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20 NOVEMBRE: INCONTRO PUBBLICO PER PARLARE DI CONSUMO DI SUOLO, PIANO DEL CENTRO E AMPLIAMENTO CAROSELLO

novembre 9, 2017

Da tempo e da più parti, per prima dalla scienza, giunge l’allarme che afferma con decisione che un modello di sviluppo che prevede il consumo sistematico del suolo, l’impoverimento delle risorse naturali, la progressiva ed inesorabile urbanizzazione e conurbazione tra diverse città e paesi, non è sostenibile dall’ambiente, dalla società, dalle persone.

Il meccanismo deleterio che spinge le amministrazioni pubbliche a utilizzare il territorio come risorsa per finanziare la propria spesa corrente ha già creato troppi danni.

Il territorio è un bene disponibile in quantità limitata, il ricorso alla cementificazione come fonte di entrata rischia di portare al completo esaurimento di questo bene comune, con il risultato di privare i cittadini di un elemento essenziale per la salute degli esseri viventi e, contemporaneamente, lasciare gli Enti Locali senza lo strumento con il quale hanno, impropriamente, fatto quadrare i propri bilanci.

E’ indispensabile che questa tendenza venga immediatamente invertita, e che le amministrazioni pubbliche inizino a tutelare il proprio spazio non costruito, attuando finalmente il CONSUMO DI SUOLO ZERO.

Eppure, ancora oggi, il tentativo di svendere il territorio continua. Brugherio non è sicuramente esente; due esempi eclatanti che coinvolgono la nostra città sono il Piano del Centro del nostro Comune che, se realizzato, porterà alla costruzione di due palazzi di 7-8 piani sue due aree verdi, ed il progetto di ampliamento del centro commerciale Carosello all’interno del Parco degli Aironi, in territorio di Cernusco sul Naviglio ma comunque molto vicino alla nostra città.

All’interno delle tante iniziative messe in campo per opporsi ai due progetti, il COMITATO CITTADINI CONTRO I NUOVI PALAZZONI IN CENTRO, ed il FORUM AMBIENTE

AREA METROPOLITANA PARCO EST DELLE CAVE, organizzano

 

 

 

Lunedì 20 novembre alle h.21

nella Sala Consiliare

del Comune di BRUGHERIO

la presentazione del libro

«IL  SUOLO SOPRA TUTTO.

CERCASI “TERRENO COMUNE”:

DIALOGO TRA UN SINDACO E UN URBANISTA»

di MATILDE CASA

sindaco di Lauriano (TO)

e PAOLO PILERI

urbanista, docente al Politecnico di Milano

Saranno presenti gli autori.

 

Matilde CASA ci parlerà della sua vicenda giudiziaria, “colpevole”, in quanto sindaco, di aver trasformato un terreno edificabile in agricolo – ma alla fine vincitrice, in nome dei diritti del suolo

Paolo PILERI, urbanista, ci parlerà del dovere, e della difficoltà, di connettere scelte amministrative e difesa dei terreni dal cemento e dell’impegno di forgiare una cultura ambientale e civica

Seguirà uno spazio di dibattito con il pubblico.

Tutti i cittadini sono invitati.

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LA NOSTRA RISPOSTA AL PAGINONE CENTRALE DI NOIBRUGHERIO SUL PIANO DEL CENTRO

novembre 8, 2017

Sul numero di Noibrugherio del 28 ottobre scorso, è stato pubblicato un articolo, occupante le due pagine centrali, incentrato sul Piano del Centro. L’articolo, in 25 punti sintetici, risponderebbe alle principali domande che i cittadini si pongono sul suddetto Piano.

Una pubblicazione del genere potrebbe essere sicuramente un elemento positivo all’interno del dibattito in corso in città, a patto che fosse realizzata in modo preciso ed imparziale.

Al contrario dobbiamo registrare che esso risulta, in pratica, riportare quasi pedissequamente le posizioni dell’Amministrazione Comunale.

Non è sicuramente vietato che un giornale decida di dare credito alla linea di chi governa e propone un progetto; la correttezza però vorrebbe che venisse offerto lo stesso spazio anche a chi a tale progetto si oppone.

Altrimenti, il fatto che chi si propone come imparziale privilegi, anche solo implicitamente, una posizione, trasmette il messaggio che tale posizione è quella dalla parte della ragione.

Per ovviare a questa situazione, qui di seguito vengono esaminati uno per uno i 25 punti, e vengono da noi apportate le necessarie correzioni e precisazioni.

Per ognuno dei punti, trovate in grassetto le nostre precisazioni.

“1. Cosa verrà costruito dove ora c’è parco Miglio?

Verrà costruito un palazzo di 8 piani con 20 appartamenti e spazi per negozi al piano terra. Occuperà circa un terzo dell’attuale parco e parcheggio. L’altezza dell’edificio è di 30 metri circa, mentre l’attuale edificio presente in via De Gasperi nel suo punto massimo è alto 27 metri.”

In realtà, come si vede chiaramente dalla stessa immagine pubblicata nell’articolo, l’edificio di 8 piani occupa, da solo, più di un terzo. Se si considera la parte che viene lastricata (che ora è in verde e nella simulazione è in grigio) si vede chiaramente che la porzione di parco che verrà cementificata o asfaltata (o lastricata se preferite) è quasi la metà.

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“2. Quanti alberi verranno tagliati?
È già iniziato il taglio dei pini marittimi che si trovano in via De Gasperi. Saranno quindi abbattuti gli alberi che si trovano nel parco Miglio. Tutta l’operazione porterà all’abbattimento di circa 20 alberi. Saranno sostituiti in totale da altri 110 alberi, secondo i progettisti più adatti e tipici del nostro territorio (mentre i pini marittimi sono più adatti alle coste) e con le radici meno dannose per i marciapiedi.”

