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25 APRILE: SEMPRE DALLA PARTE DEI PIÙ DEBOLI

aprile 25, 2017

A tutti quelli che pensano che sia una ricorrenza vuota;

a tutti quelli che pensano che sia semplice testimonianza del passato;

a tutti quelli che pensano che sia una manifestazione che “divide”;

a tutti quelli che pensano che la Resistenza vada archiviata;

a tutti quelli che pensano che oggi “ci sono cose più serie a cui pensare”;

a tutto il resto di questa becera compagnia,

noi diciamo che non c’è ricorrenza più attuale, più moderna, più necessaria ai nostri tempi del 25 aprile.

A tutti gli altri, diciamo:

Buon 25 APRILE a tutti. Buona FESTA della LIBERAZIONE!


Un augurio di non dimenticare che la nostra libertà è stata conquistata, di non dimenticare che la libertà è costata migliaia di sacrifici di vite umane, di non dimenticare che la libertà per anni non l’abbiamo avuta , di non dimenticare come si stava (e come di sta) senza la libertà, di non dimenticare che la libertà va difesa ogni giorno, di non dimenticare che la libertà viene dalla nostra storia e si conserva con la nostra memoria….. auguro a tutti di non dimenticare. 

Se l’Italia ha saputo uscire dalla barbarie del nazifascismo, e rimettersi in piedi costruendo un Paese moderno, democratico e civile lo ha fatto grazie ai valori fondanti della Resistenza.

Oggi qualcuno sta cercando di mettere in soffitta quell’esperienza e quei valori, è il nostro Paese sta facendo passi indietro in ogni campo, a partire da quello dei diritti.

Oggi, come ogni anno, saremo presenti alla grande manifestazione di Milano, per ribadire che il 25 aprile non di tocca, in solidarietà con i lavoratori dell’Ikea di Carugate, in sciopero contro la riorganizzazione del lavoro, l’aumento dei ritmi e il lavoro festivo, e con tutti quelli che questa società del profitto vuole costringere ai margini ed utilizzare come servi.

Il 25 aprile e la Resistenza sono sempre dalla parte dei più deboli, dei poveri, dei migranti, dei profughi, dei disoccupati, degli sfruttati.

Ora e sempre, Resistenza!

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PIANO DEL CENTRO…MA QUALE SMART CITY? IL SUO VERO NOME E’ SPECULAZIONE

aprile 12, 2017

Nella serata del 6 aprile l’Amministrazione comunale di Brugherio ha presentato alla città il proprio progetto di riqualificazione del centro (clicca qui).

L’atteggiamento della Giunta, nella persona del Sindaco Troiano, che ha personalmente esposto il Piano, è risultato, in verità, un po’ ambiguo.

Infatti, come a dir la verità è sempre avvenuto nel corso della vicenda di questo progetto, chi ha avuto modo di ascoltare la presentazione, ha avuto la sensazione che, in più punti, l’Amministrazione mettesse le mani avanti. Come se sapesse che questo intervento scontenterà i cittadini, e quindi cercasse in anticipo di indorare loro la pillola.

E quindi ecco il Sindaco affermare che il progetto che viene da lontano, in quanto il primo studio in merito risale al 1997, quindi fu fatto un concorso di idee nel 2005 per arrivare poi ai progetti naufragati nel periodo 2009-2010 sotto la Giunta Ronchi.

Suona un po’ come dire “così fan tutti”.

Il Sindaco ha anche riassunto il percorso compiuto dall’Urbanistica cittadina negli ultimi anni, ripercorrendo il commissariamento del Comune, con il pgt approvato appunto dal Commissario prefettizio nel 2012, e poi quello approvato dall’attuale Giunta (ne abbiamo parlato qui).

Poi si è passati all’elenco delle “bellezze” contenute nel piano in presentazione: porfido in tutto il centro, piantumazioni per le strade e nell’area verde fra via De Gasperi e via Galvani (il cosiddetto parco Miglio), spazi per i giovani, abbattimento delle barriere architettoniche.

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A Brugherio serve un altro palazzo di 7 piani (più un altro simile in via Kennedy)?

Si sorvola di sottolineare il fatto che tutto questo sarà reso possibile dal fatto che il Comune rinuncerà a terreni di sua proprietà per far costruire due palazzi di 7/8 piani in via De Gasperi e in via Kennedy.

Così come anche si evita di porre l’accento sul fatto che quello che era l’unico punto di forza del brutto progetto dell’epoca Ronchi (osteggiato anche dalle forze politiche che sono attualmente al governo della città), cioè il parcheggio sotterraneo, in questa nuova versione scompare. Verrà realizzato, forse, in una seconda fase sotto quello attuale di Largo Donatori del Sangue.

Intanto, a causa della costruzione del nuovo palazzone in via De Gasperi, si perderanno dei parcheggi che verranno recuperati tombinando (cioè facendo scorre sotto la superficie della strada) il canale Villoresi lungo viale Lombardia.

Mentre la nuova tendenza urbanistica è quella di salvaguardare i corsi d’acqua, compresi quelli del cosiddetto reticolo idrografico minore, come appunto i canali, in quanto elemento caratterizzante del territorio e portatori di un patrimonio ambientale, paesaggistico e storico, Brugherio fa il contrario e decide di intubare un tratto del Villoresi per far edificare un palazzone. Decisamente una brutta idea.

Evocare il concetto di “smart city”, o diffondere simulazioni al computer da angolazioni e prospettive accattivanti non basta a trasformare la realtà. E la realtà dice che i cittadini di Brugherio perderanno dei terreni pubblici per far costruire palazzi ai privati.

E sarà quando quei palazzi saranno costruiti, quando i brugheresi potranno osservarli dal basso della strada in tutta la loro ingombrante imponenza, e dopo che il centro sarà trasformato per tre anni in un cantiere (con tutti i disagi che ciò comporterà), sarà allora che i brugheresi si renderanno conto dell’impatto reale che questo piano comporta in termini di metri cubi di cemento aggiunto. Ma, a quel punto, sarà tardi.

Annunciare che, grazie a questa operazione, sarà possibile realizzare migliorie sull’area verde di via De Gasperi/via Galvani per una spesa di 480.000 euro a carico del privato risulta fuorviante, perché affronta l’argomento al contrario di come si dovrebbe e cioè da come verranno spesi i soldi anziché partire dalla provenienza di quei soldi.

Se l’esigenza della Giunta fosse quella di riqualificare il Parco Miglio, non ne asporterebbe un pezzo per farci costruire un privato. Al contrario, programmerebbe una serie di interventi per migliorare l’area e renderla fruibile dalle persone; essi potrebbero essere tranquillamente diluiti nel tempo, per renderli sostenibili economicamente per le casse dell’Ente.

Un passo alla volta, potremmo avere un centro nuovo, più bello, mantenendo anche il verde, senza essere costretti a veder spuntare nuovi edifici.

Non esiste alcun obbligo a far costruire questi palazzi; è una scelta di questa Amministrazione.

E comunque, se anche fosse indispensabile vendere, (e, ribadiamolo, così non è) l’Amministrazione dovrebbe farlo solo dopo essersi assicurata di farlo al prezzo più alto, prendendosi tutto il tempo necessario. Invece oggi il beneficio per la città risulterà essere un po’ di porfido per le strade, e la cessione di un edificio da ristrutturare (l’ex oratorio Maria Bambina), la cui utilità ai fini dei servizi alla cittadinanza resta tutta da dimostrare. Un po’ pochino a fronte di ciò cui si rinuncia.

In aggiunta a ciò, questo Piano continua a non affrontare un elemento fondamentale per qualsiasi intervento che intenda seriamente riqualificare questa porzione della città: la necessità di pedonalizzare il centro. Ogni città con un centro storico degno di questo nome, possiede almeno una zona pedonale, in modo che le persone possano godere appieno dello spazio pubblico, senza i pericoli, i disagi e le interferenze legati al transito delle automobili.

E’ inutile arredare Piazza Roma e dintorni come un “salotto” se poi i cittadini non potranno usufruirne appieno per via del traffico veicolare che la fa da padrone.

