2013 individua il comparto AT-02C1 come ambito di trasformazione a destinazione mista (AT-7); il comparto AT-02C2 come ambito di trasformazione a destinazione residenziale (AT-5) ed il comparto AT- 02C3 come ambito di trasformazione a destinazione servizi pubblici (AT-IP10).

Il PGT prevede una ricomposizione della progettualità dell’ambito che risultava solo parzialmente coerente e frammentata. In particolare si prevede:

– un intervento volto al recupero della corte prospicente la sede comunale, da cedere all’Amministrazione Comunale e da adibire a pubblici servizi;

– la valorizzazione dell’area posta nella parte terminale del comparto, oltre il sedime di viale Lombardia, in modo da riqualificarla e inserirla nel contesto della centralità progettuale dell’ambito oggetto di intervento;

– la sistemazione degli spazi a parcheggio lungo via Galvani e largo Donatori del Sangue;

– la riqualificazione e sistemazione degli spazi pubblici relativi a piazza cesare Battisti e piazza Roma;

– la sistemazione e implementazione dell’attuale parcheggio lungo via de Gasperi prevedendo anche

l’eventuale realizzazione di un parcheggio interrato;

– la sistemazione della viabilità con realizzazione di una nuova piazza tra via Galvani e via De Gasperi;

– la sistemazione del parcheggio di via Dante angolo via Kennedy;

La realizzazione della quota di edilizia residenziale e commerciale prevista dalla presente scheda urbanistica è funzionale all’attuazione dell’intero comparto e al raggiungimento degli obiettivi sopra descritti.

OBIETTIVI DI PROGETTO:

1. cessione dell’intero edificio a corte prospiciente la sede comunale, al fine di potenziare il sistema delle

attrezzature di uso pubblico.

2. le cessioni, definite nella misura minima dalla presente scheda, potranno essere puntualmente definite in

sede negoziale in funzione delle caratteristiche degli interventi da realizzare.

In merito al progetto, la stampa locale mesi fa riportava le seguenti dichiarazioni dell’Amministrazione:

Verrà realizzata la porzione di un nuovo Comune, con uffici e spazi espositivi, «un’esigenza, visti i costi di gestione dell’attuale struttura di Villa Fiorita». Nell’area del parco Miglio si immagina la costruzione, attaccato al palazzo attualmente esistente e della stessa altezza, di un edificio di edilizia residenziale con spazi per negozi.

Parcheggi in via Dante
Sono previsti inoltre 122 nuovi parcheggi tra via De Gasperi (interrati), Largo Donatori del Sangue, via Dante e via Kennedy. Il progetto di riqualificazione si estende fino all’attuale spiazzo adiacente la scuola media Kennedy, dove è prevista anche la realizzazione di un edificio residenziale oltre al rifacimento del parcheggio sterrato all’angolo con via Dante (qui l’attuale Pgt prevederebbe invece case).

11mila metri di verde
Nei progetti è inserito anche un nuovo parco, da oltre 11mila metri quadrati, in viale Lombardia, oltre a un’ulteriore area verde nella zona del parco Miglio.”

E ancora:

Un progetto di nuove costruzioni in centro era già stato proposto dall’amministrazione Ronchi: in sintesi, prevedeva un nuovo palazzo comunale, appartamenti, due torri da 15 piani in viale Lombardia e interramento dei cavi dell’alta tensione, il tutto a carico di privati. Troiano, allora all’opposizione, aveva condotto una battaglia per fermare il progetto. Stavolta il sindaco gioca d’anticipo e cerca di stoppare le polemiche (già divampate su Facebook): «Difendo strenuamente questa proposta rispetto alla precedente, dato che riduce del 50% le volumetrie previste». Interessa una superificie di 46.215 metri quadri, per un volume edificato di 28.650 metri cubi rispetto ai 46.584 previsti in precendenza: 18mila metri cubi di cemento in meno.”

Il “nuovo” progetto della Giunta Troiano prevede di ristrutturare la corte in via De Gasperi di fronte all’ingresso del Municipio, in modo che possa ospitare alcuni uffici di quest’ultimo, la realizzazione di un parcheggio su una porzione dell’area verde di viale Lombardia e l’edificazione di un nuovo edificio residenziale più uffici del Comune sull’area Galvani/De Gasperi, e di altri edifici in Kennedy.

E’ evidente che i due progetti sono concettualmente molto simili, così come non sono così diversi dal punto di vista del suolo consumato. L’unica cosa che cambia in tal senso è che il terreno all’incrocio fra via Dante e via Filzi, attualmente adibito a parcheggio e destinato edificabile dal PGT del 2013, nella proposta attuale rimane, giustamente, adibito a posteggio.

Non basta sicuramente questo a rendere accettabile questo nuovo progetto per il centro di Brugherio, che noi di Brugherio Futura giudichiamo in modo profondamente negativo.

Innanzitutto l’annuncio della creazione di 11.000 metri quadrati di aree verdi è uno specchietto per le allodole. Le aree verdi non vengono create, esistono già, e sono anche più grandi di 11.000 metri quadrati. Il progetto prevede che l’operatore privato, in cambio della realizzazione dei palazzi, le sistemi e le attrezzi come dei giardini. Cioè si prende una parte del verde e ci costruisce i palazzi e sul resto, invece di versare altri oneri al comune, ci pianta degli alberi per abbellirle (a vantaggio degli immobili nuovi che va a realizzare, che aumentano in pregio, quindi in valore). Se il comune volesse, potrebbe attrezzare e sistemare tali aree da solo, senza dover cedere suolo per far costruire condomini privati.