Scritta in questo modo la notizia mette la questione su un puro piano aritmetico (110 alberi nuovi contro 20 vecchi), lasciando intendere che i pini marittimi sono dannosi per i marciapiedi, quindi eliminarli è positivo. La questione vera è che si perdono circa 40 alberi belli, di pregio e grandi per posizionare alberelli piccoli che impiegheranno decenni per raggiungere le dimensioni di quelli attuali (e alcuni non le raggiungeranno proprio). Non abbiamo dubbi che il progetto del verde su quello che rimarrà di Parco Miglio sia stato predisposto da professionisti competenti, né che le specie vegetali siano idonee al nostro territorio, di alto valore dal punto di vista ecologico e anche pregevoli dal punto di vista estetico. Il punto è che questo stesso intervento di messa a dimora di nuove specie vegetali e “ridisegno” del verde potrebbe essere effettuato su parco miglio e sull’area verde di via Kennedy senza costruire i palazzi, avendo a disposizione le due aree intere ed integre e senza sacrificare le piante già in loco.

La verità è che per l’Amministrazione, i 110 nuovi alberi sono la scusa per giustificare la costruzione dei palazzoni.

“3. Cosa succede in piazza Roma?

In piazza Roma è stata demolita la fontana: sarà sostituita con una alta pochi centimetri e dotata di luci colorate. Saranno sostituiti i lampioni (avranno luci led), le panchine e il porfido dove è rovinato. Verranno piantati tre nuovi alberi uguali a quelli esistenti. Il muro chiuso di villa fiorita sarà sostituito da una cancellata aperta al fine di rendere più visibile il parco dalla piazza con spazio per sedersi. L’edicola sarà demolita e una più piccola sarà posizionata più a destra, dove c’era una grossa scala di cemento che è stata abbattuta e verrà ricostruita con dimensioni più ridotte. Ci sarà un’illuminazione speciale.”

Con tutte le manutenzioni che servono a Brugherio la sostituzione della fontana sembra decisamente un spreco. Si toglie una fontana esistente, attorno alla quale la gente era solita sedersi ed incontrarsi, per farne una a livello del terreno, dove non ci si potrà sedere e che, come tutte le fontane a raso, necessiterà di frequente pulizia per evitare otturazione delle bocchette. Viene sostituito il porfido senza rendere la piazza pedonale, col risultato che si rovinerà dopo qualche mese e il comune dovrà nuovamente intervenire e spendere denaro per ripararlo.

“4 Cosa succede in via Kennedy?
In via Kennedy, nell’area verde dietro al parcheggio all’angolo con via Dante, sarà costruito un palazzo di 7 piani e circa 30 appartamenti. Verrà rifatto il parcheggio accanto all’edicola e verrà realizzato un nuovo spazio verde. Non sarà asfaltato il parcheggio sterrato sull’altro lato della strada, che il PGT pone in capo ad un altro operatore. A seguito di alcune osservazioni poste dai residenti di via Kennedy l’Amministrazione sta valutando una diversa collocazione dell’edificio, sempre sulla stessa area.”

Dire che “verrà realizzato un nuovo spazio verde” fa sembrare la cosa come se si creasse del verde in più. In realtà il verde, che esiste già anche se poco visibile e non fruibile, viene in gran parte coperto dal palazzo. Quello che avanza diventa un’aiuola. Vale lo stesso discorso del Parco Miglio. Si potrebbe abbellire l’attuale area verde e renderla fruibile senza perderne la maggior parte per costruirci sopra qualche migliaia di metri cubi di cemento. “Riqualificare” un terreno costruendoci sopra è un controsenso.

“5. C’è crisi, gli appartamenti resteranno invenduti?
Secondo le nostre fonti, è difficile che accada. La vendita, a quanto ci risulta, non è stata ancora ufficialmente aperta. Ma dalle informazioni raccolte pare che ci sia un alto interesse per quanto riguarda il palazzo di via De Gasperi. Non abbiamo invece informazioni riguardo il palazzo di via Kennedy.”

Qui Noibrugherio sembra basarsi sul sentito dire da non precisate “fonti”. In realtà i dati numerici (primi fra tutti quelli del Piano di Governo del Territorio della Giunta) dicono che ci sono centinaia di alloggi invenduti a Brugherio (e in tutta la zona). La Relazione Descrittiva del PGT (pag. 128) dice: “Le verifiche effettuate hanno evidenziato come la totalità delle previsioni insediative relative al PGT 2013
risulti inattuata e di come risulti sostanzialmente inutilizzata la maggior parte dei comparti assunti dal PGT in continuità con le determinazioni del PRG 2005.
A dieci anni dalla loro individuazione la quasi totalità delle opzioni insediative non risultano attuate; questo pone una serie di interrogativi sulla sensatezza di un’operazione “meccanica” di riproposizione delle opportunità insediative contenute nello strumento di governo del territorio.”

Delle previsioni dei Piano Regolatore precedente (2005) è stato realizzato approssimativamente il 14%; se chi aveva possibilità di costruire non l’ha fatto, vuol dire che non c’è mercato. Perché questo edificio dovrebbe costituire un’eccezione? E anche se fosse un’eccezione, con centinaia di appartamenti vuoti, perché bisognerebbe costruirne di nuovi, per giunta sacrificando il verde?

“6. Quali opere private saranno realizzate in totale?
Sarà costruito un palazzo di 8 piani e 20 appartamenti in parte del parco Miglio e un palazzo di 7 piani con circa 30 appartamenti in via Kennedy.”

Viene omesso che in via Kennedy comunque intendono costruire sopra un’area verde.

“7. Cosa ottiene la città?
Le opere di interesse pubblico sono il rinnovamento di piazza Roma, di piazza Battisti, di via De Gasperi, di via Filzi e di tutta l’area di largo Donatori del sangue, il rinnovamento del parcheggio di via Kennedy con la realizzazione di un nuovo spazio a verde, la cessione al Comune dell’ex oratorio di Maria Bambina, la nuova illuminazione in tutta l’area e da via Kennedy fino a via Marsala, il rifacimento dei marciapiedi e delle alberature fino a via Kennedy, la realizzazione del nuovo parco Miglio.

Ferme restando le critiche sui cosiddetti interventi di “rinnovamento”, che per la maggior parte consistono nella sostituzione dell’asfalto con il porfido, occorre ribadire che in via Kennedy non viene creata una nuova area verde (il verde c’è già), il “nuovo Parco Miglio” è la metà di quello attuale ed entrambe le aree avrebbero potuto essere abbellite senza costruirvi sopra. Per quanto riguarda la sostituzione “delle alberature fino a via Kennedy”, essa si rende necessaria a causa dei lavori per la costruzione dei palazzi, ci mancherebbe pure che non ripristinassero gli alberi abbattuti!