Siamo di fronte ancora una volta ad un atteggiamento da parte di chi governa che vede nella svendita del territorio l’occasione per ricavare  lasciare una qualche impronta, secondo la logica, che “è meglio fare qualcosa che non fare nulla”.

Sbagliatissimo. Piuttosto che realizzare qualcosa di dannoso, meglio non fare nulla. Al contrario, si può “fare qualcosa” di molto utile anche semplicemente tutelando e migliorando un pezzo per volta il patrimonio che già si possiede.

Piuttosto che avere un Piano del Centro brutto, meglio non avere un Piano del Centro.

A tutti farebbe piacere vedere rifiorire il centro della nostra città, ma se non si è in grado di farlo in modo sostenibile è meglio rivedere i propri piani e riprogrammare le proprie azioni in modo da garantirsi benefici meno appariscenti, ma più strutturali e di lunga durata, senza impatti negativi.

In centro a Brugherio esiste un sistema di aree verdi che, a nostro parere, dovrebbero essere protette, valorizzate e messe a sistema per migliorare la qualità della vita dei cittadini, invece di essere concepite come terreni edificabili.

 

Non ci stancheremo mai di ribadire la necessità di arrivare prima possibile (cioè da subito) al consumo di suolo zero (leggi qui e qui) in una città come la nostra, che è urbanizzata per oltre il 70% del proprio territorio. Una volta che avremo consumato tutto il verde, non avremo più nulla da migliorare; di conseguenza, il primo passo per riqualificare il nostro territorio è conservarlo.

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Cinque aree verdi che necessitano di una visione d’insieme per essere messa a sistema, anziché edificate.

Questi concetti sono ben chiari ai cittadini di Brugherio, che hanno anche colto l’occasione di giovedì scorso per esporle alla Giunta. Gli interventi provenienti dal pubblico al termine della presentazione del Sindaco infatti, sono stati tutti fortemente critici nei confronti di questo Piano del Centro, che è stato nettamente bollato come “un’operazione speculativa”.

Da parte dell’Amministrazione però, l’atteggiamento in merito è di chiusura. Non c’è la disponibilità a rinunciare al progetto, né quella di rivederlo in modo sostanziale.

Viene semplicemente rimandato il confronto con la cittadinanza all’istituto delle Osservazioni, che i brugheresi potranno presentare in Comune a partire dal 5 aprile fino al 4 maggio.

A questo proposito salta all’occhio la fretta con cui l’Amministrazione sta portando avanti questo progetto, mascherando la propaganda con informazione, e la necessità di comunicazione al pubblico stabilite dalla normativa come volontà di far partecipare i cittadini.

E’ vero che i tempi e le modalità con cui l’iter del Piano si è svolto sono, dal punto di vista della normativa (artt. 12, 13, 14 della Legge Regionale 12 del 2005) formalmente ineccepibili; ma è vero anche che, un intervento che rischia di cambiare il volto del centro di Brugherio in modo così pesante, avrebbe richiesto un tempo di condivisione con i cittadini decisamente più ampio. Se al Sindaco ed alla Giunta fosse interessato, avrebbero potuto trovare maggiori spazi di dialogo con i brugheresi.

Purtroppo, anche dopo questo nuovo show/spot elettorale della Giunta, la nostra opinione su questa operazione si mantiene uguale: si tratta di un intervento di carattere speculativo, che cerca di far passare l’edificazione di due palazzi di diversi piani in pieno centro, come un progetto di abbellimento e ripensamento in meglio del centro cittadino.

 

 

 

 

 

 

AMPLIAMENTO CAROSELLO: CARUGATE VERSO IL REFERENDUM. COINVOLTA ANCHE BRUGHERIO

marzo 11, 2017

Nelle scorse settimane, rispettivamente nelle date del 27 gennaio e del 1 febbraio, i Consigli Comunali di Carugate e di Cernusco sul Naviglio, su proposta delle rispettive Giunte, hanno approvato il documento di indirizzo per l’ampliamento del centro Commerciale Carosello.Non si tratta di un esito inatteso, dal momento che l’arroganza e l’ostinazione dimostrate dalle due Amministrazioni nel corso dei mesi precedenti, erano indicatori che lasciavano presagire che esse avessero già deciso di procedere con l’ingrandimento del Centro Commerciale ben prima che la terza versione del progetto fosse presentata da parte di Eurocommercial (clicca qui).

In considerazione di ciò, tutta la recita messa in piedi dal Sindaco Maggioni di Carugate e dalla sua maggioranza, con le dichiarazioni di contrarietà in occasione della campagna elettorale dello scorso anno, e l’esibizione di una finta volontà di confronto e di partecipazione della cittadinanza mostrano finalmente, a tutti gli effetti, quello che in realtà erano: fumo negli occhi per prendere in giro i propri elettori.

L’Amministrazione di Cernusco sul Naviglio invece non ha nemmeno mai fatto finta di volerci pensare. Ha deciso fin da subito di svendere il Parco degli Aironi a Eurocommercial. La novità di questi mesi, con Sinistra per Cernusco che ha votato contro al documento di indirizzo in Consiglio Comunale, e per questo è stata buttata fuori dalla maggioranza, appare un elemento apprezzabile, ma anche assolutamente tardivo. Sarebbe stato meglio se questa presa di posizione fosse stata presa fin dall’inizio della vicenda Carosello.

Ma com’è questo nuovo progetto che i comuni hanno deliberato di presentare in Regione? In realtà, esso di nuovo ha veramente poco. E’ un obbrobrio ambientale esattamente come il primo; le principali novità sono di natura viabilistica (e hanno anch’esse forti problemi di impatto ambientale).

La prima di queste consiste nella costruzione di un secondo cavalcavia che colleghi Brugherio e Carugate, passante sopra la tangenziale est affiancato a quello attuale. La seconda novità è rappresentata dalla realizzazione di una rotonda fra via dei Mille e via Increa a Brugherio.

La reazione del Forum Ambiente Parco Est delle Cave non si è fatta attendere, e quest’ultimo il 24 febbraio, ha scritto al Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, chiedendo chiediamo l’annullamento dell’atto di indirizzo che il sindaco di Carugate ha inviato il 10 febbraio scorso.

Il Forum ha motivato la richiesta in ragione del fatto che, mentre nel primo atto di indirizzo inviato alla Regione nell’agosto 2014 (e poi ritirato), tutti gli interventi edificatori e viabilistici connessi al progetto riguardavano i territori di Carugate e Cernusco sul Naviglio, nella “nuova” versione del febbraio 2017, alcune delle opere previste sulla rete viaria insistono nel territorio di Brugherio.

In particolare, la rotonda fra Via dei Mille e Via Increa riguarda totalmente il territorio brugherese.

Esso però risulterebbe coinvolto anche dai lavori di raddoppio del cavalcavia, in quanto, per innestare il nuovo ponte, alla rotonda che immette in tangenziale est (la prima arrivando da Brugherio), risulterebbe necessario modificare rotonda stessa, ampliandone il diametro di circa 10 metri (portandolo a 50 metri dai 40 attuali), quindi consumando ulteriore terreno, per la maggior parte situato all’interno dei confini di Brugherio.

Infatti l’attuale cerchio centrale a verde della rotonda attuale di metri 20 di diametro, verrà ampliato a 34 metri, mentre l’ingombro esterno dell’attuale rotonda di metri 40 di diametro verrà ampliato a 50 metri. La maggior parte di queste modifiche che interessano la rotonda ricadono nel comune di Brugherio. 

In ragione di tali modifiche, il Comune di Brugherio diventa, a tutti gli effetti, parte del progetto di ampliamento; tuttavia esso non ha approvato in Consiglio Comunale alcuno specifico atto di indirizzo, in quanto non è stato coinvolto dagli altri due Enti.

