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VITA SELVATICA IN CITTÀ

novembre 3, 2019

Quello che vedete nella foto è un fenomeno che si ripete ogni anno a Brugherio, e nella zona di Milano e dintorni.

Si tratta della sosta degli uccelli migratori durante il loro viaggio (in questo caso si tratta probabilmente di storni).

Appena scattate le foto si sono alzati in volo tutti insieme, hanno fatto un paio di giri e poi sono volati via. Hanno ripreso il viaggio.

Immagini come questa, o notizie come quella della volpe ferita da un cacciatore e ritrovata a Parco Increa (clicca qui), mettono in risalto un elemento che per le persone più attente è evidente da sempre, ma che per molti altri risulta pressoché ignoto: la presenza della vita selvatica in prossimità o dentro le città, accanto ai luoghi dove viviamo.

Questi, sono solo due esempi dei tanti che si potrebbero fare, e rappresentano un monito che dovrebbe farci pensare a quanto sia importante ed impellente tutelare il nostro ambiente ad ogni livello.

Oltre a riflettere su quanto sia assurdo che nel 21esimo secolo esista ancora una pratica barbara come la caccia

Dobbiamo garantire a noi stessi, a creature come queste, e alle altre con cui condividiamo il territorio, la presenza di spazi naturali adeguati.

Significa che dobbiamo smettere di consumare suolo, dobbiamo piantare alberi anziché tagliarli, dobbiamo promuovere le aree protette (come i PLIS, ad esempio) dobbiamo promuovere il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile in alternativa al trasporto privato su gomma, dobbiamo ridurre il consumo di energia e la produzione di rifiuti.

E dobbiamo pretendere queste cose da chi ci governa, facendo sentire la nostra voce di cittadini.

Dobbiamo pretendere che non vengano più approvati progetti come il Piano del Centro di Brugherio (leggi qui) o l’ampliamento del Centro Commerciale Carosello.

Possiamo e dobbiamo partecipare alle scelte che riguardano il territorio in cui viviamo, ad esempio firmando la petizione per il Parlamento Europeo lanciata dal comitato contro l’ampliamento (leggi qui).

15 MARZO, SCIOPERO GLOBALE PER IL CLIMA. UNA STORICA MOBILITAZIONE POPOLARE

marzo 14, 2019

Nonostante le lobby dei combustibili fossili (petrolio, gas naturale, carbone e nucleare – che, sebbene non rientri in senso stretto fra questi, è tutt’altro che ecologico), nonostante e settori dell’economia più ostili ai cambiamenti, nonostante una classe politica globale più incline a guardare agli interessi della finanza piuttosto che a quelli dei cittadini, nonostante tutti i negazionisti interessati (fra cui spicca Donald Trump per la grossolanità di linguaggio ed argomentazioni) nonostante tutto questo, sta crescendo sempre di più il numero di persone che hanno compreso che il nostro pianeta, a causa dell’inquinamento generato da un utilizzo sconsiderato delle risorse naturali, sta correndo verso una catastrofe ecologica che non ha punti di ritorno.

Milioni di persone, in tutto il mondo, sta finalmente prendendo coscienza del problema e della necessità di agire tutti e subito per franare la corsa verso il surriscaldamento globale.

E questo sta succedendo grazie anche al meraviglioso contributo dato dell’impegno di una ragazzina svedese di 16 anni di nome Greta Thunberg.

Questa studentessa adolescente, l’anno scorso ha iniziato a scioperare manifestando davanti al Parlamento del suo Paese per chiedere alla classe politica una maggiore incisività nell’azione contro l’inquinamento da gas serra; e nel dicembre del 2018 ha partecipato alla conferenza internazionale sul clima organizzata dalle Nazioni Unite in Polonia (COP24), e in seguito ha parlato davanti all’Assemblea delle Nazioni Unite; a inizio 2019 è intervenuta nel corso del World Economic Forum di Davos (Svizzera).

In tutte queste occasioni, con estrema calma e straordinaria efficacia comunicativa ha messo politici e grandi aziende di fronte alle loro responsabilità per il cambiamento climatico in atto, in quanto essi pur essendo essere a conoscenza da tempo dei rischi per la Terra derivanti dal loro operato, ma di non hanno fatto quasi nulla per questioni di profitto e/o calcolo politico.

Greta è diventata un esempio è una fonte di ispirazione per centinaia di migliaia di persone sparse in tutto il mondo. Anche in Italia.