In aggiunta a questo occorre rilevare come, anche se la propaganda dei favorevoli al progetto tende a denigrare l’attuale Parco Miglio definendolo un “gabinetto per cani”, la realtà è che quell’area è stata per anni un luogo di aggregazione, anche (ma ovviamente non solo) per i proprietari di cani, in ragione del fatto che nella zona del centro non esisteva un’area attrezzata (ben diversa da un gabinetto) per questi animali. Con il progetto di Piano del Centro, assieme a metà del Parco, scompare anche lo spazio per far correre i cani, senza che esso venga in alcun modo rimpiazzato altrove.

“8. Ci sarà un parcheggio sotterraneo?
In una prima idea del Piano del centro era ipotizzato anche un parcheggio sotterraneo. Nella versione definitiva quest’opera non ci sarà. I progettisti hanno realizzato a proprie spese, e ceduto al Comune, il solo progetto per la realizzazione di un parcheggio interrato pubblico: il Comune valuterà in futuro se realizzare l’opera. Il parcheggio interrato che si vede nelle mappe è invece ad uso del condominio.”

Rimane da chiarire dove potrebbe essere realizzato il parcheggio sotterraneo qualora decidessero di realizzarlo in futuro, tenendo conto del fatto che un cantiere del genere durerebbe molti mesi, e quello del Piano del Centro è previsto termini nel 2020. Con lavori che dureranno tre anni l’impatto in termini di minori parcheggi sarà molto pesante, il Centro andrà in maggior sofferenza e molti esercenti della zona subiranno contraccolpi, rischiando la chiusura. Si vogliono inviare i cittadini nei centri commerciali? Chi ha la propria attività nell’area del Centro dovrà trasferirsi in periferia?
Fare un parcheggio sotterraneo in fase successiva significa impedire il parcheggio per almeno un anno dopo la chiusura del cantiere del Piano del Centro; tale soluzione non è sostenibile per nessun operatore.

Per quanto tempo pensano di arrecare disagio a tutti gli abitanti del centro (e non solo a loro)?

“9. Siamo sicuri che l’impresa completerà le opere pubbliche?
Secondo gli accordi stretti con il Comune, la parte pubblica (piazza Roma, oratorio di Maria Bambina, largo Donatori del sangue) deve essere completata prima che siano completati i palazzi privati.”

Magra consolazione per la perdita di due aree verdi.

“10. In campagna elettorale il sindaco Troiano aveva detto che non avrebbe costruito niente in centro?
Nel “programma elettorale” di Marco Troiano pubblicato tuttora sul sito del Comune(pagine 18 e 24) si legge che contenuti del Pgt dovrebbero essere “consumo di suolo zero, nessuna espansione su aree verdi o non edificate” e “realizzare una «città pedonale»”. Si legge anche che “Serve un progetto di riqualificazione della città, che guardi al futuro, sapendo che questi sono gli anni che decideranno il volto definitivo di Brugherio. Non avremo paura di rivedere alcune scelte fatte in precedenza, anche dalle amministrazioni del centrosinistra: il mondo è cambiato, i tempi sono nuovi, e servono idee nuove”. Infine, sullo specifico del centro, è scritto: “Dopo avere contrastato la cementificazione prevista dal centrodestra con il progetto della «Porta delle Torri», dobbiamo costruire un grande progetto per il centro cittadino, che crei anche nuovi spazi e percorsi nell’ambito della riqualificazione dell’area centrale della città”.

Un giro di parole per nascondere le contraddizioni di questa Amministrazione, che prima promette il consumo di suolo zero, poi costruisce sul verde appellandosi al mondo che “è cambiato”. Il mondo è cambiato, ma la voglia di cemento non cambia da centrodestra a pseudo centrosinistra.

“11. Cosa succede all’ex oratorio di Maria Bambina?
Il costruttore effettuerà lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, per garantire la messa a norma di tutti gli impianti dell’ex oratorio. Sarà ritinteggiata la facciata dell’edificio e sostituiti i serramenti, sarà sostituito il muro di confine con una cancellata aperta uguale a quella di Villa Fiorita e resterà la grotta con la statua della Madonna. L’edificio sarà poi ceduto al Comune, che lo utilizzerà per un nuovo centro anziani, spazi per le associazioni e per gli sportelli comunali per i cittadini, mentre l’ex chiesetta diventerà uno spazio polifunzionale per convegni e mostre.

Tutte ottime cose. Peccato che una palazzina per le associazioni esista già, e che è tutto da dimostrare che sia necessario creare nuovi spazi per gli sportelli dei cittadini. Con lo sviluppo della digitalizzazione dei documenti, sarebbe opportuno spingere per fare in modo che i cittadini svolgano le procedure tramite internet (per quanto possibile). In sostanza, ci sono necessità più urgenti (soprattutto in termini di manutenzioni) e la svendita di aree verdi non ripaga l’acquisizione dell’edificio dell’oratorio (per giunta da ristrutturare).

“12. Cosa succede all’ex convento che dal 2014 ospita dei richiedenti asilo?
L’edificio è di proprietà delle suore di Maria Bambina, congregazione con sede a Lovere (Bg): un gruppo di suore è stato presente in via De Gasperi fino al 2013. Nel novembre 2014 le suore hanno affittato la loro parte di edificio ad una cooperativa per ospitare richiedenti asilo. L’edificio non è coinvolto nel Piano del centro e al momento non sono noti progetti di modifica nella destinazione d’uso dei locali o nella proprietà.

Nulla da dire.

“13. Quanto costano tutti questi lavori?
Il valore delle opere pubbliche ammonta, afferma il sindaco, a 4 milioni 800 mila euro. Questa spesa è sostenuta dal costruttore, in cambio della possibilità di edificare i due palazzi. Il costruttore dovrà anche versare al Comune circa 370 mila euro. L’Amministrazione sta valutando di impiegare parte di questi soldi nella riqualificazione dell’attuale serra De Pisis per destinarla a un nuovo spazio dedicato alle opere del pittore.”