Questo nuovo progetto conserva tutti gli aspetti negativi dal punto di vista ambientale, economico, sociale e culturale che aveva il precedente ed in più aggiunge ulteriore spreco di suolo e un evidente ingiustizia nei confronti di Brugherio che, nonostante ospiti buona parte dei nuovi interventi viabilistici a servizio di Carosello, non beneficerà di nessun onere di urbanizzazione né primaria né secondaria.

Con l’ampliamento del centro commerciale l’unica a guadagnarci è Eurocommercial.

I Comuni di Carugate e Cernusco incasseranno gli oneri di urbanizzazione, ma solo degli Amministratori incapaci non capiscono o, peggio ancora, non si interessano al fatto che è assurdo svendere il proprio territorio in cambio di pochi soldi, che finiranno in fretta.

I cittadini pagheranno il costo in termini ambientali, di salute e di disagi. Ora che, con i licenziamenti in atto da parte di Carrefour Italia, cade anche la ridicola argomentazione dei cementificatori, secondo cui i centri commerciali creano posti di lavoro, appare evidente che nessuna ricaduta positiva, per quanto minima e limitata nel tempo, giungerà loro.

Ora come non mai è necessario ribadire la nostra ferma contrarietà a qualsiasi progetto di espansione del Carosello.

A questo proposito, in attesa che la Regione Lombardia risponda alla lettera del Forum Ambiente, chiediamo all’Amministrazione del Comune di Brugherio di esprimere in via ufficiale il proprio diniego, nonché di rifiutare l’eventuale realizzazione di interventi (viabilistici o di qualsiasi altra natura) connessi all’ampliamento, nel territorio del nostro Comune.

I cittadini Carugatesi possono inoltre fornire un contributo diretto per bloccare il raddoppio di Carosello. Il 16 febbraio scorso è infatti iniziata la raccolta firme per l’indizione di un Referendum consultivo nel Comune di Carugate.


Chi fosse interessato a firmare può farlo, fino al 16 marzo, presso l’anagrafe del Comune, dal lunedì al venerdì negli orari di apertura, oppure presso i banchetti allestiti in paese dal Comitato Referendario.

Invitiamo tutti i residenti a Carugate a recarsi a firmare e, successivamente ad andare a votare al Referendum per chiedere di cancellare definitivamente ogni progetto di ampliamento.

IL POST-RENZI E’ UGUALE A RENZI

gennaio 9, 2017

Premesso che sappiamo benissimo che la Costituzione italiana (che abbiamo appena difeso dallo stravolgimento votando No al referendum) non prevede l’elezione diretta del Presidente del Consiglio da parte del popolo e quindi, né il nuovo capo del Governo Gentiloni, né i tre che lo hanno preceduto (Renzi, Letta e Monti) nominati dal Presidente della Repubblica senza che vi fossero elezioni, sono da considerarsi illegittimi.

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Paolo Gentiloni

Premesso inoltre che sappiamo benissimo che non esiste alcuna norma che obbligasse Renzi a dimettersi dalla carica di Capo del Governo a seguito della sconfitta da lui subita in occasione del referendum, o Mattarella ad indire nuove elezioni.

Tutto ciò premesso, non possiamo fare a meno di esporre alcune considerazioni per analizzare questo mese di post referendum dal punto di vista politico.

Infatti, non tutto quello che è consentito dalla legge, risulta poi opportuno o corretto dal punto di vista politico, nell’interesse del Paese e della collettività.

Partiamo da un dato di fatto oggettivo: Matteo Renzi ha puntato tutta la propria attività di Governo sulle riforme. Quando si è insediato in carica e si è presentato in parlamento per la fiducia, lo ha fatto annunciando espressamente che il suo sarebbe stato il Governo delle riforme, che avrebbe rottamato il vecchio per costruire l’Italia 2.0.

Il fulcro di tutto questo fervore riformista avrebbe dovuto essere la modifica della Costituzione, che così poco piace alla finanza internazionale, vero punto di riferimento e di ispirazione del Partito Democratico.

Il Parlamento però, non gli ha assicurato la maggioranza qualificata (due terzi dei parlamentari sia alla Camera che al Senato) che avrebbe consentito alla riforma della Carta di entrare in vigore immediatamente; di conseguenza si è resa obbligatoria l’indizione del referendum confermativo.

E Renzi ha puntato la campagna referendaria su una fortissima personalizzazione. Per propria univoca scelta, ha fatto diventare la consultazione un referendum sul suo operato, più che sul testo della riforma.

In conseguenza di ciò, il risultato del referendum ha decretato la sonora ed inequivocabile sconfitta dell’intera linea politica renziana.

L’Italia, con quel No ha respinto la “riforma delle riforme”, dichiarando la propria profonda insoddisfazione per l’operato del Governo e decretandone il fallimento fin dalle fondamenta.

E’ per questo che le dimissioni di Renzi da capo dell’esecutivo, seppur non obbligatorie per legge, erano un atto dovuto dal punto di vista politico. E ancora di più lo sarebbero state quelle da Segretario del Partito Democratico, dal momento che un leader che porta il proprio partito ad una batosta del genere, dal giorno seguente non può pretendere di rimanere a dettarne la linea come se nulla fosse.

Invece, al di là delle dichiarazioni strappalacrime allo zucchero e miele che tanto risalto hanno avuto da parte dei media, la sostanza di quanto avvenuto all’indomani della consultazione referendaria, dice tutt’altra cosa.

Il nuovo Governo, presieduto da Gentiloni è la fotocopia di quello di Renzi, con l’aggravante che Marie Elena Boschi, la principale responsabile assieme al rottamatore di Pontassieve, di quell’inqualificabile guazzabuglio con velleità autoritarie che volevano far passare come riforma costituzionale e che il popolo italiano ha rispedito al mittente, è stata promossa alla carica di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (in pratica vicepresidente). Le recenti mosse del neo Presidente per svincolarsi dall’influenza del Giglio magico (come la bocciatura di due nomine proposte dalla Boschi per ruoli di collaboratore a Palazzo Chigi) rischiano di essere un fuoco di paglia privo di reale efficacia.

E all’interno del PD è andata ancora peggio, dal momento che Renzi non ha fatto nemmeno finta di fare un passo indietro, ed è rimasto ancorato alla poltrona assieme ai suoi fedelissimi. Continuerà a comandare il Partito e, attraverso quello (ma probabilmente anche più direttamente) Gentiloni ed il suo Esecutivo.

Questa situazione rappresenta il manifesto della concezione che questi signori hanno della politica e della volontà dei cittadini.

Dell’opinione degli italiani non gliene frega nulla, ed intendono rimanere al loro posto fino alle elezioni del 2018, assicurandosi il tempo di approvare una legge elettorale che consenta loro di mantenere il potere anche dopo.

Gli unici che hanno realmente il potere di relegare Renzi e renziani fuori dalle stanze del potere, impedendo loro di fare danni, sono i cittadini italiani, che devono riprendere a partecipare alla vita politica del Paese e indirizzarlo finalmente verso un cambiamento che assicuri diritti e benessere a tutti. 

Una prima occasione, sarà il prossimo referendum per l’abolizione del Jobs Act, di cui il PD ha paura come della peste.

L’ULTIMO GRIDO DI “PACHO”

gennaio 9, 2017

Abbiamo appreso tramite la pagina Facebook di Radio Onda d’Urto (che ringraziamo) la notizia che un uomo, Eduardo “Pacho” Della Giovanna, si è suicidato lo scorso 7 gennaio nella sua abitazione di Brescia.

