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ELEZIONI COMUNALI 2017: ANALISI DEL VOTO PRIMA DEI BALLOTTAGGI

giugno 19, 2017

I risultati delle elezioni amministrative 2017, forniscono alcune indicazioni importanti dal punto di vista politico, che andrebbero tenute nella giusta considerazione.

Il primo dato è il calo dell’affluenza, diventato una costante da alcuni anni, che evidenzia ancora una volta lo stato di disaffezione alla politica che caratterizza molti cittadini i quali non si sentono più rappresentati da alcun gruppo, forza o schieramento. Solo per rimanere alla nostra zona, le percentuali di votanti nella Città Metropolitana di Milano e nella Provincia di Monza e Brianza sono state rispettivamente del 53,76% e del 51,85%, la terz’ultima e l’ultima della regione (alle precedenti elezioni erano il 61,79% e il 60,20%).

Il secondo dato è che, dietro l’apparente tenuta del Partito Democratico, che raggiunge il ballottaggio in molti comuni dove era già al governo, se si osserva la situazione con maggiore attenzione, si vede chiaramente che per il PD si tratta di un arretramento di proporzioni per nulla trascurabili.

I ballottaggi infatti vengono raggiunti molto spesso in condizioni di svantaggio (come a Como, Lissone, Legnano, Meda, Melegnano, Senago per citare alcuni casi, sempre nella nostra zona) e comunque utilizzando Liste civiche “civetta” per attirare i voti di quelli che non si fidano del simbolo del partito.

Un partito che perde voti in misura enorme. Altro che il 42% sbandierato da Renzi! Nella storica roccaforte di Sesto San Giovanni il PD arriva al 20,82% e anche dove va meglio, come a Monza il 29,74% raggiunto è ben lontano dal 42.

Questo calo di consensi ha consentito di rinvigorire perfino il disastrato centrodestra, che riesce a recuperare terreno per demeriti altrui, anziché per meriti propri. Anche in questo caso nella maggior parte dei casi i ballottaggi sono raggiunti mettendo assieme le sigle più disperate, coagulate attorno alla Lega Nord, con Forza Italia in calo disastroso di voti (dove va bene è attorno al 12/13%, dove va male attorno al 6%).

Nel complesso questa situazione dei due poli centrodestra-centrosinistra può essere letta in questo modo: gli elettori di sinistra hanno disertato le urne (come da qualche anno a questa parte), mentre una parte consistente di elettori di centrodestra, che alle ultime tornate aveva votato per il PD ultramoderato (cioè destrorso) di Renzi, è rimasto deluso anche da quest’ultimo e si è messo a votare la Lega.

In tutto questo il Movimento 5 Stelle registra ovunque un fallimento evidente, rimanendo su valori che in genere non superano il 9/10%, e restando ovunque fuori dai ballottaggi. I grillini pagano lo scotto di non aver saputo costruire nulla sul consenso ricevuto negli ultimi anni, avendo disatteso la prova dei fatti.

E’ invece da segnalare l’enorme risultato dei poli di Liste civiche. A Melzo ed Abbiategrasso questi ultimi arrivano al ballottaggio con il centrodestra, con il PD che si ferma a percentuali attorno al 15/16%.

Ma anche dove non si hanno risultati così clamorosi, i poli civici sono spesso arrivati ad un soffio dal raggiungimento del secondo turno. A Sesto San Giovanni le civiche raggiungono il 24,24% (al ballottaggio il centrodestra ci è arrivato con il 26,09%), a Melegnano il 22,56% (26,73% la percentuale del PD che va al ballottaggio) in molti altri Comuni si attestano attorno al 15%.

Sebbene dietro molte di queste Liste in realtà si nascondano (furbescamente) i partiti, rimane comunque un dato di fatto che il loro successo rappresenti un ulteriore segnale della crisi dei partiti tradizionali, e della necessità sentita da ampie schiere di cittadini, molti dei quali di sinistra, di sentirsi rappresentati da forze politiche che non rispondano a quei gruppi di potere che hanno generato la costante situazione di crisi generalizzata in cui si trova il Paese.

Elezioni-comunali-2017

Terminiamo con una breve riflessione sul caso di Cernusco sul Naviglio. In questo Comune andranno al ballottaggio il candidato del PD (alleato con una Lista civica) con il 35,94% e quello del raggruppamento di centrodestra con il 18,95%, che ha sostenuto un testa a testa con la candidata della sinistra, arrivata al 15,53%.

In molti, a livello locale, hanno letto questo risultato come un trionfo del centrosinistra e dell’operato del Sindaco Uscente Comincini, in particolare in relazione alla questione dell’ampliamento del centro commerciale Carosello.

In realtà la situazione è l’esatto opposto. Infatti alle precedenti Amministrative, nel 2012, Comincini aveva vinto al primo turno, con il 54,42%, con il PD al 30%, mentre in occasione del referendum costituzionale del dicembre 2016 era stato l’unico Comune del circondario in cui aveva vinto il Sì (per via dell’influenza del renziano di ferro Comincini) con il 51,90%. Alle elezioni Europee del 2014, quelle del PD al 42%, il partito di Renzi a Cernusco aveva preso il 47,35%.

Oggi il nuovo candidato del centrosinistra è in calo del 18,48% rispetto al 2012, mentre il PD, che si attesta al 27,68%, cala del 2,32% rispetto al 2012 e del 19,67% rispetto al 2014.

Tale crollo è spiegabile in parte con il calo generalizzato di consensi dei Democratici e del loro segretario a livello nazionale, ma in parte è sicuramente dovuto alla contrarietà della cittadinanza rispetto al progetto di ingrandimento del Carosello ed al conseguente sacrificio del Parco degli Aironi.