La polemica sulla quantificazione delle cifre del Piano è tuttora in corso.

Sul fatto di utilizzare i 370.000 euro per attrezzare la Serra De Pisis come spazio espositivo, probabilmente ci sono interventi più urgenti necessari alla città. Rimane valido quando già detto sul fatto che la svendita di aree verdi non è compensata da 370.000 euro, comunque si decida di spenderli.

“14. Chi sta realizzando i lavori?
Come si evince dalla documentazione depositata in Comune, il soggetto attuatore è Pst srl, impresa con sede a Monza che finora non ha mai operato a Brugherio. Il progetto paesaggistico è dell’architetto Flora Vallone, anche presidente dell’associazione dei paesaggisti della Lombardia. Il progetto urbanistico è dello studio milanese Arcolinea. Il progetto infrastrutturale e strutturale è di Alpina, società con sede a Milano, la stessa che ha realizzato i progetti dell’ex area Fiera (City Life), dell’ex area Varesine e dell’area Garibaldi/Repubblica a Milano. Il progetto illuminotecnico è dello Studio elettrotecnico Ardizzone di Fiorano al Serio (Bg) e il progetto antincendio è di Biesse impianti, di Pero.”

Nulla da dire.

“15. Il comune poteva ottenere di più dal privato?
Difficile dirlo. Secondo diversi esponenti della minoranza consiliare, che propongono un paragone con operazioni di anni passati in aree più periferiche della città, sì. Secondo dati diffusi dal sindaco, per ogni metro quadro vengono ottenute opere per 282 euro; l’operazione del Bettolino, approvata nel 2011, a fronte di ogni metro quadro genera opere pari a 115 euro.”

L’operazione non è giustificabile a fronte di alcun tipo di corrispettivo. Non si svende un bene non riproducibile come il suolo per costruire edifici, quando abbiamo un consumo di suolo del 70% e centinaia di alloggi vuoti.

“16. L’operazione coinvolge il Comune e un privato. Sarebbe stato più corretto assegnare l’area con un’asta?
Il sindaco sostiene che non era necessaria un’asta pubblica, dato che la scheda urbanistica prevede la realizzazione del piano del centro (e quindi anche del palazzo) solo a fronte della cessione di Maria Bambina all’amministrazione comunale. Era inevitabile cedere i diritti di costruire al privato proprietario dell’ex oratorio. Vale a dire l’impresa che lo aveva acquistato dalla parrocchia San Bartolomeo per circa 1 milione e mezzo di euro nel 2016. Il sindaco ha affermato anche che l’area è stata ceduta ad un valore di 250 euro al metro quadro, a fronte di valori attuali di mercato certificati dalla Camera di Commercio di 210-230 euro. Secondo alcuni politici di minoranza, data la centralità dell’area, sarebbe stata invece opportuna un’asta pubblica. Questi ultimi hanno presentato un esposto alla Corte dei conti per sapere se è legittimo aver scelto una procedura alternativa all’asta. La Corte dei conti non si è ancora espressa e non si conoscono i tempi in cui lo farà.”

Noi riteniamo che, quando si tratta di gestire il patrimonio pubblico (soprattutto per importi di valore così alto) è sempre opportuno procedere attraverso procedure di gara pubbliche. Il problema di tutta la questione comunque è a monte di questo aspetto. Si dà per assodato che il Comune fosse tenuto ad intervenire nella questione fra la proprietà dell’Oratorio Maria Bambina ed il costruttore. In realtà il Comune avrebbe dovuto restare fuori da una compravendita fra privati. Nella condizione attuale invece, l’operazione è resa conveniente per i primi solo grazie al fatto che il comune svende i terreni verdi al costruttore, permettendogli di realizzare i due palazzoni.

18. Perché la parrocchia aveva venduto l’oratorio?
Nei Consigli parrocchiali, in un’ottica di razionalizzazione delle spese, la parrocchia ha stabilito da diversi anni di vendere gli edifici non indispensabili alla pastorale allo scopo di concentrare gli investimenti sugli edifici necessari. Ha pertanto deciso di vendere l’edificio di Maria Bambina. La Diocesi di Milano, in accordo con i criteri che hanno guidato la scelta, ha ratificato la decisione ritenendola opportuna. Diversi operatori hanno avviato trattative con la parrocchia, ma uno solo ha concretizzato l’offerta, acquistando l’edificio per un milione e mezzo di euro per poter realizzare il Piano del centro.”

Come detto al punto precedente, in questa operazione il Comune non avrebbe dovuto in alcun modo entrare.

“19. Il Comune ha fatto un favore alla parrocchia?
Nel precedente progetto l’area dell’oratorio di Maria Bambina sarebbe stata libera da vincoli relativi al Piano del centro e così la sua vendita avrebbe potuto far realizzare forse maggiori introiti alla parrocchia (l’oratorio si sarebbe potuto abbattere per realizzare edifici residenziali privati). Invece, con la soluzione messa in atto, il parroco don Vittorino Zoia si è detto felice del risultato raggiunto in quanto l’ex oratorio, fedele alla sua originaria vocazione, rimane uno spazio a disposizione di tutti i cittadini.”

Se il costruttore avesse realizzato un edificio abbattendo l’oratorio, almeno non sarebbero state sacrificate le aree verdi e non sarebbe stato consumato nuovo suolo.

“20. Il vecchio piano del centro prevedeva meno cemento?
Il centro della città è oggetto di ipotesi di rifacimento da diversi anni. L’ultimo progetto prima dell’attuale è dell’amministrazione di Maurizio Ronchi ed era stato confermato dal commissario prefettizio. Chiamato “Porta delle torri” prevedeva, in estrema sintesi, la costruzione di due palazzi di 15 piani nell’area verde tra viale Lombardia e via Mameli. In cambio, il costruttore avrebbe realizzato un edificio sul parco Miglio con residenze private, spazi commerciali e spazi per il nuovo municipio e avrebbe interrato parte delle linee elettriche. Secondo quanto si evince dalle schede sul sito del Comune, il progetto prevedeva l’edificazione di volumi per circa 22.870 metri cubi, mentre l’attuale Piano del centro ne prevede 7.100.

