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PIANO DEL CENTRO ALL’ANAC. MA IL VERO PROBLEMA E’ IL CONSUMO DI TERRITORIO

settembre 26, 2017

E’ notizia di questi giorni che l’opposizione consigliare di Brugherio a inviato all’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) il Piano del Centro approvato dalla Giunta.

Fin da subito avevamo anche noi espresso un dubbio sul perché non sia stata aperta una procedura di gara per l’attuazione del Piano (ricordiamoci che i palazzi che l’operatore privato realizzerà in centro, sorgeranno su terreni liberi di proprietà comunale che gli verranno ceduti in cambio del passaggio dell’ex asilo Maria Bambina al Comune stesso); di conseguenza seguiremo gli sviluppi di questo aspetto della vicenda con attenzione, come è ovvio che sia.

Tuttavia, come abbiamo sempre fatto da quando l’iter di questo Piano del Centro ha visto il proprio avvio, noi di Brugherio Futura, ed il Comitato cittadino contro i nuovi palazzoni in Centro, cui abbiamo aderito, proseguiremo la nostra attività di contrasto ed opposizione al progetto ponendo l’accento e l’attenzione ad altri aspetti piuttosto che a quelli contabili/finanziari o giuridici (clicca qui e qui per leggere).

Perché il vero problema di questo Piano del Centro, al di là dei cavilli legali in un senso o nell’altro, è che è un brutto Piano.

Rimarrebbe brutto anche se risultasse ineccepibile sotto ogni punto di vista formale, legale e finanziario.

E questo avviene perché risulta inaccettabile dal punto di vista ambientale ed anche culturale.

Il nostro territorio è già stato urbanizzato già oltre il limite che il buon senso (oltre che la scienza) pone, di conseguenza è da considerare brutto ed inaccettabile qualunque progetto che preveda la cementificazione di territorio verde, sia che riguardi un’area in centro, come in questo caso, che in periferia, sia che riguardi edifici residenziali, che commerciali o industriali o di qualunque altra tipologia.

stop-cemento

La bruttezza e l’inaccettabilità di tali interventi non risiede solo nell’estetica, quanto nell’impatto che essi hanno sulla salute e sulla qualità della vita delle persone e degli esseri viventi in generale. Il cemento toglie spazio e salute alle persone, riempie i luoghi di volumi e li svuota di contenuti e di socialità. La nostra zona, la nostra città hanno già concesso al cemento più spazio di quello che sarebbe stato necessario. Siamo pieni di case vuote e capannoni ed uffici in disuso, eppure continuano ad avanzare inarrestabili gli appetiti di chi vorrebbe mangiarsi anche le aree libere che sono rimaste.

E’ giunto il momento di dire basta una volta per tutte a questo genere di politica di gestione del territorio.

Questo piano del centro invece, nonostante provenga da una maggioranza che aveva inserito il consumo di suolo zero nel proprio programma elettorale, cede alla logica del “qualcosa bisogna pur fare”, del “non si può dire di no a ogni progetto”. Ed è questo il motivo per cui è inaccettabile culturalmente.

Certo che si può dire di no alle nuove edificazioni! Anzi si deve, quando i progetti sono negativi (e il consumo di suolo è sempre negativo).

Se un’Amministrazione non è in grado di trovare fondi senza sacrificare il proprio territorio vuol dire che deve rivedere le proprie strategie, oppure non è in grado amministrare. E’ una scelta obbligata, perché il territorio è un bene limitato e non riproducibile e una volta che l’avessimo ricoperto tutto di edifici e strade bisognerebbe comunque trovare un modo alternativo di generare introiti per il Comune, meglio quindi imparare a farlo fin da subito, quando abbiamo ancora un patrimonio verde da difendere e valorizzare, invece di farlo quando saremo soffocati dal cemento.

Noi riteniamo che sia necessario bloccare questo Piano del Centro perché crediamo che sia necessario invertire la tendenza all’espansione urbanistica, e stabilire finalmente che a Brugherio non si deve costruire più su aree libere.

A differenza di quelli (troppi) che si oppongono alle costruzioni a fasi alterne, a seconda che si trovino in maggioranza o in minoranza in Consiglio Comunale (poche cose sono bipartisan come il cemento), Brugherio Futura si batte da anni su questo fronte, e continuerà a farlo fino a quando ci sarà qualcuno che vorrà svendere il territorio a beneficio della speculazione edilizia.

E’ un concetto che deve entrare nella cultura condivisa dei cittadini, e deve valere da oggi per il futuro, per fare in modo che domani, e negli anni a venire, chiunque governerà la città abbia ben presente che il consumo di suolo zero è un elemento vincolante ed imprescindibile.

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PIANO DEL CENTRO ALL’AVVIO? NOI CHIEDIAMO AL SINDACO DI FERMARLO.