Questo tema dovrebbe rimanere centrale nella campagna per il ballottaggio e, comunque esso vada, lo sarà nell’agenda politica del nuovo Sindaco, perché la protesta e l’opposizione dei contrari, anche negli altri Comuni, non si fermerà.

(Fonte dei dati: Ministero dell’Interno)

GLI ALBERI NON SONO UN FASTIDIO

giugno 8, 2017

Alcuni cittadini hanno avuto recentemente modo di lamentarsi nei confronti dell’Amministrazione Comunale di Brugherio in relazione al taglio di alcune alberature stradali in via Nazario Sauro.

In risposta a questo, l’Assessore all’Ambiente Magni, tramite il proprio profilo Facebook rispose nel modo seguente:

“Gli abbattimenti delle piante di via Sauro sono il primo step della riqualificazione del verde stradale della via.

I prunus versavano in uno stato molto compromesso, sia a livello ornamentale (la specie invecchia molto precocemente in parterre stradale, disseccando velocemente) che a livello statico e sanitario (la maggior parte avevano sbrancature importanti, forte inclinazione del tronco e sbilanciamenti della chioma, carie al legno).

Previa valutazione delle condizioni si è stabilito l’abbattimento e la sostituzione con altra specie più consona, al fine di non incorrere nuovamente nelle attuali problematiche.

Nello specifico per evitare l’interferenza delle piante con la circolazione, nei tornelli posti a meno di un metro dagli incroci (v. frank, v. edison, etc..) si prevede la rimozione della ceppaia, la chiusura del tornello e il rifacimento dell’asfalto.

Entro le prossime tre settimane il lavoro sarà concluso.

Saranno piantumati “Ilex castaneifolia”: allevati ad alberello, sono piccoli sempreverdi con chioma compatta, piccoli fiori bianchi in fioritura e bacche colorate nel periodo invernale.”

ilex_castaneifolia

Ilex castaneifolia

La riflessione che vogliamo proporre sulla questione, non riguarda l’intervento di sostituzione delle piante in sé per sé.

Immaginiamo infatti che a giustificare l’intervento vi fosse una relazione degli Uffici del Comune che attestasse le cattive condizioni di salute delle piante, e la necessità del loro abbattimento per motivi di sicurezza.

Il problema semmai, è la concezione di verde pubblico che sta alla base dell’intervento di ripristino successivo agli abbattimenti e che, ci pare, sia alla base di tutta la strategia di gestione del verde di questa Amministrazione.

Negli ultimi anni a Brugherio sono stati abbattute alberature stradali d’alto fusto e di pregio (basti citare i tigli di via Manara o i pini marittimi delle vie Bachelet, Montello, Maestri del Lavoro e Dalla Chiesa, contro l’abbattimento dei quali noi di Brugherio Futura ci siamo sempre schierati, dentro e fuori dal Consiglio Comunale) per sostituirli con alberelli di piccole dimensioni destinati a crescita ridotta.

I motivi delle sostituzioni, in quei casi, non era la cattiva saluta degli alberi, o una loro pericolosità per le persone; semplicemente essi rappresentavano un problema di manutenzione, perché gli apparati radicali imponenti causavano sollevamento dell’asfalto, con necessità di ripristinare con una certa frequenza i marciapiedi.

Il punto della questione è proprio questo: si sta diffondendo la concezione che il verde pubblico sia una voce di spesa e che sia necessario contenere tale voce al massimo, per cui occorre eliminare gli elementi che creano più “problemi” con altri meno fastidiosi. Quindi si tagliano gli alberi grandi e belli, che hanno decine di anni e al loro posto si inseriscono alberelli striminziti che tali resteranno per sempre e che pochi creeranno pochi “fastidi” in termini di manutenzione.

Peccato che, in termini di estetica del paesaggio e di importanza ecologica (abbattimento delle sostanze inquinanti, della CO2 e del rumore, ombreggiamento, supporto alla biodiversità etc.) la bilancia penda nettamente a favore delle grandi alberature “fastidiose”.

Se la scelta di piante poco ingombranti può avere senso per nuove realizzazioni (se si esegue una piantumazione in una strada fino a quel momento priva di alberi), è invece assolutamente ingiustificabile sacrificare alberature esistenti in buone condizioni, per mere considerazioni di comodità nella gestione.

Ancora più grave ovviamente, è quando questo avviene perché vengono realizzate nuove edificazioni su terreni verdi, come accadrà se verrà realizzato il Piano del Centro dell’Amministrazione Comunale (clicca qui e qui per leggere) che prevede la costruzione di un palazzo di otto piani sull’area verde fra via De Gasperi e via Galvani, con conseguente abbattimento di tutte le piante attualmente esistenti.

La qualità di una città si valuta anche dalla qualità del suo verde urbano. Se Brugherio ha la fortuna di avere un buon patrimonio arboreo, chi la Amministra deve sapersene fare carico e investire quanto serve per mantenerlo, tutelarlo e incrementarlo.

PIANO DEL CENTRO: L’OSSERVAZIONE PRESENTATA DAL COMITATO CITTADINI CONTRO I NUOVI PALAZZONI IN CENTRO

giugno 6, 2017

Trascriviamo di seguito il testo dell’Osservazione al Piano del Centro presentata in data 3 maggio 2017, dal Comitato “Cittadini contro i nuovi palazzoni in centro”.

Vi aggiorneremo sulla risposta dell’Amministrazione Comunale non appena verranno rese note le controdeduzioni espresse dalla Giunta.

Il Comitato “Cittadini contro i nuovi palazzoni in centro”
PRESENTA
In data odierna e ai sensi dell’art. 14 della Legge Regionale 12/05 e s.m.i. la seguente osservazione al Programma Integrato d’Intervento (P.I.I.) Ambito AT-02A in duplice copia, compilata in tutte le sue parti.

