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REFERENDUM AUTONOMIA LOMBARDA: UNA FARSA INUTILE

ottobre 20, 2017

La democrazia non ha prezzo e ogni euro speso per fare il modo che ogni cittadino possa esercitare i propri diritti, è speso bene. Conosciamo il valore dell’Istituto del Referendum e, proprio per questo motivo, riteniamo che un Referendum come quello per “l’autonomia” della Lombardia questo ne svilisca il significato democratico. 
Una trovata propagandistica del Presidente della Regione che non ha ragione di esistere, a causa di un Dettato Costituzionale che lo supera.
Quello che è avvenuto in Catalogna dovrebbe farci capire che il futuro dovrebbe essere improntato ad un’Idea di Stato unico, indivisibile e solidale, e che dovrebbe anzi essere perseguito il superamento delle autonomie regionali come oggi concepite. 

Inoltre un Referendum consultivo (come quello Lombardo) dovrebbe servire a dare indicazioni politiche ad un’amministrazione che eventualmente fosse latitante sull’argomento, mentre in questo caso esso è usato (ed abusato) dall’amministrazione regionale per un proprio tornaconto elettorale. Un controsenso. È diventato un magnifico strumento di propaganda. E la propaganda sa di retró, di informazioni viziate e pensiero unilaterale populista e senza analisi. Per tutti questi motivi crediamo che questa consultazione sia un inutile spreco di risorse e non abbia nulla a che fare con l’esercizio della democrazia diretta anzi ma a molto a che fare con un tentativo di manipolazione delle masse. 


L’articolo 116 della Costituzione, recita: “Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la regione interessata”.

Il Referendum non è contemplato, e l’ultima parola spetta al Parlamento. Qualunque sue l’esito del voto del 22 ottobre, la Lombardia non diventerà autonoma.

Maroni ha avuto il via libera per il referendum dal Consiglio Regionale nel febbraio del 2015. Se gli fosse veramente interessato consultare i lombardi lo avrebbe fatto subito. Se ha aspettato due anni lo ha fatto solo per sfruttarlo come campagna elettorale a ridosso delle elezioni, per buttare fumo negli occhi.

Noi di Brugherio Futura non vogliamo in alcun modo legittimare la campagna propagandistica della Lega Nord, quindi domani non andremo a votare.

Vi suggeriamo di fare lo stesso. 

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