settembre 4, 2017

Sono iniziati da qualche giorno i lavori di realizzazione del Piano del Centro tanto desiderato dall’Amministrazione Troiano.
Lo aveva annunciato alla stampa verso la metà di agosto lo stesso Sindaco in una lunga intervista dove ancora una volta magnificava la presunta qualità di questo intervento urbanistico affermando anche che i detrattori che vi si oppongono per motivazioni di carattere ambientale saranno i primi a ricredersi quando vedranno le opere realizzate e comprenderanno la bontà del progetto una volta che verrà realizzato.
In realtà noi crediamo di averlo compreso benissimo il progetto, ed è proprio per questo che non ci piace.
Intendiamoci, se gli interventi al Piano del Centro si limitassero a quelli evidenziati con una buona dose di dettaglio dal primo cittadino nella citata intervista, e cioè quelli riguardanti la sistemazione di piazza Roma (sostituzione del muro di cinta di Villa Fiorita con una recinzione a vista, sostituzione della scala esterna del Comune, rifacimento della pavimentazione della piazza, sostituzione della fontana con una a raso) anche noi avremmo avuto ben poco da eccepire (eccetto sulla realizzazione della fontana a raso, che rischia di risultare senza personalità e costosa in termini di manutenzione).
Quello che a noi invece non piace è tutta la parte del progetto, ben più cospicua, che il Sindaco ha omesso di descrivere nel corso del suo colloquio con gli organi di stampa.
Stiamo parlando della realizzazione di due palazzi di otto piani sui terreni verdi del Parco Miglio in via De Gasperi bar Galvani e nell’area di via Kennedy adiacente al giardino della scuola media. In altri precedenti articoli (clicca qui e qui per leggere) abbiamo spiegato le motivazioni per le quali secondo noi questa operazione urbanistica rappresenta uno spreco di territorio che porterà solo svantaggi ai cittadini.
Il Sindaco difende l’intervento limitandosi a dire che gli alberi del parco aumenteranno rispetto al numero attuale.
Il problema però è che il terreno libero diminuirà dal momento che metà dell’attuale parco verrà occupato da un edificio e lo stesso dicasi per l’area in via Kennedy.
Non solo avremo meno spazio verde, ma, per far posto ai palazzi, degli alberi vecchi grandi e sani dovranno essere abbattuti e verranno sostituiti con alberi giovani, di taglia più piccola, che molto probabilmente non raggiungeranno mai le dimensioni di quelli che andranno a sostituire.
L’aspetto di tutta l’area verrà quindi definitivamente modificato in senso peggiorativo.
Il sindaco in un suo post su Facebook in cui annunciava l’avvio dei lavori, parlava di coraggio: il coraggio delle scelte per la città.
A questo noi rispondiamo che ci vuole  coraggio ad anche ad essere coerenti con il programma con cui ci si è presentati ai cittadini in occasione delle elezioni.
E il programma della coalizione che attualmente governa Brugherio diceva che il loro obiettivo era il CONSUMO DI SUOLO ZERO.
programma_elettorale_PD_brugherio_URBANISTICA

Uno stralcio del programma elettorale del Partito Democratico di Brugherio, in cui si dichiara nessuna espansione su aree verdi o non edificate, consumo di suolo zero e no a progetti invasivi nel centro città.

Comunque la si guardi, appare chiaro che l’unico scopo dell’intervento per il Comune è quello di realizzare introiti da utilizzare per rifare il centro.
Dal momento che il prezzo per introitare questi fondi e sacrificare il verde pubblico, allora il vero coraggio risiederebbe nel rinunciare a questi soldi facili in nome della tutela di un bene comune più prezioso.
Del resto, come scrive Papa Francesco nella sua enciclica Laudato si’:
“…Non basta la ricerca della bellezza nel progetto, perché ha ancora più valore servire un altro tipo di  la qualità della vita delle persone, la loro armonia con l’ambiente, l’incontro e l’aiuto reciproco……
“…Data l’interrelazione tra gli spazi urbani e il comportamento umano, coloro che progettano edifici, quartieri, spazi pubblici e città, hanno bisogno del contributo di diverse discipline che permettano di comprendere i processi, il simbolismo e i comportamenti delle persone. 
Non basta la ricerca della bellezza nel progetto, perché ha ancora più valore servire un altro tipo di 
la qualità della vita delle persone, la loro armonia con l’ambiente, l’incontro e l’aiuto reciproco…
..È necessario curare gli spazi pubblici, i
quadri prospettici e i punti di riferimento urbani che accrescono il nostro senso di appartenenza, la nostra sensazione di radicamento, il nostro “sentirci a casa” all’interno della città che ci contiene
e ci unisce…
…Le previsioni catastrofiche ormai non si
possono più guardare con disprezzo e ironia. Potremmo lasciare alle prossime generazioni troppe
macerie, deserti e sporcizia. Il ritmo di consumo, di spreco e di alterazione dell’ambiente ha superato le possibilità del pianeta, in maniera tale che lo stile di vita attuale, essendo insostenibile, può sfociare solamente in catastrofi, come di fatto sta già avvenendo periodicamente in diverse regioni…
..Il movimento ecologico mondiale ha già
fatto un lungo percorso, arricchito dallo sforzo di molte organizzazioni della società civile. Non sarebbe possibile qui menzionarle tutte, né ripercorrere la storia dei loro contributi. Ma grazie a tanto impegno, le questioni ambientali sono state sempre più presenti nell’agenda pubblica e sono diventate un invito permanente a pensare a lungo termine.”
Noi siamo convinti che, per il bene di Brugherio, questo progetto non debba essere realizzato e continueremo a batterci in questo senso.
Rinnoviamo all’Amministrazione la nostra richiesta a fare marcia indietro ed invitiamo tutti i cittadini a mobilitarsi per salvare insieme le nostre aree verdi.
BRUGHERIO FUTURA
RIFONDAZIONE COMUNISTA BRUGHERIO

LO SBANDO DEL PD, FRA ARROGANZA E INCAPACITA’

luglio 17, 2017

I ballottaggi delle elezioni amministrative 2017 hanno ribadito, se possibile con ancora maggiore forza rispetto al primo turno, il totale fallimento del Partito Democratico e del suo segretario Matteo Renzi.