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Eduardo “Pacho” Della Giovanna

Come scrive Radio Onda d’urto, Pacho era “nato in Argentina nel 1951, è stato militante, fino al suo scioglimento, dell’organizzazione guerrigliera marxista PRT-ERP in Argentina, Spagna, Messico e Italia. Fino al 1973 il PRT-ERP era la sezione argentina della IV Internazionale. In quell’anno ci fu la scissione tra l’ala più “ortodossa” (che diventerà il PST) e quella più “guevarista” (che manterrà il nome di PRT-ERP) guidata da Mario Roberto Santucho (assassinato dalla dittatura tre anni più tardi). Pacho apparteneva a quest’ultima corrente. Esiliato dalla dittatura si stabilì a Brescia alla fine degli anni ‘ 70 e si impegnò in attività di solidarietà con i popoli latinoamericani. In particolare lo si ricorda, accanto a Guido Puletti e ad altri esuli latinoamericani nella campagna per il boicottaggio dei mondiali d’Argentina del ’78 e nella lotta contro l’installazione in Italia dei missili Pershing e Cruise nei primi anni ’80. Fu presidente di Apasci (Associazione per la pace, la solidarietà e la cooperazione internazionale). Sempre attento alla situazione politica internazionale partecipò nel corso di questi ultimi anni a iniziative e manifestazioni organizzate dalla sinistra a Brescia.”

I motivi del gesto suicida sono spiegati in una e-mail in lingua spagnola che Pacho ha inviato alla radio bresciana e ad alcuni amici alle 6.14 del 7 gennaio (la pubblichiamo di seguito all’articolo).

Quest’uomo si è tolto la vita perché non riusciva più a sopportare la condizione di profonda indigenza cui era stato ridotto da un sistema economico e politico che sfrutta le persone come fossero oggetti e poi le abbandona, privandole della possibilità sostentarsi, di curarsi, di avere un’esistenza normale.

Noi non conoscevamo il sig. Della Giovanna, però riteniamo doveroso che il suo ultimo grido di rabbia e dignità venga diffuso.

Un Paese dove una persona si spara un colpo di pistola perché la legge del profitto lo ha ridotto in miseria dopo una vita di lavoro e di impegno per la collettività, un Paese dove otto persone (otto!) sono morte per il freddo solo in questo inizio di gennaio, un Paese dove le leggi della scienza vengono trattate come qualcosa di opinabile (basti pensare a inquinamento, consumo di suolo, cambiamento climatico, dissesto idrogeologico, rischio sismico e la lista potrebbe continuare), mentre le leggi dell’economia capitalistica vengono fatte passare come un dato di fatto immutabile ed inconfutabile, e le sue vittime, come Pacho, come gli otto morti di freddo, come degli effetti collaterali, ecco, quello non è un Paese che possa definirsi civile.

Ed è un’inciviltà che quel Paese, che è l’Italia di oggi, si è scelto e coltivato nel corso degli anni, abboccando volonterosamente, un po’ per faciloneria, un po’ per questioni di comodo, alle fandonie di quelli che in questo sistema ultraliberista e ultracapitalista hanno costruito la propria fortuna a scapito dell’interesse e del bene comune.

E’ un’inciviltà dal quale esso non riesce ad uscire, e forse nemmeno lo vuole, nemmeno ora che i nodi dell’inumanità del sistema vengono, ogni giorno di più, al pettine.

Per molti, troppi, le bugie dei media sul fatto che la crisi sia vicina alla fine sono ancora sufficientemente rassicuranti da indurli a fare il gioco del sistema.

Storie come quelle di Pacho Della Giovanna dovrebbero invece far loro comprendere che la crisi non è un’anomalia passeggera che si può superare facendo dei sacrifici. La crisi è il sistema, e i sacrifici non sono eventi straordinari, sono la regola.

Ma è una regola che possiamo cambiare; per farlo però è necessario uscire dall’inciviltà, e scegliere un sistema che ponga al centro il bene comune a scapito del profitto.

 

DI SEGUITO IL TESTO DELLA E-MAIL DI ADDIO DI EDUARDO “PACHO” DELLA GIOVANNA, IN ITALIANO E NELLA VERSIONE ORIGINALE IN SPAGNOLO.

ALL’AUTORITA’ LEGALE CHE CORRISPONDA:

Un giorno (veramente oggi è 07 Gennaio 2017), incominciai a scrivere quello che penso e da qualche maniera vivo da tanto tempo, anni per essere sincero (e faro il tentativo di spiegarlo, provando ad essere sintetico).

Mi permetto, per evitare interpretazione equivoche, di farlo nella mia madrelingua, dove meglio posso raccontarvi le mie ragioni, anche se non è facile in queste circostanze .Vi chiedo di trovare un interprete o traduttore, Grazie.

Io, Eduardo Dellagiovanna ( più conosciuto con il soprannome “Pacho” dagli amici) sto per compiere 66 anni (il 30/01/2017); dal Gennaio 2015 tra ferie, permessi retribuiti, cassa Integrazione etc. non sto più lavorando. Impossibile proseguire con le collaborazioni esterne (personalmente “collaboratore della Provincia di Brescia nel settore Trasporto pubblico” tramite Cooperativa Sociale, per la legislazione e i tagli di bilancio politici, per tanto disoccupato “ufficiale” dal Giugno 2015 e riscuoto un sussidio di disoccupazione (INPS-Naspi) che terminerà ad Aprile o Giugno del 2017 non lo so esattamente (oggi non mi interessa più); quindi dopo oltre 34 anni di contributi pensionistici allo stato italiano, con le nuove disposizioni legali in materia(grazie sig.ra Fornero!), io resterei 18 mesi senza la possibilità economica di sopravvivere, dato che non avrei entrate fino al momento in cui la legge mi permetterebbe di percepire una pensione.

La mia possibilità reale di poter trovare un’occupazione oggi in Italia, per “arrivare all’età del pensionamento” è così poco probabile come vincere una lotteria senza possedere il numero vincente.

L’ultimo sussidio che ho ricevuto (il 14/12/2016) è stato di 599,00 euro; come potrete immaginare, è totalmente insufficiente. Quando iniziai a riceverlo era di 880 euro (anche se il mio stipendio sfiorava i 1.300 mensili e già mi costava arrivare alla fine del mese, però pagavo tutte le fatture.

Ho letto su Facebook (non so se sia vero) dichiarazioni di un ministro Italiano che con 350,99 euro si può vivere dignitosamente, lo stesso che dichiarò che i giovani andassero all’estero (questo è verità perchè ha ritrattato pubblicamente), senza commenti…., in tal caso provi lui, che mi risulta incassi qualcosa come 10.000 euro mensili, a spiegarmi come faccio io a pagare 380,00 euro di affitto più luce, gas, acqua, telefono, prestito bancario -180,00 mensile- e mangiare per sopravvivere?, gran sorete…mi piacerebbe pubblicare le mie riflessioni-condizioni di vita (per lo meno queste che condivido con milioni di persone in questo paese e nel mondo) ma credo che mi censurerebbero su Facebook; soltanto per vedere quanti “likes” riceverei…e, naturalmente, che mi risponda anche se io non potrò leggere (la sua risposta) perchè per me sarà “time over”…

Se a questa situazione aggiungo il mio stato fisico (la cardiopatia e il tumore alla corda vocale) il mio stato psicologico; la mia separazione e posteriore divorzio nel 1997 (?) la mia lenta ma certa dipendenza dall’alcohol (vino per essere chiaro e al tabacco 25/30 sigarette al giorno) la malattia della mia compagna nel 2006 che è terminata con la sua morte quando aveva compiuto 44 anni di vita (2009), l’infarto risolto con 3 by-pass nel 2010; il suicidio della mia seconda ex-moglie in quello stesso anno, il tumore e operazione del carcinoma nella mia corda vocale nel 2013, la disoccupazione…. credo che la conclusione (mi riferisco alla mia azione) era e sarà evidente, l’unica possibile. Forse l’ho cercata con altri mezzi ma è un cammino molto lento per le mie necessità attuali.

Dopo tutto, cosa mi resta?, che io perda amici stretti e sinceri?; ho perso la mia autostima e ciò ha provocato che il mio istinto di sopravvivenza (eros, crolli davanti al mio thanatos), di conservazione scarseggi; quando mi sveglio, ciò che mi spinge ad alzarmi è la mia vescica piena…e l’appetito dei miei gatti.

Psicologicamente, la mancanza di soluzioni possibili e/o reali mi angoscia e deprime. Ha chiamato la mia banca (o la finanziaria) perchè devo due rate del prestito (saranno 3 il 27/01/2017), le bollette che mi arrivano e confesso, non sono cifre esose (chissà per un politico o un occupato sia differente, ma per me 1.000 o 1.00.000 fa lo stesso: qualunque cifra NON POSSO PAGARLA). Semplicemente perchè non l’ho.