Relazione descrittiva: oggetto e contenuti dell’osservazione

Il territorio del Comune di Brugherio ha raggiunto un livello di urbanizzazione vicino al 70% e deve essere considerato saturo da questo punto di vista. Risulta imperativo fermare fin da subito il consumo di suolo, evitando in primo luogo nuove costruzioni e/o urbanizzazioni di aree attualmente non edificate e, in secondo luogo, favorendo la riconversione ambientale di aree edificate compromesse e/o dismesse.
Questo è ancora più vero, se si considera che non esiste alcuna esigenza di nuove edificazioni all’interno del territorio comunale, in linea con quanto avviene all’interno dell’area vasta gravitante attorno alla città di Milano, in cui esso è collocato.

La relazione del Documento di Piano, al paragrafo 3.3, si occupa dello “Stato di attuazione delle previsioni insediative del PGT vigente”.
Al paragrafo 3.3.1, essa riporta: “Il calcolo della disponibilità insediativa residua si propone di valutare quanta parte della domanda insediativa pregressa e addizionale può trovare risposta nel patrimonio esistente e nelle quantità insediative previste e non utilizzate dal vigente strumento urbanistico.
Questa operazione risulta particolarmente significativa nel porre in evidenza le difficoltà attuative incontrate dalle determinazioni contenute nei due ultimi strumenti urbanistici.
Le verifiche effettuate hanno evidenziato come la totalità delle previsioni insediative relative al PGT 2013 risulti inattuata e di come risulti sostanzialmente inutilizzata la maggior parte dei comparti assunti dal PGT in continuità con le determinazioni del PRG 2005. A dieci anni dalla loro individuazione la quasi totalità delle opzioni insediative non risultano attuate.”

E’ quindi lo stesso Documento di Piano del PGT a indicare come vi sia stata, e permanga tuttora, l’assoluta mancanza di necessità edificatoria all’interno del Comune di Brugherio.

Questo è testimoniato dal grande numero di abitazioni ed edifici produttivi che da anni permangono sfitti ed invenduti.

Risulta quindi del tutto incomprensibile come il Comune di Brugherio, predisponga un Piano del Centro che prevede pesanti edificazioni nell’Ambito territoriale AT-02 (Schede di attuazione degli ambiti di trasformazione AT-02C1 ed AT-02C2).

Inoltre si ha che:

la relazione del Documento di Piano contiene richiami ad uno degli elementi centrali dell’odierno dibattito urbanistico: la riduzione del consumo di suolo, (paragrafo 6.5.3) pur limitandosi a citare alcuni punti della normativa regionale in materia (LR 31/2014 “Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e la riqualificazione del suolo degradato”), in particolare l’articolo 1.: “La presente legge detta disposizioni affinché gli strumenti di governo del territorio, nel rispetto dei criteri di sostenibilità e di minimizzazione del consumo di suolo, orientino gli interventi edilizi prioritariamente verso le aree già urbanizzate, degradate o dismesse ai sensi dell’articolo 1 della legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 (Legge per il governo del territorio), sottoutilizzate da riqualificare o rigenerare, anche al fine di promuovere e non compromettere l’ambiente, il paesaggio, nonché l’attività agricola, in coerenza con l’articolo 4-quater della legge regionale 5 dicembre 2008, n. 31 (Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale).”

E l’articolo 3,:
[il Piano delle Regole] “… individua e quantifica, a mezzo di specifico elaborato denominato Carta del consumo di suolo, la superficie agricola, ivi compreso il grado di utilizzo agricolo dei suoli e le loro peculiarità pedologiche, naturalistiche e paesaggistiche, le aree dismesse, da bonificare, degradate, inutilizzate e sottoutilizzate, i lotti liberi, le superfici oggetto di progetti di recupero o di rigenerazione urbana; tale elaborato costituisce parte integrante di ogni variante generale o parziale del PGT che preveda nuovo consumo di suolo. L’approvazione della Carta del consumo di suolo costituisce presupposto necessario e vincolante per la realizzazione di interventi edificatori, sia pubblici sia privati, sia residenziali, sia di servizi sia di attività produttive, comportanti, anche solo parzialmente, consumo di nuovo suolo.”

Nella pratica, il PGT si limita ad una formale ottemperanza ai dettami della suddetta normativa con la definizione della cartografia del consumo di suolo.

In particolare il documento recita:
“L’elaborato PR-07: Tavola del consumo di suolo testimonia questa attenzione evidenziando:
[…] gli ambiti di rigenerazione urbana13 (distinguendo quelli previsti nel Piano delle Regole e quelli del Documento di Piano; […]”
Nell’elaborato PR-07 le aree oggetto degli interventi previsti dal Piano del centro sono identificate appunto come Ambiti di Rigenerazione Urbana (individuati nel Documento di Piano).
E’ opportuno però tenere presente che l’articolo 2, comma 1, lettera e della già citata LR 31/2014, definisce:

“rigenerazione urbana: l’insieme coordinato di interventi urbanistico-edilizi e di iniziative sociali che includono, anche avvalendosi di misure di ristrutturazione urbanistica, ai sensi dell’articolo 11 della l.r. 12/2005, la riqualificazione dell’ambiente costruito, la riorganizzazione dell’assetto urbano attraverso la realizzazione di attrezzature e infrastrutture, spazi verdi e servizi, il recupero o il potenziamento di quelli esistenti, il risanamento del costruito mediante la previsione di infrastrutture ecologiche finalizzate all’incremento della biodiversità nell’ambiente urbano.”