Il PD ha perso praticamente ovunque; ha perso in città dove aveva il vantaggio di esprimere il Sindaco uscente; soprattutto perde alcune delle proprie roccaforti storiche; il caso di Sesto San Giovanni, dove il Pci prima, il centrosinistra poi, aveva sempre governato dal dopoguerra ad oggi, è emblematico, ma non è l’unico.

Di fronte a una disfatta di simili proporzioni, un bagno di umiltà da parte dei dirigenti del partito sarebbe il minimo da aspettarsi e le dimissioni dei vertici nazionali sarebbero un atto quasi dovuto.

Invece la mancanza di dignità politica dei personaggi che guidano il PD è tale, che essi non ammettono le proprie colpe neppure di fronte all’evidenza.

La loro arroganza, la loro presunzione, il loro scarso rispetto per l’elettorato hanno ormai travalicato il limite di ciò che provoca irritazione e sdegno e sono entranti nel campo di ciò che è ridicolo e patetico.

I renziani, invece di ammettere una volta per tutte che gli italiani hanno preferito votare per un centrodestra diviso al suo interno, privo di idee, programmi e credibilità, piuttosto che rivotare loro, hanno ritirato fuori la scusa vecchia e stantia che hanno perso dove si sono alleati con la sinistra. La geniale analisi di questo pool di statisti è’ che “a sinistra si perde”.

Di seguito potete vedere l’immagine pubblicata dalla pagina Facebook del partito da parte del suo presidente Orfini, e che per la supponenza di cui è intriso (in pieno Renzi style) ha suscitato la rabbia e l’indignazione degli stessi iscritti e militanti, che si sono espressi con commenti al veleno sulla stessa pagina.

pd_orfini_commento_ballottaggi_2017

Questo atteggiamento di rincorsa all’elettorato moderato è stata, guarda caso, la linea tenuta dal Partito Laburista dell’era del dopo Blair e che ha condannato il Labour a più di dieci anni di ininterrotte sconfitte.

E’ stata la linea che ha portato alla quasi scomparsa del Partito Socialista Francese, del Pasok Greco e via discorrendo, di rincorsa al centro in ricorsa al centro.

Il PD però, nella sua virata conservatrice e riuscito ad andare un passo oltre i suoi riferimenti europei, arrivando ad allinearsi al populismo di destra nella sua connotazione più bieca, triviale e razzista.

Adesso i voti di cui sono in cerca sono quelli della Lega. E allora ecco rispolverato il vecchio “Aiutiamoli a casa loro” tanto caro a Salvini.

E poi, cosa di oggi, la rinuncia all’approvazione della legge sullo Ius Soli. Prevale la posizione della destra, su un PD che non ha la capacità né l’autorevolezza (e nemmeno la voglia) di diffondere la cultura dell’uguaglianza e dell’integrazione in un Paese sempre più arrabbiato e fomentato da fermenti reazionari, razzisti quanto non addirittura nostalgici nazifascisti.

Quest’operazione di ricerca dei voti conservatori, oltre ad essere disgustosa dal punto di vista etico, è anche controproducente dal punto di vista elettorale.

Perché, in tutta Europa, gli elettori, fra un’imitazione della destra e la destra originale, scelgono l’originale.

Come avevamo scritto nell’articolo di commento ai risultati del primo turno delle amministrative (clicca qui per leggere), il PD ha già da tempo perso la maggior parte dei propri elettori di sinistra, che disertano le urne; in precedenza, ha ottenuto buoni risultati grazie al calo dei votanti, ed al fatto che molti elettori di destra avevano votato i Democratici, attirati dalle lusinghe di Renzi. Ora che quest’ultimo li ha delusi, hanno riportato i loro voti alla destra originale.

Berlusconi e soci hanno poco di cui essere tronfi, perché hanno vinto per demeriti altrui anziché per meriti propri. Se ci fosse stata un’alternativa credibile, il centrodestra sarebbe rimasto a raccogliere le briciole da sotto il tavolo come ha fatto negli ultimi anni. Il fatto è che un’alternativa non c’era, men che meno il Movimento 5 Stelle, che ha deluso pressoché tutti quelli che in esso avevano creduto e si sta ripiegando su sé stesso in qualcosa di sempre più simile alla Lega Nord.

Lo scenario che si presenta di fronte agli occhi degli italiani è dunque quello di un Paese privo di una classe dirigente degna di questo nome, con il Partito Democratico che governa, ma non ha più la maggioranza nel Paese ed è dominato da un leader (Renzi) e dal suo entourage, fortemente invisi alla maggioranza dei cittadini;

con un centrodestra privo di qualunque coesione, programma o valore, disposto a raccattare chiunque pur di far numero, tanto da portare all’interno degli Enti Locali perfino esponenti dell’estrema destra;

con i grillini che, ogni volta che sono sottoposti alla prova dei fatti, la falliscono, dimostrando tutti i limiti di un movimento che non è mai stato tale, ma si è rivelato essere un semplice gruppo di supporto alle manovre del proprio capo.

Con gente di questo tipo, l’Italia può solo andare peggio.

Il riscatto potrà venire solo mettendo assieme tutte quelle esperienze di vera e reale passione civica, che hanno lavorato e lavorano nei territori in battaglie e progetti per il bene comune e nell’interesse della collettività.

Solo da lì sarà possibile recuperare e restituire fiducia e voglia di partecipare a quella maggioranza di italiani che, delusi e disgustati dall’arroganza del potere che li ha umiliati e presi in giro per anni, hanno smesso di investire nel loro Paese.