Perdonate l’analisi superficiale e ripetitiva del sistema e cause… ma in quest ultimo momento ragiono con i gomiti.

Non ho più voglia di vivere nè incentivi per farlo;la questione sta peggiorando non da giorno a giorno, ma da ora in ora.

Dovrei faremi una visita medica oculistica (è dieci anni che non lo faccio, vedo malissimo!) ma; non ho denaro.

Dovrei consultare un dentista (ho vari elementi in auto-espulsione per non parlare dell’igiene dentale) ma; non ho denaro.

Dovrei rinnovare il mio porto d’armi, il passaporto, il vestiario, etc. non ho denaro.

Le fatture già arrivate che dovrei cancellare a Gennaio 2017 (per non parlare di quelle scadute) ma; non ho denaro per saldarle..

Questa è la mia vita oggi in un paese “democratico” (con una costituzione bellissima e disapplicata) dove un parlamentare (destra-centro-sinistra?) -in 1 mese guadagna quanto io non guadagno in 1 anno (la NASPI non contempla neppure una tredicesima! ) e la sopportazione di questa realtà, situazione (non solo in Italia) diventa per me troppo pesante. Politiche e sistema di governo decidono come devo morire, se di fame o di debiti; mi hanno tolto l’illusione che la vita anche se difficile è bella; non sopravvivo con il sorriso di un bambino o la bellezza di un tramonto /albeggiare; questo sistema mi impone che se non pago e/o non produco, non servo, per tanto scompaio.

Confesso, non mi hanno vinto i militari argentini, ma adesso non ne posso più. Ho sottostimato il nemico (sistema), non lo credevo, non lo immaginavo tanto inumano e feroce ( como direbbe Galeano). In ogni modo non rinnego assolutamente tutta la mia vita militante in Sudamerica. In Italia ho militato per anni in solidarietà e cooperazione internazionale, ho conosciuto la generosità umana di tanti italiani e non solo, ma generosità reale.

Devo chiedere “aiuto” al municipio?, non credo che sia corretto, la mia esperienza di vita per dirlo in qualche maniera ( capitemi, non è un momento in cui penso serenamente per esprimere idee e sentimenti): credo che corretto sia che ciò che mangio e consumo, devo guadagnarmelo!.

Possibilità attuali in Italia nella mia situazione di guadagnarmelo: nessuna!!!

Mi dispiace per quegli amici sinceri che mi circondano; non li nomino per timore a non menzionarli tutti e anche alla proprietaria di questa casa, la dottoressa A.V. alla quale devo 7 mesi di affitto non saldato, realmente non se lo merita ma non sono in condizioni di pagare, semplicemente non ho il denaro nè possibilità di averlo.

Chiedo, ( neppure so a chi farlo) immagino ai Servizi Sociali del Municipio della Città di Brescia dove vivo e risiedo, dato che sono indigente e non ho familiari in Italia, di essere cremato nel modo più laico, semplice e rapido possibile, al tempo stesso ripeto, mi piacerebbe che i miei gatti non siano sacrificati.

Nessuno mi ha suggerito questa soluzione; è il sistema vigente e la mia impotenza che mi produce ciò che mi porta a prendere questa mia decisione, l’unica possibile. Questo è tutto, sicuramente i miei amici si incaricheranno di dare comunicazione ai miei parenti che ancora ho in Argentina.

Chiedo a tutti, sinceramente scusa per i problemi reali e burocratici che credo (polizia, pompieri, amici destinatari di questo messaggio, etc.)

Dovranno entrare dalla via e utilizzare qualcosa per tagliare la catenella di sicurezza della porta d’ingresso (1° piano, porta a destra -vetri e sbarre, unica), la seconda possibilità è dalla via, la finestra grande all’altezza del balcone del mio vicino che lascerò aperta. Non voglio lasciare un arma alla mercè di qualunque persona che entri nel mio domicilio. Nella cassaforte (aperta, troverete le munizioni).

(Ricordatevi della mia richiesta per i miei meravigliosi gatti anche se sarà difficile e soprattutto che non li separino dopo 10 anni di vita in comune tra di loro ).

Eduardo (Pacho) Dellagiovanna. – Vicolo del Moro, 15 – primo piano – Città di Brescia (Centro Storico). Per aprire il portone d’ingresso dalla via, dovrete disturbare qualche vicino.

P.S. 1.: Ieri mi ha chiamato la banca: per il 27/12 avrei dovuto pagare 360,00 euro e, è arrivata la fattura dell’energia elettrica e del gas: 108 e qualcosa euro…non li ho.

Mi restano (oggi 06/01/2017) sul mio C/C meno di 1,85 cent di euro e nel portafoglio niente, ho potuto fumare grazie alla generosità di Elizabetta ieri, al pranzo di Beppe e 50,00 euro che mi ha lasciato Gigio la settimana scorsa….più i pranzi pagati da Livio.

Come si potrà apprezzare, non ho scritto questo in un solo giorno, è quasi come un diario.

Termino con un haiku del meraviglioso scrittore uruguaiano Mario Benedetti:

Dopo tutto

la morte è solo un sintomo,

del fatto che ci è stata una vita…

P.S. 2: PiChiedo scusa per lo stato della casa (pulizia, ordine, etc.), como immaginerete, è da tempo ciò che meno mi preoccupa.

Condividete questo ultimo messaggio (se volete) con chi considerate gli possa interessare o cancellatelo.

Ancora grazie e chau a tutti. Oggi 07/01/2017. . .

Pacho.

Per favore, chi riceva questo comunicato che informi la/le autorità pertinenti, non è uno scherzo.

pacho.

LA MAIL DI PACHO NEL TESTO ORIGINALE IN SPAGNOLO

ALL’AUTORITA’ LEGALE CHE CORRISPONDA:

Un giorno (veramente oggi è 07 Gennaio 2017), incominciai a scrivere quello che penso e da qualche maniera vivo da tanto tempo, anni per essere sincero (e faro il tentativo di spiegarlo, provando ad essere sintetico).

Mi permetto, per evitare interpretazione equivoche, di farlo nella mia madrelingua, dove meglio posso raccontarvi le mie ragioni, anche se non è facile in queste circostanze .Vi chiedo di trovare un interprete o traduttore, Grazie.

Yo, Eduardo Dellagiovanna ( mas conocido con el apodo “Pacho” para los amigos) que estoy por cumplir 66 anos (el 30/01 del 2017); desde Enero del 2015 entre vacaciones, permisos retribuidos, “cassa Integrazione” etc. no trabajo mas. Imposible seguir con las colaboraciones externas (personalmente “colaborador de la Provincia de Brescia en el sector Transporte Publico” tramite Cooperativa Social), por la legislacion y cortes de presupuesto politicos, por lo tanto desocupado “oficial” desde Junio 2015 y cobro un subsidio de desocupacion (INPS – Naspi) que terminara en Abril o Junio del 2017 no lo se exactamente (hoy no me interesa mas); por lo tanto luego de mas de 34 anos de contribuciones jubilatorias al estado italiano, con las nuevas dispocisiones legales en materia (gracias sra. Fornero!), estaria yo 18 meses sin la posibilidad economica de sorevivir, pues no tendria ingresos hasta el momento en el cual la ley me permitiria percibir una jubilacion.

Mi posibilidad real de poder encontrar una ocupacion retribuida en Itlia hoy, como para “llegar a la edad de la jubilacion” es tan poco probable como ganar una loteria sin tener el numero vencedor.

El ultimo subsidio que he recibbido (el 14/12/2016) ha sido de euros 599,00; como podran imaginar, es completamente insuficiente. Cuando comence a recibirlo era de 880 euros (aunque mi sueldo lindaba por los 1.300 mensuales y ya me costaba llegar a fin de mes, pero pagabo todas las facturas.