Il fatto che il precedente Piano del Centro fosse pessimo, non rende quello attuale migliore.

Il precedente Piano prevedeva circa 23.000 metri cubi.

Per quanto concerne il Piano attuale, esso, nella propria Relazione Urbanistica (pag. 20) indica un volume totale di progetto di metri cubi 8247,09 (Parco Miglio) + metri cubi 9984,21 (via Kennedy) = metri cubi 18.231. Quindi la differenza fra i due progetti (brutti ed impattanti entrambi) è molto inferiore rispetto a quella indicata nell’articolo. In realtà il cemento che arriverà sul nostro territorio non sarà molto di meno di quello previsto da Rochi e dal centrodestra.

“21. Quanto dureranno i lavori?
I lavori in piazza Roma dovrebbero terminare per Natale. Tutto il Piano è previsto si completi entro il 2020.

Questo significa che il centro di Brugherio sarà un cantiere aperto (con mezzi pesanti in movimento, polvere, rumore, e ulteriori disagi vari) per almeno tre anni.

“22. Il Comune diventa proprietario anche della corte di fronte al municipio?
No, quello che coinvolge la corte è un progetto precedente e diverso. Un altro privato aveva proposto di acquistare, e cedere al Comune, la corte che si trova di fronte al municipio. Difficoltà nell’operazione, ha detto il sindaco, hanno convinto l’amministrazione a passare al progetto che prevedeva l’acquisizione dell’oratorio di Maria Bambina.

Valgono le considerazioni fatte fino ad ora.

“23. Il mercato si sposta?
Nella fase di cantiere, i banchi del mercato verranno spostati nel nuovo parcheggio provvisorio che è stato realizzato sul parco Miglio. Al termine dei lavori i banchi torneranno grossomodo nelle posizioni attuali, riposizionati in conseguenza della nuova struttura del centro.

Con un cantiere che durerà tre anni, è difficile prevedere se, al termine dei lavori, le cose andranno realmente in questo modo. Di certo ai brugheresi e agli operatori del mercato attendono tre anni di “situazione provvisoria”.

“24. Il centro diventa pedonale?
La conclusione naturale della vicenda sembra essere questa, ma il Comune non si è ancora espresso in merito. La certezza è che all’inizio l’area diventerà a limite di velocità di 30 chilometri all’ora.

La cosa più importante che la Giunta avrebbe dovuto per rendere il centro fruibile e restituire ai cittadini i propri spazi era pedonalizzare l’area. Invece questo non è certo che avvenga. Il risultato sarà che la nuova pavimentazione in porfido delle vie e delle piazze, che costituisce l’unico vero contenuto del Piano, si rovinerà rapidamente a causa del passaggio continuo delle automobili.

“25. La strettoia sotto al campanile verrà chiusa? Cambiano i sensi unici?
Il Sindaco ha più volte dichiarato che la strettoia verrà chiusa al termine dei lavori in piazza Roma, già nei primi mesi del 2018. Non è ancora stato illustrato il cambio di viabilità.

Il cambio di viabilità, qualora necessario, poteva essere realizzato anche senza questo Piano del Centro.

28 OTTOBRE 2017: UNITI PER IL PARCO DEGLI AIRONI

ottobre 24, 2017

Anche questo autunno, come ogni anno, si sono verificati livelli di concentrazione di polveri sottili nell’aria così alti e prolungati nel tempo, da far scattare i provvedimenti di limitazione del traffico e della temperatura dei riscaldamenti.

Dal momento che la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini dovrebbero essere priorità per qualunque amministratore pubblico degno di questo nome, appare logico pensare che questi ultimi si dedichino con impegno alla messa in atto di politiche strutturali finalizzate alla riduzione dell’inquinamento, primo fra tutti quello generato dal traffico delle automobili.

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Invece avviene l’esatto contrario, tant’è che le Giunte di Carugate e Cernusco sul Naviglio continuano ad insistere nella loro volontà di realizzare il devastante progetto di raddoppio del Centro Commerciale Carosello (clicca qui, quiqui e qui per approfondimenti), a discapito del Parco degli Aironi, che porterà un aumento del traffico di 10.000 auto al giorno, con il conseguente carico di gas di scarico e rumore.

Per contrastare questo intervento dall’enorme impatto ambientale, noi di Brugherio Futura siamo uniti a tutti i soggetti della nostra zona che in questi anni si sono mobilitati in difesa dell’ambiente per organizzare, il 28 ottobre 2017, un pomeriggio di festa da trascorrere insieme nella natura del Parco degli Aironi.

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Un modo di passare insieme qualche ora godendo di una delle bellezze del nostro territorio e contemporaneamente dire a gran voce a chi governa che amiamo il Parco e non vogliamo che venga messa a repentaglio da un progetto di allargamento del Carosello che non è altro che una speculazione edilizia a vantaggio della multinazionale olandese proprietaria del centro.

Vi aspettiamo in tanti, Uniti per il Parco degli Aironi!

PROGRAMMA DELL’INIZIATIVA

H 14,00 Partenza da Carugate in bicicletta in P.za Manzoni e da ernusco in Via Verdi angolo via Fiume…
H.15,00 Ritrovo al Parco degli Aironi: Letture animate “La zuppa di sasso”, “Riciclaudio” e “L’airone Giramondo”
Laboratori: SEMINA BELLEZZA e MANDALA DI FOGLIE COLORATE
Banchetti a sostegno del ricorso del Comitato Referendum Carugate “BASTA AMPLIAMENTO”
H.16,00 MERENDA AUTOPRODOTTA per adulti e bambini
LE RAGIONI DEL NO: DIBATTITO E CONFRONTO

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REFERENDUM AUTONOMIA LOMBARDA: UNA FARSA INUTILE

ottobre 20, 2017

La democrazia non ha prezzo e ogni euro speso per fare il modo che ogni cittadino possa esercitare i propri diritti, è speso bene. Conosciamo il valore dell’Istituto del Referendum e, proprio per questo motivo, riteniamo che un Referendum come quello per “l’autonomia” della Lombardia questo ne svilisca il significato democratico. 
Una trovata propagandistica del Presidente della Regione che non ha ragione di esistere, a causa di un Dettato Costituzionale che lo supera.
Quello che è avvenuto in Catalogna dovrebbe farci capire che il futuro dovrebbe essere improntato ad un’Idea di Stato unico, indivisibile e solidale, e che dovrebbe anzi essere perseguito il superamento delle autonomie regionali come oggi concepite. 