L’Italia ha bisogno di partecipazione, l’unico antidoto al malgoverno che la opprime.

ELEZIONI COMUNALI 2017: ANALISI DEL VOTO PRIMA DEI BALLOTTAGGI

giugno 19, 2017

I risultati delle elezioni amministrative 2017, forniscono alcune indicazioni importanti dal punto di vista politico, che andrebbero tenute nella giusta considerazione.

Il primo dato è il calo dell’affluenza, diventato una costante da alcuni anni, che evidenzia ancora una volta lo stato di disaffezione alla politica che caratterizza molti cittadini i quali non si sentono più rappresentati da alcun gruppo, forza o schieramento. Solo per rimanere alla nostra zona, le percentuali di votanti nella Città Metropolitana di Milano e nella Provincia di Monza e Brianza sono state rispettivamente del 53,76% e del 51,85%, la terz’ultima e l’ultima della regione (alle precedenti elezioni erano il 61,79% e il 60,20%).

Il secondo dato è che, dietro l’apparente tenuta del Partito Democratico, che raggiunge il ballottaggio in molti comuni dove era già al governo, se si osserva la situazione con maggiore attenzione, si vede chiaramente che per il PD si tratta di un arretramento di proporzioni per nulla trascurabili.

I ballottaggi infatti vengono raggiunti molto spesso in condizioni di svantaggio (come a Como, Lissone, Legnano, Meda, Melegnano, Senago per citare alcuni casi, sempre nella nostra zona) e comunque utilizzando Liste civiche “civetta” per attirare i voti di quelli che non si fidano del simbolo del partito.

Un partito che perde voti in misura enorme. Altro che il 42% sbandierato da Renzi! Nella storica roccaforte di Sesto San Giovanni il PD arriva al 20,82% e anche dove va meglio, come a Monza il 29,74% raggiunto è ben lontano dal 42.

Questo calo di consensi ha consentito di rinvigorire perfino il disastrato centrodestra, che riesce a recuperare terreno per demeriti altrui, anziché per meriti propri. Anche in questo caso nella maggior parte dei casi i ballottaggi sono raggiunti mettendo assieme le sigle più disperate, coagulate attorno alla Lega Nord, con Forza Italia in calo disastroso di voti (dove va bene è attorno al 12/13%, dove va male attorno al 6%).

Nel complesso questa situazione dei due poli centrodestra-centrosinistra può essere letta in questo modo: gli elettori di sinistra hanno disertato le urne (come da qualche anno a questa parte), mentre una parte consistente di elettori di centrodestra, che alle ultime tornate aveva votato per il PD ultramoderato (cioè destrorso) di Renzi, è rimasto deluso anche da quest’ultimo e si è messo a votare la Lega.

In tutto questo il Movimento 5 Stelle registra ovunque un fallimento evidente, rimanendo su valori che in genere non superano il 9/10%, e restando ovunque fuori dai ballottaggi. I grillini pagano lo scotto di non aver saputo costruire nulla sul consenso ricevuto negli ultimi anni, avendo disatteso la prova dei fatti.

E’ invece da segnalare l’enorme risultato dei poli di Liste civiche. A Melzo ed Abbiategrasso questi ultimi arrivano al ballottaggio con il centrodestra, con il PD che si ferma a percentuali attorno al 15/16%.

Ma anche dove non si hanno risultati così clamorosi, i poli civici sono spesso arrivati ad un soffio dal raggiungimento del secondo turno. A Sesto San Giovanni le civiche raggiungono il 24,24% (al ballottaggio il centrodestra ci è arrivato con il 26,09%), a Melegnano il 22,56% (26,73% la percentuale del PD che va al ballottaggio) in molti altri Comuni si attestano attorno al 15%.

Sebbene dietro molte di queste Liste in realtà si nascondano (furbescamente) i partiti, rimane comunque un dato di fatto che il loro successo rappresenti un ulteriore segnale della crisi dei partiti tradizionali, e della necessità sentita da ampie schiere di cittadini, molti dei quali di sinistra, di sentirsi rappresentati da forze politiche che non rispondano a quei gruppi di potere che hanno generato la costante situazione di crisi generalizzata in cui si trova il Paese.

Elezioni-comunali-2017

Terminiamo con una breve riflessione sul caso di Cernusco sul Naviglio. In questo Comune andranno al ballottaggio il candidato del PD (alleato con una Lista civica) con il 35,94% e quello del raggruppamento di centrodestra con il 18,95%, che ha sostenuto un testa a testa con la candidata della sinistra, arrivata al 15,53%.

In molti, a livello locale, hanno letto questo risultato come un trionfo del centrosinistra e dell’operato del Sindaco Uscente Comincini, in particolare in relazione alla questione dell’ampliamento del centro commerciale Carosello.

In realtà la situazione è l’esatto opposto. Infatti alle precedenti Amministrative, nel 2012, Comincini aveva vinto al primo turno, con il 54,42%, con il PD al 30%, mentre in occasione del referendum costituzionale del dicembre 2016 era stato l’unico Comune del circondario in cui aveva vinto il Sì (per via dell’influenza del renziano di ferro Comincini) con il 51,90%. Alle elezioni Europee del 2014, quelle del PD al 42%, il partito di Renzi a Cernusco aveva preso il 47,35%.