Lei su Facebook (no se si es verad) declaraciones de un ministro Italiano que con 350,00 eros se puede vivir dignamente, el mismo que declaro que era mejor que los jovenes se fueran al extranjero (esto si es verdad pues retracto publicamente), sin comentarios…., en tal caso pruebe el, que me resulta cobre algo asi como 10.000 euros mensuales, a explicarme como hago yo a pagar 380,00 de alquiler mas luz, gas, agua, telefono, prestamo bancario -180,00 mensual – y comer para sobrevivir?, gran sorete… me gustaria publicar mis reflecciones-condiciones de vida (por lo menos estas que desgraciadamente comparto con millones de personas en este pais y en el mundo) pero creo que me censurarian en Facebook; solamente para ver cuantos “likes” recibiria… y, naturalmente, que me conteste aunque si yo no podre leer (su respuesta) porque para mi sera “time over”…

Si a esta situacion agrego mi estado fisico (la cardiopatia y el tumor en la cuerda vocal) mi estado psicologico; mi separacion y posterior divorcia alla por el 1997 (¿?) mi lenta pero segura adiccion al alcohol (vino para ser claro y al tabaco 25/30 cigarrillos diarios), la enfermedad de mi companera en el 2006 que termino con su muerte cuando habia cumplido de dos dias 44 anos de vida (2009), el infarto resuelto con 3 by-pass en el 2010; el suicidio de mi segunda ex-esposa en ese mismo ano, el tumor y operacion de carcinoma en mi cuerda vocal en el 2013, la desocupacion… creo que la conclusion (me refiero a mi accion) era y sera evidente, la unica posible. Quiza la he buscado por otros medios pero es un camino muy lento para mis necesidades actuales.

Despues de todo, que me queda?, que pierdo ademas de amigos entranables y sinceros?; he perdido mi autoestima y esto ha provocado que mi instinto de sobrevivencia (eros, caiga ante mi thanatos), de conservacion escasee; quando me despierto, lo que me empuja a levantarme es mi vejiga llena… y el apetito de mis gatos.

Psicologicamente, la falta de soluciones posibles y/o reales me agobia y deprimen. Ha llamado mi banco (o la financiera) pues debo dos cuotas de prestamo (seran 3 el 27/01/17), las boletas que me llegan y confieso, no son cifras exuberantes (quiza para un politico o un ocupado sea diferente, pero para mi 1.000 o 1.00.000 da lo mismo: cualquier cifra NO PUEDO PAGARLA). Simplemente porque no la tengo.

Perdonen el analisis superficial y repetitivo del sistema y causas… pero en este ultimo momento, razono con los codos.

No tengo mas ganas de vivir y tampoco incentivo para hacerlo; la question empeora ya no de dia a dia, sino de hora a hora.

Tendria que hacerme una visita medica oculistica (hace 10 anos que no lo hago, veo malisimo!) pero; no tengo dinero.

Tendria que consultar un dentista (tengo varios elementos en auto-expulsion por no hablar de una higiene dental); no tengo dinero.

Tendria que renovar mi permiso de tenencia de arma, pasaporte, vestuario, etc. ; no tengo dinero.

Las facturas ya llegadas que tendria que cancelar en Enero 2017 (por no hablar de las ya vencidas): no tengo dinero para saldarlas.

Esto es mi vida hoy en un pais “democratico” (con una constitucion hemosa y desaplicda), donde un parlamentario (derecha- centro-izquierda?) -en 1 mes gana mas de lo que yo gano en 1 anno (l NASPI no contempla ni siquiera un aguinaldo! ) y la soportacion de esta realidad, situacion (no solo en Italia) se me hacen demasiado pesadas. Politicas y sistema de gobierno decidn como devo morir, si de hambre o de deudas; me han quitado la ilusion de que la vida aunque dificil es bella; no sobrevivo con la sonrisa de un nino o la belleza de un atardecer/amanecer; este sistema me impone que si no pago y/o produzco, no sirvo, por lo tanto desaparezco.

Confieso, no me vencieron los militares argentinos, pero ya no puedo mas. He subestimado el enemigo (sistema), no lo crei, no lo imaginabas tan inhumano y feroz ( como diria Galeano). De todas maneras no reniego absolutamente a toda mi historia militante en Sudamerica. En talia, he militando por anos en solidaridad y cooperacion internacional, he conocido la generosidad humana de tantos italianos y no solo, pero generosidad real.

Devo pedir “ayuda” al municipio?, no creo que sea correcto, mi experiencia de vida por decirlo de alguna manera (entiendanme, no es un momento en el cual pienso serenamente para expresar ideas y sentimientos): creo que lo correcto sea que lo que como y consumo, tengo que ganarlmelo!.

Posibilidades actuales en Italia en mi situacion de ganarmelo: ninguna!!!

Lo lamento por esos amigos sinceros que me circundan; no los nombro por temor a no mencionarlos a todos y tambien a la propietaria de esta casa, la doctora A. V. a la cual dejo 7 meses de alquiler no saldado, realmente no lo merece pero no estoy en condiciones de pagar, simplemente no tengo el dinero ni posibilidad de haberlo.

Pido, (tampoco se bien a quien hacerlo) imagino a los Servicios Sociales dl Municpio de la Ciudad de Brescia donde vivo y resido, dado que soy indigente y no tengo familiares en Italia, de ser cremado de manera mas laica, simple y rapida posible, asimismo repito, me gustaria que mis gatos no sean sacrificados.

Nadie me ha sugerido esta solucion; es el sistema vigente y mi impotencia que me produce lo que me lleva a tomar esta mi decision, unica posible. Esto es todo, seguramente mis amigos se encargaran de dar comunicacion a los parientes que aun tengo en Argentina.

Les pido a todos, sinceramente disculpas por los problemas reales y burocraticos que creo (policia, bomberos, amigos destinatarios de este mensaje, etc).

Tendran que entrar desde la calle e utilizar algo para cortar la cadenilla de seguridad de la puerta de entrada ( 1° piso, puerta de la derecha –vidrios y rejas, unica), la segunda posibilidad es desde la calle, la ventana grande a la altura del balcon de mi vecino que dejare abierta. No quiero dejar un arma a merced de la primera persona que ingrese en mi domicilio. En la caja-fuerte (abierta, encontraran municiones).

(Recordaos de mi pedido por mis maravillosos gatos aunque sera dificil y sobre todo que no los separen luego de 10 anos de vida en comun entre ellos).

Eduardo (Pacho) Dellagiovanna. – Vicolo del Moro, 15 – primer piso – Ciudad de Brescia (Centro Historico). Para abrir el porton de entrada desde la calle, tendran que molestar a algun vecino.

P.S. 1.: Ayer me han llamado del banco; para el 27/12 deberia pagar 360,00 euros y, llego la factura de la energia electrica y el gas: 108 y algo de euros… no los tengo.

Me quedan ( hoy 06/01/2017) en mi C/C menos de 1,85 cents euros y en el bolsillo nada, he podido fumar gracias a la generosidad de Elizabetta ayer, a la comida de Beppe y 50,00 euros que me dejo Gigio la semana pasada… mas los almuerzos pagados de Livio.

Como se podra apreciar, no he escrito esto en un solo dia, es casi como un diario.

Termino con un haikus del maravilloso escritor uruguayo Mario Benedetti:

Despues de todo

la muerte es solo un sintoma,

de que hubo vida…

P.S. 2: Pido disculpas por el estado de la casa (limpieza, orden, etc.), como imaginaran, hace ya bastante tiempo que es lo que menos me preocupa.

Condividan este ultimo mensaje (si quieren) con quien consideren que le pueda interesar o cancelenlo.

Otra vez gracias y chau a todos. Hoy 07/01/2017. . .

Pacho.

Por favor, quien reciba este comunicado que informe a la/las autoridades pertinentes, no es una broma.

pacho.

REFERENDUM COSTITUZIONALE 4 DICEMBRE: NOI VOTIAMO NO!

novembre 29, 2016

Il prossimo 4 dicembre gli italiani saranno chiamati alle urne per votare in occasione del referendum costituzionale (clicca qui).