Domani, venerdì 15 marzo, gli studenti italiani, assieme a docenti e personale scolastico scendono in piazza assieme tantissimi altri in tutto il Pianeta per aderire allo sciopero globale per il clima.

È il “Global Strike For Future“, a cui partecipano 98 paesi in tutto il mondo, e che arriva dopo mesi di manifestazioni, organizzate ogni venerdì in diverse città di ogni continente, nei “Fridays for Future” lanciati proprio da Greta Thunberg.

È un movimento di portata globale, che chiede ai potenti della Terra di agire subito, ovunque e in modo concreto per arginare il climate change.

Se cittadini e cittadine di ogni Paese decidono di mobilitarsi per prendere in mano le redini della politica mondiale sul clima, forse le cose possono, finalmente, cambiare in meglio.

MILANO: LA GIUNTA SALA HA PASSIONE PER IL MATTONE

marzo 11, 2019

Negli ultimi mesi (forse anche di più) è in corso una vera e propria operazione mediatica che vede la costante pubblicizzazione dell’attività della Giunta Sala come esempio riuscito di attuazione di politiche ambientali efficaci; purtroppo la realtà è spesso molto differente dal racconto, soprattutto quanto più ci si allontana dal centro e dal salotto buono di Milano.

Dal punto di vista urbanistico ad esempio, la tendenza a favorire grandi operazioni edilizie/immobiliari non rende diversa l’Amministrazione del centrosinistra milanese da altre di diverso colore in tutta Italia, o nel passato della stessa Milano.

Un esempio evidente è rappresentato da quello che sta accadendo nel quartiere di Crescenzago (Zona 2).

Qui l’edificio storico di Piazza Costantino, un tempo sede del Comune di Crescenzago è stato inserito inserito, da parte dell’Amministrazione milanese, fra le proprietà pubbliche da vendere a privati.

Molti cittadini di Crescenzago, assieme ad associazioni e comitati, fra cui ANPI, Banda musicale e Legambiente, che attualmente utilizzano l’edificio in questione come sede e rischiano quindi lo sfratto, si sono mobilitati e chiedono che esso rimanga patrimonio della collettività sia valorizzato divenendo sede per attività sociali e culturali (Casa Crescenzago).

L’ex Municipio di Crescenzago, in Piazza Costantino

La mobilitazione chiede inoltre che venga qualificata la zona circostante mediante la creazione di un Parco nel terreno nelle immediate vicinanze dell’ex Comune, nonché tramite interventi sulla viabilità fra via Meucci e via Adriano.

Queste soluzioni, oltre che abbellire e valorizzare quella parte di Zona 2 nota come Riviera Martesana, per via delle belle dimore con giardino che si affacciano lungo il canale in quella che, da via Padova, è una delle porte di accesso a Milano, permetterebbero anche di dotare Crescenzago di un importante polo di aggregazione e di cultura, quale sarebbe il complesso Casa Crescenzago + Parco.

Un tratto della Riviera Martesana

Milano non ha bisogno di nuove operazioni immobiliari nel segno della speculazione edilizia.

Al contrario, la città e l’area metropolitana hanno bisogno di fermare il consumo di suolo, di aumentare e collegare fra loro le aree verdi, di creare spazi di socializzazione, di combattere lo smog, di favorire la mobilità ciclabile.

Hanno bisogno che le periferie vengano curate e poste al centro dell’azione politica di chi governa, perché sono il cuore pulsante della metropoli almeno quanto (se non di più) dei quartieri alla moda, da Gae Aulenti a City Life, dove le Giunte milanesi (di ogni colore) stanno da anni dirottando fiumi di investimenti.

Nell’esprimere la solidarietà di Brugherio Futura a cittadini e comitati di Crescenzago che si oppongono alla cementificazione e propongono una visione di città più verde, sostenibile e umana, vi segnaliamo la bella iniziativa che è in programma per il prossimo 15 marzo.

Venerdì 15, giornata mondiale per il clima – sabato 16 marzo, h. 16/18 – domenica 17, h. 10 / 12, Piazza Costantino: presidio per migliorare la qualità dell’aria e dell’ambiente: bloccare la cementificazione , migliorare viabilità e trasporti pubblici, ridurre traffico automobilistico e smog; arrestare i devastanti cambiamenti climatici con misure urgenti. – Musiche e canti di resistenza e impegno civile e sociale.