Oggi il nuovo candidato del centrosinistra è in calo del 18,48% rispetto al 2012, mentre il PD, che si attesta al 27,68%, cala del 2,32% rispetto al 2012 e del 19,67% rispetto al 2014.

Tale crollo è spiegabile in parte con il calo generalizzato di consensi dei Democratici e del loro segretario a livello nazionale, ma in parte è sicuramente dovuto alla contrarietà della cittadinanza rispetto al progetto di ingrandimento del Carosello ed al conseguente sacrificio del Parco degli Aironi.

Questo tema dovrebbe rimanere centrale nella campagna per il ballottaggio e, comunque esso vada, lo sarà nell’agenda politica del nuovo Sindaco, perché la protesta e l’opposizione dei contrari, anche negli altri Comuni, non si fermerà.

(Fonte dei dati: Ministero dell’Interno)

GLI ALBERI NON SONO UN FASTIDIO

giugno 8, 2017

Alcuni cittadini hanno avuto recentemente modo di lamentarsi nei confronti dell’Amministrazione Comunale di Brugherio in relazione al taglio di alcune alberature stradali in via Nazario Sauro.

In risposta a questo, l’Assessore all’Ambiente Magni, tramite il proprio profilo Facebook rispose nel modo seguente:

“Gli abbattimenti delle piante di via Sauro sono il primo step della riqualificazione del verde stradale della via.

I prunus versavano in uno stato molto compromesso, sia a livello ornamentale (la specie invecchia molto precocemente in parterre stradale, disseccando velocemente) che a livello statico e sanitario (la maggior parte avevano sbrancature importanti, forte inclinazione del tronco e sbilanciamenti della chioma, carie al legno).

Previa valutazione delle condizioni si è stabilito l’abbattimento e la sostituzione con altra specie più consona, al fine di non incorrere nuovamente nelle attuali problematiche.

Nello specifico per evitare l’interferenza delle piante con la circolazione, nei tornelli posti a meno di un metro dagli incroci (v. frank, v. edison, etc..) si prevede la rimozione della ceppaia, la chiusura del tornello e il rifacimento dell’asfalto.

Entro le prossime tre settimane il lavoro sarà concluso.

Saranno piantumati “Ilex castaneifolia”: allevati ad alberello, sono piccoli sempreverdi con chioma compatta, piccoli fiori bianchi in fioritura e bacche colorate nel periodo invernale.”

ilex_castaneifolia

Ilex castaneifolia

La riflessione che vogliamo proporre sulla questione, non riguarda l’intervento di sostituzione delle piante in sé per sé.

Immaginiamo infatti che a giustificare l’intervento vi fosse una relazione degli Uffici del Comune che attestasse le cattive condizioni di salute delle piante, e la necessità del loro abbattimento per motivi di sicurezza.

Il problema semmai, è la concezione di verde pubblico che sta alla base dell’intervento di ripristino successivo agli abbattimenti e che, ci pare, sia alla base di tutta la strategia di gestione del verde di questa Amministrazione.

Negli ultimi anni a Brugherio sono stati abbattute alberature stradali d’alto fusto e di pregio (basti citare i tigli di via Manara o i pini marittimi delle vie Bachelet, Montello, Maestri del Lavoro e Dalla Chiesa, contro l’abbattimento dei quali noi di Brugherio Futura ci siamo sempre schierati, dentro e fuori dal Consiglio Comunale) per sostituirli con alberelli di piccole dimensioni destinati a crescita ridotta.

I motivi delle sostituzioni, in quei casi, non era la cattiva saluta degli alberi, o una loro pericolosità per le persone; semplicemente essi rappresentavano un problema di manutenzione, perché gli apparati radicali imponenti causavano sollevamento dell’asfalto, con necessità di ripristinare con una certa frequenza i marciapiedi.

Il punto della questione è proprio questo: si sta diffondendo la concezione che il verde pubblico sia una voce di spesa e che sia necessario contenere tale voce al massimo, per cui occorre eliminare gli elementi che creano più “problemi” con altri meno fastidiosi. Quindi si tagliano gli alberi grandi e belli, che hanno decine di anni e al loro posto si inseriscono alberelli striminziti che tali resteranno per sempre e che pochi creeranno pochi “fastidi” in termini di manutenzione.

Peccato che, in termini di estetica del paesaggio e di importanza ecologica (abbattimento delle sostanze inquinanti, della CO2 e del rumore, ombreggiamento, supporto alla biodiversità etc.) la bilancia penda nettamente a favore delle grandi alberature “fastidiose”.

Se la scelta di piante poco ingombranti può avere senso per nuove realizzazioni (se si esegue una piantumazione in una strada fino a quel momento priva di alberi), è invece assolutamente ingiustificabile sacrificare alberature esistenti in buone condizioni, per mere considerazioni di comodità nella gestione.

Ancora più grave ovviamente, è quando questo avviene perché vengono realizzate nuove edificazioni su terreni verdi, come accadrà se verrà realizzato il Piano del Centro dell’Amministrazione Comunale (clicca qui e qui per leggere) che prevede la costruzione di un palazzo di otto piani sull’area verde fra via De Gasperi e via Galvani, con conseguente abbattimento di tutte le piante attualmente esistenti.

La qualità di una città si valuta anche dalla qualità del suo verde urbano. Se Brugherio ha la fortuna di avere un buon patrimonio arboreo, chi la Amministra deve sapersene fare carico e investire quanto serve per mantenerlo, tutelarlo e incrementarlo.