Inoltre, lo stesso articolo 2, al successivo comma 3, stabilisce:

“In applicazione dei criteri, indirizzi e linee tecniche di cui al comma 2, gli strumenti comunali di governo del territorio prevedono consumo di suolo esclusivamente nei casi in cui il documento di piano abbia dimostrato l’insostenibilità tecnica ed economica di riqualificare e rigenerare aree già edificate, prioritariamente mediante l’utilizzo di edilizia esistente inutilizzata o il recupero di aree dismesse nell’ambito del tessuto urbano consolidato o su aree libere interstiziali.”

Il cosiddetto “Programma Integrato di Intervento di riqualificazione urbanistica ed ambientale dell’ambito di trasformazione AT-02A” (Piano del Centro), risulta quindi in contrasto con l’articolo 2, comma 1 della Legge Regionale 31/2014, in quanto l’elemento portante del Piano stesso risulta essere l’edificazione dei condomini in via De Gasperi (AT-02AC1) e in via Kennedy (AT-02AC2) che nulla ha a che vedere con i succitati dettami normativi: non vi è riqualificazione dell’ambiente costruito, non si ha realizzazione o potenziamento di attrezzature o infrastrutture per la comunità, non vi è la realizzazione di nuovi spazi verdi o il potenziamento di quelli esistenti, che anzi vengono fortemente ridotti se non addirittura cancellati, non vi è la previsione di infrastrutture ecologiche finalizzate all’incremento della biodiversità.

Né tantomeno viene utilizzata edilizia esistente inutilizzata o vengono utilizzate aree dismesse come stabilisce l’articolo 2 comma 3.

In questo Piano del Centro non si ha alcuna rigenerazione urbana, né una riqualificazione urbanistica ed ambientale, bensì una evidente operazione immobiliare da parte di privati su terreno pubblico.

La realizzazione di edifici di così grande volumetria (con il conseguente insediamento di nuovi residenti) nell’ambito in questione, comporta un pesantissimo impatto ambientale su tutto il centro di Brugherio sia, come già anticipato, in termini di aree verdi sacrificate, che in termini di maggior traffico veicolare, di maggior carico sulla rete fognaria, di maggiori consumi energetici.

In aggiunta a ciò, l’ingombro dei nuovi volumi modifica profondamente il paesaggio dell’area, arrivando a compromettere la visuale e la possibilità di utilizzare la luce naturale agli abitanti delle abitazioni limitrofe preesistenti.

La riduzione del numero parcheggi, dovuto ai nuovi edifici, costringe addirittura l’Amministrazione a tombinare un tratto del secondario del canale Villoresi lungo viale Lombardia, sacrificando un altro elemento costitutivo del paesaggio al fine di recuperare alcuni posti auto.

Oltre all’impatto ambientale e a quello sociale fin qui evidenziati, il Piano del Centro avrà conseguenze sulla collettività anche dal punto di vista economico.

Infatti, la realizzazione di interventi di arredo urbano con utilizzo di materiali di pregio (realizzazione della fontana in Piazza C. Battisti, sostituzione dell’asfalto con porfido etc.) risulterebbe elemento apprezzabile qualora l’area dell’ambito AT-02AC1 fosse interessata da un progetto di pedonalizzazione, indispensabile ai fini della sua fruibilità, della sua identificazione quale spazio collettivo da parte dei cittadini e del rilancio del commercio locale.

Dal momento però che le vie Galvani, De Gasperi, Vittorio Veneto e Cavour, e che Piazza Cesare Battisti (come del resto Piazza Roma) rimarranno adibite al traffico veicolare, è purtroppo inevitabile che i suddetti materiali di pregio vadano incontro ad un’usura maggiore rispetto a quelli usualmente utilizzati, con conseguente necessità di manutenzioni più frequenti e altrettanto conseguente maggiori esborsi per le casse comunali.

In considerazione di quanto esposto, e delle centinaia di firme raccolte in poco tempo da parte di cittadini brugheresi che si sono manifestati contrari a quanto previsto dal Piano del Centro, Si chiede pertanto:

1. che dal P.I.I. dell’Ambito di Trasformazione AT-02 (Piano del Centro) venga esclusa l’edificazione di nuovi edifici, con particolare riferimento a quelli identificati come ambiti AT-02AC1 e AT-02AC2 (via De Gasperi e via Kennedy), e/o l’aumento volumetrico di edifici esistenti.
2. Che venga eliminata la previsione di copertura del canale Villoresi lungo viale Lombardia.

ROTONDE CAROSELLO…NON AD INSAPUTA

giugno 1, 2017

Nelle scorse settimane, a causa di un’interrogazione discussa in Consiglio Comunale, è tornata alla ribalta la questione dell’ampliamento del centro commerciale Carosello con particolare riferimento alla viabilità che la proprietà del centro commerciale vorrebbe realizzare a servizio della struttura.

Il progetto che quest’ultima ed i Comuni di Carugate e Cernusco sul Naviglio hanno presentato in Regione per richiedere la realizzazione di un accordo di programma, prevede che vengano realizzate due rotonde nel territorio del Comune di Brugherio.

In realtà la questione è stata trattata con un certo ritardo da parte di chi ha presentato l’osservazione, dal momento che noi avevamo già posto la questione qualche mese fa.

Se volete conoscere i fatti in modo approfondito cliccate qui e leggete l’articolo che avevamo pubblicato a marzo proprio su questo argomento.

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In questa foto aerea di via dei Mille sono cerchiate in giallo le aree potenzialmente interessate dalle nuove rotonde del Carosello

Nel nostro articolo, chiedevamo all’Amministrazione Comunale di Brugherio di non consentire la realizzazione delle rotonde, in quanto tale diniego comporterebbe il blocco del progetto di espansione.