Inoltre un Referendum consultivo (come quello Lombardo) dovrebbe servire a dare indicazioni politiche ad un’amministrazione che eventualmente fosse latitante sull’argomento, mentre in questo caso esso è usato (ed abusato) dall’amministrazione regionale per un proprio tornaconto elettorale. Un controsenso. È diventato un magnifico strumento di propaganda. E la propaganda sa di retró, di informazioni viziate e pensiero unilaterale populista e senza analisi. Per tutti questi motivi crediamo che questa consultazione sia un inutile spreco di risorse e non abbia nulla a che fare con l’esercizio della democrazia diretta anzi ma a molto a che fare con un tentativo di manipolazione delle masse. 


L’articolo 116 della Costituzione, recita: “Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la regione interessata”.

Il Referendum non è contemplato, e l’ultima parola spetta al Parlamento. Qualunque sue l’esito del voto del 22 ottobre, la Lombardia non diventerà autonoma.

Maroni ha avuto il via libera per il referendum dal Consiglio Regionale nel febbraio del 2015. Se gli fosse veramente interessato consultare i lombardi lo avrebbe fatto subito. Se ha aspettato due anni lo ha fatto solo per sfruttarlo come campagna elettorale a ridosso delle elezioni, per buttare fumo negli occhi.

Noi di Brugherio Futura non vogliamo in alcun modo legittimare la campagna propagandistica della Lega Nord, quindi domani non andremo a votare.

Vi suggeriamo di fare lo stesso. 

PIANO DEL CENTRO ALL’ANAC. MA IL VERO PROBLEMA E’ IL CONSUMO DI TERRITORIO

settembre 26, 2017

E’ notizia di questi giorni che l’opposizione consigliare di Brugherio a inviato all’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) il Piano del Centro approvato dalla Giunta.

Fin da subito avevamo anche noi espresso un dubbio sul perché non sia stata aperta una procedura di gara per l’attuazione del Piano (ricordiamoci che i palazzi che l’operatore privato realizzerà in centro, sorgeranno su terreni liberi di proprietà comunale che gli verranno ceduti in cambio del passaggio dell’ex asilo Maria Bambina al Comune stesso); di conseguenza seguiremo gli sviluppi di questo aspetto della vicenda con attenzione, come è ovvio che sia.

Tuttavia, come abbiamo sempre fatto da quando l’iter di questo Piano del Centro ha visto il proprio avvio, noi di Brugherio Futura, ed il Comitato cittadino contro i nuovi palazzoni in Centro, cui abbiamo aderito, proseguiremo la nostra attività di contrasto ed opposizione al progetto ponendo l’accento e l’attenzione ad altri aspetti piuttosto che a quelli contabili/finanziari o giuridici (clicca qui e qui per leggere).

Perché il vero problema di questo Piano del Centro, al di là dei cavilli legali in un senso o nell’altro, è che è un brutto Piano.

Rimarrebbe brutto anche se risultasse ineccepibile sotto ogni punto di vista formale, legale e finanziario.

E questo avviene perché risulta inaccettabile dal punto di vista ambientale ed anche culturale.

Il nostro territorio è già stato urbanizzato già oltre il limite che il buon senso (oltre che la scienza) pone, di conseguenza è da considerare brutto ed inaccettabile qualunque progetto che preveda la cementificazione di territorio verde, sia che riguardi un’area in centro, come in questo caso, che in periferia, sia che riguardi edifici residenziali, che commerciali o industriali o di qualunque altra tipologia.

stop-cemento

La bruttezza e l’inaccettabilità di tali interventi non risiede solo nell’estetica, quanto nell’impatto che essi hanno sulla salute e sulla qualità della vita delle persone e degli esseri viventi in generale. Il cemento toglie spazio e salute alle persone, riempie i luoghi di volumi e li svuota di contenuti e di socialità. La nostra zona, la nostra città hanno già concesso al cemento più spazio di quello che sarebbe stato necessario. Siamo pieni di case vuote e capannoni ed uffici in disuso, eppure continuano ad avanzare inarrestabili gli appetiti di chi vorrebbe mangiarsi anche le aree libere che sono rimaste.

E’ giunto il momento di dire basta una volta per tutte a questo genere di politica di gestione del territorio.

Questo piano del centro invece, nonostante provenga da una maggioranza che aveva inserito il consumo di suolo zero nel proprio programma elettorale, cede alla logica del “qualcosa bisogna pur fare”, del “non si può dire di no a ogni progetto”. Ed è questo il motivo per cui è inaccettabile culturalmente.

Certo che si può dire di no alle nuove edificazioni! Anzi si deve, quando i progetti sono negativi (e il consumo di suolo è sempre negativo).

Se un’Amministrazione non è in grado di trovare fondi senza sacrificare il proprio territorio vuol dire che deve rivedere le proprie strategie, oppure non è in grado amministrare. E’ una scelta obbligata, perché il territorio è un bene limitato e non riproducibile e una volta che l’avessimo ricoperto tutto di edifici e strade bisognerebbe comunque trovare un modo alternativo di generare introiti per il Comune, meglio quindi imparare a farlo fin da subito, quando abbiamo ancora un patrimonio verde da difendere e valorizzare, invece di farlo quando saremo soffocati dal cemento.

Noi riteniamo che sia necessario bloccare questo Piano del Centro perché crediamo che sia necessario invertire la tendenza all’espansione urbanistica, e stabilire finalmente che a Brugherio non si deve costruire più su aree libere.

A differenza di quelli (troppi) che si oppongono alle costruzioni a fasi alterne, a seconda che si trovino in maggioranza o in minoranza in Consiglio Comunale (poche cose sono bipartisan come il cemento), Brugherio Futura si batte da anni su questo fronte, e continuerà a farlo fino a quando ci sarà qualcuno che vorrà svendere il territorio a beneficio della speculazione edilizia.