CAPODANNO: FESTEGGIAMO SENZA BOTTI!

dicembre 31, 2018

Festeggiamo l’ultimo dell’anno, divertiamoci, stiamo in compagnia!

Ricordiamoci però che far scoppiare petardi e botti genera inquinamento atmosferico e spaventa gli animali.

La combustione di petardi e fuochi d’artificio infatti, rilascia nell’aria molto particolato (polveri), cioè l’inquinante di maggiore impatto nelle aree urbane; a ciò si devono aggiungere le particelle metalliche (collegate al colore del materiale pirotecnico).

Negli animali, sia domestici che selvatici, i botti creano stress e spavento, inducendoli spesso ad una fuga incontrollata in cui possono ferirsi o esporsi a pericoli.

Alcune amministrazioni locali sono anche arrivate a vietare l’utilizzo dei botti nel proprio territorio.

Più che i divieti però, possono fare l’informazione è l’educazione.

Ci sono tanti modi in cui possiamo festeggiare senza arrecare danno all’ambiente e agli animali.

Diciamo basta ai botti!

BUON ANNO A TUTTI!

A CHI FANNO PAURA REDDITO DI CITTADINANZA E RIFORMA DELLE PENSIONI ?

novembre 7, 2018

Da mesi i mezzi di comunicazione italiani (ma anche quelli di molti Paesi stranieri) hanno iniziato una campagna di bombardamento mediatico contro la politica economica del Governo italiano.

La quota del 2,4 % di aumento del deficit viene definita intollerabile è indicata come causa di future sciagure per tutto il sistema Europa.

La stessa cosa non successe però in passato, quando i Governi Renzi e Monti sforarono di percentuali anche maggiori.

Infatti, il vero motivo per cui la grande borghesia liberista europea sta mobilitando in questo modo i media di cui ha il controllo non è il deficit.

Come del resto non è il debito pubblico, che è stato aumentato (anziché ridotto) dalle misure di austerità che il popolo italiano è stato costretto a subire e che hanno frenato consumi, investimenti, sviluppo.

La vera causa è ideologica: i grandi capitalisti europei vedono nella manovra economica italiana un pericolo per due elementi cardine del liberismo.

Il reddito di cittadinanza e lo smantellamento della Riforma Fornero in materia di pensioni intervengono con forza contro il principio liberista che prevede la creazione ed il mantenimento di condizioni di povertà generalizzata.

La presenza di milioni di persone in condizione di povertà o comunque di instabilità economica, rende possibile, da parte della classe dirigente, lo smantellamento dei diritti dei lavoratori e la creazione di un sistema dove la precarietà, lo sfruttamento e i bassi stipendi sono la normalità.

Chi è povero non ha potere contrattuale, ed è costretto ad accettare di lavorare di più, venendo pagato meno e godendo di meno diritti.

Il reddito di cittadinanza scardina questa logica deleteria, perché impone ai grandi capitalisti di pagare i lavoratori molto più di quanto lo Stato non eroghi come sussidio.

Se oggi un dipendente precario può essere pagato 600 euro al mese, da domani, con il reddito di cittadinanza, non potranno più esserci stipendi al di sotto dei 780 euro mensili.

Si eliminerà la condizione di sudditanza dei lavoratori che oggi li costringe ad accettare qualsiasi paga, qualsiasi orario, qualsiasi calendario e qualsiasi condizione di sfruttamento.

La modifica della normativa sulle pensioni invece blocca la deriva che il sistema pensionistico sta subendo da diversi anni, e che ha come scopo (non) dichiarato perseguito dai liberisti quello di privatizzarlo totalmente sulla base di un modello come quello in vigore negli Stati Uniti, dove se hai i soldi ti metti da parte la pensione e se non li hai dei continuare a lavorare perché altrimenti non ti è garantito un reddito.

Un modello del genere è un affare solo per chi gestisce i fondi pensione (cioè società assicurative private), in quanto più lungo è il periodo contributivo, più breve è quello in cui viene erogata la pensione.

Ecco spiegati i veri motivi dell’ostilità nei confronti del Governo.

Le lobby economico-finanziarie hanno paura che possa passare in Italia, e poi nel resto d’Europa, il concetto che si possa uscire con successo dal sistema ultraliberista da loro creato e sostenuto, e che sta impoverendo e togliendo libertà ai cittadini.