La risposta che il Sindaco Troiano ha fornito all’interrogazione a riguardo ci soddisfa solo in parte. Infatti, se da un lato egli ha ribadito la contrarietà al progetto di ingrandimento del Carosello, dall’altro ha precisato: “[…]L’accordo di programma è dei Comuni di Carugate e di Cernusco perché è su quei territorio che si costruirà e l’approvazione spetta a Regione Lombardia. Ma è in vista di quell’ipotetico via libera che dobbiamo chiederci se in questa fase sia meglio che Brugherio stia zitta su questioni importanti come l’aumento del traffico o che venga posto già il problema. Noi l’ampliamento non lo vogliamo ma se Regione, Carugate e Cernusco daranno via libera all’opera stiamo zitti o diciamo già che quell’opera produrrà impatto sul territorio e che va compensato? Noi siamo su questa seconda posizione. Ecco perché abbiamo già sollevato negli incontri informali la questione traffico. La risposta della proprietà sta in quelle due rotonde. Ci sta bene? Questo lo vedremo quando ci si siederà intorno ad un tavolo nel caso in cui l’iter entrasse nel vivo.”

E’ tutta la seconda parte della dichiarazione del Sindaco a non piacerci proprio per niente. A essere buoni, essa sembra un modo per tenere i piedi in due scarpe esprimendo contrarietà al progetto senza pestare troppo i piedi ai Comuni limitrofi.

A voler esse un po’ più maligni potremmo pensare che l’Amministrazione brugherese si dichiari contraria perché è consapevole che ai cittadini l’espansione dell’area commerciale non piace, ma in realtà spera che il progetto passi per fare in modo che Carosello realizzi la rotonda su via dei Mille senza che Brugherio debba spenderci dei soldi.

Se fosse così sarebbe inaccettabile. Non si scende a trattativa su interventi di impatto ambientale così devastante, perché è un modo per legittimarli.

Il problema del traffico è stato posto fin dall’inizio da parte di chi, come Brugherio Futura, si oppone all’espansione dell’area commerciale; non esiste “compensazione” adeguata al raddoppio del Carosello.

L’unico modo di non “stare zitti” di fronte a un progetto del genere, e alla concezione di gestione del territorio e della cosa pubblica che ad esso sta dietro, è quello di dire seccamente di no, senza stare a mercanteggiare su rotonde e svincoli.

La viabilità è parte integrante del progetto presentato in Regione; se Brugherio dice di no, essa deve essere ridisegnata, e l’intero progetto deve essere modificato e rimesso in discussione.

Se i Sindaci di Carugate e Cernusco vogliono continuare a intestardirsi con questa idea irresponsabile di aumento della cementificazione, dovrebbero almeno essere in grado di essere autosufficienti nel portarla avanti.

Se non ne sono in grado dovrebbero prenderne atto e desistere, ma questo diventa più difficile se il Comune di Brugherio si dimostra collaborativo.

Oltretutto, come dimostrano i documenti raccolti in Regione dal Forum Ambiente Area Metropolitana Parco Est delle Cave, la Commissione Regionale IV Attività Produttive e Occupazione, nella seduta del 22 dicembre 2014, si era espressa deliberando di “impegnare la Giunta Regionale a non dare seguito alle richieste dei Sindaci dei Comuni di Carugate e Cernusco sul Naviglio e quindi a ogni richiesta di attivazione di accordi di programma concernenti l’ampliamento delle strutture commerciali citate in premessa.” (Per l’appunto il Carosello).

La questione non dovrebbe perciò neppure essere posta, dal momento che la Regione si è già espressa nel 2014 contro “ogni richiesta di attivazione di accordi di programma” e che, rispetto a tale Deliberazione, non esiste alcuna motivazione valida per cui essa potrebbe giustificare una propria eventuale marcia indietro.

Come sempre sostenuto dal Forum Ambiente, tutta l’operazione di ritirare l’atto di indirizzo per ripresentarne subito un altro quasi uguale (leggi qui il nostro precedente articolo), appare come un tentativo della dirigenza di Eurocommercial (proprietaria di Carosello) per cercare di giustificare i tanti soldi spesi per l’acquisto dei terreni e per la progettazione.

Carugate e Cernusco si sono prestati a questa operazione, dimostrando disinteresse verso i cittadini e l’ambiente e sudditanza verso Eurocommercial; secondo noi, Brugherio dovrebbe invece stare con decisione e determinazione dall’altra parte.

25 APRILE: SEMPRE DALLA PARTE DEI PIÙ DEBOLI

aprile 25, 2017

A tutti quelli che pensano che sia una ricorrenza vuota;

a tutti quelli che pensano che sia semplice testimonianza del passato;

a tutti quelli che pensano che sia una manifestazione che “divide”;

a tutti quelli che pensano che la Resistenza vada archiviata;

a tutti quelli che pensano che oggi “ci sono cose più serie a cui pensare”;

a tutto il resto di questa becera compagnia,

noi diciamo che non c’è ricorrenza più attuale, più moderna, più necessaria ai nostri tempi del 25 aprile.

A tutti gli altri, diciamo:

Buon 25 APRILE a tutti. Buona FESTA della LIBERAZIONE!


Un augurio di non dimenticare che la nostra libertà è stata conquistata, di non dimenticare che la libertà è costata migliaia di sacrifici di vite umane, di non dimenticare che la libertà per anni non l’abbiamo avuta , di non dimenticare come si stava (e come di sta) senza la libertà, di non dimenticare che la libertà va difesa ogni giorno, di non dimenticare che la libertà viene dalla nostra storia e si conserva con la nostra memoria….. auguro a tutti di non dimenticare. 