PIANO DEL CENTRO: L’OSSERVAZIONE PRESENTATA DAL COMITATO CITTADINI CONTRO I NUOVI PALAZZONI IN CENTRO

giugno 6, 2017

Trascriviamo di seguito il testo dell’Osservazione al Piano del Centro presentata in data 3 maggio 2017, dal Comitato “Cittadini contro i nuovi palazzoni in centro”.

Vi aggiorneremo sulla risposta dell’Amministrazione Comunale non appena verranno rese note le controdeduzioni espresse dalla Giunta.

Il Comitato “Cittadini contro i nuovi palazzoni in centro”
PRESENTA
In data odierna e ai sensi dell’art. 14 della Legge Regionale 12/05 e s.m.i. la seguente osservazione al Programma Integrato d’Intervento (P.I.I.) Ambito AT-02A in duplice copia, compilata in tutte le sue parti.

Relazione descrittiva: oggetto e contenuti dell’osservazione

Il territorio del Comune di Brugherio ha raggiunto un livello di urbanizzazione vicino al 70% e deve essere considerato saturo da questo punto di vista. Risulta imperativo fermare fin da subito il consumo di suolo, evitando in primo luogo nuove costruzioni e/o urbanizzazioni di aree attualmente non edificate e, in secondo luogo, favorendo la riconversione ambientale di aree edificate compromesse e/o dismesse.
Questo è ancora più vero, se si considera che non esiste alcuna esigenza di nuove edificazioni all’interno del territorio comunale, in linea con quanto avviene all’interno dell’area vasta gravitante attorno alla città di Milano, in cui esso è collocato.

La relazione del Documento di Piano, al paragrafo 3.3, si occupa dello “Stato di attuazione delle previsioni insediative del PGT vigente”.
Al paragrafo 3.3.1, essa riporta: “Il calcolo della disponibilità insediativa residua si propone di valutare quanta parte della domanda insediativa pregressa e addizionale può trovare risposta nel patrimonio esistente e nelle quantità insediative previste e non utilizzate dal vigente strumento urbanistico.
Questa operazione risulta particolarmente significativa nel porre in evidenza le difficoltà attuative incontrate dalle determinazioni contenute nei due ultimi strumenti urbanistici.
Le verifiche effettuate hanno evidenziato come la totalità delle previsioni insediative relative al PGT 2013 risulti inattuata e di come risulti sostanzialmente inutilizzata la maggior parte dei comparti assunti dal PGT in continuità con le determinazioni del PRG 2005. A dieci anni dalla loro individuazione la quasi totalità delle opzioni insediative non risultano attuate.”

E’ quindi lo stesso Documento di Piano del PGT a indicare come vi sia stata, e permanga tuttora, l’assoluta mancanza di necessità edificatoria all’interno del Comune di Brugherio.

Questo è testimoniato dal grande numero di abitazioni ed edifici produttivi che da anni permangono sfitti ed invenduti.

Risulta quindi del tutto incomprensibile come il Comune di Brugherio, predisponga un Piano del Centro che prevede pesanti edificazioni nell’Ambito territoriale AT-02 (Schede di attuazione degli ambiti di trasformazione AT-02C1 ed AT-02C2).

Inoltre si ha che:

la relazione del Documento di Piano contiene richiami ad uno degli elementi centrali dell’odierno dibattito urbanistico: la riduzione del consumo di suolo, (paragrafo 6.5.3) pur limitandosi a citare alcuni punti della normativa regionale in materia (LR 31/2014 “Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e la riqualificazione del suolo degradato”), in particolare l’articolo 1.: “La presente legge detta disposizioni affinché gli strumenti di governo del territorio, nel rispetto dei criteri di sostenibilità e di minimizzazione del consumo di suolo, orientino gli interventi edilizi prioritariamente verso le aree già urbanizzate, degradate o dismesse ai sensi dell’articolo 1 della legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 (Legge per il governo del territorio), sottoutilizzate da riqualificare o rigenerare, anche al fine di promuovere e non compromettere l’ambiente, il paesaggio, nonché l’attività agricola, in coerenza con l’articolo 4-quater della legge regionale 5 dicembre 2008, n. 31 (Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale).”

E l’articolo 3,:
[il Piano delle Regole] “… individua e quantifica, a mezzo di specifico elaborato denominato Carta del consumo di suolo, la superficie agricola, ivi compreso il grado di utilizzo agricolo dei suoli e le loro peculiarità pedologiche, naturalistiche e paesaggistiche, le aree dismesse, da bonificare, degradate, inutilizzate e sottoutilizzate, i lotti liberi, le superfici oggetto di progetti di recupero o di rigenerazione urbana; tale elaborato costituisce parte integrante di ogni variante generale o parziale del PGT che preveda nuovo consumo di suolo. L’approvazione della Carta del consumo di suolo costituisce presupposto necessario e vincolante per la realizzazione di interventi edificatori, sia pubblici sia privati, sia residenziali, sia di servizi sia di attività produttive, comportanti, anche solo parzialmente, consumo di nuovo suolo.”

Nella pratica, il PGT si limita ad una formale ottemperanza ai dettami della suddetta normativa con la definizione della cartografia del consumo di suolo.