Hanno paura che lo Stato, la Politica (con la P maiuscola) torni, come fino all’inizio degli anni ‘90, a dare ordini all’economia e non a prenderne, come avviene ora con le conseguenze disastrose che sono sotto gli occhi di tutti.

Per finire, ai poteri forti non piace che il Governo stia cercando di mantenere buoni rapporti con Cina e Russia, che i padroni del liberismo europeo (e americano) considerano come concorrenti e, di conseguenza, nemici.

In questo scenario, la cosa che più lascia stupefatti (e anche infastiditi al limite dell’attacco di orticaria) è la sinistra (o la sedicente sinistra dei radical chic) che attacca il Governo accusandolo di perseguire una politica negativa nei confronti dei mercati e dello spread.

Pur di attaccare l’avversario, abiurano senza nessun pudore e senza vergogna tutti i valori e gli ideali (come diritti dei lavoratori, giustizia sociale, tutela dell’ambiente) che dovrebbero costituire la bussola idrologica dei loro agire.

Dovrebbero ricordarsi cosa vuol dire essere di Sinistra, invece che riesumare il PD cercando di farlo passare come un benefattore incompreso.

POST IT: clima impazzito. Di chi è la colpa?

ottobre 30, 2018

Da anni ormai, in Italia si ripetono disastri causati dal maltempo (leggi qui e qui).

Giornali e televisioni dovrebbero spiegare chiaramente che la responsabilità di tutto questo è da imputare allo sfruttamento estremo dell’ambiente ad opera dell’uomo per soddisfare un sistema economico ingiusto, che crea profitti per pochi avidi personaggi e al resto dell’umanità (e degli altri esseri viventi) riserva povertà, sfruttamento, ingiustizie e, purtroppo, anche tragedie.

Invece i mezzi di comunicazione mainstream non trovano di meglio da fare che imputare le colpe agli alberi che non vengono potati e ai tombini che non vengono spurgati.

Sono servi del potere, pagati per convincere a guardare il dito anziché la luna.

Invece dobbiamo tutti imparare a guardare la luna.

Cambiamo sistema; cambiamo il mondo.

FATE QUEL CHE DICO, NON FATE QUEL CHE FACCIO

luglio 28, 2018

Il ministro Fontana è un retrogrado reazionario omofobo e razzista (su questo non ci piove) ma sentire il PD che l’accusa di non tenere conto dei diritti delle coppie omosessuali, perché vuole vietare la registrazione dei loro bambini come figli di entrambi i partner, è nel contempo spassoso e imbarazzante.

Questi hanno avuto svariati anni (e due o tre governi) di tempo per fare una legge degna di un Paese Civile ma dopo lustri di litigi interni (ebbene sì…anche su quest’argomento) e dopo aver abortito proposte più o meno discutibili come PACS E DICO, guarda caso sempre decrescenti in termini di diritti previsti, sono riusciti a partorire solo una cosa scialba come la legge Cirinnà. Era poca cosa ma era pur sempre qualcosa e quindi, proprio per questo, non poteva essere promulgata.

Cosa hanno pensato di fare allora questi sedicenti paladini, difensori dei diritti di tutti, alla presentazione in aula della proposta? Hanno trovato il modo di affossarla soffocandola di emendamenti retrivi. Giusto per accontentare l’ala più clericale del partito o forse, più probabilmente, perchè quella legge, secondo il PDpensiero, non s’aveva proprio da fare.

Bisognava però far finta di discuterla (perché un po’ di propaganda non fa mai male) facendo attenzione a renderla il più possibile innocua. Il taglio più grosso, che tanto è piaciuto alla Chiesa e alle destre, è stato proprio quello riguardante l’articolo che disciplinava l’adozione, da parte di un membro della coppia, del figlio naturale del compagno (o compagna a seconda dei casi): la cosiddetta norma dello Stepchild adoption.

Questa parte è stata abolita perché ritenuta foriera di chissà quali stregonerie o ingegnerie genetiche e avrebbe sicuramente aperto le porte, a sentir loro, al mercato degli uteri in affitto.

Praticamente hanno detto e fatto, nel tempo, esattamente ciò che ha fatto il ministro Fontana oggi….. ma l’hanno fatto meglio, con maggior discrezione. Più da pseudo-sinistra insomma.

Un vero capolavoro. Peccato però che qualcuno la memoria ancora la conserva e con essa anche una certa capacità critica.

#sieteridicoli #votatiallestinzione #fatequelchedicononfatequelchefaccio

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