Se l’Italia ha saputo uscire dalla barbarie del nazifascismo, e rimettersi in piedi costruendo un Paese moderno, democratico e civile lo ha fatto grazie ai valori fondanti della Resistenza.

Oggi qualcuno sta cercando di mettere in soffitta quell’esperienza e quei valori, è il nostro Paese sta facendo passi indietro in ogni campo, a partire da quello dei diritti.

Oggi, come ogni anno, saremo presenti alla grande manifestazione di Milano, per ribadire che il 25 aprile non di tocca, in solidarietà con i lavoratori dell’Ikea di Carugate, in sciopero contro la riorganizzazione del lavoro, l’aumento dei ritmi e il lavoro festivo, e con tutti quelli che questa società del profitto vuole costringere ai margini ed utilizzare come servi.

Il 25 aprile e la Resistenza sono sempre dalla parte dei più deboli, dei poveri, dei migranti, dei profughi, dei disoccupati, degli sfruttati.

Ora e sempre, Resistenza!

PIANO DEL CENTRO…MA QUALE SMART CITY? IL SUO VERO NOME E’ SPECULAZIONE

aprile 12, 2017

Nella serata del 6 aprile l’Amministrazione comunale di Brugherio ha presentato alla città il proprio progetto di riqualificazione del centro (clicca qui).

L’atteggiamento della Giunta, nella persona del Sindaco Troiano, che ha personalmente esposto il Piano, è risultato, in verità, un po’ ambiguo.

Infatti, come a dir la verità è sempre avvenuto nel corso della vicenda di questo progetto, chi ha avuto modo di ascoltare la presentazione, ha avuto la sensazione che, in più punti, l’Amministrazione mettesse le mani avanti. Come se sapesse che questo intervento scontenterà i cittadini, e quindi cercasse in anticipo di indorare loro la pillola.

E quindi ecco il Sindaco affermare che il progetto che viene da lontano, in quanto il primo studio in merito risale al 1997, quindi fu fatto un concorso di idee nel 2005 per arrivare poi ai progetti naufragati nel periodo 2009-2010 sotto la Giunta Ronchi.

Suona un po’ come dire “così fan tutti”.

Il Sindaco ha anche riassunto il percorso compiuto dall’Urbanistica cittadina negli ultimi anni, ripercorrendo il commissariamento del Comune, con il pgt approvato appunto dal Commissario prefettizio nel 2012, e poi quello approvato dall’attuale Giunta (ne abbiamo parlato qui).

Poi si è passati all’elenco delle “bellezze” contenute nel piano in presentazione: porfido in tutto il centro, piantumazioni per le strade e nell’area verde fra via De Gasperi e via Galvani (il cosiddetto parco Miglio), spazi per i giovani, abbattimento delle barriere architettoniche.

centro-storico-brugherio

A Brugherio serve un altro palazzo di 7 piani (più un altro simile in via Kennedy)?

Si sorvola di sottolineare il fatto che tutto questo sarà reso possibile dal fatto che il Comune rinuncerà a terreni di sua proprietà per far costruire due palazzi di 7/8 piani in via De Gasperi e in via Kennedy.

Così come anche si evita di porre l’accento sul fatto che quello che era l’unico punto di forza del brutto progetto dell’epoca Ronchi (osteggiato anche dalle forze politiche che sono attualmente al governo della città), cioè il parcheggio sotterraneo, in questa nuova versione scompare. Verrà realizzato, forse, in una seconda fase sotto quello attuale di Largo Donatori del Sangue.

Intanto, a causa della costruzione del nuovo palazzone in via De Gasperi, si perderanno dei parcheggi che verranno recuperati tombinando (cioè facendo scorre sotto la superficie della strada) il canale Villoresi lungo viale Lombardia.

Mentre la nuova tendenza urbanistica è quella di salvaguardare i corsi d’acqua, compresi quelli del cosiddetto reticolo idrografico minore, come appunto i canali, in quanto elemento caratterizzante del territorio e portatori di un patrimonio ambientale, paesaggistico e storico, Brugherio fa il contrario e decide di intubare un tratto del Villoresi per far edificare un palazzone. Decisamente una brutta idea.

Evocare il concetto di “smart city”, o diffondere simulazioni al computer da angolazioni e prospettive accattivanti non basta a trasformare la realtà. E la realtà dice che i cittadini di Brugherio perderanno dei terreni pubblici per far costruire palazzi ai privati.

E sarà quando quei palazzi saranno costruiti, quando i brugheresi potranno osservarli dal basso della strada in tutta la loro ingombrante imponenza, e dopo che il centro sarà trasformato per tre anni in un cantiere (con tutti i disagi che ciò comporterà), sarà allora che i brugheresi si renderanno conto dell’impatto reale che questo piano comporta in termini di metri cubi di cemento aggiunto. Ma, a quel punto, sarà tardi.

Annunciare che, grazie a questa operazione, sarà possibile realizzare migliorie sull’area verde di via De Gasperi/via Galvani per una spesa di 480.000 euro a carico del privato risulta fuorviante, perché affronta l’argomento al contrario di come si dovrebbe e cioè da come verranno spesi i soldi anziché partire dalla provenienza di quei soldi.

Se l’esigenza della Giunta fosse quella di riqualificare il Parco Miglio, non ne asporterebbe un pezzo per farci costruire un privato. Al contrario, programmerebbe una serie di interventi per migliorare l’area e renderla fruibile dalle persone; essi potrebbero essere tranquillamente diluiti nel tempo, per renderli sostenibili economicamente per le casse dell’Ente.

Un passo alla volta, potremmo avere un centro nuovo, più bello, mantenendo anche il verde, senza essere costretti a veder spuntare nuovi edifici.