E’ un concetto che deve entrare nella cultura condivisa dei cittadini, e deve valere da oggi per il futuro, per fare in modo che domani, e negli anni a venire, chiunque governerà la città abbia ben presente che il consumo di suolo zero è un elemento vincolante ed imprescindibile.

PIANO DEL CENTRO ALL’AVVIO? NOI CHIEDIAMO AL SINDACO DI FERMARLO.

settembre 4, 2017

Sono iniziati da qualche giorno i lavori di realizzazione del Piano del Centro tanto desiderato dall’Amministrazione Troiano.
Lo aveva annunciato alla stampa verso la metà di agosto lo stesso Sindaco in una lunga intervista dove ancora una volta magnificava la presunta qualità di questo intervento urbanistico affermando anche che i detrattori che vi si oppongono per motivazioni di carattere ambientale saranno i primi a ricredersi quando vedranno le opere realizzate e comprenderanno la bontà del progetto una volta che verrà realizzato.
In realtà noi crediamo di averlo compreso benissimo il progetto, ed è proprio per questo che non ci piace.
Intendiamoci, se gli interventi al Piano del Centro si limitassero a quelli evidenziati con una buona dose di dettaglio dal primo cittadino nella citata intervista, e cioè quelli riguardanti la sistemazione di piazza Roma (sostituzione del muro di cinta di Villa Fiorita con una recinzione a vista, sostituzione della scala esterna del Comune, rifacimento della pavimentazione della piazza, sostituzione della fontana con una a raso) anche noi avremmo avuto ben poco da eccepire (eccetto sulla realizzazione della fontana a raso, che rischia di risultare senza personalità e costosa in termini di manutenzione).
Quello che a noi invece non piace è tutta la parte del progetto, ben più cospicua, che il Sindaco ha omesso di descrivere nel corso del suo colloquio con gli organi di stampa.
Stiamo parlando della realizzazione di due palazzi di otto piani sui terreni verdi del Parco Miglio in via De Gasperi bar Galvani e nell’area di via Kennedy adiacente al giardino della scuola media. In altri precedenti articoli (clicca qui e qui per leggere) abbiamo spiegato le motivazioni per le quali secondo noi questa operazione urbanistica rappresenta uno spreco di territorio che porterà solo svantaggi ai cittadini.
Il Sindaco difende l’intervento limitandosi a dire che gli alberi del parco aumenteranno rispetto al numero attuale.
Il problema però è che il terreno libero diminuirà dal momento che metà dell’attuale parco verrà occupato da un edificio e lo stesso dicasi per l’area in via Kennedy.
Non solo avremo meno spazio verde, ma, per far posto ai palazzi, degli alberi vecchi grandi e sani dovranno essere abbattuti e verranno sostituiti con alberi giovani, di taglia più piccola, che molto probabilmente non raggiungeranno mai le dimensioni di quelli che andranno a sostituire.
L’aspetto di tutta l’area verrà quindi definitivamente modificato in senso peggiorativo.
Il sindaco in un suo post su Facebook in cui annunciava l’avvio dei lavori, parlava di coraggio: il coraggio delle scelte per la città.
A questo noi rispondiamo che ci vuole  coraggio ad anche ad essere coerenti con il programma con cui ci si è presentati ai cittadini in occasione delle elezioni.
E il programma della coalizione che attualmente governa Brugherio diceva che il loro obiettivo era il CONSUMO DI SUOLO ZERO.
programma_elettorale_PD_brugherio_URBANISTICA

Uno stralcio del programma elettorale del Partito Democratico di Brugherio, in cui si dichiara nessuna espansione su aree verdi o non edificate, consumo di suolo zero e no a progetti invasivi nel centro città.

Comunque la si guardi, appare chiaro che l’unico scopo dell’intervento per il Comune è quello di realizzare introiti da utilizzare per rifare il centro.
Dal momento che il prezzo per introitare questi fondi e sacrificare il verde pubblico, allora il vero coraggio risiederebbe nel rinunciare a questi soldi facili in nome della tutela di un bene comune più prezioso.
Del resto, come scrive Papa Francesco nella sua enciclica Laudato si’:
“…Non basta la ricerca della bellezza nel progetto, perché ha ancora più valore servire un altro tipo di  la qualità della vita delle persone, la loro armonia con l’ambiente, l’incontro e l’aiuto reciproco……
“…Data l’interrelazione tra gli spazi urbani e il comportamento umano, coloro che progettano edifici, quartieri, spazi pubblici e città, hanno bisogno del contributo di diverse discipline che permettano di comprendere i processi, il simbolismo e i comportamenti delle persone. 
Non basta la ricerca della bellezza nel progetto, perché ha ancora più valore servire un altro tipo di 
la qualità della vita delle persone, la loro armonia con l’ambiente, l’incontro e l’aiuto reciproco…
..È necessario curare gli spazi pubblici, i
quadri prospettici e i punti di riferimento urbani che accrescono il nostro senso di appartenenza, la nostra sensazione di radicamento, il nostro “sentirci a casa” all’interno della città che ci contiene
e ci unisce…
…Le previsioni catastrofiche ormai non si
possono più guardare con disprezzo e ironia. Potremmo lasciare alle prossime generazioni troppe
macerie, deserti e sporcizia. Il ritmo di consumo, di spreco e di alterazione dell’ambiente ha superato le possibilità del pianeta, in maniera tale che lo stile di vita attuale, essendo insostenibile, può sfociare solamente in catastrofi, come di fatto sta già avvenendo periodicamente in diverse regioni…
..Il movimento ecologico mondiale ha già
fatto un lungo percorso, arricchito dallo sforzo di molte organizzazioni della società civile. Non sarebbe possibile qui menzionarle tutte, né ripercorrere la storia dei loro contributi. Ma grazie a tanto impegno, le questioni ambientali sono state sempre più presenti nell’agenda pubblica e sono diventate un invito permanente a pensare a lungo termine.”
Noi siamo convinti che, per il bene di Brugherio, questo progetto non debba essere realizzato e continueremo a batterci in questo senso.
Rinnoviamo all’Amministrazione la nostra richiesta a fare marcia indietro ed invitiamo tutti i cittadini a mobilitarsi per salvare insieme le nostre aree verdi.
BRUGHERIO FUTURA
RIFONDAZIONE COMUNISTA BRUGHERIO

LO SBANDO DEL PD, FRA ARROGANZA E INCAPACITA’

luglio 17, 2017

I ballottaggi delle elezioni amministrative 2017 hanno ribadito, se possibile con ancora maggiore forza rispetto al primo turno, il totale fallimento del Partito Democratico e del suo segretario Matteo Renzi.