Che cos’è il referendum costituzionale? Si tratta di una consultazione in cui viene chiesto ai cittadini se intendono accettare o rifiutare la modifica alla costituzione approvata dal Parlamento.

Infatti l’art. 138 della Costituzione dice:

“Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.

Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.”

La riforma voluta dal Governo Renzi non ha ottenuto la maggioranza qualificata e, dal momento che i parlamentari ad essa contrari hanno presentato richiesta (a cui si devono aggiungere le oltre 300.000 firme raccolte e consegnate in Cassazione dal Comitato per il No) il referendum è obbligatorio.

Non si tratta quindi, come Renzi cerca di far credere, di una concessione fatta dal Presidente del Consiglio per fare in modo che i cittadini possano esprimere il proprio parere. Si tratta di un obbligo dovuto al fatto che la legge di riforma costituzionale non ha raccolto il necessario consenso in Parlamento.

Matteo Renzi ha puntato moltissimo su questo referendum, arrivando anche a dichiarare che, se al referendum vincesse il No, cioè se gli italiani decidessero di bocciare la sua riforma costituzionale, si dimetterebbe.

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Questa personalizzazione della consultazione referendaria è scorretta. Il referendum infatti non è uno strumento per esprimere il proprio gradimento sul Governo o sul Presidente del Consiglio; esso è un modo con cui i cittadini devono dire se sono favorevoli o contrari alla nuova Costituzione proposta dalla riforma.

In questo senso i fautori del Sì hanno fatto di tutto per cercare di assicurarsi un vantaggio concependo un quesito referendario “impacchettato”.

Esso infatti costringe l’elettore ad esprimere, con un solo voto, la propria adesione o il proprio dissenso sulla totalità delle modifiche, anche nel caso in cui fosse favorevole solo a parte di esse. In questo modo si cerca di forzare la mano a chi vota, mentre le regole democratiche imporrebbero che, per una questione così complessa come la riforma della Carta Costituzionale, venissero previsti diversi quesiti a seconda delle varie parti che si propone di modificare.

Il motivo per cui il Governo, che è il vero promotore della riforma (mentre dovrebbe essere il Parlamento) ha scelto la strada del quesito unico è che in questo modo ha potuto confondere l’elettorato con una propaganda piena di falsità senza entrare nel merito del contenuto della legge.

Il Governo sperava che i cittadini non si ponessero la seguente domanda: è veramente necessario modificare o meglio stravolgere la nostra Costituzione? Che vantaggio porta al Paese questo stravolgimento? Secondo noi la risposta alla prima domanda è no, non è assolutamente necessario. La risposta alla seconda domanda invece è che non porta nessun beneficio.

Tutta la campagna referendaria del Sì è basata su alcune generiche oltre che false affermazioni, secondo cui la riforma è indispensabile per cambiare l’Italia e renderla più moderna e allineata agli altri Stati europei, per snellire la burocrazia, per approvare le leggi più rapidamente, per abolire il Senato riducendo i costi della politica.

In realtà, nessuna di queste cose è vera.

In primo luogo, l’attuale Costituzione è universalmente riconosciuta come una delle più avanzate del mondo. Basterebbe applicarla appieno e l’Italia sarebbe già così un Paese migliore e più moderno.

Le variazioni previste dalla riforma Renzi-Boschi vanno nella direzione esattamente opposta: complicano le regole, riducono la Democrazia, accentrano il potere nelle mani dell’esecutivo e non riducono le spese pubbliche.

Tanto per cominciare il Senato non viene abolito; semplicemente non verrà più eletto dai cittadini.

 

I 95 senatori presi dagli enti territoriali non saranno pagati come parlamentari, ma non dovranno dimettersi dalla loro funzione di consigliere regionale o di sindaco, e continueranno a svolgerla part-time; questo influirà negativamente sull’efficienza del loro operato che, tanto in Senato, quanto nel loro territorio di proveniente, richiederebbe un impegno a tempo pieno. Minore efficienza significa maggiori costi per i cittadini (ben più dello 0,064% che è il peso dell’attuale Senato sul bilancio dello Stato).

 

Il bicameralismo paritario (a proposito, avete notato che, da quando è iniziata la propaganda referendaria del Sì, i mass media hanno cessato di utilizzare il termine bicameralismo perfetto in uso fino a poco tempo fa? Forse perché temono che il termine perfetto venga associato ad un significato positivo e possa condizionare gli elettori?) non esiste solo in Italia, come sostengono i fautori del Sì.

 

Al contrario, esso è molto diffuso nelle democrazie occidentali, e non solo (Stati Uniti, India, Francia, Canada, Australia e Brasile solo per citarne alcuni).

 

Inoltre, non è affatto vero che tale sistema rallenta l’attività di legiferazione.

 

Se confrontiamo le leggi approvate in varie Nazioni europee nel periodo 1997 – 2011 (fonte: Camera dei Deputati), si osserva che l’Italia non è affatto indietro rispetto agli altri agli altri come numero di leggi approvate.

 

Germania 2153 leggi approvate;

Italia 1894 leggi approvate;

Francia 1385 leggi approvate;

Spagna 700 leggi approvate;

Regno Unito 630 leggi approvate.

 

Il bicameralismo perfetto, o paritario ha lo scopo di evitare che il potere venga concentrato nelle mani di pochi e che le leggi vengano approvate senza ponderazione (e quindi creino problemi una volta entrate in vigore).

 

La riforma di Renzi invece, ha lo scopo di accentrare il potere nelle mani del Presidente del Consiglio inserendo nel testo costituzionale una serie di cattive pratiche utilizzate spesso negli ultimi anni e che hanno l’effetto di ridurre le Camere ad un ruolo subalterno nei confronti dell’Esecutivo.

 

Sono ormai vent’anni infatti, che, per colpa di cattivi comportamenti della classe politica, Camera e Senato (eletti dal popolo) sono ridotte ad un ruolo marginale dall’abuso dei decreti d’urgenza emessi dal Governo, dall’uso continuo e strumentale della fiducia, dal contingentamento dei tempi di discussione.

 

Il Parlamento, che dovrebbe essere il luogo di rappresentanza, di confronto e di mediazione di interessi reali è ridotto a sede di ratifica di decisioni prese dall’Esecutivo.

 

Anche le Regioni verranno ridimensionate nelle loro prerogative. La riforma prevede infatti una nuova ripartizione delle materie di competenza, rispettivamente, dello Stato o delle Regioni ordinarie, e reintroduce una clausola di supremazia statale. Ulteriore conferma dell’impostazione verticistica che questa modifica costituzionale vuole imporre allo Stato.

 

Incomprensibilmente nulla cambia, invece, per le Regioni a Statuto speciale, che mantengono intatti i propri privilegi.

 

A questo si aggiunge una pessima legge elettorale vigente (il cosiddetto porcellum, giudicata anticostituzionale dalla Consulta) ed una altrettanto brutta ideata da Renzi (l’italicum) che consentono anche ad una minoranza di governare grazie a meccanismi che premiano con molti seggi in Parlamento il partito che ha ottenuto più voti, anche se quest’ultimo non rappresenta la maggioranza degli elettori.

 

Il problema quindi, non è la Costituzione, ma la classe politica italiana. Per risolvere tale problema non serve stravolgere la Costituzione.

 

E’ necessario piuttosto che i cittadini il 4 dicembre la difendano votando No al referendum e, successivamente a quella data, ritornino a partecipare attivamente alla vita pubblica del Paese, riprendendo la Politica nelle proprie mani e mandando a casa questa classe dirigente incapace e serva dei Poteri Forti.

 

NOI, IL 4 DICEMBRE, VOTIAMO NO!

 

CARUGATE: CAROSELLO DELLA GIUNTA

novembre 25, 2016

Lo scorso lunedì 21 novembre, noi di Brugherio Futura siamo andati a Carugate dove, presso l’auditorium delle scuole medie, l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Maggioni ha presentato il nuovo progetto di ampliamento del Centro Commerciale Carosello presentato dalla Società Eurocommercial (di questa versione avevamo parlato in un precedente articolo; clicca qui per leggere).