Non esiste alcun obbligo a far costruire questi palazzi; è una scelta di questa Amministrazione.

E comunque, se anche fosse indispensabile vendere, (e, ribadiamolo, così non è) l’Amministrazione dovrebbe farlo solo dopo essersi assicurata di farlo al prezzo più alto, prendendosi tutto il tempo necessario. Invece oggi il beneficio per la città risulterà essere un po’ di porfido per le strade, e la cessione di un edificio da ristrutturare (l’ex oratorio Maria Bambina), la cui utilità ai fini dei servizi alla cittadinanza resta tutta da dimostrare. Un po’ pochino a fronte di ciò cui si rinuncia.

In aggiunta a ciò, questo Piano continua a non affrontare un elemento fondamentale per qualsiasi intervento che intenda seriamente riqualificare questa porzione della città: la necessità di pedonalizzare il centro. Ogni città con un centro storico degno di questo nome, possiede almeno una zona pedonale, in modo che le persone possano godere appieno dello spazio pubblico, senza i pericoli, i disagi e le interferenze legati al transito delle automobili.

E’ inutile arredare Piazza Roma e dintorni come un “salotto” se poi i cittadini non potranno usufruirne appieno per via del traffico veicolare che la fa da padrone.

Siamo di fronte ancora una volta ad un atteggiamento da parte di chi governa che vede nella svendita del territorio l’occasione per ricavare  lasciare una qualche impronta, secondo la logica, che “è meglio fare qualcosa che non fare nulla”.

Sbagliatissimo. Piuttosto che realizzare qualcosa di dannoso, meglio non fare nulla. Al contrario, si può “fare qualcosa” di molto utile anche semplicemente tutelando e migliorando un pezzo per volta il patrimonio che già si possiede.

Piuttosto che avere un Piano del Centro brutto, meglio non avere un Piano del Centro.

A tutti farebbe piacere vedere rifiorire il centro della nostra città, ma se non si è in grado di farlo in modo sostenibile è meglio rivedere i propri piani e riprogrammare le proprie azioni in modo da garantirsi benefici meno appariscenti, ma più strutturali e di lunga durata, senza impatti negativi.

In centro a Brugherio esiste un sistema di aree verdi che, a nostro parere, dovrebbero essere protette, valorizzate e messe a sistema per migliorare la qualità della vita dei cittadini, invece di essere concepite come terreni edificabili.

 

Non ci stancheremo mai di ribadire la necessità di arrivare prima possibile (cioè da subito) al consumo di suolo zero (leggi qui e qui) in una città come la nostra, che è urbanizzata per oltre il 70% del proprio territorio. Una volta che avremo consumato tutto il verde, non avremo più nulla da migliorare; di conseguenza, il primo passo per riqualificare il nostro territorio è conservarlo.

sistema_aree_verdi_centro_brugherio_2

Cinque aree verdi che necessitano di una visione d’insieme per essere messa a sistema, anziché edificate.

Questi concetti sono ben chiari ai cittadini di Brugherio, che hanno anche colto l’occasione di giovedì scorso per esporle alla Giunta. Gli interventi provenienti dal pubblico al termine della presentazione del Sindaco infatti, sono stati tutti fortemente critici nei confronti di questo Piano del Centro, che è stato nettamente bollato come “un’operazione speculativa”.

Da parte dell’Amministrazione però, l’atteggiamento in merito è di chiusura. Non c’è la disponibilità a rinunciare al progetto, né quella di rivederlo in modo sostanziale.

Viene semplicemente rimandato il confronto con la cittadinanza all’istituto delle Osservazioni, che i brugheresi potranno presentare in Comune a partire dal 5 aprile fino al 4 maggio.

A questo proposito salta all’occhio la fretta con cui l’Amministrazione sta portando avanti questo progetto, mascherando la propaganda con informazione, e la necessità di comunicazione al pubblico stabilite dalla normativa come volontà di far partecipare i cittadini.

E’ vero che i tempi e le modalità con cui l’iter del Piano si è svolto sono, dal punto di vista della normativa (artt. 12, 13, 14 della Legge Regionale 12 del 2005) formalmente ineccepibili; ma è vero anche che, un intervento che rischia di cambiare il volto del centro di Brugherio in modo così pesante, avrebbe richiesto un tempo di condivisione con i cittadini decisamente più ampio. Se al Sindaco ed alla Giunta fosse interessato, avrebbero potuto trovare maggiori spazi di dialogo con i brugheresi.

Purtroppo, anche dopo questo nuovo show/spot elettorale della Giunta, la nostra opinione su questa operazione si mantiene uguale: si tratta di un intervento di carattere speculativo, che cerca di far passare l’edificazione di due palazzi di diversi piani in pieno centro, come un progetto di abbellimento e ripensamento in meglio del centro cittadino.

 

 

 

 

 

 

AMPLIAMENTO CAROSELLO: CARUGATE VERSO IL REFERENDUM. COINVOLTA ANCHE BRUGHERIO

marzo 11, 2017

Nelle scorse settimane, rispettivamente nelle date del 27 gennaio e del 1 febbraio, i Consigli Comunali di Carugate e di Cernusco sul Naviglio, su proposta delle rispettive Giunte, hanno approvato il documento di indirizzo per l’ampliamento del centro Commerciale Carosello.Non si tratta di un esito inatteso, dal momento che l’arroganza e l’ostinazione dimostrate dalle due Amministrazioni nel corso dei mesi precedenti, erano indicatori che lasciavano presagire che esse avessero già deciso di procedere con l’ingrandimento del Centro Commerciale ben prima che la terza versione del progetto fosse presentata da parte di Eurocommercial (clicca qui).