In particolare il documento recita:
“L’elaborato PR-07: Tavola del consumo di suolo testimonia questa attenzione evidenziando:
[…] gli ambiti di rigenerazione urbana13 (distinguendo quelli previsti nel Piano delle Regole e quelli del Documento di Piano; […]”
Nell’elaborato PR-07 le aree oggetto degli interventi previsti dal Piano del centro sono identificate appunto come Ambiti di Rigenerazione Urbana (individuati nel Documento di Piano).
E’ opportuno però tenere presente che l’articolo 2, comma 1, lettera e della già citata LR 31/2014, definisce:

“rigenerazione urbana: l’insieme coordinato di interventi urbanistico-edilizi e di iniziative sociali che includono, anche avvalendosi di misure di ristrutturazione urbanistica, ai sensi dell’articolo 11 della l.r. 12/2005, la riqualificazione dell’ambiente costruito, la riorganizzazione dell’assetto urbano attraverso la realizzazione di attrezzature e infrastrutture, spazi verdi e servizi, il recupero o il potenziamento di quelli esistenti, il risanamento del costruito mediante la previsione di infrastrutture ecologiche finalizzate all’incremento della biodiversità nell’ambiente urbano.”

Inoltre, lo stesso articolo 2, al successivo comma 3, stabilisce:

“In applicazione dei criteri, indirizzi e linee tecniche di cui al comma 2, gli strumenti comunali di governo del territorio prevedono consumo di suolo esclusivamente nei casi in cui il documento di piano abbia dimostrato l’insostenibilità tecnica ed economica di riqualificare e rigenerare aree già edificate, prioritariamente mediante l’utilizzo di edilizia esistente inutilizzata o il recupero di aree dismesse nell’ambito del tessuto urbano consolidato o su aree libere interstiziali.”

Il cosiddetto “Programma Integrato di Intervento di riqualificazione urbanistica ed ambientale dell’ambito di trasformazione AT-02A” (Piano del Centro), risulta quindi in contrasto con l’articolo 2, comma 1 della Legge Regionale 31/2014, in quanto l’elemento portante del Piano stesso risulta essere l’edificazione dei condomini in via De Gasperi (AT-02AC1) e in via Kennedy (AT-02AC2) che nulla ha a che vedere con i succitati dettami normativi: non vi è riqualificazione dell’ambiente costruito, non si ha realizzazione o potenziamento di attrezzature o infrastrutture per la comunità, non vi è la realizzazione di nuovi spazi verdi o il potenziamento di quelli esistenti, che anzi vengono fortemente ridotti se non addirittura cancellati, non vi è la previsione di infrastrutture ecologiche finalizzate all’incremento della biodiversità.

Né tantomeno viene utilizzata edilizia esistente inutilizzata o vengono utilizzate aree dismesse come stabilisce l’articolo 2 comma 3.

In questo Piano del Centro non si ha alcuna rigenerazione urbana, né una riqualificazione urbanistica ed ambientale, bensì una evidente operazione immobiliare da parte di privati su terreno pubblico.

La realizzazione di edifici di così grande volumetria (con il conseguente insediamento di nuovi residenti) nell’ambito in questione, comporta un pesantissimo impatto ambientale su tutto il centro di Brugherio sia, come già anticipato, in termini di aree verdi sacrificate, che in termini di maggior traffico veicolare, di maggior carico sulla rete fognaria, di maggiori consumi energetici.

In aggiunta a ciò, l’ingombro dei nuovi volumi modifica profondamente il paesaggio dell’area, arrivando a compromettere la visuale e la possibilità di utilizzare la luce naturale agli abitanti delle abitazioni limitrofe preesistenti.

La riduzione del numero parcheggi, dovuto ai nuovi edifici, costringe addirittura l’Amministrazione a tombinare un tratto del secondario del canale Villoresi lungo viale Lombardia, sacrificando un altro elemento costitutivo del paesaggio al fine di recuperare alcuni posti auto.

Oltre all’impatto ambientale e a quello sociale fin qui evidenziati, il Piano del Centro avrà conseguenze sulla collettività anche dal punto di vista economico.

Infatti, la realizzazione di interventi di arredo urbano con utilizzo di materiali di pregio (realizzazione della fontana in Piazza C. Battisti, sostituzione dell’asfalto con porfido etc.) risulterebbe elemento apprezzabile qualora l’area dell’ambito AT-02AC1 fosse interessata da un progetto di pedonalizzazione, indispensabile ai fini della sua fruibilità, della sua identificazione quale spazio collettivo da parte dei cittadini e del rilancio del commercio locale.

Dal momento però che le vie Galvani, De Gasperi, Vittorio Veneto e Cavour, e che Piazza Cesare Battisti (come del resto Piazza Roma) rimarranno adibite al traffico veicolare, è purtroppo inevitabile che i suddetti materiali di pregio vadano incontro ad un’usura maggiore rispetto a quelli usualmente utilizzati, con conseguente necessità di manutenzioni più frequenti e altrettanto conseguente maggiori esborsi per le casse comunali.

In considerazione di quanto esposto, e delle centinaia di firme raccolte in poco tempo da parte di cittadini brugheresi che si sono manifestati contrari a quanto previsto dal Piano del Centro, Si chiede pertanto:

1. che dal P.I.I. dell’Ambito di Trasformazione AT-02 (Piano del Centro) venga esclusa l’edificazione di nuovi edifici, con particolare riferimento a quelli identificati come ambiti AT-02AC1 e AT-02AC2 (via De Gasperi e via Kennedy), e/o l’aumento volumetrico di edifici esistenti.
2. Che venga eliminata la previsione di copertura del canale Villoresi lungo viale Lombardia.

ROTONDE CAROSELLO…NON AD INSAPUTA

giugno 1, 2017

Nelle scorse settimane, a causa di un’interrogazione discussa in Consiglio Comunale, è tornata alla ribalta la questione dell’ampliamento del centro commerciale Carosello con particolare riferimento alla viabilità che la proprietà del centro commerciale vorrebbe realizzare a servizio della struttura.