Non appare convincente la giustificazione dell’Amministrazione secondo la quale l’attuale proposta del centrosinistra prevederebbe la metà delle volumetrie previste da quella del centrodestra. Infatti se sostituisco ad un enorme edificio che non serve, un edificio un po’ più piccolo che ugualmente non serve, sto comunque creando un danno all’ambiente, quindi ai cittadini. Si potrebbe dire che, invece di una “Porta delle Torri”, stanno pensando di costruire una “Porticina delle Torrette”. Peccato che a Brugherio non servano torrette.

La motivazione principale che, in base a quanto dichiarato a suo tempo dall’Amministrazione Troiano, muoverebbe quest’ultima a pianificare la realizzazione di un intervento simile è quella di creare nuovi spazi per il Comune, in considerazione che l’attuale sede di Villa Fiorita risulta piccola e caratterizzata da forti consumi energetici.

E’ ovvio che chi lavora in municipio ha diritto di farlo in spazi idonei, sicuri e confortevoli, come è altrettanto ovvio che è dovere di ogni Ente Pubblico attuare strategie per ridurre i propri consumi di energia.

Viene però da chiedersi se, in un momento in cui i Comuni, già da qualche anno, non possono più assumere nuovo personale (mentre, al contrario, qualche dipendente avrà raggiunto il pensionamento) e in cui, grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie, molte pratiche possono essere svolte via internet, e quindi il numero di utenti che si recano fisicamente presso gli uffici del Comune avrà verosimilmente subito un calo, sia veramente così prioritario che il Municipio aumenti i propri spazi. Soprattutto in questo modo.

Se poi il “nuovo Municipio” fosse realizzato, i suoi consumi, (per quanto bassi potrebbero essere) si sommerebbero comunque a quelli a quelli della “nuova” corte in Piazza Battisti e a quelli del “vecchio Municipio” , a meno che quest’ultimo non venisse abbandonato o demolito (cosa assurda e, per fortuna, impensabile).

Di conseguenza è tutto da dimostrare che l’operazione porterebbe giovamenti dal punto di vista del consumo energetico; più probabilmente, si avrebbero consumi lievemente ridotti nel vecchio edificio (a causa del ridotto utilizzo) cui si aggiungerebbero i consumi dei nuovi volumi. Il risultato sarebbe uguale se non peggiore della situazione attuale.

Se si trattasse solo della riqualificazione della corte davanti all’ingresso non ci sarebbe nessuna obbiezione da fare. L’immobile in questione esiste già ed è visibilmente bisognoso di una pesante manutenzione. Una sua riqualificazione, indipendentemente dall’utilizzo che ne venisse fatto, gioverebbe esteticamente al centro di Brugherio.

Il faraonico intervento previsto fra via Galvani e via De Gasperi, con l’aggiunta inoltre del nuovo palazzone che verrebbe costruito in via Kennedy, sono tutta un’altra storia. Essi consumerebbero del territorio che attualmente è destinato a verde, modificherebbero in modo significativo l’aspetto dell’intera area e, porterebbero nuova abitanti in centro, con l’effetto di congestionarlo ulteriormente (aumenterebbero i consumi energetici, il carico sulla fognatura, il numero di automobili in zona etc. e diminuirebbe lo spazio libero a disposizione dei cittadini).

L’Amministrazione ha annunciato come una vittoria il fatto che le volumetrie del nuovo complesso di edifici sarebbero “la metà di quelle originariamente previste dalla Giunta Ronchi”.

Sinceramente non capiamo dove stia la “vittoria”. La metà di un progetto inutile è un progetto ugualmente inutile, solo più piccolo.

In una zona fra le più densamente abitate d’Italia come è la nostra, in un Comune che ha urbanizzato fra il 60 ed il 70% del proprio territorio, dovrebbe risultare evidente che il limite di edificazione che il buon senso dovrebbe ritenere accettabile è stato abbondantemente superato.

Di conseguenza, dal momento che il territorio è un bene comune non riproducibile, appare imperativo attuare fin da subito una politica di consumo di suolo zero, finalizzata a tutelare e proteggere le aree libere ancora rimaste.

Questo non vuol dire che esse non possano essere migliorate. In un precedente articolo (clicca qui per leggere) noi di Brugherio Futura avevamo ipotizzato la creazione di un sistema di aree verdi per valorizzare la zona che da via De Gasperi arriva fino a a via Turati da un lato e via Deledda dall’altro.

Se l’obiettivo è incrementare la qualità del nostro ambiente urbano si dovrebbe partire dal presupposto di non consumare nuovo territorio, e da questa base programmare una serie di interventi di riqualificazione. Essi non devono essere necessariamente realizzati insieme; possono essere previsti in tempi diversi in modo da diluire nel tempo i costi per il Comune.

Sappiamo tutti che gli Enti Locali sono in perenne carenza di fondi, ma la soluzione per fare cassa non è sicuramente quella di svendere la proprietà pubblica (Leggi qui un precedente articolo in proposito).

Dobbiamo uscire dalla logica che per realizzare qualsiasi intervento, qualsiasi opera pubblica (magari nemmeno necessaria o utile) si debba cedere pezzi di bene comune ai privati.

Se il Comune non ha i soldi la soluzione non è sicuramente quella di mettere all’asta i gioielli di famiglia. Piuttosto che su “grandi opere”, che di di grande hanno solo il quantitativo di suolo che consumano, occorrerebbe puntare sulla puntuale cura del territorio e dei beni comuni. Costa di meno, rende di più e fa bene a tutti.

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