In considerazione di ciò, tutta la recita messa in piedi dal Sindaco Maggioni di Carugate e dalla sua maggioranza, con le dichiarazioni di contrarietà in occasione della campagna elettorale dello scorso anno, e l’esibizione di una finta volontà di confronto e di partecipazione della cittadinanza mostrano finalmente, a tutti gli effetti, quello che in realtà erano: fumo negli occhi per prendere in giro i propri elettori.

L’Amministrazione di Cernusco sul Naviglio invece non ha nemmeno mai fatto finta di volerci pensare. Ha deciso fin da subito di svendere il Parco degli Aironi a Eurocommercial. La novità di questi mesi, con Sinistra per Cernusco che ha votato contro al documento di indirizzo in Consiglio Comunale, e per questo è stata buttata fuori dalla maggioranza, appare un elemento apprezzabile, ma anche assolutamente tardivo. Sarebbe stato meglio se questa presa di posizione fosse stata presa fin dall’inizio della vicenda Carosello.

Ma com’è questo nuovo progetto che i comuni hanno deliberato di presentare in Regione? In realtà, esso di nuovo ha veramente poco. E’ un obbrobrio ambientale esattamente come il primo; le principali novità sono di natura viabilistica (e hanno anch’esse forti problemi di impatto ambientale).

La prima di queste consiste nella costruzione di un secondo cavalcavia che colleghi Brugherio e Carugate, passante sopra la tangenziale est affiancato a quello attuale. La seconda novità è rappresentata dalla realizzazione di una rotonda fra via dei Mille e via Increa a Brugherio.

La reazione del Forum Ambiente Parco Est delle Cave non si è fatta attendere, e quest’ultimo il 24 febbraio, ha scritto al Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, chiedendo chiediamo l’annullamento dell’atto di indirizzo che il sindaco di Carugate ha inviato il 10 febbraio scorso.

Il Forum ha motivato la richiesta in ragione del fatto che, mentre nel primo atto di indirizzo inviato alla Regione nell’agosto 2014 (e poi ritirato), tutti gli interventi edificatori e viabilistici connessi al progetto riguardavano i territori di Carugate e Cernusco sul Naviglio, nella “nuova” versione del febbraio 2017, alcune delle opere previste sulla rete viaria insistono nel territorio di Brugherio.

In particolare, la rotonda fra Via dei Mille e Via Increa riguarda totalmente il territorio brugherese.

Esso però risulterebbe coinvolto anche dai lavori di raddoppio del cavalcavia, in quanto, per innestare il nuovo ponte, alla rotonda che immette in tangenziale est (la prima arrivando da Brugherio), risulterebbe necessario modificare rotonda stessa, ampliandone il diametro di circa 10 metri (portandolo a 50 metri dai 40 attuali), quindi consumando ulteriore terreno, per la maggior parte situato all’interno dei confini di Brugherio.

Infatti l’attuale cerchio centrale a verde della rotonda attuale di metri 20 di diametro, verrà ampliato a 34 metri, mentre l’ingombro esterno dell’attuale rotonda di metri 40 di diametro verrà ampliato a 50 metri. La maggior parte di queste modifiche che interessano la rotonda ricadono nel comune di Brugherio. 

In ragione di tali modifiche, il Comune di Brugherio diventa, a tutti gli effetti, parte del progetto di ampliamento; tuttavia esso non ha approvato in Consiglio Comunale alcuno specifico atto di indirizzo, in quanto non è stato coinvolto dagli altri due Enti.

Questo nuovo progetto conserva tutti gli aspetti negativi dal punto di vista ambientale, economico, sociale e culturale che aveva il precedente ed in più aggiunge ulteriore spreco di suolo e un evidente ingiustizia nei confronti di Brugherio che, nonostante ospiti buona parte dei nuovi interventi viabilistici a servizio di Carosello, non beneficerà di nessun onere di urbanizzazione né primaria né secondaria.

Con l’ampliamento del centro commerciale l’unica a guadagnarci è Eurocommercial.

I Comuni di Carugate e Cernusco incasseranno gli oneri di urbanizzazione, ma solo degli Amministratori incapaci non capiscono o, peggio ancora, non si interessano al fatto che è assurdo svendere il proprio territorio in cambio di pochi soldi, che finiranno in fretta.

I cittadini pagheranno il costo in termini ambientali, di salute e di disagi. Ora che, con i licenziamenti in atto da parte di Carrefour Italia, cade anche la ridicola argomentazione dei cementificatori, secondo cui i centri commerciali creano posti di lavoro, appare evidente che nessuna ricaduta positiva, per quanto minima e limitata nel tempo, giungerà loro.

Ora come non mai è necessario ribadire la nostra ferma contrarietà a qualsiasi progetto di espansione del Carosello.

A questo proposito, in attesa che la Regione Lombardia risponda alla lettera del Forum Ambiente, chiediamo all’Amministrazione del Comune di Brugherio di esprimere in via ufficiale il proprio diniego, nonché di rifiutare l’eventuale realizzazione di interventi (viabilistici o di qualsiasi altra natura) connessi all’ampliamento, nel territorio del nostro Comune.

I cittadini Carugatesi possono inoltre fornire un contributo diretto per bloccare il raddoppio di Carosello. Il 16 febbraio scorso è infatti iniziata la raccolta firme per l’indizione di un Referendum consultivo nel Comune di Carugate.


Chi fosse interessato a firmare può farlo, fino al 16 marzo, presso l’anagrafe del Comune, dal lunedì al venerdì negli orari di apertura, oppure presso i banchetti allestiti in paese dal Comitato Referendario.

Invitiamo tutti i residenti a Carugate a recarsi a firmare e, successivamente ad andare a votare al Referendum per chiedere di cancellare definitivamente ogni progetto di ampliamento.

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