Il PD ha perso praticamente ovunque; ha perso in città dove aveva il vantaggio di esprimere il Sindaco uscente; soprattutto perde alcune delle proprie roccaforti storiche; il caso di Sesto San Giovanni, dove il Pci prima, il centrosinistra poi, aveva sempre governato dal dopoguerra ad oggi, è emblematico, ma non è l’unico.

Di fronte a una disfatta di simili proporzioni, un bagno di umiltà da parte dei dirigenti del partito sarebbe il minimo da aspettarsi e le dimissioni dei vertici nazionali sarebbero un atto quasi dovuto.

Invece la mancanza di dignità politica dei personaggi che guidano il PD è tale, che essi non ammettono le proprie colpe neppure di fronte all’evidenza.

La loro arroganza, la loro presunzione, il loro scarso rispetto per l’elettorato hanno ormai travalicato il limite di ciò che provoca irritazione e sdegno e sono entranti nel campo di ciò che è ridicolo e patetico.

I renziani, invece di ammettere una volta per tutte che gli italiani hanno preferito votare per un centrodestra diviso al suo interno, privo di idee, programmi e credibilità, piuttosto che rivotare loro, hanno ritirato fuori la scusa vecchia e stantia che hanno perso dove si sono alleati con la sinistra. La geniale analisi di questo pool di statisti è’ che “a sinistra si perde”.

Di seguito potete vedere l’immagine pubblicata dalla pagina Facebook del partito da parte del suo presidente Orfini, e che per la supponenza di cui è intriso (in pieno Renzi style) ha suscitato la rabbia e l’indignazione degli stessi iscritti e militanti, che si sono espressi con commenti al veleno sulla stessa pagina.

pd_orfini_commento_ballottaggi_2017

Questo atteggiamento di rincorsa all’elettorato moderato è stata, guarda caso, la linea tenuta dal Partito Laburista dell’era del dopo Blair e che ha condannato il Labour a più di dieci anni di ininterrotte sconfitte.

E’ stata la linea che ha portato alla quasi scomparsa del Partito Socialista Francese, del Pasok Greco e via discorrendo, di rincorsa al centro in ricorsa al centro.

Il PD però, nella sua virata conservatrice e riuscito ad andare un passo oltre i suoi riferimenti europei, arrivando ad allinearsi al populismo di destra nella sua connotazione più bieca, triviale e razzista.

Adesso i voti di cui sono in cerca sono quelli della Lega. E allora ecco rispolverato il vecchio “Aiutiamoli a casa loro” tanto caro a Salvini.

E poi, cosa di oggi, la rinuncia all’approvazione della legge sullo Ius Soli. Prevale la posizione della destra, su un PD che non ha la capacità né l’autorevolezza (e nemmeno la voglia) di diffondere la cultura dell’uguaglianza e dell’integrazione in un Paese sempre più arrabbiato e fomentato da fermenti reazionari, razzisti quanto non addirittura nostalgici nazifascisti.

Quest’operazione di ricerca dei voti conservatori, oltre ad essere disgustosa dal punto di vista etico, è anche controproducente dal punto di vista elettorale.

Perché, in tutta Europa, gli elettori, fra un’imitazione della destra e la destra originale, scelgono l’originale.

Come avevamo scritto nell’articolo di commento ai risultati del primo turno delle amministrative (clicca qui per leggere), il PD ha già da tempo perso la maggior parte dei propri elettori di sinistra, che disertano le urne; in precedenza, ha ottenuto buoni risultati grazie al calo dei votanti, ed al fatto che molti elettori di destra avevano votato i Democratici, attirati dalle lusinghe di Renzi. Ora che quest’ultimo li ha delusi, hanno riportato i loro voti alla destra originale.

Berlusconi e soci hanno poco di cui essere tronfi, perché hanno vinto per demeriti altrui anziché per meriti propri. Se ci fosse stata un’alternativa credibile, il centrodestra sarebbe rimasto a raccogliere le briciole da sotto il tavolo come ha fatto negli ultimi anni. Il fatto è che un’alternativa non c’era, men che meno il Movimento 5 Stelle, che ha deluso pressoché tutti quelli che in esso avevano creduto e si sta ripiegando su sé stesso in qualcosa di sempre più simile alla Lega Nord.

Lo scenario che si presenta di fronte agli occhi degli italiani è dunque quello di un Paese privo di una classe dirigente degna di questo nome, con il Partito Democratico che governa, ma non ha più la maggioranza nel Paese ed è dominato da un leader (Renzi) e dal suo entourage, fortemente invisi alla maggioranza dei cittadini;

con un centrodestra privo di qualunque coesione, programma o valore, disposto a raccattare chiunque pur di far numero, tanto da portare all’interno degli Enti Locali perfino esponenti dell’estrema destra;

con i grillini che, ogni volta che sono sottoposti alla prova dei fatti, la falliscono, dimostrando tutti i limiti di un movimento che non è mai stato tale, ma si è rivelato essere un semplice gruppo di supporto alle manovre del proprio capo.

Con gente di questo tipo, l’Italia può solo andare peggio.

Il riscatto potrà venire solo mettendo assieme tutte quelle esperienze di vera e reale passione civica, che hanno lavorato e lavorano nei territori in battaglie e progetti per il bene comune e nell’interesse della collettività.

Solo da lì sarà possibile recuperare e restituire fiducia e voglia di partecipare a quella maggioranza di italiani che, delusi e disgustati dall’arroganza del potere che li ha umiliati e presi in giro per anni, hanno smesso di investire nel loro Paese.

L’Italia ha bisogno di partecipazione, l’unico antidoto al malgoverno che la opprime.

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