Dal punto di vista strettamente legato al progetto, come era prevedibile, non ci sono grandi novità: si tratta sempre di un intervento da decine di migliaia di metri cubi di cemento e asfalto, che sacrificherebbe migliaia di metri quadrati di verde (sul Parco degli Aironi, ma non solo) per portare ancora più traffico, rumore e inquinamento in un territorio già densamente urbanizzato, a beneficio di un centro commerciale che già ora riceve 30.000 automobili al giorno.

Il progetto era pessimo prima, e rimane pessimo anche in questa nuova versione.

La novità in senso negativo è rappresentato invece dall’atteggiamento della nuova Giunta di Carugate che, in quanto ad arroganza, scarso senso della Democrazia e sudditanza nei confronti di Eurocommercial, non ha nulla da invidiare alla precedente amministrazione a targa PD, o ai loro colleghi di Cernusco sul Naviglio.

L’auditorium si presentava pieno di gente e, la grande maggioranza degli interventi del pubblico sono risultati contrari all’intervento di ampliamento.

Evidentemente i carugatesi, così come molti loro vicini di casa brugheresi e cernuschesi che avevano firmato in massa la petizione proposta dal Forum Ambiente Parco Est delle Cave, rimangono preoccupati per l’inquinamento causato dalle autovetture, e ritengono che il suolo, il territorio verde non edificato sia un patrimonio, un bene comune da salvaguardare.

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L’Assemblea del 21 novembre 2016 a Carugate

Un’Amministrazione Comunale che avesse a cuore gli interessi dei cittadini dovrebbe quindi prendere atto che l’ampliamento non deve essere realizzato.

A dire la verità, tenuto conto dell’andamento avuto negli anni scorsi dal dibattito relativo a tale questione, avrebbe dovuto già convincersene prima. Chi conosce il territorio in cui viviamo e ne ha a cuore la tutela non può non capire che è impellente la necessità di giungere in fretta al consumo di suolo zero, e che, di conseguenza, l’idea di ampliare ulteriormente l’area commerciale di Carugate è assolutamente da non prendere in considerazione.

La Lista Civica che da luglio governa Carugate in effetti si era posta in modo critico nei confronti dell’espansione di Carosello quando era all’opposizione, e nel programma elettorale (con cui ha vinto le elezioni Comunali 2016) non ha indicato di voler concedere tale intervento in caso di vittoria.

Invece non appena si sono insediati in Municipio hanno cambiato bandiera. Non un grande esempio di coerenza.

E le cose sono andate ancora peggio lunedì quando, di fronte alle incalzanti critiche della cittadinanza, le argomentazioni della Giunta a difesa del progetto sono state a dir poco imbarazzanti; un misto di supponenza, mancanza di strategia, pochezza politica, scarso rispetto delle Istituzioni.

Infatti, di fronte ad alcuni esponenti delle forze politiche di minoranza, che hanno lanciato la proposta di organizzare un Referendum cittadino per decidere sull’argomento, il Sindaco Maggioni ed i suoi non hanno saputo rispondere altro che il Referendum è un costo per il Comune; come se non valesse la pena spendere soldi per la Democrazia. Anche le elezioni che li hanno portati a governare sono costate denaro pubblico, dobbiamo considerare anche quello come uno sperpero?

Secondo noi i soldi spesi in Democrazia non sono mai sprecati, ma questi signori evidentemente la vedono diversamente; probabilmente apprezzerebbero la dittatura, dal momento che sotto di essa la spesa per le elezioni è nulla e non esiste un’opposizione.

In Democrazia invece, per fortuna, l’opposizione esiste, anche se per gli attuali governanti di Carugate, essa non dovrebbe parlare dal momento che in passato, quando era alla guida della città, ha consentito più volte al centro commerciale di ingrandirsi; questo è un po’ come dire che, dal momento che in passato altri (resta comunque da dimostrare che siano effettivamente gli stessi che vogliono il Referendum) hanno sbagliato, l’attuale maggioranza acquisisce automaticamente il diritto di fare lo stesso.

Il tutto condito con il tono e l’atteggiamento di chi ha già deciso, e considera il coinvolgimento della cittadinanza come un proprio atto di benevolenza. Questi giovani rampanti della politica dovrebbero invece avere un po’ più di umiltà, e capire che partecipazione non vuol dire ascoltare quello che la gente ha da dire, pensando che tanto comunque si farà di testa propria.

E da dove giunge poi questa convinzione che l’espansione del Carosello debba essere realizzata a tutti i costi?

Sicuramente viene dalla stessa Eurocommercial, che è l’unica che dall’operazione ci guadagnerebbe qualche cosa e si è abituata a fornire indicazioni che poi i Sindaci eseguono (Gravina e il suo PD ieri, Maggioni e la sua Pro Carugate oggi, con Comincini che tira le fila da Cernusco).

All’ostinazione nel perseguire l’obiettivo però, non corrispondono adeguate motivazioni ed argomentazioni.

Alla questione dell’aumento del traffico e del conseguente inquinamento, i pro-ampliamento non sanno rispondere altro che “la zona in questione è già intensamente trafficata, e non tutti i mezzi che vi transitano sono diretti al Carosello”; aggiungendo che la scelta di Eurocommercial è una reazione alla realizzazione di nuovi insediamenti commerciali nelle vicinanze (come il megastore cinese ad Agrate Brianza) e che se Carosello non si espandesse, potrebbe non reggere la concorrenza dei suoi competitori.

Queste sarebbero le giustificazioni per sacrificare un Parco ed attirare ulteriori migliaia di veicoli ogni giorno, incuranti dei danni per la salute?

Il Sindaco Maggioni, la sua Giunta e la sua maggioranza si rendono conto che sono stati eletti per tutelare l’interesse pubblico, oppure pensano di lavorare per il CdA della multinazionale?

Appare chiaro che ai fautori dell’ampliamento non importa che l’ultimo rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (Aea) indichi in 467mila il numero di morti premature ogni anno dovute alle polveri sottili (in gran parte prodotte dalle automobili).

Il direttore esecutivo dell’Agenzia, Hans Bruyninckx, sostiene: “Abbiamo bisogno di affrontare la cause dell’inquinamento dell’aria, il che richiede una trasformazione radicale e innovativa della nostra mobilità, dell’energia e del sistema alimentare. Questo processo di cambiamento – ha aggiunto – richiede un’azione da parte di tutti, tra cui le autorità pubbliche, le imprese, i cittadini e la comunità della ricerca.”

Creare nuovo inquinamento cementificando aree verdi e generando più traffico non è un buon modo di venire incontro alle raccomandazioni dell’Aea. Possibile che il fatto che “ce lo chiede l’Europa” interessi i politici sol quando c’è da imporre austerità ai cittadini?

Possibile che l’Amministrazione Maggioni sia così povera di strategie che non riesca a capire che i soldi che il Comune di Carugate incasserebbe (una sola volta) come oneri di urbanizzazione finirebbero presto, mentre il territorio rimarrebbe compromesso per sempre, così come la salute dei cittadini?

Sembrerebbe proprio di sì. A testimonianza di ciò vi è anche l’affermazione del primo cittadino secondo cui “i centri commerciali non sono eterni, e prima o poi potrebbe accadere che chiudano. Se questo dovesse accadere a Carosello, se non venisse realizzato l’ampliamento sarebbe più difficile pensare di creare un collegamento fra il parco degli Aironi e il Parco Est delle Cave.”

Se un’Amministrazione è veramente convinta che per connettere le aree verdi, occorra prima cementificarle, siamo veramente in brutte mani.

I cittadini della Martesana hanno da tempo capito che l’idea di espandere il Centro Commerciale Carosello è semplicemente assurda.

E’ necessario che, come lunedì sera e come nel recente passato, tornino a fare sentire la loro voce per convincere le Amministrazioni di Carugate e Cernusco sul Naviglio ad abbandonare definitivamente il progetto.

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