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NOI SIAMO NO-EXPO

maggio 4, 2015

Bene, sono passati due giorni dai fatti di Milano, la nostra Metropoli. Avete sparato a zero contro di noi, avete fatto in modo che ci eguagliassero a terroristi, ci avete costretti a due giorni di silenzi, scuse, e prese di distanze.

Ce ne siamo dissociati, abbiamo fatto silenzio e ci siamo scusati. Tuttavia, ora crediamo sia il momento di ricominciare da capo: noi non abbiamo mai bruciato la macchina di nessuno, non abbiamo mai picchiato nessuno e alla manifestazione di Venerdì, purtroppo, nemmeno eravamo presenti. In virtù di ciò, ci sentiamo ancora liberi di dire cosa ne pensiamo dell’Esposizione Universale e perché ce ne teniamo a debita distanza.

I veri no-expo

I veri no-expo

I motivi sono, o almeno dovrebbero, essere arcinoti a tutti.

Prima di tutto troviamo scandaloso che dei terreni agricoli di poco valore siano stati acquistati, si stima a 10-15 volte il loro valore*, dal Comune di Milano a seguito (e non precedentemente!) della variante del Piano Regolatore (oggi si chiama Piano di Governo del Territorio) che rese quelle aree edificabili.

C’è poi, la gestione degli appalti: come mai alla ditta vincitrice di alcuni appalti da 52 MLN di euro, ne sono stati erogati più di 120MLN*? Questo è un problema atavico nel nostro Paese: la mancanza di gare di appalto serie e di un provvedimento che le governi.

Vince sempre l’impresa che presenta il progetto più economico che, sistematicamente, per rientrare nei costi in cui, altrimenti, non rientrerebbe, in prossimità della data di scadenza dei lavori, chiede più risorse di quelle preventivate, andando a moltiplicare le spese previste pur di finire il lavoro. Lavoro che, e qui veniamo al terzo punto, viene completato in fretta e furia, a suon di subappalti, e molto spesso sfocia in opere di qualità dubbia.

Nel caso di Expo, è proprio di ieri la notizia del ferimento di una donna al padiglione della Turchia, colpita da un pezzo di metallo staccatosi dalla struttura del padiglione stesso**.

Il quarto punto è legato alle condizioni del lavoro stesso: per completare il polo per l’inaugurazione sono state reclutate masse di manodopera straniera a bassissimo costo, (ovviamente sempre per rientrare nel bilancio), a scapito molto spesso della sicurezza: un giovane di 21 anni, Klodian Elezi, ha perso recentemente la vita in uno dei cantieri*.

Gli assunti nostrani poi non se la passano molto meglio, date le oscure circostanze con con Manpower, l’azienda a cui è stata affidata la gestione del personale della manifestazione, ha condotto i colloqui di selezione; a questo proposito ve le ricordate le balle delle offerte rifiutate perché i giovani sono choosy?***.

A ciò si aggiungiamo ovviamente le polemiche per i “lavoratori volontari”****, sfruttati con la promessa di un’esperienza che “fa Curriculum” e quelle relative al lavoro interinale, riguardo cui non è chiaro se le normative vengano rispettate*****.

Infine, ci si deve rammentare di come la settentrionale Lombardia sia terreno di conquista della ‘ndrangheta, ed Expo ne è un territorio chiave per via dei possibili guadagni******.

A tutto ciò si aggiunge una nostra personale idiosincrasia per gli sponsor McDonald e Coca-Cola, che rendono ridicole le pretese finalità di promozione della cultura del mangiar sano che la manifestazione ha sbandierato come propri slogan.

Come cittadini e consumatori, avremmo poi altri motivi di risentimento nei confronti delle multinazionali in generale, ma ci fermiamo qui.

Questi sono, in buona sostanza, i motivi per cui non andremo a visitare EXPO 2015Una piccola goccia in meno di un grande oceano di denaro.

Ma è la posizione di chi non ha interesse a che le cose in Italia continuino a muoversi su questo binario.

In genere è l’interesse opposto di chi dice che, tanto, tutto qui funziona in questo modo.

Continuiamo a pensare di non essere degli insurrezionalisti se la pensiamo in questo modo.

*Fonte: Servizio Pubblico puntata del 30.04.2015
**Fonte: Il Fatto Quotidiano “Expo 2015, cade placca di ferro: visitatrice al pronto soccorso. Ecco il video” data 02.05.2015
*** Fonte: il Fatto Quotidiano ““ Expo 2015, costretti a rifiutare il lavoro perché chiamati a 10 giorni dall’inizio data 22.04.2015
****Fonte: Expo2015.org “Programma volontari”
*****Fonte: Il Fatto Quotidiano “Expo 2015, sindacati: “Agli interinali proposti compensi sotto 5 euro l’ora” data 27.04.2015
******Fonte: Corriere della Sera online “Antimafia: «Alla ‘ndrangheta appalti Expo per cento milioni di euro»” data: 25.02.2015

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