Il progetto che quest’ultima ed i Comuni di Carugate e Cernusco sul Naviglio hanno presentato in Regione per richiedere la realizzazione di un accordo di programma, prevede che vengano realizzate due rotonde nel territorio del Comune di Brugherio.

In realtà la questione è stata trattata con un certo ritardo da parte di chi ha presentato l’osservazione, dal momento che noi avevamo già posto la questione qualche mese fa.

Se volete conoscere i fatti in modo approfondito cliccate qui e leggete l’articolo che avevamo pubblicato a marzo proprio su questo argomento.

zona_nuove_rotonde_carosello

In questa foto aerea di via dei Mille sono cerchiate in giallo le aree potenzialmente interessate dalle nuove rotonde del Carosello

Nel nostro articolo, chiedevamo all’Amministrazione Comunale di Brugherio di non consentire la realizzazione delle rotonde, in quanto tale diniego comporterebbe il blocco del progetto di espansione.

La risposta che il Sindaco Troiano ha fornito all’interrogazione a riguardo ci soddisfa solo in parte. Infatti, se da un lato egli ha ribadito la contrarietà al progetto di ingrandimento del Carosello, dall’altro ha precisato: “[…]L’accordo di programma è dei Comuni di Carugate e di Cernusco perché è su quei territorio che si costruirà e l’approvazione spetta a Regione Lombardia. Ma è in vista di quell’ipotetico via libera che dobbiamo chiederci se in questa fase sia meglio che Brugherio stia zitta su questioni importanti come l’aumento del traffico o che venga posto già il problema. Noi l’ampliamento non lo vogliamo ma se Regione, Carugate e Cernusco daranno via libera all’opera stiamo zitti o diciamo già che quell’opera produrrà impatto sul territorio e che va compensato? Noi siamo su questa seconda posizione. Ecco perché abbiamo già sollevato negli incontri informali la questione traffico. La risposta della proprietà sta in quelle due rotonde. Ci sta bene? Questo lo vedremo quando ci si siederà intorno ad un tavolo nel caso in cui l’iter entrasse nel vivo.”

E’ tutta la seconda parte della dichiarazione del Sindaco a non piacerci proprio per niente. A essere buoni, essa sembra un modo per tenere i piedi in due scarpe esprimendo contrarietà al progetto senza pestare troppo i piedi ai Comuni limitrofi.

A voler esse un po’ più maligni potremmo pensare che l’Amministrazione brugherese si dichiari contraria perché è consapevole che ai cittadini l’espansione dell’area commerciale non piace, ma in realtà spera che il progetto passi per fare in modo che Carosello realizzi la rotonda su via dei Mille senza che Brugherio debba spenderci dei soldi.

Se fosse così sarebbe inaccettabile. Non si scende a trattativa su interventi di impatto ambientale così devastante, perché è un modo per legittimarli.

Il problema del traffico è stato posto fin dall’inizio da parte di chi, come Brugherio Futura, si oppone all’espansione dell’area commerciale; non esiste “compensazione” adeguata al raddoppio del Carosello.

L’unico modo di non “stare zitti” di fronte a un progetto del genere, e alla concezione di gestione del territorio e della cosa pubblica che ad esso sta dietro, è quello di dire seccamente di no, senza stare a mercanteggiare su rotonde e svincoli.

La viabilità è parte integrante del progetto presentato in Regione; se Brugherio dice di no, essa deve essere ridisegnata, e l’intero progetto deve essere modificato e rimesso in discussione.

Se i Sindaci di Carugate e Cernusco vogliono continuare a intestardirsi con questa idea irresponsabile di aumento della cementificazione, dovrebbero almeno essere in grado di essere autosufficienti nel portarla avanti.

Se non ne sono in grado dovrebbero prenderne atto e desistere, ma questo diventa più difficile se il Comune di Brugherio si dimostra collaborativo.

Oltretutto, come dimostrano i documenti raccolti in Regione dal Forum Ambiente Area Metropolitana Parco Est delle Cave, la Commissione Regionale IV Attività Produttive e Occupazione, nella seduta del 22 dicembre 2014, si era espressa deliberando di “impegnare la Giunta Regionale a non dare seguito alle richieste dei Sindaci dei Comuni di Carugate e Cernusco sul Naviglio e quindi a ogni richiesta di attivazione di accordi di programma concernenti l’ampliamento delle strutture commerciali citate in premessa.” (Per l’appunto il Carosello).

La questione non dovrebbe perciò neppure essere posta, dal momento che la Regione si è già espressa nel 2014 contro “ogni richiesta di attivazione di accordi di programma” e che, rispetto a tale Deliberazione, non esiste alcuna motivazione valida per cui essa potrebbe giustificare una propria eventuale marcia indietro.

Come sempre sostenuto dal Forum Ambiente, tutta l’operazione di ritirare l’atto di indirizzo per ripresentarne subito un altro quasi uguale (leggi qui il nostro precedente articolo), appare come un tentativo della dirigenza di Eurocommercial (proprietaria di Carosello) per cercare di giustificare i tanti soldi spesi per l’acquisto dei terreni e per la progettazione.

Carugate e Cernusco si sono prestati a questa operazione, dimostrando disinteresse verso i cittadini e l’ambiente e sudditanza verso Eurocommercial; secondo noi, Brugherio dovrebbe invece stare con decisione e determinazione dall’altra parte.

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